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Discussione: Licenza premio

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    Predefinito Licenza premio

    BUONGIORNO
    19/12/2013
    Giustizia d’evasione



    MASSIMO GRAMELLINI



    Breve viaggio panoramico nella testa del magistrato di sorveglianza che ha concesso il permesso premio al serial killer di Savona da ieri alla macchia.
    «Dunque, Gagliano, riepiloghiamo. Lei nel 1981 uccide la prostituta con cui ha una relazione sfondandole il cranio a colpi di pietra. L’anno seguente, sfruttando una licenza, sequestra una famiglia e spara a casaccio addosso ai passanti.

    Passano sette anni e durante un permesso premio ammazza una transessuale e un travestito. Il giorno successivo trapassa la gola a una prostituta, che sopravvive per miracolo. E poi? Ah, ecco… arrestato, evade di nuovo durante un altro permesso premio e spara in faccia alla sua compagna. Si costituisce, evade ancora due volte e, tra un’evasione e l’altra, prende a pistolettate un metronotte… Qui si apre il capitolo delle rapine, se non sbaglio. Nel 2005, ormai quarantaseienne, svaligia supermarket e uffici postali. Arrestato, esce per l’indulto ma torna dentro la settimana dopo: aveva estorto dei soldi a un imprenditore… In carcere, nel corso di un interrogatorio, afferra l’attaccapanni e sfascia la sala colloqui. Polizia e carabinieri la segnalano come individuo molto pericoloso. Mmm… Tutto ciò visto e considerato, ritengo che nulla ostacoli la concessione di un nuovo permesso premio. Vada pure, Gagliano. E mi raccomando, faccia il bravo».
    P.S. Il monologo del giudice è immaginario (ma non troppo, temo). Mentre le parole del direttore del carcere di Genova - «Non eravamo a conoscenza del suo passato di serial killer. Credevamo fosse solo un rapinatore» - sono drammaticamente autentiche.

    La Stampa - Giustizia d?evasione
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #2
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    Predefinito Re: Licenza premio

    18 dicembre 2013

    Killer evaso rapina commerciante



    Genova - Una notte di ricerche e posti di blocco non sono serviti a rintracciare Bartolomeo Gagliano (fotogallery), l’uomo accusato di tre omicidi (fotogallery) e un tentato omicidio, evaso dal carcere di Marasi: tutt’ora non è reperibile. Il serial killer, 55 anni, doveva rientrare ieri mattina alla casa circondariale di Marassi dopo un permesso premio, il secondo ottenuto in sei mesi, per visitare la madre anziana a Savona. Dopo aver rapito un commerciante a a Savona, e averlo costretto ad accompagnarlo in macchina a Genova, è sparito nel nulla a Cornigliano, dove ha fatto scendere il panettiere Revelli dalla sua auto per poi dileguarsi.
    Gagliano è in possesso di una pistola e l’ultima volta è stato visto a bordo di una Fiat Panda. Su disposizione del magistrato che segue le indagini è stato comunicato che l’evaso ha utilizzato per la fuga una Fiat Panda Van color verde con paraurti e specchietti neri targata CV848AW”.
    Mazzeo: «Sono stato frainteso»
    Raggiunto dal Secolo XIX, il direttore del carcere di Marassi si spiega: «Il parere sul permesso si riferisce alla detenzione in corso».
    Cancellieri: «Faremo chiarezza»
    «Si tratta di un episodio gravissimo che richiede un accertamento molto rigoroso. Faremo chiarezza ed individueremo eventuali responsabilità». Lo afferma il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri in relazione all’evasione di Bartolomeo Gagliano. «È inutile negare che questo rischia di essere un duro colpo a quanto stiamo facendo per rendere il carcere un luogo più civile e in grado di assolvere alla propria funzione rieducativa».
    Il Sappe: «Serve usare il braccialetto elettronico»
    Per il Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) «il mancato rientro nel carcere di Genova Marassi del detenuto Bartolomeo Gagliano rientra purtroppo tra gli eventi critici che possono accadere. Ora è assolutamente prioritario catturare l’evaso ma questo episodio, seppur grave, non può inficiare l’istituto della concessione di permessi ai detenuti, anche perché gli episodi di evasione sono minimi, ma è evidente che c’è sempre qualcuno che se ne approfitta». Roberto Martinelli, segretario del Sappe, chiede di «valutare l’opportunità che ai detenuti in permesso venga applicato il braccialetto elettronico di controllo, costato peraltro decine di milioni di euro pubblici e poco utilizzato. Ciò permetterebbe di tenerlo sotto il controllo di una Centrale Operativa interforze, pronta ad intervenire in caso di anomalie». «Nel 2012 sono state complessivamente 13 le evasioni commesse da soggetti ammessi al lavoro all’esterno, 14 quelle poste in essere da Istituti di pena, 55 dopo aver fruito di permessi premio e 27 dalla semilibertà, mentre nei primi sei mesi del 2013 si sono contate 6 evasioni da strutture di pena, 20 da permesso premio 1 da lavoro all’esterno e 7 dalla semilibertà» ha detto Martinelli.
    Gagliano provò a tagliarsi le vene
    Bartolomeo Gagliano, evaso dal carcere di Genova dopo un permesso premio, era stato protagonista pochi mesi fa, a quanto risulta, di un episodio di autolesionismo: si era tagliato con una lametta la vena del braccio e aveva rischiato di morire dissanguato. L’ha salvato l’intervento della polizia penitenziaria. L’episodio, uno solo, sarebbe precedente alla concessione dei permessi ed sarebbe avvenuto a seguito delle sue richieste di interloquire con i vertici del carcere per ottenerli.
    Gagliano era detenuto in una cella singola al secondo piano, sezione sesta del Marassi, un’area in regime aperto in cui sono reclusi soggetti classificati come «particolari» controllati da agenti esperti. Si allenava fisicamente tutti i giorni con flessioni e addominali. Era il più anziano per età e per periodo di detenzione. Nonostante tratti caratteriali particolari, non ha mai aggredito nessun agente e anzi, risulta che in alcuni casi sia intervenuto a dividere i compagni in caso di lite. In passato alcune richieste di permesso gli erano state negate. Successivamente aveva goduto di tre permessi. E, a quanto si apprende, aveva già avuto la concessione del permesso anche per il 24 e il 25 dicembre. Il fine pena era previsto per aprile 2015, ma al netto degli sconti per buona condotta sarebbe uscito con la liberazione anticipata tra poco meno di un anno. Il che rende ancora più incomprensibile il suo gesto, dato che l’uscita dal carcere era così vicina.
    Mazzeo: «Sono convinto che si costituirà»
    «Ne sono convinto perché lui adesso sta pensando che non può andare da nessuna parte. È un uomo solo. Andrà da sua madre oppure dal fratello e si costituirà». Ha detto il direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo parlando del serial killer evaso. «Questo uomo è cambiato - ha aggiunto - Non posso valutare Gagliano per fatti di tanti anni fa ma per come è adesso. Oggi il carcere non è più quello di una volta, è il carcere della speranza, della rieducazione».
    Gagliano era in carcere per estorsione
    Le condanne per omicidio di Bartolomeo Gagliano risalgono agli anni ‘80 e l’uomo le aveva scontate, in parte, in un ospedale psichiatrico giudiziario. Nel dicembre del 2005 era stato condannato per rapina, era stato scarcerato nell’agosto 2006 per effetto dell’indulto e una settimana dopo era tornato in carcere per estorsione, accusa per cui era tuttora detenuto. Sarebbe dovuto uscire per fine pena nell’aprile 2015.
    Direttore carcere Marassi: «Non sapevamo che aveva quei precedenti penali»
    «Noi non sapevamo che aveva quei precedenti penali» da serial killer,«per noi era un rapinatore». Lo ha detto il direttore del carcere di Marassi a Genova Salvatore Mazzeo. Alla emittente ligure Primocanale ha spiegato: «Abbiamo valutato Gagliano in base al fascicolo di reato per cui era detenuto, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore». «Anche il magistrato di sorveglianza che ha firmato le ordinanze per i permessi - ha aggiunto il direttore del carcere - a quanto mi risulta ha valutato il profilo del detenuto sulla base di quel fascicolo, in cui sono indicati diversi reati ma non quelli di cui si parla oggi». Come è possibile? Nella nostra scheda la spiegazione.
    Aperto fascicolo per sequestro di persona, rapina, porto abusivo di arma da fuoco e evasione
    La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per sequestro di persona, rapina, porto abusivo di arma da fuoco e evasione in merito alla fuga di Bartolomeo Gagliano. Del caso si occupa il gruppo criminalità organizzata diretto dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico. Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Alberto Landolfi, che già in passato aveva arrestato lo stesso Gagliano. Il criminale risulta essere in possesso di una pistola con la quale ha rubato la Fiat Panda.
    Era in visita alla madre a Savona
    Bartolomeo Gagliano con ogni probabilità ha deciso all’ultimo momento di non rientrare nella casa circondariale dopo il permesso premio. Ne sono convinti gli inquirenti che indagano sulla vicenda. Gagliano, infatti, ieri pomeriggio si è recato al dipartimento di salute mentale di Genova dove era seguito da tempo. La visita era già stata programmata, visto che l’uomo è anche stato dichiarato seminfermo di mente. Dopo è andato a trovare la madre a Savona. All’inizio della detenzione il serial killer aveva dato seri problemi: cercava sempre la rissa, era violento e conflittuale con gli altri detenuti e le guardie penitenziarie. Negli ultimi tre anni, invece, si era calmato e aveva tenuto una condotta regolare
    Mazzeo, direttore del carcere di Marassi: «Non ce lo aspettavamo»
    «Non ce lo aspettavamo, negli ultimi tempi il suo atteggiamento era molto migliorato. È una decisione che ci ha stupiti». Così Salvatore Mazzeo, direttore del carcere genovese di Marassi, commenta la fuga di Gagliano. Per lui era il terzo permesso premio e lo aveva ottenuto per motivi familiari: doveva andare a trovare la madre a Savona. Gagliano deve scontare un fine pena residuo di un anno per rapine varie. Negli ultimi tre anni, spiegano fonti penitenziarie, aveva tenuto una condotta esemplare tanto che la direzione del carcere di Marassi aveva pensato di inserirlo in uno dei progetti lavorativi.
    Posti di blocco a Genova e nelle principali arterie
    Posti di blocco sono stati istituiti a Genova e nelle principali arterie che conducono fuori dal capoluogo ligure. Nelle ricerche sono coinvolte tutte le forze dell’ordine.
    A bordo di una Fiat Panda di colore chiaro
    Bartolomeo Gagliano è fuggito su una Fiat Panda di colore chiaro. Una nota di ricerca è stata diramata dal Commissariato di Cornigliano a tutte le questure di Italia.
    La polizia: «E’ molto pericoloso»
    Bartolomeo Gagliano, nato a Nicosia nel 1958 e trasferitosi da bambino a Savona, è un personaggio considerato «molto pericoloso» dalle forze dell’ordine. Ha alle spalle tre omicidi e un tentato omicidio.
    Il rapimento di un commerciante a Savona
    Un commerciante di Savona, poco dopo le 6 e stava ultimando le consegne per conto del panificio dove lavora a Savona, quando è stato avvicinato da un individuo che, sotto laminaccia di una pistola, lo ha costretto a risalire in auto per recarsi a Genova.
    Prima di lasciare Savona, il killer ha obbligato la vittima a caricare in auto tre borse. Durante il viaggio il rapinatore, tra le altre cose, ha confidato alla vittima che aveva bisogno di un passaggio fino a Genova proprio per far rientro al carcere di Marassi entro le 9. Dove però non si è mai recato.
    Una volta arrivati nel capoluogo ligure, Gagliano ha fatto scendere il rapito in via De Marini e si è allontanato a bordo dell’auto. Sul posto è intervenuta la volante del Commissariato Cornigliano che sta coordinando le indagini per ritrovare l’evaso.
    Gli agenti, grazie al racconto del rapinato, sono riusciti a risalire all’identità di Gagliano che era in permesso premio a Savona e che, appunto, avrebbe dovuto far rientro proprio quella mattina entro le 9. Gagliano è ora segnalato in stato di irreperibilità per il reato di rapina, non avendo fatto rientro in carcere.
    Chi è Bartolomeo Gagliano
    Il primo delitto risale al 1981 quando uccise a Savona, sfondandole il cranio con una pietra, Paolina Fedi, di 29 anni, prostituta. Venne condannato a otto anni di manicomio criminale a Montelupo Fiorentino da dove evase nel 1989, assassinando poco dopo a colpi di pistola un transessuale uruguayano e un travestito e poi ferendo gravemente una prostituta. Azioni condotte assieme ad un complice, Francesco Sedda.
    La sua “firma” sugli omicidi, ricordano gli inquirenti, era un colpo di pistola alla bocca. La sua carriera criminale è poi segnata da evasioni da ospedali psichiatrici, rapine, detenzione di armi, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni, estorsioni. Era stato giudicato totalmente infermo di mente.

    Liguria - Killer evaso rapina commerciante | Liguria | Genova | Il SecoloXIX
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    Predefinito Re: Licenza premio

    18 dicembre 2013

    Il mostro di San Valentino: 30 anni tra delitti ed evasioni

    redazione web

    La biografia
    Bartolomeo Gagliano nasce a Nicosia, in Sicilia, nel1959, ma da bambino si trasferisce con genitori, Giuseppina Di Grazia e Antonio Gagliano, a Savona. Cresce in una famiglia normale e ha un’infanzianormale, ma a soli 22 anni, nel gennaio del 1981, uccide una prostituta tossicodipendente suaamante, Paolina Fedi di 26 anni, che lo minacciava di rivelare i dettagli della loro relazione alla fidanzata ufficiale di Gagliano, che intanto aveva già prefissato la data delle nozze.

    1981 - Il delitto dell’autostrada
    Gagliano uccide Paolina Fedi, prostituta di 26 anni, spaccandole la testa con un sasso. La corte lo ritiene incapace di intendere e di volere e locondanna a 10 anni di reclusione da trascorrere presso il manicomio giudiziario di Aversa(Caserta).

    1983 - Prima licenza e prima fuga con sequestro di persona
    Nell’ottobre del 1983, durante una licenza premio ,Gagliano sequestra un’intera famiglia, poi untassista, poi ancora una famiglia in un negozio e infine si arrende alla polizia. Viene di nuovointernato nell’ospedale psichiatrico di Montelupo(Firenze), dove conosce Francesco Sedda. Sedda, nato a Nuoro nel 1958 ma residente in Liguria, è undelinquente come ce ne sono tanti, a partire dai 18anni , si dedica esclusivamente ai furti e alle rapine, è inoltre tossicodipendente e sieropositivo .
    Francesco però è anche, secondo una perizia psichiatrica dell’epoca, totalmente infermo dimente. Per questo, dopo l’ennesima condanna per furto, viene rinchiuso nel manicomio giudiziario diMontelupo. I due nell’ospedale stringeranno non solo un’amicizia, ma un vero e proprio legame disangue.

    1989 - L’evasione dall’ospedale giudiziario e l’omicidio del transessuale
    Sedda e Gagliano evadono dall’ospedale l’11 gennaio del 1989 e l’8 febbraio uccidono untransessuale uruguayano, Nahir Fernandez Rodriguez di 32 anni. Gli sparano infaccia con una pistola calibro 7,65 e poi lo abbandonano in una boscaglia lungol’autostrada Milano-Genova .

    1989 - L’omicidio di San Valentino
    Il 14 febbraio, San Valentino, gli assassini freddano Francesco Panizzi, un travestitotossicodipendente di 34 anni, conosciuto nell’ambiente come “Vanessa”. Panizzi si era appartato con un cliente in auto, un operaio divorziato di 34 anni, quando qualcuno si è avvicinato all’auto e ha cercato di forzare la portiera. Convinto di essere vittima di una rapina,Vanessa è sceso dall’auto deciso a consegnare la borsa al malvivente, che però fa fuoco con la propria calibro 7,65. Il cliente è ferito di striscio, ma per Panizzi non c’è niente da fare: il proiettile gli trapassa la faccia.

    1989 - Il tentato omicidio della prostituta Laura Baldi
    Passano solo 24 ore e una prostituta, Laura Baldi, viene orrendamente ferita da unproiettile calibro 7,65, che le trapassa la gola e le frattura la mascella, ma senzaucciderla. Questa volta però c’è un testimone, uno studente (soprannominato dai media come lo “studente nottambulo”) che ha visto l’aggressore. Un uomo alto 1.70, con i capelliricci e neri. L’identikit porterà all’erroneo arresto di un cuoco disoccupato, il 18 febbraio, che per fortuna rimarrà in galera solo 2 giorni . Nel frattempo i giornali ricevono telefonateanonime di un anonimo “giustiziere” che dichiara di aver contratto l’Aids con unaprostituta e di volersi vendicare uccidendo le ultime cinque con cui ha avuto rapporti. Naturalmente le indagini non portano a nulla, si tratta dei soliti mitomani.

    Il 20 febbraio, Gagliano viene fermato, per puro caso, da un posto di blocco. Gli agenti loriconoscono subito come l’uomo evaso dall’ospedale di Montelupo e lo mettono in stato di fermo. A bordo dell’Opel Corsa guidata dall’uomo vengono inoltre ritrovati 2 bossoli calibro 7,65, sparati dalla stessa pistola che quella settimana ha freddato 2 uomini e ferito gravemente una donna.

    Gagliano viene arrestato e in carcere tenta subito il suicidio. Dopo poco tempo,braccato dalla polizia, anche Sedda si arrende e si costituisce. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’e secutore dei delitti sarebbe stato sempre Gagliano, mentre Sedda avrebbe solo partecipato sia di persona che alla “pianificazione”. Non è escluso che fosse proprio lui il mitomane che telefonava ai giornalisti.

    Entrambi dichiarati nuovamente infermi di mente, vengono rispediti all’ospedale psichiatrico giudiziario, questa volta in Emilia Romagna, nuovamente compagni di cella. I 2 serial killer faranno ancora parlare di sé in azioni solitarie. Nel 1991, Sedda evade e partecipa ad una rapina in provincia di Genova. Riportato di nuovo all’ospedale psichiatrico, vi resterà fino alla morte nel 1994, a soli 36 anni.

    Le altre evasioni di Gagliano
    Bartolomeo Gagliano è evaso ripetutamente dall’ospedale. E’ stato fermato con addosso degli esplosivi, ha ferito una donna durante un rapporto sessuale, ha ferito unmetronotte che lo ha sorpreso a rubare e infine è stato ritrovato armato e in possessodi molta droga. Le successive evasioni “registrate” dalle cronache risalgono al dicembre 1990, con un successivo arresto del 5 gennaio 1991. Ancora nel giugno 1994, scappa dal suo luogo di reclusione. Neg2008, dopo il nuovo arresto per una serie di rapine commesse tra il 2005 e il 2008, il Tribunale di sorveglianza esita di fronte a una richiesta di permesso per visitare un familiare malato in ospedale.
    Cosa è successo nel frattempo? Come mai sono stati dati nuovi permessi all’omicida con il vizio della fuga? È proprio questo l’oggetto del fascicolo aperto dalla procura diGenova dopo la nuova e sesta evasione del mostro di San Valentino.


    La scheda del serial killer - Il mostro di San Valentino: 30 anni tra delitti ed evasioni | Liguria | Savona | Il SecoloXIX
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  4. #4
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    Predefinito Re: Licenza premio

    Non ho più parole per esprimere il mio disgusto verso questo Stato di merda che si chiama Repubblica italiana.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  5. #5
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    Predefinito Re: Licenza premio

    18 dicembre 2013

    Il pm Landolfi: «Gagliano è altamente pericoloso»

    Savona- «Gagliano è un soggetto altamente pericoloso». Così lo descrive il pm Alberto Landolfi, ora in servizio a Genova, ma che ha trascorso tanti anni inProcura a Savona dove il serial killer evaso era stato protagonista di moltissimi episodi criminosi. Il magistrato è anche titolare delle indagini sulla fuga del pluriomicida.
    «Circa 25 anni fa - sottolinea il pm - fu coinvolto in un conflitto a fuoco dove rimase ferita una studentessa e un tassista rimase miracolosamente illeso. Gagliano fu protagonista anche di una serie di rapine. Ricordo quella ad un ufficio postale. Quando venne arrestato, al momento dell’interrogatorio, cominciò, in uno scatto d’ira, a prendere a testate i mobili dell’ufficio». Lo stesso pm aggiunge che «le ricerche da Genova sono state estese al resto d’Italia in collaborazione con la polizia impegnata nelle indagini».
    La fuga del serial killer - Il pm Landolfi: «Gagliano è altamente pericoloso» | Liguria | Savona | Il SecoloXIX
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  6. #6
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    Predefinito Re: Licenza premio

    Mha...qui a Genova ora c'è la psicosi del "mostro".
    La situazione è al limite dell'assurdo. Persone del genere, a mio avviso, non dovrebbero mettere la testa fuori dal carcere per tutta la pena residua. Se poi vengono dichiarate inferme mentali, e questo lo utilizzano anche per avere "sconti di pena" in processo, che la loro fine resti quella che deve essere....case di cura circondariali....cioè i vecchi manicomi criminali.

    Di gente del genere la società non ne sente il bisogno.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

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    Predefinito Re: Licenza premio

    il pupazzo o qualche altro idiota, fan di ingoia, non hanno ancora commentato?
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Licenza premio

    Brunik dice che non c'è nessuna emergenza criminalità, anzi che bisogna liberare più delinquenti per essere più......europei.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  9. #9
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    Predefinito Re: Licenza premio

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Mha...qui a Genova ora c'è la psicosi del "mostro".
    La situazione è al limite dell'assurdo. Persone del genere, a mio avviso, non dovrebbero mettere la testa fuori dal carcere per tutta la pena residua. Se poi vengono dichiarate inferme mentali, e questo lo utilizzano anche per avere "sconti di pena" in processo, che la loro fine resti quella che deve essere....case di cura circondariali....cioè i vecchi manicomi criminali.

    Di gente del genere la società non ne sente il bisogno.
    Neppure dei magistrati che li favoreggiano. E dei politici che li indultano.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Licenza premio

    La prova provata che è indispensabile procedere con la responsabilità civile dei magistrati. E' poi improcrastinabile procedere con la privatizzazione del pubblico impiego e licenziare il dipendente pubblico che si dimostra incapace ed inetto.
    Per quanto riguarda criminali della risma di questo assassino, nessuna pietà, carcere a vita, visto che non si può procedere con la fucilazione e/o l'impiccagione.

 

 
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    Ultimo Messaggio: 14-06-03, 11:58
  4. 8 giorni di licenza...
    Di Alessandro.83 nel forum Fondoscala
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 02-06-03, 21:40
  5. Licenza per il giuramento...
    Di Alessandro.83 nel forum Fondoscala
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 22-03-03, 21:23

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