Quando sugli spalti venivano esposti simboli di movimenti di estrema destra, si faceva a gara a palesare il proprio sconcerto e la propria preoccupazione. Addirittura si muovevano sociologi, esperti, giornalisti che vi dedicavano servizi su servizi. Ma non succede nulla se ad essere esposti siano simboli di movimenti di estrema sinistra, e se i messaggi lanciati dai tifosi siano indegni quanto quelli dei neo fascisti.
Così a Livorno, per la gara contro la Triestina, è stato esposto questo striscione: "Tito ce lo ha insegnato - la foiba non è reato", da parte degli ultras della curva toscana.
Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza (Fi), chiederà al sindaco di Livorno "di prendere le distanze da quanto accaduto" e a scusarsi "ufficialmente con la città di Trieste". Nel documento si domanda anche perché la Polizia non abbia fatto togliere lo striscione e perché la Lega Calcio abbia fatto svolgere la partita "in un simile contesto".
Il vergognoso episodio ha messo in movimento il capo dell'ufficio indagini della federcalcio, Italo Pappa, che ha disposto l'immediata apertura di un'inchiesta sullo striscione. Il club toscano rischia ora pesanti provvedimenti disciplinari, che potrebbero arrivare alla squalifica del campo.
Ma sono certo che la risposta indignata del buon Fassino arriverà presto...




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