La Holocaust-Industrie (copywright di Norman G. Finkelstein) colpisce ancora in Svezia.
Il premier svedese Göran Persson ha promesso al rappresentante del Centro Wiesenthal in Svezia, Efraim Zuroff, di proporre una legge al Riksdag (parlamento) per ripescare e processare tutti gli svedesi che collaborarono con il nazionalsocialismo, abbreviando i normali tempi della giustizia svedese. L’azione è come al solito ben concatenata, secondo il collaudato copione: si comincia con il giornalista di turno mosso dalla comunità ebraica, qui tal Bosse Schön, che fa lo scoop sugli svedesi ex-nazi (una manciata di ottuagenari), infiltrandosi nelle loro case e carpendo interviste e confessioni, pubblicate nel libro-choc; segue prolungata reazione scandalizzata amplificata ad arte dai media, e il rappresentante ebraico che ricatta moralmente l’intera comunità, rea di non voler "fare i conti col proprio passato"; poi viene il politico goy che per scusarsi promette leggi ad hoc che consentano i processi-educativi e – soprattutto – i c.d. risarcimenti, vera mèta finale di tutto il marchingegno.
E si passa ad un altro paese.




Rispondi Citando