



Preferisco di no.


verissimo. c'è anche da dire che non è dato sapere se l'intestazione della pratica fosse al tutore o al bimbo. o se semplicemente il bimbo risultasse come semplice riferimento per la sua quota....
e ammesso e non concesso che abbiano sbagliato ad intestare resta una polemica sul nulla: il cattivissimo comune che si permette di far pagare ad un bambino l'imu è l'ennesimo caso montato ad arte.
Ultima modifica di -----; 19-12-13 alle 13:09


Poiché un bimbo di sei anni è incapace (giuridicamente parlando) di compiere negozi giuridici la pratica è intestata al tutore, e non può essere intestata al bimbo semplicemente perché non gli può essere intestata la casa.
Diciamo la verità. Non è la prima volta che i comuni fanno cartelle a cazzo. Succede .
Preferisco di no.


assolutamente vero. resta il fatto che vendere mediaticamente la richiesta del comune (ammettendo che abbiano intestato la cartella all'orfano, cosa tutta da vedere) come una storia strappalacrime del burocrate senzacuore che brutalizza il povero orfanello è la solita bestialità da giornalisti scandalistici italiani.
su questo non puoi non essere d'accordo.


Preferisco di no.


mi piacerebbe vivere in un paese dove il giornalista fa il giornalista raccontando i fatti e non inventandosi storielle emozionanti.
e dove gli enti pubblici lavorano con senso di responsabilità.
la mancanza del secondo requisito non può però essere una giustificazione per il primo punto.


Non lo giustifica, ma lo bilancia.
Sembrerà strano , ma ci son voluti i suicidi di persone che si eran visti pignorare e mettere in vendita tramite asta giudiziaria la casa magari per una multa di 300 euro perché si ponesse un qualche limite a Equitalia.
Tutti vorremmo vivere in un mondo perfetto, ma dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento e magari tentare di migliorarlo.
Preferisco di no.


non è 'strano' è assolutamente fuori di senno.
è assolutamente insensato, ripeto, che per arrivare a mettere in luce l'effettivo problema della spietatezza di equitalia si debba orchestrare una campagna mediatica sui suicidi (che per inciso avvenivano anche prima con ritmo non dissimile)
è questo che contesto ai giornalisti attuali: il creare il caso ad arte e praticamente sempre NON per bontà d'informazione ma per altri fini (che siano politici di parte o per mera cassetta)
se siamo finiti in questa merda è anche e soprattutto per la assoluta mancanza di un serio giornalismo di inchiesta.
si va avanti a colpi di 'pensionato muore di freddo perchè gli staccano il riscaldamento'. il che è allucinante in una democrazia che vuole definirsi 'matura'


Guarda che in tutte le democrazie, mature o meno, il giornalismo fa da contraltare al potere politico.
Francamente le puttanate mediatiche sono altre, dal problema femminicidio all'emergenza omofobia, che si basano su dati o manipolati o inesistenti.
Per quanto riguarda viceversa il malfunzionamento delle amministrazioni ad ogni livello in Italia , il problema non è certamente della stampa, che funge appunto da contraltare con la denuncia alle inefficienze burocratiche (che poi in primis il problema non è l'eccesso burocratico , ma la logica inesistente in chi deve applicare in fase esecutiva la norma, laddove se nel diritto privato si richiede spesso la c.d. "diligenza del buon padre di famiglia" in ambito di P.A. questa viene de iure e de facto eliminata.
Il problema della mancanza di giornalismo d'inchiesta in Italia è assai semplice. I giornalisti italiani sono al 98% una cosca di paraculi autoprotetti che penzolano a leccare il deretano tra poteri forti ed editori compiacenti.
Solo in Italia , ad esempio puoi trovare giornalisti in giro per le procure a leggersi fascicoli di cui teoricamente è vietata la divulgazione fino a termine indagine, tanto per fare un esempio.
Preferisco di no.