La notizia sull'iniziativa nucleare americana (non smentita dal Pentagono) è presa in seria considerazione ed ha trovato oggi risalto anche in quasi tutti i quotidiani nazionali, con titoli a parecchie colonne o a tutta pagina.
Riporto solo l'articolo de IL GAZZETTINO:
________________________________
Doimenica, 10 Marzo 2002
STATI UNITI
Il "Los Angeles Times" pubblica un rapporto top secret del Pentagono consegnato ai componenti dal Congresso l’8 gennaio scorso
«GLI USA PRONTI AD UTILIZZARE ARMI NUCLEARI»
Sette i paesi indicati quali possibili obiettivi. Tra le ipotesi anche l’impiego in un futuro conflitto arabo-israeliano
Washington
Citando un rapporto segreto del Pentagono, il Los Angeles Times ha scritto ieri che l'amministrazione Bush ha dato disposizione al dipartimento della Difesa di preparare, per ogni evenienza, piani per l'impiego di armi nucleari contro almeno sette Paesi. La stessa fonte aggiunge che i militari hanno avuto istruzioni per fare costruire piccoli ordigni nucleari da impiegare in particolari teatri di battaglia. I Paesi indicati nel rapporto, evidentemente non più segreto, consegnato al Congresso l'8 gennaio, sono Cina, Russia, Iraq, Corea del Nord, Iran, Libia e Siria.
I tre scenari per un'eventuale ricorso a tali ordigni, scrive il giornale, sono stati così indicati: «contro obiettivi in grado di sostenere attacchi non nucleari, in rappresaglia a un attacco con armi nucleari, chimiche e biologiche e nel caso di sviluppi militari inattesi». Più specificatamente, prosegue il giornale, «il rapporto afferma che il Pentagono dovrebbe essere preparato a impiegare armi nucleari nel caso di un conflitto arabo-israeliano, di una guerra tra Cina e Taiwan, o di un attacco della Corea del Nord contro la Corea del Sud».
Così come «in presenza di un attacco dell'Iraq contro Israele o contro altri Paesi della regione».
I dirigenti dell'amministrazione americana, continua il giornale, «sono stati sempre al corrente dell'esistenza di piani particolareggiati per un attacco contro la Russia, ma questo "Riesame della posizione nucleare" (così si chiama il rapporto, ndr) porta alla luce, probabilmente per la prima volta, l'esistenza di un elenco di Paesi che sono potenziali bersagli».
Il commento di un esperto a Washington di armi nucleari della Carnagie Endowment for International Peace, è stato di sbalordimento. «Questa è dinamite», ha affermato Joseph Cirincione, «posso immaginare che cosa diranno questi Paesi in sede di Nazioni Unite». I fautori del controllo sulle armi hanno spiegato al giornale che «le direttive del rapporto sullo sviluppo di piccole armi nucleari potrebbero indicare una maggiore disponibilità dell'amministrazione Bush a superare una vecchia riserva contro l'impiego di armi nucleari, se non come ultima risorsa».
Gli osservatori più conservatori, ha proseguito il Los Angeles Times, ritengono invece che il Pentagono debba essere comunque preparato a tutte le possibilità, così come fanno altri Paesi e alcuni gruppi terroristici a sviluppare programmi di armamenti. Gli stessi sostengono che armi più piccole hanno un ruolo di deterrenza, peché le cosiddette «nazioni canaglia» o i terroristi potrebbero non credere che gli Stati Uniti siano disposti a ricorrere ad armi più distruttive da molti chilotoni. Jack Spencer, esperto di difesa alla Heritage Foundation di Washington, ha detto al giornale che il contenuto del rapporto non lo sorprende e rappresenta «la via giusta per assumere una posizione in materia nucleare nel mondo del dopo-guerra fredda».
Il Los Angeles Times ha precisato infine che il rapporto è stato ottenuto da un suo commentatore in materia di difesa, William Arkin.
Gli effetti di ordigni nucleari "sporchi" fatti esplodere da terroristi in città come Washington sono stati descritti intanto ieri al Congresso da una serie di esperti americani. Questo tipo di ordigno, dove esplosivo convenzionale è unito a materiale radioattivo, avrebbe il potere di contaminare per lungo tempo un'ampia zona della città, costringendo a evacuazioni e creando noltevole panico. «Anche se le conseguenze sulla salute delle persone non sarebbero così devastanti come altri tipi di attacchi, con la possibile morte di alcune decine di persone per un aumento dei casi di cancro - ha spiegato alla Commissione Affari Esteri del Senato il prof. Richard Meserve - i riflessi psico-sociali sarebbero enormi per gli abitanti colpiti».
________________________________
Devo ammettere che non è facile ragionare su notizie di questo genere, perchè si spera sempre che non siano vere o che comunque i pericoli siano lontani da noi.
Certo che se per caso dovesse iniziare, anche solo in Afganistan,
un pioggia di atomiche leggere, diventa impossibile immaginare che Russia e Cina rimangano indifferenti, come credo non rimangano indifferenti neanche solo alla notizia apparsa sul LOS ANGELES TIMES.
Il minimo che può accadere è una nuova corsa al riarmo nucleare.
Bush aveva predetto che la guerra sarebbe stata lunga e i Paesi Nato vi sono entrati senza sapere, almeno a livello di popolo, dove sarebbero andati a parare. Mi chiedo se lo sapevano almeno i governi o se, invece, hanno seguito pedissequamente il richiamo di Bush.
Oramai il dado è tratto e non ci rimane che attendere il risultato delle mosse, almeno che non crepiamo tutti prima.
Serenissimi padani saluti




Rispondi Citando
