La clinton stronca ogni giustificazione al femminismo!
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Oggi l'intera città di Sloviansk è rimasta per tutto il giorno senz'acqua.
Bombardata la centrale elettrica che fa funzionare l'acquedotto.
I valori dell'occidente.
In serata sono riusciti a farla ripartire.
Ma iniziano a scarseggiare parecchie cose.
Le frontiere ad Est sono state chiuse.
Già 8000 ucraini sono arrivati nella regione russa di Rostov sul Don, a sud.
E quella merdaccia di negher se ne esce con questa sparata, che è tutta un programma circa i tempi che gli servono.
E che i suoi sudditi europei sono pronti ad assecondare dandosi la zappa sui piedi.
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Obama: "Putin
colga occasione
o conseguenze"
Politica.Il presidente americano avverte la Russia, "ha 2 o 3 settimane" per dimostrare che ha smesso davvero di destabilizzare l'Ucraina. Cameron, "la destabilizzazione deve finire".
Putin a cena con Hollande all'Eliseo, focus sull'Ucraina
Due o tre settimane.
Il negher: "Non possiamo permettere altra violenza"
E allora falla finire, sta solo a te.
"Se Putin non cambierà strada nelle prossime settimane ci saranno delle conseguenze"
Come già scritto due-tre settimane sono il tempo che gli serve per scatenare la carneficina a spese nostre.
Si può tranquillamente modificare il detto "faccia da cazzo" in "faccia da negher".
Se si preferisce, per non essere volgari, possiamo parlare di Psaking o più professionalmente di sindrome parafrenica.
E mi documento.
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“Psaking”: un nuovo fenomeno nella diplomazia americana
Stranamam 06 Giugno 2014
Il 29 maggio, la preferita dei giornalisi di tutto il mondo e la star della diplomazia americana Jen Psaki, che ufficialmente rappresenta il Dipartimento di Stato, ha “brillato” ancora una volta. Secondo le sue parole, gli Stati Uniti ritengono che nel Donbass non sia in corso una guerra civile, ma una battaglia con “mercenari”. Quando le è stato domandato di dare spiegazioni sull’uso sproporzionato della forza da parte dell’’esercito ucraino, la Psaki ha tagliato corto: “Da parte nostra questo non è motivo di allarme”.
È comprensibile che nello spazio globale di Internet sia già stato coniato un neologismo: “psaking”. Si dice così quando una persona che non capisce, fa affermazioni categoriche, confondendo i fatti e senza tante scuse. Per questo motivo Psaki è già entrata nella storia: psaking, adesso, è per sempre.
Tuttavia, non sarebbe diventato un modo di dire se caratterizzasse una sola persona. Psaking è un termine globale, che oggigiorno riflette tutta la pochezza della qualità diplomatica americana, e ancor più la qualità della politica globale degli Stati Uniti. Tipico psaking è quando Barack Obama, arrivato in Europa, ha dichiarato che il Kosovo si è staccato dalla Serbia con un referendum. La storia non conosce nessun referendum sulla secessione del Kosovo, ma Obama – o qualcuno della Casa Bianca – non ha ritenuto necessario correggere la gaffe. Puro psaking.
Un esempio fresco, enorme di psaking è il discorso di Obama all’Accademia Militare di Westpoint avvenuto il 30 maggio.
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All’inizio è stata solo una questione di stile. Poi – cosa tipica dello psaking – il pathos aumenta, e prende il sopravvento.
“La nostra economia rimane la più dinamica del mondo” ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti.
Secondo la dinamica di crescita del PIL, prima dell’America ci sono Cina o India. Ridicolo volerlo ignorare.
“Quando uomini mascherati assaltano gli edifici in Ucraina, il mondo chiede aiuto e guarda all’America”, ha continuato Obama.
Forse Obama si riferisce a quando il “settore destro” ha sequestrato il comune di Kiev e i Ministeri nel sanguinoso colpo di Stato? O agli assalti al Palazzo del Governo e al palazzo dell’amministrazione presidenziale? Come sappiamo, l’America ha appoggiato questi “assalti”. Obama confonde forse qualcosa.
Ha citato poi quattro volte la Russia riferendosi alla sua “aggressione” ed alle sue “provocazioni”.
“La nostra possibilità di formare l’opinione pubblica mondiale ha contribuito a isolare immediatamente Russia”. Poi si è ha continuato il suo discorso parlando di “propaganda russa” e “truppe russe in passamontagna”…
E qui comincia il film. Girato come se vivessimo su un altro pianeta. Immaginate una folla di comparse, il capo e la sua voce tuonante che istiga: “La nostra capacità di plasmare l’opinione pubblica nell’universo ha immediatamente aiutato a isolare il pianeta nemico”. Ma se non fossero comparse? E se questa fosse la realtà? Come intendere tutto ciò?
“L’America rispetto al resto del mondo non è mai stata così forte. Gli Stati Uniti sono pronti a usare la forza militare unilateralmente. L’America è l’unica nazione insostituibile. La domanda per l’America non è se essere un leader, ma essere leader in nome di cosa? Non non solo per il bene della nostra tranquillità e il nostro benessere, ma per diffondere la pace e la prosperità in tutto il mondo. L’America è obbligata ad essere leader nel mondo. Oltre a noi nessun altro può esserlo. Io credo nell’eccezionalità dell’America, con ogni fibra della mia anima. Ci rende eccezionali non la nostra capacità di calpestare il diritto internazionale, ma la prontezza di realizzarlo”, ha profferito Obama.
Capite bene che questo è davvero un “grumo” pericolosissimo: Incomparabilità, Aggressività, Indispensabilità, destino alla guida per portare la prosperità all’intero pianeta, Esclusività, riferimenti a ciò che non esiste.
Per valutare, bisogna documentarsi. Il miglior testo in questi casi è il Manualedi Psichiatria di A.V. Snezhnevsky. La malattia non è certo nuova, si chiama “parafrenia”. Diagnosticata più di cento anni fa dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin.
“Sindrome parafrenica. Una condizione che unisce una fantastica mania di grandezza a deliri di persecuzione. I pazienti si dichiarano potenti della Terra e dell’Universo. Nelle loro mani si trova il destino del mondo e dell’umanità; dal loro desiderio, dipende il fatto se ci sarà la guerra o il benessere eterno. Parlando del proprio potere, usano fantasiosi e grandiosi paragoni. Tipicamente, i pazienti non cercano di argomentare le loro dichiarazioni, in quanto per loro l’indiscutibilità delle loro asserzioni è ovvia”.
Coincide tutto. Secondo Obama, gli Stati Uniti sono il garante della prosperità del mondo, e l’America è pronta a usare la forza. All’Accademia Militare di Westpoint le condizioni per l’uso della forza Obama le a descritte in modo talmente vago che ormai non è rimasta alcuna restrizione di sorta. È stato un discorso molto aggressivo sulla la dottrina americana del dominio nel mondo. Obama non sembra vedere che gli Stati Uniti non sono ancora riusciti a difendere nessuno, che i loro interventi, dall’Iraq alla Siria, dalla Libia all’Ucraina, non hanno portato a nessun benessere e prosperità, ma hanno significato solo sangue, sofferenza e morte.
E poi in questi Paesi, dopo che sono passati gli american, “le pulizie” le devono fare gli altri. Per molto tempo. E il successo non è garantito.
Chiarissimo.Citazione:
“La nostra possibilità di formare l’opinione pubblica mondiale ha contribuito a isolare immediatamente Russia”