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Re: Putìn
Russia:ucciso leader opposizione Nemtsov
Agenzia Tass, è stato centrato da quattro colpi di arma da fuoco
http://www.ansa.it/webimages/img_457...e2d26134a3.jpg
(ANSA) - MOSCA, 27 FEB - Boris Nemtsov, leader dell'opposizione russa a Vladimir Putin ed ex vicepremier liberale all'epoca della presidenza Ieltsin, è stato ucciso in un agguato mentre passeggiava nel centro di Mosca. Secondo l'agenzia Tass, l'uomo politico, 55 anni, è stato centrato da quattro colpi d'arma da fuoco.
Io un'idea me l'ero fatta.
Ero convinto che fossero gli stessi fratelli Kouachi di Charlie Hebdo.
Però mi dicono che sono stati uccisi e che sul posto pare sia stato ritrovato l'estratto conto miliardario di una banca svizzera, intestato a un certo Vladimir Potìn, o un nome simile, che l'attentatore distratto ha scordato.
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Re: Putìn
il Nord quotidiano
PIU' PANZER PER I TEDESCHI
venerdì 27 febbraio 2015
Anche a causa della crisi in Ucraina, in Germania la ministra della Difesa Ursula von der Leyen ha annunciato uno stop alla riduzione della dotazione di carri armati per le truppe dell'esercito federale, il Bundeswehr. Lo ha annunciato la stessa ministra in un'intervista pubblicata sul sito internet delle forze armate. ''Il quadro generale della sicurezza e' cambiato notevolmente dall'anno di crisi 2014'', ha sostenuto von der Leyen: ''Oggi dobbiamo rispondere sinceramente alla domanda su quel che davvero dobbiamo poter fare. Sui veri bisogni delle truppe''. Von der Leyen ha poi ricordato come recentemente la Nato abbia aumentato la richiesta di disponibilita' ai Paesi membri, e come la Germania giochi un ruolo importante nelle nuove truppe di attacco rapido decise nel vertice di settembre in Galles. L'annuncio della ministra riguarda nell'immediato l'attivazione di un battaglione a Bergen, in Bassa Sassonia, che sara' rifornito di soldati e carri armati. Von del Leyen ha infine annunciato una piu' stretta cooperazione con gli eserciti francese, polacco e dei Paesi Bassi.
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Re: Putìn
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Re: Putìn
L’Ucraina ammette: diversi paesi ci hanno fornito armi letali
Pubblicato il: 01/03/2015
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...ize=220x140c50Poroshenko aveva già ammesso che anche gli Emirati Arabi avevano accettato di fornire armi all'Ucraina
di Eugenio Cipolla«Crediamo che questo conflitto non possa risolversi in un anno, nemmeno in due e forse neanche in tre». Arsenji Yastenyuk lo ha detto chiaramente ieri pomeriggio durante la conferenza stampa organizzata in occasione del suo primo anno da premier. La guerra in est Ucraina,...
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Re: Putìn
JE NE SUIS PAS BORIS NEMTSOV
Pubblicato il: 01/03/2015
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...ize=220x140c50"Dalle nostre disgraziate parti è l'uomo adatto per la puntuale riduzione agiografica a eroe delle democrazia"
di Diego Angelo Bertozzi A Mosca è stato ucciso Boris Nemtsov il leader di un piccolo partito di destra e di una coalizione di formazioni anti-putiniane (che nelle ultime elezioni legislative del 2011 non ha neppure sfiorata la soglia di sbarramento del 7%), ma soprattutto uno dei responsabili...
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Re: Putìn
Ora temo per lui che sia in un posto molto caldo .
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Re: Putìn
Caffettino al polonio a soros, e si risolverebbero molte cose.
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Re: Putìn
Messe in chiaro alcune cosucce oggi.
Russia ready to repel any nuke strike, retaliate – missile forces command chief
Russia ready to repel any nuke strike, retaliate ? missile forces command chief ? RT News
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Re: Putìn
Citazione:
Originariamente Scritto da
Scarpon
Caffettino al polonio a soros, e si risolverebbero molte cose.
E una tisana al cianuro alla Nuland.
Per Kerry e la Clinton basta una scorreggia della Nuland.
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Re: Putìn
Ecco il “Matteotti di Russia”
Dopo poche ore dall’omicidio di Boris Nemtsov, appare già chiaro chi sia il mandante e di chi siano le responsabilità della morte del politico russo. Le voci sulla responsabilità di Vladimir Putin sono state talmente veloci e solerti da rendere quantomeno consigliabile una analisi più accurata, che sappia snodarsi tra diversi punti oscuri e interpretazioni singolari.
Singolare è, per esempio, notare come a cadavere ancora caldo sia bastata una occhiata pure piuttosto superficiale alla carriera politica di Nemtsov per etichettarlo come portabandiera della Democrazia e delle Libertà nella Russia oscurantista, nonché come “leader dell’opposizione” al governo moscovita. Sarebbe senz’altro più utile invece notare come il partito co-fondato da Nemtsov, ovvero l’Unione delle Forze di Destra (Sojuz Pravych Sil in russo) godesse di un consenso elettorale piuttosto basso, con addirittura un 1% collezionato nelle elezioni del 2007. Lo stesso Nemtsov era addirittura fuoruscito dal partito già dal 2004, cercando di non intralciare il cammino di altri candidati di impostazione liberale, come Michail Kas’janov, opposti alla gestione di Putin, rimanendo sempre nell’alveo di una partecipazione politica che definire marginale è eufemistico.
Resta quindi un mistero come si possa definire Nemtsov un pericolo per Putin, quando le percentuali di consenso, pure volendo analizzare i dati non elettorali, vedono il presidente russo in continua ascesa e i partiti facenti capo all’area della destra liberale pro-europea in crisi da decenni, in particolar modo dalla non felicissima parentesi Eltsin. Sarebbe un po’ come definire Pannella il leader dell’opposizione italiana, e voler vedere un ipotetico interesse da parte del Renzi di turno per una sua eliminazione, addirittura fisica. E’ un atto che a prima vista sembrerebbe piuttosto stupido, dato che rischierebbe di far scoppiare un caso di dimensione internazionale e che verrebbe amplificato da qualsiasi organo di stampa occidentale, il tutto per ottenere l’eliminazione di un politico confinato ormai all’oblio, la cui irrisoria dimensione politica poteva addirittura far comodo ad un presidente come Putin. Considerando la complessità del mondo russo, i difficili rapporti tra le oligarchie, i non sempre chiari meccanismi di potere di una certa classe economica dominante nel mondo russo, pare che la pista “governativa” dell’omicidio Nemtsov sia quella meno credibile, quantomeno una delle più difficili.
Fin qui invece vi è stata una assoluta assenza di una analisi esterne al circolo putiniano per cercare possibili moventi o persone interessate all’eliminazione di Nemtsov. Pare difficile analizzare la politica russa con una ottica volta a considerare tutto quel che si oppone a Putin come un qualcosa di angelico e sostanzialmente candido, quando invece il gioco delle oligarchie, dei poteri economici è fortissimo a Mosca e dintorni. Probabilmente lo sapeva bene anche Nemtsov, vicino al consiglio di amministrazione di “Oil” e al suo presidente Igor Linshits. Questa società era vicinissima ad ambienti criminali, e secondo i pubblici ministeri russi realizzava proventi illeciti vicini ai 57 miliardi di rubli. L’attenzione della giustizia russa costrinse Linshits a fuggire a Londra, e lo stesso Nemtsov ad allontanarsi dal mondo della politica. Un personaggio quindi coinvolto in parecchie questioni oscure, in un mondo non privo di rischi, ritorsioni e soluzioni pure violente, sul confine piuttosto labile che separa legalità e illegalità.
Pure l’ipotesi delle prove che Nemtsov avrebbe avuto per le mani, prove riguardanti il coinvolgimento della Russia nel conflitto ucraino, appare leggermente debole, visto che documenti più o meno forti sul coinvolgimento di Mosca nel conflitto se ne producono da mesi. Dalle foto di confine spacciate per testimonianze incontrovertibili, dalle interviste alla popolazione, da confessioni di personaggi di estrazione militare, viene da chiedersi perché ci fosse un bisogno così urgente di ulteriori prove del coinvolgimento russo nel conflitto, in presenza di una propaganda così martellante che da mesi parte da Kiev verso occidente, e pure da occidente verso Kiev. Questo stesso percorso inoltre pare piuttosto collaudato, e i buoni rapporti che intercorrono tra il nuovo esecutivo ucraino e i suoi partner occidentali fin qui non avevano impedito di riempire l’informazione nostrana di uscite contro Putin o di filippiche sul presunto militarismo russo, e sul suo rappresentare un pericolo per l’angelica democrazia europea, ma se possibile le avevano favorite. In un gioco delle parti pure piuttosto pruriginoso, in cui l’invenzione, la mistificazione e la menzogna non sono estranee all’agire quotidiano, ne costituiscono anzi una parte non trascurabile.
Piuttosto che provare a scandagliare versioni alternative e forse un po’ più feconde, fin da subito si preferisce dipingere un politico di questo calibro addirittura come il Matteotti russo, un paragone che, con il rispetto della vittima, pare leggermente fuori luogo soprattutto se analizziamo la caratura politica e morale del socialista veneto da una parte, e la quantomeno dubbia estrazione del liberale russo dall’altra. Ma si sa, tutto quel che può servire contro Putin fa gola e viene usato senza problemi. Ci si chiede però se, più che la democrazia in Russia, il problema non sia l’informazione in Italia e in occidente.
Ecco il ?Matteotti di Russia? ? Il blog di Alessandro Catto