cronaca
30/08/2009 - L'ALLARME SICUREZZA
Rapine, negozi sul piede di guerra
La denuncia dell'Ascom: aggressioni insicurezza, maleducazione, sporcizia.
«Spaccate giornaliere in periferia e
movida invivibile in centro la sera»
EMANUELA MINUCCI
TORINO
Ne uccide più la movida o le spaccate? Stiamo parlando delle botteghe del piccolo commercio, quelle piccole realtà da bancone che devono ormai sopportare un doppio scacco, o meglio, un attacco su più fronti: insicurezza, maleducazione e sporcizia legata alle ore piccole in centro (piazza Vittorio in primis), piccola e grande criminalità nei quartieri alla periferia di Torino (un esempio su tutti: Barriera di Milano).Un disagio che ieri la presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa ha deciso di rendere pubblico. Annunciando che sull’argomento richiederà un incontro urgente all’assessore al Commercio Alessandro Altamura e al sindaco Chiamparino. «In Barriera di Milano i titolari dei bar sono costretti a dormire dietro il bancone perché sono stanchi di subire ogni giorno una spaccata o una rapina - ha spiegato la presidente - ma le cose non vanno molto meglio nel cuore della città, dove le notti di piazza Vittorio che azzerano ogni regola finiscono per danneggiare tutto quel commercio che non si risolve in bar e locali pubblici».
Prende fiato: «Per non parlare del deserto che si è creato negli altri cuori storici di Torino: dal momento che tutti hanno aperto locali in piazza Vittorio, il risultato è che in piazza San Carlo la sera c’è il deserto più totale». Insicurezza, movida ammazza-piccolo-commercio, viabilità che desertifica il centro: «Per prima cosa chiediamo che torni il tavolo che riunisce commercio e responsabili della sicurezza - chiarisce ancora Coppa - e poi, per le altre questioni legate alla viabilità e alla deregulation delle licenze, in piazza Vittorio ormai ci sono più locali che colonne, chiederemo un incontro agli assessori Sestero e Altamura». Anche il presidente dell’associazione via Roma e piazza San Carlo Vito Strazzella ribadisce la sua preoccupazione circa il calo degli affari, specialmente nelle ore serali: «Da settembre cominceremo una raccolta firme - spiega il presidente Vito Strazzella - perché almeno la sera torni la sosta in via Roma, magari anche a pagamento».
Incalza: «Il motivo è semplice: mentre piazza Vittorio va in tilt a causa delle troppe automobili, piazza San Carlo e dintorni, appena dopo le 21, si trasformano in un deserto». Secondo il numero uno della via salotto gli affari sono a picco: «Nonostante noi si faccia ogni sforzo per attrarre clienti, magari facendo musica, la sera, ci siamo resi conto che ormai è una questione psicologica: alla gente poco importa sapere che sotto il Caval ’d Brons c’è un capiente parcheggio sotterraneo, è come se ci fosse un blocco. Tutti pensano che in via Roma ormai ci sia un muro di isole pedonali e allora preferiscono andarsene ai Murazzi».
Rapine, negozi sul piede di guerra- LASTAMPA.it




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