Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: La scuola dell'odio

  1. #1
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La scuola dell'odio

    dalla rete:

    "CENTRO PER L’OSSERVAZIONE DEI PROCESSI DI
    PACE
    (Center for monitoring the impact of peace)
    New York.

    Presentazione
    Tutti i commenti, i rapporti, gli studi sul problema medio – orientale
    esprimono l’opinione che, in generale, l’attuale generazione è talmente
    “avvelenata” da anni e decenni di guerre, atti terroristici, repressioni, da non
    poter ragionevolmente ipotizzare fra le due parti in conflitto l’avvento di
    relazioni, se non amichevoli, almeno basate su un minimo di reciproca
    fiducia.
    Soltanto le generazioni future, aggiungono i commentatori, potranno –
    auspicabilmente – vivere in quei territori in normali rapporti di buon vicinato.
    Questa diffusa opinione porta in primissimo piano il problema
    dell’istruzione; dipende dai criteri impiegati dagli educatori nella formazione
    delle prossime generazioni se la speranza di una futura pace stabile nel
    settore può avere un qualche fondamento.
    Ha scritto Ely Wiesel: “…se questa è la guerra dei bambini, anche la
    pace non può essere che quella dei bambini. Ci sarà quando i bambini
    palestinesi verranno mandati, come parte del programma scolastico, due
    volte la settimana, nelle scuole israeliane a giocare con i bambini
    israeliani…”
    I mezzi d’informazione raccontano ed illustrano tutto sugli avvenimenti
    contemporanei, le televisioni sciorinano in continuazione immagini di
    repertorio di ragazzi che lanciano pietre e di carri armati che distruggono
    case.
    Ma un documentato servizio su ciò che viene insegnato ai bambini ed
    ai ragazzi (israeliani e palestinesi) nelle rispettive scuole non è mai
    comparso, che si sappia, sui media italiani.
    L’Associazione Italia – Israele del Friuli, fondata ad Udine nel 1993
    con l’obiettivo statutario di “migliorare e rendere sempre più amichevoli le
    relazioni fra i due paesi, e promuovere congiuntamente una cultura tesa
    alla affermazione e valorizzazione dei temi della pace”, ha valutato
    l’importanza di rendere edotta l’opinione pubblica italiana dei problemi
    dell’educazione delle giovani generazioni in Israele e nei territori
    palestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
    due popoli.
    A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
    possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
    testo.
    Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
    traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
    sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
    Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
    un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
    le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
    York, dove il Centro ha la sua sede.
    Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
    di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
    rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
    conflitti”.
    Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
    Palestina.
    Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
    Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
    sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
    in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
    periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
    attualmente in conflitto.
    E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
    quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
    viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
    viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
    vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
    ricorso alla violenza?
    Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
    questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso un palestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
    due popoli.
    A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
    possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
    testo.
    Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
    traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
    sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
    Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
    un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
    le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
    York, dove il Centro ha la sua sede.
    Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
    di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
    rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
    conflitti”.
    Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
    Palestina.
    Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
    Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
    sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
    in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
    periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
    attualmente in conflitto.
    E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
    quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
    viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
    viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
    vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
    ricorso alla violenza?
    Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
    questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso un palestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
    due popoli.
    A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
    possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
    testo.
    Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
    traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
    sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
    Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
    un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
    le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
    York, dove il Centro ha la sua sede.
    Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
    di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
    rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
    conflitti”.
    Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
    Palestina.
    Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
    Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
    sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
    in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
    periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
    attualmente in conflitto.
    E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
    quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
    viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
    viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
    vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
    ricorso alla violenza?
    Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
    questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso unpalestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
    due popoli.
    A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
    possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
    testo.
    Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
    traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
    sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
    Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
    un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
    le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
    York, dove il Centro ha la sua sede.
    Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
    di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
    rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
    conflitti”.
    Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
    Palestina.
    Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
    Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
    sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
    in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
    periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
    attualmente in conflitto.
    E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
    quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
    viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
    viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
    vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
    ricorso alla violenza?
    Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
    questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso un attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
    scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
    convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
    inculcare nei loro giovani.
    Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
    israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
    studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
    indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
    Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
    al maggior numero di libri di testo consultati.
    Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
    studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
    traduzione.
    Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
    Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
    di testo editi dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
    scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
    fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
    Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
    pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
    libri di testo.
    Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
    palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
    stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
    dall’Autorità.
    Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
    Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
    insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
    scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
    testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri.attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
    scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
    convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
    inculcare nei loro giovani.
    Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
    israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
    studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
    indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
    Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
    al maggior numero di libri di testo consultati.
    Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
    studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
    traduzione.
    Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
    Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
    di testo editi dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
    scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
    fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
    Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
    pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
    libri di testo.
    Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
    palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
    stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
    dall’Autorità.
    Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
    Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
    insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
    scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
    testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri.attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
    scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
    convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
    inculcare nei loro giovani.
    Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
    israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
    studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
    indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
    Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
    al maggior numero di libri di testo consultati.
    Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
    studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
    traduzione.
    Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
    Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
    di testo editi dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
    scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
    fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
    Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
    pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
    libri di testo.
    Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
    palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
    stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
    dall’Autorità.
    Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
    Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
    insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
    scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
    testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri.attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
    scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
    convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
    inculcare nei loro giovani.
    Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
    israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
    studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
    indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
    Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
    al maggior numero di libri di testo consultati.
    Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
    studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
    traduzione.
    Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
    Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
    di testo editi dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
    scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
    fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
    Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
    pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
    libri di testo.
    Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
    palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
    stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
    dall’Autorità.
    Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
    Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
    insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
    scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
    Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
    testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri."

    continua.....

  2. #2
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continua....

    "In queste “Guide”, il materiale relativo ad ebrei, Israele e sionismo è
    chiaramente definito, per non lasciare spazio ad interpretazioni diverse.
    Nel Rapporto, ogni paragrafo del manuale per gli insegnanti è
    accompagnato dalla citazione dei corrispondenti capitoli dei testi scolastici.
    Data la particolare importanza di questo studio, nel Documento 3
    viene riportata quasi per intero la traduzione del testo originale.
    La traduzione – sia pure parzialmente in riassunto – e la divulgazione
    dei tre rapporti potrà essere utile, ci si augura, al fine di una più corretta ed
    informata valutazione sul comportamento delle parti impegnate nel conflitto
    mediorientale.
    Quello che spiace dover constatare è che, come riportato nel
    Rapporto n° 2, la redazione e diffusione di testi scolastici che tendono a far
    sì che “la prossima generazione cresca guardando ad Israele come ad un
    nemico contro cui combattere anziché come ad un vicino con cui convivere”
    (come si esprime il Rapporto) sia stata resa possibile grazie a finanziamenti
    provenienti dall’Europa e dall’ UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per
    l’assistenza ai rifugiati palestinesi). Questo non è certo un contributo al
    processo di pace; e ci si deve augurare che i responsabili della
    concessione di aiuti economici pongano in futuro un minimo di attenzione
    su come vengano utilizzati tali aiuti.
    Il processo mentale, gli slogans, perfino il vocabolario che vengono
    incisi nella memoria di questi bambini sono destinati infatti a lasciare tracce
    durature: l’insegnamento praticato nelle scuole palestinesi potrà quindi
    costituire, in futuro, un ulteriore ostacolo, forse insormontabile, al
    raggiungimento di una pace nella regione.


    Documento 1
    Arabi e Palestinesi nei testi scolastici israeliani
    1 – Sommario
    Premessa
    Il Centro per l’osservazione del processo di pace ha portato a termine
    una ricerca sulla immagine di Arabi, Islamismo e Palestinesi quale appare
    nei testi scolastici israeliani.
    Questo rapporto è parte dell’esame complessivo, dei testi scolastici
    nell’area mediorientale, compiuto dal Centro, con lo scopo di accertare
    quanto il sistema educazionale sia responsabile dell’andamento del
    processo di pace fra Israele e i suoi vicini Arabi. Lo studio ha preso in
    considerazione 360 testi scolastici Israeliani, appartenenti a sei materie di
    studio, usati nei tre settori del sistema scolastico Israeliano nell’anno
    scolastico 1999 – 2000.
    Il contenuto del libro è diviso in sette sezioni:
    1 - Descrizione del sistema scolastico in Israele.
    2 - Islam, Maometto, i luoghi santi ed i rapporti fra Islam ed ebraismo.
    3 - Considerazioni sugli Arabi, e sulle relazioni fra Arabi ed Ebrei nelle
    nazioni Arabe ed in Israele durante vari periodi storici, in particolare
    durante le guerre.
    4 - Argomenti politici (le posizioni degli Stati arabi, di Israele e dei
    palestinesi) dall’inizio dei primi insediamenti ebraici in Israele fino ad
    oggi.
    5 - La pace: tentativi di dialogo fin dall’inizio degli insediamenti ebraici.
    Negoziati di pace dopo le guerre; accordi di pace di Oslo; saggi da scritti
    sull’argomento della pace.
    6 - Informazioni sui palestinesi in Israele (carte e dati statistici)
    7 - Sviluppo sociale degli arabi israeliani.
    Avvertenza: in questo documento, per limitare le
    dimensioni del testo, alcune parti sono state riassunte.
    Queste parti sono scritte in corsivo.
    Metodologia dello studio
    a) Obiettivi
    Obiettivo di questo rapporto sui testi scolastici israeliani è di esporre
    come i fatti le opinioni vengono presentati nei libri esaminati. Non sono
    prese in esame le posizioni delle parti in conflitto, né gli argomenti del
    dibattito interno fra gli storici Israeliani.
    Queste sono le linee – guida sulle quali si basa la valutazione dei 360
    testi esaminati:
    1 - Sono presenti stereotipi, pregiudizi, immagini negative e termini offensivi nei confronti
    dell’Islam, dei mussulmani, degli Arabi e dei Palestinesi?
    2 - Sono trattati, e descritti con rispetto, argomenti relativi alla cultura islamica ed araba?
    3 - Vi sono segni di simpatia, comprensione e sensibilità nei confronti delle sofferenze di
    popolazioni Arabe, per esempio dei profughi Palestinesi?
    4 - La posizione degli arabi durante le fasi del conflitto sono rappresentate in maniera
    oggettiva?
    5 - Vi è qualche tentativo di occultare notizie ed informazioni?
    6 - Gli eventi storici (scontri, contatti, dialoghi e tentativi di riavvicinamento) sono
    presentati in modo parziale e selezionati con fini di indottrinamento politico, oppure in
    forma oggettiva, in maniera da consentire agli studenti di formarsi opinioni indipendenti
    sulle due parti in conflitto?
    7 - Sono presenti elementi di autocritica circa i comportamenti di Israele?
    8 - E’ presente uno sforzo di educare alla tolleranza e di evitare pregiudizi?
    b) Testi scolastici esaminati
    I testi esaminati sono quelli , sia adottati ufficialmente dal Ministero dell’Educazione,
    sia non inclusi in elenchi ufficiali, riguardanti le seguenti materie: Lingua ebraica,
    letteratura, storia, geografia, educazione civica, studi ebraici e biblici, per le classi dalla
    prima alla dodicesima.
    Sono stati esaminati anche 45 testi usati nelle scuole ultra – ortodosse, acquistati a
    Mea Shearim, il quartiere ultraortodosso di Gerusalemme.
    c) Testi non esaminati:
    1 - Libri usati in passato e non più in uso;
    2 - Libri usati nelle scuole degli arabi israeliani; questi verranno esaminati in un
    apposito rapporto;
    3 - Romanzi e racconti letti nelle lezioni di letteratura, ed usati negli esami di
    ammissione all’università
    Principali risultati della ricerca
    Dall’esame condotto risultano tre constatazioni fondamentali:
    a) La legittimità dello Stato di Israele come stato ebraico indipendente
    sul territorio della Terra di Israele, e l’immigrazione di ebrei nel Paese, non
    sono mai messi in discussione.
    b) Non vi è alcun indottrinamento contro gli Arabi come nazione, né
    giudizi negativi sull’islamismo. Invece, la cultura araba ed il suo contributo
    alla civiltà sono presentati in una luce positiva.
    c) Nessun testo invoca la violenza o la guerra. Molti testi esprimono il
    desiderio di pace fra Israele e gli stati arabi.
    Tuttavia non vi è unanimità fra i diversi autori riguardo alla posizione
    delle due parti, ai possibili sviluppi del conflitto, ai possibili modi per porvi
    fine, ed ai relativi costi che Israeliani ed Arabi dovrebbero pagare per tale
    scopo.
    Ciò riflette il fatto che la società israeliana comprende un ampio
    ventaglio di opinioni, punti di vista e stili di vita.
    Islam
    L’Islam è descritto con rispetto nei libri di testo in uso sia nelle scuole
    statali che nelle scuole religiose. Molti testi spiegano dettagliatamente
    come Maometto abbia fondato la religione islamica, e ne espongono le
    linee fondamentali in maniera oggettiva.
    Stereotipi
    Nei testi sia statali che religiosi si nota un sincero sforzo di rimuovere
    gli stereotipi, al fine di contribuire alla coesistenza ed al mutuo rispetto fra le
    due popolazioni.
    Si trovano molti aneddoti che descrivono episodi di amicizia fra ebrei e
    arabi, anche in tempo di guerra.
    Storia del conflitto arabo – israeliano
    Tutti i libri di storia spiegano che i due principali motivi dell’ostilità degli
    arabi nei confronti del Sionismo sono l’acquisto di terreni da parte degli
    Ebrei, e l’immigrazione (Aliah) degli Ebrei in Palestina, che era percepita
    dagli Arabi come una minaccia alla loro posizione di maggioranza.
    Molti testi descrivono contatti ed incontri fra personalità Ebree ed
    Arabe fin dall’inizio del conflitto, smentendo così lo stereotipo di un mondo
    arabo compatto nell’opposizione al Sionismo.
    Nei testi si nota un’ampia presenza di carte geografiche, che
    descrivono con precisione la distribuzione della popolazione Araba in
    Palestina, nelle varie date.
    Gli atlanti più diffusi nelle scuole rappresentano i territori dell’Autorità
    Palestinese, specificando le aree A e B stabilite negli accordi di pace fra
    Israele ed i Palestinesi.
    Tutti i testi precisano che gli Arabi hanno respinto la risoluzione delle
    Nazioni Unite del novembre 1947, che stabiliva la ripartizione dell’area fra
    due stati, ebraico ed arabo. Le guerre successive sono presentate come
    guerre di difesa di cui gli Arabi sono responsabili.
    In pochi testi l’odio degli Arabi verso gli Ebrei è presentato come
    generato da diversità fondamentali, come un odio innato, indipendente da
    circostanze politiche, militari ed economiche. La maggior parte dei testi
    spiega che l’ostilità degli Arabi è commessa a motivi nazionalistici e pratici:
    il desiderio di avere il possesso dell’intero territorio, e di costituire
    comunque una maggioranza."

    continua.....

  3. #3
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione...

    "Molti testi, sia laici che religiosi, riportano discorsi di personalità arabe
    ed israeliane in occasione della firma dei trattati di pace con l’Egitto e la
    Giordania.
    Molte antologie letterarie contengono poesie e racconti che esprimono
    forti desideri di pace; tuttavia, spesso la pace è percepita come
    irraggiungibile, un sogno, una utopia.
    2 – Il sistema scolastico israeliano
    Il sistema scolastico israeliano è strutturato in quattro livelli principali:
    istruzione pre – primaria (da 2 a 4 anni);
    istruzione primaria (livelli 1° - 8°);
    istruzione secondaria inferiore o intermedia (livelli 7 – 9);
    istruzione secondaria superiore (livelli 9 – 12).
    L’istruzione è gratuita ed obbligatoria dai 5 ai 16 anni; è gratuita per
    l’istruzione pre – primaria e per i livelli 11° e 12°.
    Il settore dell’istruzione statale riguarda circa il 90% del sistema
    scolastico, e si distingue in: corsi statali (o secondari); corsi statali religiosi;
    corsi per arabi.
    Il settore dell’istruzione privata è per la maggior parte religioso, sia
    ebraico che cristiano.
    3 – Rappresentazione degli Arabi e dell’ Islamismo.
    Questo capitolo riporta varie espressioni usate nei testi esaminati per
    definire l’Islam, i Maomettani, gli Arabi ed i Palestinesi; distinguibili in
    positive, oppure offensive e/o condiscendenti.
    (Seguono molte citazioni, di cui la grande maggioranza appartengono
    alla prima categoria).
    4 – Maometto e l’Islamismo
    Sia nei testi statali che in quelli religiosi l’Islamismo è descritto con
    rispetto. Molti testi sottolineano che l’Islamismo è più vicino all’Ebraismo
    che al Cristianesimo.
    Tutti i testi evidenziano che l’Islamismo è una religione monoteistica, e
    descrivono favorevolmente la lotta di Maometto contro gli idolatri.
    (Seguono numerose citazioni, con descrizioni delle regole della
    religione islamica e cenni dei rapporti fra le due religioni nei vari periodi
    storici).
    5 – Luoghi santi ebraici ed arabi
    Lo studio riporta estesi brani di testi scolastici che spiegano il
    carattere di santità attribuito dalle due religioni (ebraismo ed islamismo) a
    diversi luoghi e monumenti, quali le Tombe dei Patriarchi, il Monte del
    Tempio, la cittadella di Re Davide, la città di Betlemme.
    6 – L’attaccamento degli Arabi per Gerusalemme
    I testi esaminati evidenziano l’importanza di Gerusalemme come città
    sacra per le tre religioni monoteistiche, citando brani di prosa e poesia.
    7 – Luoghi santi islamici e Gerusalemme
    Molti testi esaminati spiegano come Gerusalemme sia diventata una
    città santa per i Mussulmani, raccontando episodi della vita di Maometto e
    della costruzione delle Moschee sul Monte del Tempio.
    8 – “Conoscere il grande popolo Arabo”
    Le citazioni riportate da molti testi scolastici sottolineano l’importanza
    di conoscere la lingua e la cultura araba.
    9 – Storie raccontate da autori arabi
    Si citano molti testi che riportano racconti di autori arabi,
    prevalentemente riguardanti episodi di amicizia fra arabi ed ebrei.
    10 – I buoni sultani maomettani
    Vengono raccontati episodi storici e leggende sulle buone relazioni fra
    i sultani islamici e gli ebrei.
    11 – Il contributo degli Arabi alla civiltà
    Vengono citati molti esempi del contributo dato dagli arabi alla civiltà
    moderna.
    12 – Relazioni arabo – ebraiche nella Palestina del secolo
    diciannovesimo
    Molti libri di testo usati nelle scuole ultra – ortodosse riportano episodi
    di crudeltà e sopraffazione da parte di Arabi Ismailiti, e di attacchi arabi ai
    primi villaggi cooperativi ebraici (Moshavot), ma anche di saggezza e
    benevolenza da parte di sultani egiziani.
    13 – “L’odio degli adulti non ci ha influenzato”
    Vengono raccontate storie di amicizia fra ragazzi arabi ed ebrei.
    14 – Storie di arabi salvati da ebrei
    Analogamente ai precedenti capitoli, si tratta di episodi tratti dai libri
    esaminati.
    15 – “Gli arabi sono proprio come voi e me”
    Altri episodi come i precedenti.
    16 – Il conflitto arabo – israeliano è un conflitto fra nazioni
    L’argomento viene esposto in termini storici, a cominciare dal 1891,
    quando una delegazione di arabi andò a Costantinopoli per lamentarsi col
    Sultano perché gli ebrei “rubavano” le loro terre.
    Così, da scontri locali si è passati ad un conflitto nazionale.
    In questo capitolo vengono citati anche passi di testi scolastici che
    trattano della stampa araba.
    17 – La posizione degli arabi nel conflitto arabo – israeliano
    Tutti i testi esaminati cercano di descrivere la natura del conflitto
    arabo – israeliano nei suoi aspetti religiosi, nazionalistici e culturali, con
    ampi excursus storici ad iniziare dai moti del 1920 – 21, esaminando il
    supporto fornito agli arabi dai regimi fascista e nazista. Viene anche
    tratteggiata una distinzione fra arabi “estremisti” ed arabi “moderati”.
    18 – “Tutto o niente “ – (L’opposizione araba alla divisione
    della Palestina in due stati)
    I testi esaminati descrivono, con molti particolari, le vicende che
    hanno preceduto e seguito la risoluzione dell’ O.N.U. del 29 novembre
    1947.
    19 – La terra: riscatto o spogliazione?
    Tutti i libri di testo spiegano che i proprietari delle terre in Palestina
    erano ricchi latifondisti, i quali erano ben lieti di vendere a chi offriva di più
    le loro terre, anche se queste erano occupate, di fatto, da contadini che non
    ne avevano il possesso.
    20 – Chi è il responsabile delle guerre?
    Vengono citati molti episodi storici, tendenti a dimostrare che tutte le
    guerre sostenute da Israele erano guerre di difesa.
    21 – Il problema dei rifugiati
    La maggior parte dei testi consultati spiega che il problema dei
    rifugiati è stato creato dagli arabi che nel 1947- 48 abbandonarono le loro
    case; soltanto pochi testi aggiungono che alcuni arabi vennero anche
    cacciati dagli israeliani nel corso delle azioni di guerra.
    Seguono molti commenti e notizie sulla fuga degli arabi, conseguente
    sia all’abbandono del paese da parte delle truppe inglesi, sia più tardi, alla
    guerra dei sei giorni.
    Vengono descritte le difficili condizioni di vita dei rifugiati arabi nei
    campi di raccolta. Qualche testo rappresenta, in modo simmetrico, i due
    problemi dei rifugiati arabi e dei rifugiati ebrei, evidenziando che, mentre
    Israele ha fatto grandi sforzi per assorbire gli ebrei cacciati dai paesi arabi,
    gli stati arabi hanno preferito lasciare irrisolto il problema dei rifugiati arabi.
    Un libro di testo delle scuole ultra – ortodosse afferma che le fughe
    degli arabi provano che essi non avevano radici sulla terra occupata, ma ci
    soggiornavano “come viaggiatori che si riposano lungo il viaggio “, mentre
    gli ebrei hanno lavorato la terra ed hanno fatto fiorire il deserto.
    22 – Tentativi di dialogo
    Quasi tutti i testi ricordano i ripetuti tentativi di dialogo fra le parti, a
    cominciare dall’accordo Weizmann – Feisal, fino agli incontri fra il re di
    Giordania Abdullah e Golda Meir.
    23 – La pace è un sogno
    Vengono citati numerosi saggi letterari, in prosa e poesia, che
    esprimono l’intenso desiderio di pace della gioventù israeliana.
    A titolo di esempio, si riporta una poesia di Tamar Adar contenuta nel
    testo “La strada delle parole”:
    Pace – è una benedizione,
    pace – è una preghiera,
    pace – è una parola che voi vorreste udire
    sempre, ogni giorno – ogni ora.
    Pace – è ciò che si dice quando si incontrano bambini e adulti:
    pace a te, come stai?
    siamo così contenti di vederti!
    Pace – è ciò che si dice quando ci si separa
    dagli amici.
    E se volete, aggiungete:
    a rivederci presto!
    Ma la pace, la pace vera
    è un desiderio, un sogno.
    Pace è qualcosa che tutti cerchiamo,
    pace sempre, non battaglia non fuoco."

    continua....

  4. #4
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione....

    "E dunque auguriamoci tutti:
    Possa esserci pace su Israele!
    24 – Gli accordi di pace ed i confini di Israele
    Molti testi scolastici, specialmente di geografia, descrivono i problemi
    dei confini dello stato di Israele, conseguenti a fatti bellici o ad accordi di
    pace, con carte geografiche e dati statistici.
    25 – I negoziati fra Israele ed i Palestinesi
    Fra alcuni dei libri di testo esaminati si notano sensibili diversità nella
    valutazione delle questioni territoriali ai confini dello Stato (Giudea e
    Samaria, Golan, Gaza): si va dalla critica alla difficoltà di riconoscere uno
    stato palestinese, alla citazione (nei testi religiosi) dell’Eufrate come
    “confine orientale di Israele”.
    26 – I trattati di pace e il problema dell’acqua
    Nella maggior parte dei testi, il problema dell’acqua nel quadro dei
    rapporti con la Giordania e la Siria è esposto in termini oggettivi,
    tratteggiando anche eventuali soluzioni tecniche, che potrebbero essere
    realizzate in condizioni di pace.
    27 – Ostilità perdurante anche in condizioni di pace
    L’argomento è trattato in modi diversi nei vari testi esaminati, che
    attribuiscono l’ostilità araba nei confronti di Israele, talvolta a motivi
    nazionali, talaltra a stati d’animo indipendenti da circostanze politiche,
    militari od economiche, richiamando l’obiettivo, presente in molti ambienti
    arabi, di “distruggere lo Stato Ebraico”.
    28 – Dati statistici
    Nei testi esaminati sono presenti molti dati statistici, anche talvolta
    parziali, oppure non riferiti a precisa date storiche, oppure mancanti di
    elementi relativi alla popolazione araba.
    29 – Carte geografiche
    Grande varietà e dettaglio di mappe geografiche, anche riferite a
    precisi eventi storici, costituiscono preziosi elementi di informazione nei
    testi scolastici esaminati.
    30 – Sviluppo sociale della popolazione araba
    I testi descrivono l’agricoltura, il commercio e le altre attività
    economiche del settore arabo con criteri diversi, talvolta con
    condiscendenza critica, talvolta riconoscendo elementi positivi anche nei
    metodi tradizionali, ed evidenziando i progressi economici e sociali
    realizzati dalla popolazione araba.
    Considerazioni conclusive
    La sfida del sistema educazionale israeliano
    In generale in ogni società il sistema educativo vuole trasmettere agli
    studenti gli obiettivi ed i valori della società stessa.
    Nel caso di Israele, il sistema educativo intende alimentare la fiducia
    nella giustezza della causa sionistica, la legittimità del ritorno degli ebrei
    nella loro patria storica, per stabilirvi uno stato sovrano e vivervi una vita
    normale dopo millenni di esilio e di sofferte posizioni di minoranza fra altri
    popoli.
    Fino a che perdurava lo stato di guerra, veniva attribuito agli arabi il
    tentativo di impedire agli ebrei la realizzazione della liberazione nazionale,
    minacciando la loro stessa esistenza fisica, e reclamando il proprio diritto
    esclusivo sulla terra alla quale gli ebrei erano ritornati, come loro patria
    storica.
    Il sistema educazionale doveva quindi spingere ad identificarsi con la
    stessa posizione di Israele nel conflitto, fino al desiderio di sacrificare le
    proprie vite nei momenti di minaccia per l’esistenza di Israele.
    Oggi, dopo la firma dei trattati di pace con Egitto e Giordania, ed i
    negoziati in corso con Siria, Libano ed Autorità palestinese, il sistema
    scolastico si trova di fronte ad una situazione complessa.
    La natura del conflitto è cambiata; esso è meno intenso, ma non è
    ancora risolto. Vi sono contatti fra ebrei ed arabi a vari livelli, ma ancora si
    verificano attentati violenti, attacchi e manifestazioni contro il controllo
    israeliano sulla Giudea e Samaria. Nello stesso tempo, si compiono
    tentativi di conseguire la pace e stabilire la fiducia fra le due parti, i cui
    risultati sono ancora tutt’altro che sicuri. Il sistema educativo deve
    presentare il nemico di ieri come il vicino di domani, col quale dovranno
    essere mantenuti rapporti di reciproco rispetto e di pace. Nello stesso
    tempo però, è possibile che la pace non possa essere raggiunta.
    Per complicare ulteriormente la situazione, la stessa società Israeliana
    presenta divisioni ideologiche, e gli autori dei libri di testo non rimangono
    neutrali sugli argomenti controversi.
    Non c’è unanimità nell’analisi dello sviluppo del conflitto, e nella
    valutazione del prezzo che le parti dovrebbero pagare per la pace.
    La conclusione di questo studio è che i libri di testo usati nelle scuole
    statali, sia laiche che religiose – che assieme riguardano circa l’85% degli
    studenti – rappresentano correttamente la situazione descritta.
    Due linguaggi
    Mentre i testi in uso nelle scuole statali – sia laiche che religiose –
    usano un linguaggio oggettivo, senza espressioni offensive, con un sincero sforzo di educare alla tolleranza ed al rispetto reciproco, con notizie sul
    contributo degli arabi allo sviluppo delle civiltà e racconti di amicizie fra
    ebrei e arabi, nei testi della corrente ultra – ortodossa l’atteggiamento è
    completamente diverso, con espressioni di disprezzo e valutazioni
    offensive.
    Una speranza per il futuro
    “Noi non avevamo un linguaggio comune, ma l’odio degli adulti non ci
    aveva ancora contagiato. I giochi dei bambini non hanno bisogno di parole”,
    dice il personaggio di un racconto scolastico.
    La rimozione dai libri scolastici di pregiudizi, espressioni oltraggiose e
    sospetti è uno dei passi che devono essere compiuti per impedire all’odio di
    contagiare anche i bambini, e per promuovere la reciproca comprensione
    ed il rispetto fra i popoli.
    Sostenere l’avverarsi di questa speranza è l’obiettivo di questo studio."


    continua....

  5. #5
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La scuola dell'odio

    continuazione....

    "[b] Documento 2
    I nuovi testi scolastici dell’Autorità Palestinese
    Premessa
    Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 i testi usati dall’Autorità
    Palestinese erano i libri giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità stessa.
    Nel settembre 2000 il Ministero dell’educazione palestinese ha
    pubblicato 14 nuovi testi per le classi prima e sesta, scritte dal Centro per lo
    sviluppo dei programmi scolastici palestinesi, un organismo sostenuto da
    finanziamenti Europei.
    Il Centro per l’osservazione del processo di pace (C.M.I.P.) ha
    esaminato questi primi testi prodotti dall’Autorità Palestinese, ed i risultati
    sono esposti nei capitoli che seguono.
    Il C.M.I.P. ha constatato che i nuovi testi scolastici Palestinesi non
    dimostrano alcun tentativo di educare gli allievi verso la pace e la
    coesistenza con Israele. In realtà, come sarà dimostrato dalle citazioni che
    seguiranno è vero il contrario.
    La pace con Israele non è presentata come un obiettivo, o quanto
    meno messa in discussione come una possibilità. Del processo di pace in
    questi testi non si parla. Gli accordi di Oslo sono menzionati una sola volta;
    ma non sono definiti come una tappa del processo di pace, quanto piuttosto
    come una fase dell’ ingresso in “Palestina” dell’ “esercito di liberazione” dell’
    O.L.P.
    I testi insistono sempre sulla delegittimazione di Israele, che è definito
    come straniero nel Medio Oriente, e come un paese colonialista, che ha
    occupato la “Palestina” nel 1948, come l’Inghilterra, che l’aveva occupata
    nel 1917.
    Nei testi si continua a non riconoscere l’esistenza di Israele, il cui
    avvertenza: in questo documento, per limitare le dimensioni del testo, alcune parti
    sono state riassunte. Queste parti sono scritte in corsivo.
    nome non appare mai sulle carte geografiche, sostituito dalla
    indicazione di “Palestina”; e, così, ogni citazione di città, regioni, attività
    economiche israeliane è presentata come parte della “Palestina”.
    Nella sostanza del materiale educativo, si insegna che il “problema
    palestinese” non riguarda il controllo di Israele sui territori di Cisgiordania e
    Gaza, ma l’esistenza stessa di Israele.
    Viene inoltre insegnato l’obbligo religioso di recuperare ogni
    “centimetro” della patria “rubata”, con ciò assegnando pericolosamente una
    dimensione religiosa ad un conflitto nazionalistico.
    (Seguono gli esempi e le citazioni)
    1 – Delegittimazione di Israele
    I nuovi testi continuano a sostenere la totale delegittimazione di Israele, che viene
    menzionato soltanto in circostanze che comportano odio, quale quelle di aver espulso e
    massacrato i palestinesi. Israele è classificato nella sezione “colonialismo”, assieme
    all’Inghilterra. Le risoluzioni dell’ O.N.U. riguardanti il riconoscimento dello Stato di Israele
    sono ignorate.
    Si riporta, come esempio, una citazione dal testo di Educazione Nazionale per la
    sesta classe, pag. 16:
    “Colonialismo: la Palestina ha subito l’occupazione britannica dopo la prima guerra
    mondiale, nel 1917, e la conquista israeliana, con l’aiuto dell’Inghilterra, nel 1948.
    L’occupazione israeliana ha distrutto la maggior parte dei villaggi e città palestinesi,
    e ne ha espulso gli abitanti, obbligandoli ad abbandonare la loro terra e le loro case”.
    (Seguono altri esempi e citazioni)
    2 – Tutta Israele è “Palestina conquistata”
    a) Le città israeliane sono città palestinesi
    Si insegna agli allievi di considerare le città, regioni e risorse naturali
    di Israele come parti della “Palestina”. In tutti i contesti tranne in quelli di
    carattere negativo considerati nel capitolo 1, l’esistenza di Israele è
    ignorata.
    b) Israele è cancellata da tutte le carte geografichenome non appare mai sulle carte geografiche, sostituito dalla
    indicazione di “Palestina”; e, così, ogni citazione di città, regioni, attività
    economiche israeliane è presentata come parte della “Palestina”.
    Nella sostanza del materiale educativo, si insegna che il “problema
    palestinese” non riguarda il controllo di Israele sui territori di Cisgiordania e
    Gaza, ma l’esistenza stessa di Israele.
    Viene inoltre insegnato l’obbligo religioso di recuperare ogni
    “centimetro” della patria “rubata”, con ciò assegnando pericolosamente una
    dimensione religiosa ad un conflitto nazionalistico.
    (Seguono gli esempi e le citazioni)
    1 – Delegittimazione di Israele
    I nuovi testi continuano a sostenere la totale delegittimazione di Israele, che viene
    menzionato soltanto in circostanze che comportano odio, quale quelle di aver espulso e
    massacrato i palestinesi. Israele è classificato nella sezione “colonialismo”, assieme
    all’Inghilterra. Le risoluzioni dell’ O.N.U. riguardanti il riconoscimento dello Stato di Israele
    sono ignorate.
    Si riporta, come esempio, una citazione dal testo di Educazione Nazionale per la
    sesta classe, pag. 16:
    “Colonialismo: la Palestina ha subito l’occupazione britannica dopo la prima guerra
    mondiale, nel 1917, e la conquista israeliana, con l’aiuto dell’Inghilterra, nel 1948.
    L’occupazione israeliana ha distrutto la maggior parte dei villaggi e città palestinesi,
    e ne ha espulso gli abitanti, obbligandoli ad abbandonare la loro terra e le loro case”.
    (Seguono altri esempi e citazioni)
    2 – Tutta Israele è “Palestina conquistata”
    a) Le città israeliane sono città palestinesi
    Si insegna agli allievi di considerare le città, regioni e risorse naturali
    di Israele come parti della “Palestina”. In tutti i contesti tranne in quelli di
    carattere negativo considerati nel capitolo 1, l’esistenza di Israele è
    ignorata.
    b) Israele è cancellata da tutte le carte geografichenome non appare mai sulle carte geografiche, sostituito dalla
    indicazione di “Palestina”; e, così, ogni citazione di città, regioni, attività
    economiche israeliane è presentata come parte della “Palestina”.
    Nella sostanza del materiale educativo, si insegna che il “problema
    palestinese” non riguarda il controllo di Israele sui territori di Cisgiordania e
    Gaza, ma l’esistenza stessa di Israele.
    Viene inoltre insegnato l’obbligo religioso di recuperare ogni
    “centimetro” della patria “rubata”, con ciò assegnando pericolosamente una
    dimensione religiosa ad un conflitto nazionalistico.
    (Seguono gli esempi e le citazioni)
    1 – Delegittimazione di Israele
    I nuovi testi continuano a sostenere la totale delegittimazione di Israele, che viene
    menzionato soltanto in circostanze che comportano odio, quale quelle di aver espulso e
    massacrato i palestinesi. Israele è classificato nella sezione “colonialismo”, assieme
    all’Inghilterra. Le risoluzioni dell’ O.N.U. riguardanti il riconoscimento dello Stato di Israele
    sono ignorate.
    Si riporta, come esempio, una citazione dal testo di Educazione Nazionale per la
    sesta classe, pag. 16:
    “Colonialismo: la Palestina ha subito l’occupazione britannica dopo la prima guerra
    mondiale, nel 1917, e la conquista israeliana, con l’aiuto dell’Inghilterra, nel 1948.
    L’occupazione israeliana ha distrutto la maggior parte dei villaggi e città palestinesi,
    e ne ha espulso gli abitanti, obbligandoli ad abbandonare la loro terra e le loro case”.
    (Seguono altri esempi e citazioni)
    2 – Tutta Israele è “Palestina conquistata”
    a) Le città israeliane sono città palestinesi
    Si insegna agli allievi di considerare le città, regioni e risorse naturali
    di Israele come parti della “Palestina”. In tutti i contesti tranne in quelli di
    carattere negativo considerati nel capitolo 1, l’esistenza di Israele è
    ignorata.
    b) Israele è cancellata da tutte le carte geografichenome non appare mai sulle carte geografiche, sostituito dalla
    indicazione di “Palestina”; e, così, ogni citazione di città, regioni, attività
    economiche israeliane è presentata come parte della “Palestina”.
    Nella sostanza del materiale educativo, si insegna che il “problema
    palestinese” non riguarda il controllo di Israele sui territori di Cisgiordania e
    Gaza, ma l’esistenza stessa di Israele.
    Viene inoltre insegnato l’obbligo religioso di recuperare ogni
    “centimetro” della patria “rubata”, con ciò assegnando pericolosamente una
    dimensione religiosa ad un conflitto nazionalistico.
    (Seguono gli esempi e le citazioni)
    1 – Delegittimazione di Israele
    I nuovi testi continuano a sostenere la totale delegittimazione di Israele, che viene
    menzionato soltanto in circostanze che comportano odio, quale quelle di aver espulso e
    massacrato i palestinesi. Israele è classificato nella sezione “colonialismo”, assieme
    all’Inghilterra. Le risoluzioni dell’ O.N.U. riguardanti il riconoscimento dello Stato di Israele
    sono ignorate.
    Si riporta, come esempio, una citazione dal testo di Educazione Nazionale per la
    sesta classe, pag. 16:
    “Colonialismo: la Palestina ha subito l’occupazione britannica dopo la prima guerra
    mondiale, nel 1917, e la conquista israeliana, con l’aiuto dell’Inghilterra, nel 1948.
    L’occupazione israeliana ha distrutto la maggior parte dei villaggi e città palestinesi,
    e ne ha espulso gli abitanti, obbligandoli ad abbandonare la loro terra e le loro case”.
    (Seguono altri esempi e citazioni)
    2 – Tutta Israele è “Palestina conquistata”
    a) Le città israeliane sono città palestinesi
    Si insegna agli allievi di considerare le città, regioni e risorse naturali
    di Israele come parti della “Palestina”. In tutti i contesti tranne in quelli di
    carattere negativo considerati nel capitolo 1, l’esistenza di Israele è
    ignorata.
    b) Israele è cancellata da tutte le carte geografiche
    In tutte le carte della “Palestina”, sia politiche che storiche, geografiche o
    naturalistiche, non si trova traccia di Israele.
    (seguono molti esempi e citazioni)
    3 – Incoraggiamento al militarismo e alla violenza
    L’educazione islamica insegna l’obbligo religioso di difendere ogni
    “centimetro rubato” di terra araba, compresa la “Palestina”. Malgrado che
    Israele non sia nominato, rimane molto chiaro l’obbligo religioso di
    combattere per la “Palestina”, rubata da Israele.
    “Il popolo ha, fra gli obblighi verso la patria,quello di difenderla in ogni
    modo possibile, come obbligo religioso di difesa dell’Islam, considerando
    chi viene ucciso in nome di tale difesa come un martire del più elevato
    livello…”(Dal testo di Educazione Islamica per la sesta classe, parte A, pag.
    67).
    (Seguono altri esempi e citazioni)
    4 – Gli ebrei non sono citati nel capitolo dedicato alla tolleranza
    Il capitolo sulla tolleranza, nei libri per il sesto anno, parla
    dell’importanza della tolleranza nella religione islamica e degli effetti
    benefici sulla società; ma non vengono menzionati né gli ebrei né
    Israele.
    Nel testo si vede un cristiano che stringe la mano ad un mussulmano.
    Anche nella citazione di eventi storici lontani, in merito al
    comportamento dell’Islam nei confronti delle minoranze, si ricorda soltanto
    la protezione accordata ai cristiani, anche se – all’epoca – cristiani ed ebrei
    erano trattati nello stesso modo.
    (Seguono molti esempi e citazioni)
    5 – Educazione islamica
    Malgrado che nella religione islamica vi siano molti elementi positivi e
    tradizioni riferiti all’ebraismo, il testo sul Corano riporta soltanto commenti
    negativi.
    Malgrado che questo rapporto non intenda trattare questioni religiose,
    non può non rilevare questa scelta intenzionale dell’Autorità Palestinese di
    menzionare soltanto elementi negativi.
    (Seguono molti esempi e citazioni)
    6 – Gli ebrei nelle citazioni storiche
    Vi sono due citazioni positive degli ebrei nei capitoli dedicati alla storia, ma in quelli
    stessi si ritrovano commenti negativi.
    Il comandamento islamico di rispettare “religione, proprietà e modo di vivere” del
    “popolo del libro” (che comprende ebrei e cristiani) è riportato nei testi. Ma nello stesso
    capitolo si ricorda che gli ebrei non mantengono fede ai patti.
    (Seguono esempi e citazioni)
    7 – Vecchi scritti antisemitici introdotti nei nuovi testi scolastici
    Un libro pieno di virulento antisemitismo, intitolato “Il nostro paese: Palestina”, scritto
    da Mustafa al – Deba’a, era stato pubblicato nel 1947 e diffuso nel 1965. Il nuovo libro di
    testo “La nostra lingua” dedica tre pagine a questo libro, lodandone i pregi, e considerando
    la storia ivi raccontata a livello di una leggenda patriottica.
    (Seguono alcune citazioni)
    8 – Confronto con precedenti testi scolastici editi dall’Autorità
    Palestinese
    Come detto, i nuovi testi sostituiscono i precedenti per le classi prima e sesta,
    mentre per le altre classi vengono ripubblicati i testi giordani ed egiziani.
    Tuttavia, come si è visto, l’insegnamento fondamentale dell’ostilità verso Israele non
    è cambiato, e nessun accenno si trova, così nei vecchi come nei nuovi testi, che possa
    essere riferito ad una coesistenza pacifica con Israele.
    a) – Si insegna che Israele è un paese colonialista
    (Seguono le citazioni)
    b) – Si insegna che Israele ha “rubato” la terra araba
    (Seguono le citazioni)
    c) – Si ricorda l’obbligo religioso di liberare la terra “rubata”
    ( Seguono le citazioni)
    d) – Si insegna che le città israeliane sono “palestinesi”
    (Seguono le citazioni)
    e) – Si insegna che l’industria israeliana è industria palestinese
    (Seguono le citazioni)
    f) – Si insegna la glorificazione della “morte nel martirio”
    (Seguono le citazioni)"

    continua......

  6. #6
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione-.....


    "Documento 3
    Ebrei, Israele e Sionismo
    nelle Guide per l'Insegnante dell'Autorità Palestinese
    Introduzione:
    Il Ministero dell'Educazione dell'Autorità Palestinese pubblica le guide
    dell'insegnante che accompagnano i libri di testo. Gli obiettivi delle guide
    sono quelli di delineare le mete educative dell'Autorità Palestinese e
    descrivere la metodologia didattica per trasmettere efficacemente queste
    mete.
    Il materiale relativo ad ebrei, Israele e sionismo è chiaramente definito per
    non lasciare spazio a opinioni diverse. Le guide precisano categoricamente
    come gli studenti devono percepire gli ebrei, Israele e il sionismo alla fine
    di ogni lezione e forniscono esercizi ed attività specifiche per indottrinare
    gli studenti in questa prospettiva. Perfino la preferenza personale del
    bambino può essere dettata dall'insegante:
    Domanda: "Qual'è la tua riga preferita nella poesia? Perchè?"
    Risposta: "L'ultima riga perchè ..." [Guida
    dell'Insegnante - La nostra lingua araba - (classe 6) - §044,
    pag.230]
    Questa presentazione del materiale della guida dell'insegnante è divisa in
    due parti:
    Parte 1, Negli Approfondimenti presenta le istruzioni di una Guida
    dell'Insegnante della classe 12ª dell'Autorità Palestinese, insieme ai
    corrispondenti testi dei libri scolastici. Dimostra quante credenze e opinioni
    piene di odio sugli ebrei, lo Stato d'Israele e il sionismo siano
    sistematicamente instillate attraverso diversi metodi didattici, in questo
    singolo libro.
    Parte 2,Nella Panoramica degli argomenti, propone esempi tratti da
    diverse guide dell'insegnante e dimostra come gli insegnanti siano
    indirizzati attraverso il piano di studi educativo. Agli insegnanti viene
    ordinato di presentare Israele come un "ladro" privo di legittimità, di
    negare il diritto di Israele ad esistere e di inculcare numerose opinioni
    odiose riguardanti gli ebrei, il sionismo e lo stato d'Israele.Alla fine gli insegnanti sono ripetutamente incoraggiati ad indottrinare i
    bambini cosicchè siano disposti e perfino desiderosi di combattere e
    distruggere Israele nella Jihad [Guerra Santa].
    Il preciso messaggio di odio in ogni guida dell'insegnante sarà relazionato
    alla sua materia di insegnamento. I libri di storia usano analisi "storiche"
    per far definire ai bambini il sionismo come nazismo, razzismo e fascismo.
    Le guide dell'insegnante di educazione Islamica ordinano agli insegnanti di
    indicare i concetti Islamici della Jihad come obbliganti ciascuno ed ogni
    singolo bambino personalmente a partecipare alla distruzione di Israele.
    Libri di studio:
    Sebbene la maggior parte dei libri di scuola della Autorità Palestinese siano
    stati originariamente pubblicati in Giordania, oggi essi sono pubblicati dal
    Ministero dell'Educazione dell'Autorità Palestinese che è interamente
    responsabile del loro contenuto. Quando Israele era responsabile
    dell'educazione nelle aree ora sotto l'Autorità Palestinese, erano usati anche
    libri giordani, ma venivano ristampati senza l'incitamento all'odio e alla
    violenza. L'Autorità Palestinese è tornata indietro rimettendo i messaggi di
    odio nel suo sistema educativo.
    Dalla pubblicazione del rapporto sui libri di scuola dell'Autorità Palestinese
    (da parte del Centro per il Monitoraggio - L'Incidenza della Pace, settembre
    1998), molte proteste sono state rivolte all'Autorità Palestinese. E' stato
    offerto denaro per la ristampa degli stessi libri senza l'incitamento all'odio.
    Nondimento, l'Autorità Palestinese rifiuta di rimuovere l'odio da questi
    libri e si nasconde dietro alla scusa che sono di origine giordana. In realtà
    l'Autorità Palestinese sta facendo lezione con questo materiale perchè ha
    scelto di farlo.
    Parte 1: Approfondimenti:
    Guida dell'Insegnante - §022 e corrispondente Libro di Testo dello Studente - §003
    La storia contemporanea degli arabi e del mondo (classe 12)
    Questa sezione del rapporto presenta le istruzioni di una Guida
    dell'Insegnante della classe 12ª dell'Autorità Palestinese, insieme ai
    corrispondenti testi nel libro scolastico.
    Obiettivi educativi:
    Quel che segue sono le convinzioni e le opinione che gli insegnanti sono
    obbligati ad indottrinare relativamente a ebrei, stato d'Israele e sionimonella guida dell'insegnante e nel corrispondente testo di storia della
    classe12ª:
    1. Il sionismo è un esempio di nazismo, fascismo e razzismo
    2. Il sionismo mette in pericolo la società araba e deve essere fermato.
    3. Il comportamento perverso degli ebrei provoca la persecuzione antisemitica.
    4. Il giudaismo è una religione razzista.
    5. Odio del sionismo.
    6. Il sionismo è un esempio di imperialismo europeo.
    7. Gli ebrei accettano la loro stessa persecuzione poichè è vantaggiosa.
    1. Il sionismo è un esempio di nazismo, fascismo e
    razzismo.
    La Guida dell'Insegnante pone i seguenti obiettivi educativi:
    "Scopo:
    2. Lo studente dovrebbe imparare le seguenti generalizzazioni:
    a. Il sionismo è un movimento razzista e aggressivo
    b. La superiorità razzista è l'essenza di sionismo fascismo-
    nazismo
    3. Lo studente dovrebbe imparare i seguenti valori:
    a. Dovrebbe capire i pericoli che vengono dal sionismo e dalla
    discriminazione razziale
    4. Lo studente dovrebbe imparare i seguenti esercizi:
    a. dovrebbe fare il collegamento fra sionismo e
    discriminazione razzista;
    b. dovrebbe tracciare il collegamento fra sionismo e movimenti
    contemporanei di terrorismo mondiale;
    c. dovrebbe paragonare i principi del fascismo e del
    nazismo con quelli del sionismo." [pag. 12-13]
    Il Testo scolastico insegna le similitudini fra sionismo e nazismo:
    "Scopi:
    2: Lo studente dovrebbe capire il carattere razzista ed aggressivo
    del movimento sionista.
    6: Lo studente dovrebbe dedurre la somiglianza fra nazismo,
    fascismo e sionismo." [pag. 92]
    "Gli esempi più chiari di convinzione razzista e discriminazione
    razziale nel mondo sono il nazismo e il sionismo." [pag. 123]
    La Guida dell'Insegnante indica queste modalità didattiche:1. L'insegnante dovrebbe iniziare stimolando gli studenti ad
    esprimere la loro conoscenza del sionismo.
    2. L'insegnante dividerà la classe in due gruppi e distribuirà
    articoli che includono i seguenti testi: "Dal Talmud" ... e "Un ebreo
    ha il diritto di ..." e "discriminazione razzista" e dovrebbe
    indirizzare gli studenti alle seguenti conclusioni:
    a. il significato di discriminazione razzista
    b. gli aspetti razzisti del movimento sionista
    8. Gli studenti dovrebbero lavorare in gruppi e paragonare il
    sionismo e il razzismo e concludere con similitudini e differenze
    fra questi. [pag. 152-3, 155]
    La Guida dell'Insegnante indica queste ulteriori metodologie didattiche:
    "7. Fare il collegamento fra interessi colonialisti e interessi
    sionisti." [pag. 151]
    Il Testo scolastico spiega questi messaggi:
    "La differenza fra sionismo e colonialismo:
    Sionismo Colonialismo
    Il sionismo non è collegato a terra o
    nazione
    Le colonie sono una estensione della
    madrepatria
    Uno strumento per stabilire uno
    Stato inesistente
    Uno strumento e mezzi per servire
    uno stato che effettivamente esiste
    Crede nell'eliminazione degli abitanti
    originari
    Il comportamento colonialista non è
    arrivato all'eliminazione degli abitanti
    originari
    Colonizzazione basata sul fondamento
    di falsi diritti religiosi e storici
    Basato sul fondamento di interessi
    economici
    [pag. 123]
    2. Il sionismo mette in pericolo la società araba e deve
    essere fermato
    La Guida dell'Insegnante indica queste mete educative:
    "3° Lo studente dovrebbe capire l'influenza negativa del sionismo
    sulla rinascita e il progresso arabo. [pag. 12]
    Lo spirito espansionistico aggressivo di questo movimento è
    ancora un pericolo per la sicurezza nazionale araba e noi
    dobbiamo unire i nostri sforzi per fermare questo movimento
    aggressivo. [pag. 152]9. Gli studenti dovrebbero riconoscere l'influenza negativa del
    sionismo sulla rinascita araba..." [pag. 155]
    La Guida dell'Insegnante indica queste modalità didattiche:
    9. L'insegnante distribuirà un testo intitolato "Il Pericolo Ebraico in
    Palestina". Il testo sarà presentato come un problema ...
    10 gli studenti dovrebbero suggerire soluzioni per affrontare il
    problema. [pag. 155]
    11 gli studenti dovrebbero avere discussioni di gruppo, con
    soluzioni scritte e dovrebbero discuterle.
    16 Gli studenti dovrebbero intervistare persone di opinioni diverse
    e registrare le loro opinioni per affrontare il pericolo sionista. [pag.
    151]
    Il Testo scolastico insegna questi messaggi:
    "Il sionismo crede nell'eliminazione degli abitanti originari." [pag.
    123]
    "Emigrazione e insediamenti:
    "...le nazioni colonialiste crearono il sionismo nel cuore della terra
    araba, così da avere un punto d'appoggio e aiuto contro le vicine
    nazioni arabe e per esaudire il loro antico sogno [degli ebrei] di
    fon-dare uno stato ebraico dal Nilo all'Eufrate." [pag. 32]
    3. Il comportamento perverso degli ebrei provoca la
    persecuzione anti-semitica
    La Guida dell'Insegnante indica questo obiettivo educativo:
    "Capitolo 14: Sionismo"
    "Scopo:
    5. Lo studente dovrebbe giungere alla conclusione del perchè il
    mondo odia gli ebrei.
    6. Lo studente dovrebbe spiegare perchè gli europei
    perseguitarono gli ebrei."
    [pag. 151]
    Il Testo scolastico insegna questi valori:
    "3. Le cause della comparsa del movimento sionista
    a. ... l'odio della società cristiana europea nei confronti degli
    ebrei esiste dai tempi antichi e gli ebrei, che furono dispersi
    in tutta l'Europa dai romani, rimasero all'interno di loro
    stessi nei loro valori inclusi nel loro primo libro la Bibbia.
    Presto questo fu accompagnato dalla reclusione razziale acui richiama il Talmud, con comportamenti che miravano a
    corrompere e distruggere le società in cui loro vivevano.
    Ci sono molte ragioni che portarono gli europei a perseguitare gli ebrei,
    dovunque essi si trovassero:
    1. La Bibbia è piena di testi che appoggiano la tendenza degli
    ebrei al fanatismo razziale e religioso ed essi reagiscono con
    lo spirito di odio verso le altre nazioni ... Gli ebrei
    dell'Europa furono odiati a causa della loro fede ebraica
    ostile verso la cristianità, e il loro isolamento, non si sono
    uniti alle società occidentali e hanno continuato a guardarle
    con sospetto. Un'altra ragione dell'odio verso di loro era la
    presa in carico dell'economia ...
    2. Il sentimento degli ebrei di superiorità razziale, religiosa,
    cultu-rale e politica e il loro contatto con le nazioni del
    mondo secon-do questa prospettiva, determinò il forte
    impuslo della persecuzione delle nazioni contro di loro.
    3. I mestieri di guadagno illecito e cambia-valute nei quali essi
    si sono specializzati ebbero un'influenza nell'odio delle
    nazioni del mondo verso di loro." [pag. 121-122]
    La Guida dell'Insegnante indica queste metodologie didattiche:
    7. Gli studenti dovrebbero riconoscere le ragioni che portarono
    l'Europa a perseguitare gli ebrei, essi dovrebbero esprimere le loro
    opinioni e fornire le prove conformemente al grafico:
    Ragioni della persecuzione degli ebrei da parte degli europei [pag.
    154]
    Ragioni Vero/perchè? Non vero/perchè?
    Fanatismo ebraico
    religioso e razzista
    Professioni ebraiche di
    guadagno illecito e
    prestito di denaro
    4. Il giudaismo è una religione razzista
    Il Testo scolastico insegna che il Talmud è razzista:
    "... Nel secondo libro degli ebrei, il Talmud ... appare il seguente
    testo:
    "E' menzionato nel Talmud: "Noi gli ebrei siamo il popolo di Dio
    sulla terra ...Dio ha costretto tutti gli animali e tutte le nazioni e
    tutte le razze a servirci e ci ha sparso nel mondo per dominarli ""


    continua....

  7. #7
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ....continuazione...

    "possedere i loro regni. Noi dobbiamo sposare le nostre bellissime figlie
    con re, ministri e signori e far entrare i nostri figli nelle varie religioni
    così avremo la parola finale sull'amministrazione delle nazioni.
    Dovremmo ingannarli [i non ebrei] e suscitare liti fra di loro, poi si
    combatteranno l'un l'altro ... I non ebrei sono maiali che Dio ha creato
    in forma d'uomo cosicchè essi siano al servizio degli ebrei e Dio ha
    creato il mondo per loro (gli ebrei).” [pag. 120]
    La Guida dell'Insegnante indica queste metodologie didattiche
    "L'insegnante dovrebbe distribuire agli studenti una tavola che
    includa molte citazioni dal Talmud ed essi dovrebbero discuterle e
    confermare la corruzione e presenteranno i fatti per negarle.
    Le credenze talmudiche degli ebrei
    La locuzione [nel Talmud] Prove per negare
    Noi siamo il popolo di Allah sulla
    terra, la bestia umana è per servire
    Allah ha creato il mondo per gli ebrei
    Un ebreo è autorizzato ad ingannare
    un non ebreo
    Lo spirito ebraico è nobile;
    lo spirito non ebraico è satanico
    Il Signore diede la Palestina agli
    ebrei come la terra promessa
    [pag. 153]
    5. Odio del sionismo
    La Guida dell'Insegnante pone questo obiettivo educativo:
    "3. Lo studente dovrebbe acquisire i seguenti valori ...:
    B: Odiare il colonialimso in tutte le sue forme e stili."
    [pag. 10]
    Il Testo scolastico insegna che questo "odiare" si applica al sionismo:
    "Un altro esempio di questo fu il complotto delle nazioni
    Colonialiste per creare il sionismo nel cuore della terra araba ..."
    [pag. 32]
    6. Il sionismo è un esempio di imperialismo europeo
    La Guida dell'Insegnate pone questo obiettivo educativo:
    "Il sionismo è un movimento politico razzista basato su
    supposizioni storiche e radici bibliche. Fu fondato dagli ebrei nel
    19° secolo per istituire uno stato per loro stessi in Palestina." [pag.
    152]
    Il Testo dello Studente insegna questo messaggio:
    "Emigrazione e insediamenti: Le nazioni imperialiste si sforzano
    di fondare colonie dove possono trasferire i loro cittadini ...
    Un altro esempio di ciò fu il piano delle nazioni imperialiste per
    creare il sionismo nel cuore della terra araba, cosicchè esse
    avessero un punto d'appoggio e aiuto contro i vicini stati arabi ..."
    [pag. 32]
    7. Gli ebrei accettano la loro persecuzione perchè è vantaggiosa
    La Guida dell'Insegnante indica queste Mete Educative:
    "2. La persecuzione degli ebrei fu desiderabile e vantaggiosa per il
    movimento sionista e ancora lo è. Spiegate. Basate la vostra risposta su
    fatti storici ed evidenze." [pag. 155]
    Il Testo scolastico insegna questo messaggio:
    ... La persecuzione divenne desiderabile per gli ebrei per due
    ragioni:
    a. La sua utilizzazione con il proposito di guadagnare profitto
    materiale e morale.
    b. L'incoraggiamento all'emigrazione ebraica dal mondo verso
    la Palestina, in altre parole: la persecuzione divenne un
    mezzo attraverso il quale "sionizzare" il mondo ebraico farlo
    sionista"[pag. 122]
    Parte 2: Panoramica degli argomenti
    Le Guide degli Isegnanti dell'Autorità Palestinese portano gli insegnanti
    attraverso il sistema educativo ad usare i testi e le discussioni in classe per
    inculcare opinioni di odio reguardo a ebrei, sionismo e stato d'Israele. Ciò
    che segue sono le convinzioni e le opinioni esaminate in questa sezione.
    1. Il sionismo è un esempio di nazismo, fascismo e razzismo.
    2. Odio verso Israele
    3. Gli ebrei sono nemici pericolosi di Allah, dell'Islam e degli arabi
    4. Israele non ha diritto di esistere ed è destinato ad essere distrutto
    5. Siate bramosi di intraprendere la Jihad contro Israele
    6. Desiderate ardentemente morire combattendo Israele
    1. Il sionismo è un esempio di nazismo, fascismo e
    razzismo.
    I passi scelti seguenti sono testi trovati nelle Guide dell'Insegnante
    dell'Autorità Palestinese. Il primo riassume l'essenza dell'educazione
    dell'Autorità Palestinese sul sionismo:
    • "Sionismo - Un movimento coloniale politico razzista che chiama
    a giudaicizzare la Palestina espellendo i suoi abitanti arabi."
    [pag. 114]
    [Storia araba moderna e questioni contemporanee (classe 10)-§029]
    • "Scopo:
    2. Lo studente dovrebbe imparare le seguenti generalizzazioni:
    a. Il sionismo è un movimento razzista ed aggressivo.
    b. Sentimenti di superiorità razziale sono l'essenza di
    sionismo, fascismo e nazismo.
    3. Lo studente dovrebbe imparare i seguenti valori:
    a. dovrebbe capire i pericoli derivanti dalla discriminazione
    sionista e razziale
    4. dovrebbe acquisire le seguenti abilità:
    a. dovrebbe fare il rapporto fra sionismo e discriminazione
    razzista
    b. dovrebbe tracciare il collegamento fra sionismo e
    movimentiterroristici nel mondo contemporaneo
    c. dovrebbe paragonare i principi del fascismo e del
    nazismo con quelli del sionismo" [pag. 12-13]
    [La storia contemporanea degli arabi e del mondo (classe 12)- §22]
    •"Emigrazione e insediamenti: Le nazioni imperialiste si
    sforzano di stabilire colonie dove possono trasferire i loro
    cittadini ...
    Un altro esempio di questo fu il piano delle nazioni
    imperialiste per creare il sionismo nel cuore della terra
    araba, così avrebbero avuto un punto d'appoggio e aiuto
    contro le vicine nazioni arabe..." [Testo dello Studente, pag. 32]
    • "Lezione 2 - L'invasione ebraica della Palestina
    Scopi:
    2. Lo studente dovrebbe chiarire il fondamento della bramosia
    ebraica per la Palestina" [pag. 179]
    4. Valori e direttive:
    b) Odiare il ruolo colonialista distorto che favorisce gli ebrei
    contro il popolo della Palestina [pag.180]
    [Cultura islamica (classe 11)-§035]
    La terminologia gioca un ruolo importante nella delegittimazione di Israele
    come imperialista. Le città ebraiche sono dette "colonie" e "insediamenti".
    • "Quesito 2
    Fate frasi dalle seguenti parole e concetti:
    Colonie.
    Risposta suggerita
    I rivoluzionari arabi attaccarono le colonie ebraiche e i loro
    vicini ad Haifa." [pag. 50]
    [La nostra lingua araba (classe 6)-§044]
    2. Odio verso Israele
    L'odio verso Israele è l'obiettivo dominante di tutto il materiale della Guida
    dell'Insegnante riguardante Israele. Spesso è dichiarato apertamente.
    • "Imprimere nello studente valori e indicazioni formulate nel
    testo come segue:
    2. Collera verso il ladro straniero che ha lacerato la patria e ha
    disperso il suo popolo. [pag. 33]
    [La nostra lingua araba (classe 6)-§044]
    • "4. Valori e indicazioni per lo studente
    a) Lo studente dovrebbe detestare le malvagie linee di
    condotta imperialiste e sioniste che causarono il furto
    della Palestina e l'espulsione del suo popolo." [pag. 168]
    [Cultura islamica (classe 11)-§035]
    L'insegnante è spesso istruito a fare in modo che i bambini formulino
    messaggi odiosi da testi che non sono palesemente odiosi. Un libro sul
    linguaggio del 7° livello insegna una poesia scritta sulla città israeliana di
    Jaffa (a Sud di Tel Aviv), che ha una popolazione mista ebraica e araba.
    Non ci sono attacchi contro ebrei o Israele nel testo poetico. Eppure
    l'insegnante è istruito ad usare la poesia come uno strumento per insegnare
    odio verso Israele, a cui ci si deve riferire non con il nome ma come "il
    nemico", "ladri" e il "ladro conquistatore."
    • "Scopo: Coltivare [nello studente] valori positivi che appaiono
    nel testo come: La furia del poeta contro il ladro conquistatore
    (Israele)." [pag. 12]
    "Pagina di lavoro
    2.b) Chiarire le immagini artistiche nella sezione seguente della
    poesia:
    "Io ricordo i miei ieri là,
    quando il tempo mi sorrideva,
    ed il mio desiderio cresce
    e la tristezza si aggiunge al mio dolore."
    Risposta: Egli paragona il tempo in cui era a Jaffa prima
    dell'occupazione del nemico Israele ad un uomo che sorride."[pag.
    53- 54]
    "d) Chi sono i custodi dei convenuti ...? [pag. 202]
    Risposta: d) Quelli ... che vivevano in quelle case che i ladri
    conquistarono ..." [pag. 206]
    [Guida dell'Insegnante - La nostra lingua araba (classe 7)-§017]
    Nessuno dei termini "il nemico", "ladri" e neppure "il ladro conquistatore"
    appariva nel testo della poesia ma all'insegnante viene richiesto di
    introdurre questi termini.
    3. Gli ebrei sono pericolosi nemici di Allah, dell'Islam e degli
    arabi
    Si deve notare che mentre l'Islam ha molti riferimenti positivi sugli ebrei,
    tutti questi sono stati esclusi dai libri dell'AP. Il problema non è con l'Islam
    ma con il processo selettivo che cerca di trasformare l'Islam in una
    ideologia antisemitica accentuando i contesti negativi e ignorando qualsiasi
    cosa positiva.
    Agli insegnanti è dato ordine di insegnare agli studenti che l'Islam vede gli
    ebrei come possessori di attributi negativi, creando l'immagine degli ebrei
    come dei nemici dell'Islam, degli arabi e dei profeti di Allah - Mosè, Gesù e
    Maometto.
    • "Scopo:
    4. Si dovrebbero conoscere i progetti degli ebrei contro i profeti di
    Allah." [pag. 111]
    "5. L'insegnante dovrebbe incoraggiare il libero pensare suscitando
    domande come:
    b. Gesù chiamava gli israeliti alla religione di Allah ed essi
    rispondevano chiamandolo un bugiardo e attaccandolo. Che cosa
    indicano le loro azioni?"
    [pag. 112]
    [Educazione islamica (classe 6)-§039]
    • Scopo:
    "11. [Lo studente dovrebbe] fare collegamenti fra le avide
    aspirazioni degli ebrei nelle nazioni mussulmane e il loro odio
    verso la fede islamica." [pag. 179]
    "2. Metodi di insegnamento
    1. Film educativi che chiariscano certi problemi nel mondo
    islamico e i pericoli che li minacciano come:
    a) L'invasione sionista
    b) Gli intrighi sionisti terroristici" [pag. 169-170]
    • "Domande proposte
    3. Qual'è la posizione delle nazioni arabe relativamente
    all'aggressione ebraica delle terre mussulmane in Palestina?
    Esponete minuziosamen-te la vostra risposta e collegatela alla fede
    islamica quanto più possibile." [pag. 172]
    [Cultura islamica (classe 12)-§035]
    4. Israele non ha diritto di esistere ed è destinato ad essere
    distrutto
    Agli insegnati si insegna a presentare la distruzione di Israele come parte di
    un processo storico che inevitabilmente accadrà, nel quale gli studenti
    dovranno desiderare di esserci. Questo obiettivo educativo può essere
    individuato perfino nell'insegnamento dei bambini più piccoli. Ciò che
    segue sono esempi derivati dalle guide dell'insegnante.
    [Nota: In tutti i casi l'uso del termine "Palestina", nei libri di scuola e nelle
    guide dell'insegnante, include l'intero Stato di Israele.]
    • "... L'insegnante dovrebbe presentare una breve idea della
    Palestina, tipo:
    "I cuori arabi si dedicano completamente alla Palestina e attendono
    il giorno in cui saranno capaci di liberarla e di espellere il ladro
    aggres-sore [Israele] e ritornare a Gerusalemme." [pag. 188]
    [La nostra lingua araba (classe 2)-§018]
    •"La Gran Bretagna ha tagliato a strisce la Palestina, una parte
    della promessa indipendenza della nazione araba, e l'ha data agli
    ebrei per servire agli interessei colonialisti [della Gran Bretagna]."
    [pag. 81][Storia araba moderna e materie contemporanee (classe 10)- §029]
    •"3. Attività di rinforzo
    1. ... Abbiate un simposio o conferenza ...
    f) La Palestina era una nazione islamica e tale deve rimanere" [pag.
    170]
    "2. Gruppi di studenti dovrebbero preparare relazioni sui concetti
    ...:
    c) La liberazione della Palestina è una responsabilità islamica
    aggiunta." [pag. 171]
    "4. Valori e Indicazioni [da insegnarsi]
    1. Fede nella Palestina come nazione palestinese e nel fatto
    che il problema non sarà risolto senza la sua liberazione.
    3. Attività per liberare la Palestina e unire i mussulmani così
    da resistere all'invasione straniera in tutte le sue forme." [pag.
    180]
    "Scopi
    10. [Lo studente dovrebbe] aspirare a tenere vivo il problema
    palestinese fino al tempo della sua liberazione." [pag. 179]
    [Cultura islamica (classe 12)-§035]
    •"Obiettivi specifici: Lo studente concluderà le idee principali del
    testo che sono:
    - L'intenso desidero per la Santa Gerusalemme ...
    - La liberazione della nostra terra che è stata strappata
    dal ladro ..."
    [pag. 33]
    "Unità 3 - Lezione 1 - Esercizi linguistici
    Gli arabi non possono liberare la Palestina fin tanto che non la
    unificano." [pag. 68]
    [La nostra lingua araba (classe 6)- §044]
    Una poesia che implora l'Iraq di liberare la "Palestina" si trova in un libro di
    grammatica e nella Guida dell'Insegnante.
    La poesia nel Testo dello Studente:
    •"Materiale da imparare a memoria:
    'Baghdad, io ti ho portato amore dalla Palestina
    Ti ricorderai del mio carattere arabo, della mia Jihad?...
    E nella tua terra ci sono scorte di "Martirio" ...
    Non sei tu quella che ha liberato "Amuriah" ... [pag. 32-33]
    "

    continua....

  8. #8
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    continuazione....

    "[La nostra lingua araba - Parte due (classe 6)-§060]
    La Guida dell'Insegnante fa concentrare i bambini sul messaggio politico
    della poesia - la speranza che l'Iraq distruggerà Israele attraverso la Jihad.
    •"Lo studente concluderà le idee nel testo:
    Il rapporto fra la Paestina e Baghdad [Iraq] è espresso attraverso
    l'arabismo, la Jihad per la liberazione e la speranza del loro popolo
    nell'aiuto e nella vittoria.
    Il poeta ... vede Baghdad solamente attraverso le
    ferite gocciolanti di sangue della sua terra ...
    La speranza del poeta è che Baghdad conduca il convoglio di
    liberazione verso la Palestina ferita ..." [pag. 228]
    [La nostra lingua araba (classe 6) -§044]
    E’ notevole il fatto che l'educazione palestinese detti perfino al bambino
    quale verso, nella poesia, lo studente debba considerare il suo preferito:
    •"Domanda 8: "Qual'è il tuo verso favorito nella
    poesia? Perchè?"
    Risposta: "L'ultimo verso perchè ... ogni lettera gli ricorda una città
    della Palestina che giace sotto occupazione.
    [pag. 230]
    [Guida dell'Insegnante - La nostra lingua araba (classe 6) -§044]
    Perfino ai bambini del terzo livello viene insegnato che Israele è un ladro.
    •"Per la definizione della parola "ladro" [l'insegnante] dirà: Un
    "ladro" è uno che prende una cosa dalle persone contro la loro
    volontà. Il ladro qui [nel testo] è il nemico [Israele] che prese la
    patria.
    b) Che cosa faremo se il nemico cercherà di conquistare parte di
    essa [la nostra patria]?
    c) Come affronteremo il nemico e saremo vittoriosi su di esso?"
    [pag. 174]"5) Sviluppare nello [studente] il proposito di proteggere la patria
    dall'ingordigia degli invasori [Israele]." [pag. 133]
    [La nostra lingua araba (classe 3) -§046]
    5. Sii desideroso di intraprendere la Jihad contro Israele
    Le Guide dell'Insegnante dell'AP istruiscono gli insegnanti a glorificare il
    combattimento contro Israele e insegnano ai bambini che è responsabilità
    loro diventare combattenti per la Jihad, per distruggere Israele e liberare la
    Palestina.
    In molte parti non è esplicitamente dichiarato che Israele è il nemico da
    combattere, gli insegnanti sono piuttosto indirizzati a focalizzare il concetto
    islamico generale di Jihad contro i nemici dell'Islam e degli arabi. Tuttavia
    l'identificazione di Israele come il nemico è esplicita attraverso tutto il
    sistema scolastico.
    •"Lezione 7 - Posizioni della Jihad - Confronto mussulmano in
    faccia alla conquista sionista
    Primo: Scopi
    3. Concludete l'affermazione mussulmana che rifiuta la conquista
    sionista della Palestina ...
    9. Lo studente dovrebbe essere certo che la Jihad è il modo per
    liberare la Palestina dal conquistatore
    10. Amate i combattenti della Jihad e i martiri che dissetarono la
    terra di Gerusalemme con il loro sangue."
    [pag. 167]
    "4. Valori e indicazioni per lo studente:
    2. Rispetta lo sforzo che viene fatto per liberare la
    Palestina dal conquistatore sionista.
    3. Credi che l'intera Palestina sia terra islamica che dovrebbe essere
    protetta e liberata
    5. Emula le posizioni della Jihad dei discepoli religiosi e dei leader
    militari nell'affrontare l'occupazione sionista." [pag. 168]
    [Cultura islamica (classe 11) - §035]
    •"Lo studente acquisirà i seguenti valori ...:
    - Combatti l'imperialismo nelle sua varie forme.
    - Sii guidato dalle gesta dei combattenti arabi della
    Jihad-" [pag. 11]"5) Sviluppare nello [studente] il proposito di proteggere la patria
    dall'ingordigia degli invasori [Israele]." [pag. 133]
    [La nostra lingua araba (classe 3) -§046]
    5. Sii desideroso di intraprendere la Jihad contro Israele
    Le Guide dell'Insegnante dell'AP istruiscono gli insegnanti a glorificare il
    combattimento contro Israele e insegnano ai bambini che è responsabilità
    loro diventare combattenti per la Jihad, per distruggere Israele e liberare la
    Palestina.
    In molte parti non è esplicitamente dichiarato che Israele è il nemico da
    combattere, gli insegnanti sono piuttosto indirizzati a focalizzare il concetto
    islamico generale di Jihad contro i nemici dell'Islam e degli arabi. Tuttavia
    l'identificazione di Israele come il nemico è esplicita attraverso tutto il
    sistema scolastico.
    •"Lezione 7 - Posizioni della Jihad - Confronto mussulmano in
    faccia alla conquista sionista
    Primo: Scopi
    3. Concludete l'affermazione mussulmana che rifiuta la conquista
    sionista della Palestina ...
    9. Lo studente dovrebbe essere certo che la Jihad è il modo per
    liberare la Palestina dal conquistatore
    10. Amate i combattenti della Jihad e i martiri che dissetarono la
    terra di Gerusalemme con il loro sangue."
    [pag. 167]
    "4. Valori e indicazioni per lo studente:
    2. Rispetta lo sforzo che viene fatto per liberare la
    Palestina dal conquistatore sionista.
    3. Credi che l'intera Palestina sia terra islamica che dovrebbe essere
    protetta e liberata
    5. Emula le posizioni della Jihad dei discepoli religiosi e dei leader
    militari nell'affrontare l'occupazione sionista." [pag. 168]
    [Cultura islamica (classe 11) - §035]
    •"Lo studente acquisirà i seguenti valori ...:
    - Combatti l'imperialismo nelle sua varie forme.
    - Sii guidato dalle gesta dei combattenti arabi della
    Jihad-" [pag. 11]
    [Il capitolo spiega che Israele è un trapianto imperialista in
    Palestina.]
    [Storia araba moderna e materie contemporanee (classe10) - §029]
    Agli insegnanti si insegna a ricorrere ad eventi storici non correlati con gli
    ebrei per la guerra palestinese contro l'Israele di oggi. In una Guida degli
    Insegnanti una lezione dedicata alle guerre fra le forze islamiche e cristiane
    durante le Crociate si intitola: "Posizione della Jihad - Resistenza mussulmana
    di fronte all'invasione crociata", include ciò che segue:
    •Lo studente dovrebbe essere capace di:
    "6. Descrivere gli sforzi di Saladino per liberare Gerusalemme
    dalla conquista crociata.
    7. Tracciare un parallelo fra la situazione di Gerusalemme durante
    l'invasione crociata e oggi. [pag. 161]
    Valori e indicazioni [per lo studente]:
    4. Essere guidati dalla Jihad dei mussulmani per liberare la terra
    mussulmana dai ladri." [pag. 162]
    [Cultura islamica (classe 11)-§035]
    Agli insegnanti si insegna a far sì che i bambini applichino all’oggi le
    direttive generali islamiche della Jihad:
    "Concetti: Distaccamente generale dell'esercito, dovere generale,
    dovere individuale. [pag. 154]
    Collegare questi concetti generali alla presente situazione
    mussulmana.
    A che cosa obbliga oggi i mussulmani la legge della Jihad?
    Tipi di Jihad
    Perchè la nazione islamica dovrebbe essere una nazione di Jihad?"
    [pag. 155-156]
    "Lezione 2: L'importanza della Jihad nella vita islamica."
    Scopi:
    2. Lo studente dovrebbe chiarire la necessità della Jihad per
    proteggere i mussulmani e mantenere la loro religione.
    3. Dovrebbe definire i metodi per diffondere l'Islam fra i popoli.
    4. Dovrebbe dedurre il ruolo della Jihad nella realizzazione della
    gloria e della vittoria per la nazione e per l'onore dei martiri.
    5. Dovrebbe dedurre l'importanza dello spirito della Jihad per dare
    forza alla nazione." [pag. 157]
    [Educazione islamica (classe 11)-§035]
    •"Lezione 6 - Espressione linguistica
    1. Usate le seguenti espressioni nelle frasi:
    il pericolo sionista richiama alla Jihad ...
    2. Scrivete 6 righe di spiegazione per i vostri amici sul merito della
    Jihad per Allah
    "Ci si aspetta che lo studente, alla fine della classe, sia capace di:
    Esprimere il tema dell’ "eccellenza della Jihad per Allah"
    oralmente per 2 minuti.
    Esprimere il sottoelencato tema scrivendo 3-5 paragrafi ...
    Dovrebbe rispettare i combattenti della Jihad e chiedere ad Allah
    di avere misericordia per quelli che, fra di loro, sono caduti.
    Essere guidato dai combattenti della Jihad i quali [combatterono]
    per piacere ad Allah." [pag. 62]
    [La nostra lingua araba (classe 6)-§044]
    •Propositi speciali:
    3.b) La liberazione di Gerusalemme e la sua protezione è un
    dovere santo.
    4. Lo studente dovrebbe sviluppare il suo amore verso
    Gerusalemme e desiderare di fare sacrifici per la sua liberazione.
    [pag. 130]
    L'insegnante dovrebbe fare uso delle seguenti domande:
    b) Chi sta occupando Gerusalemme oggi?
    c) Qual'è il nostro dovere verso Gerusalemme? [pag. 131]
    [La nostra lingua araba (classe 3)-§046]
    • "Lo slogan del combattente che ha fede nella Jihad in tutte le
    circostanze:
    Allah Akbar! [Allah è il più grande]" [pag. 301]
    [La nostra lingua araba (classe 7) - §017]
    6. Desidera ardentemente di morire combattendo Israele
    I libri di scuola hanno numerosi testi che incoraggiano gli studenti a cercare
    il Martirio [Shahada], la morte per Allah, combattendo Israele. Nelle guide
    dell'insegnante non è esplicitamente specificato di cercare il Martirio contro
    Israele, quanto piuttosto gli insegnanti sono istruiti a convergere sul
    concetto islamico generale di cercare il Martirio contro i nemici dell'Islam e
    degli arabi. Tuttavia l'identificazione di Israele come il nemico dell'Islam e
    degli arabi è esplicito in tutto il sistema scolastico.
    Gli insegnanti sono guidati a raggiungere la certezza che gli studenti
    capiscano gli insegnamenti non come studi teorici ma nell'interiorizzazione
    del messaggio. Nella seguente Guida dell'Insegnante per un libro di
    educazione islamica l'insegnante è indirizzato ripetutamente, pagina dopo
    pagina, ad educare gli studenti a desiderare la morte in battaglia.
    •"7. Lo studente dovrebbe desiderare di essere fra i Martiri per
    Allah" [pag. 143]
    "4. L'insegnante potrebbe ... suscitare le seguenti
    domande:
    a) Come innalziamo i nostri figli alla passione di diventare Martiri
    per Allah?
    5. Meglio che [l'insegnante] si concentri su quanto segue...:
    a) Passione di diventare un Martire per Allah
    b) Intenso amore per il ruolo di Martire per Allah" [pag. 144]
    "Domande generali:
    5. Perchè il mussulmano si sforza di morire per amore di Allah?
    [pag. 146]
    "Attività di rafforzamento
    5. Scrivete la vostra idea sul modo di incoraggiare i mussulmani
    alla Jihad e alla passione di diventare martiri per Allah. [pag. 147]
    [Educazione islamica (classe 7)-§037]
    •"Scopi:
    8. Lo studente lavorerà per sviluppare in se stesso lo spirito della
    Jihad e della sfida della morte" [pag. 161]
    [Educazione islamica (classe 7)-§037]
    • "3. Valori e indicazioni
    2. Sviluppo di un amore del Martirio per Allah" [pag. 158]
    [Educazione islamica (classe 11)-§035]
    • "Propositi speciali:Lo studente dovrebbe apprendere le principali idee
    del testo poetico:
    - la decisione di morire per Allah
    - il Martirio per Allah è il livello più alto di nobiltà per il
    credente ...
    [pag. 301] [La nostra lingua araba (classe 7)-§017]
    •"7. Lo studente dovrebbe amare l'importanza della Jihad e del
    cadere in battaglia, nella vita della nazione" [pag. 149]
    "1. Chiedete a gruppi di studenti di preparare relazioni su ...:
    e) Desidera la morte come un Martire e ti sarà concessa la
    vita" [pag. 150]
    [Cultura islamica (classe 11)-§035]
    •"... Colui che chiede sinceramente ad Allah di essere un Martire,
    Allah lo condurrà nella "Dimora dei Martiri" perfino se muore nel
    suo letto." [pag. 206]
    [La nostra lingua araba (classe 6)-§044]
    Nelle istruzioni della guida dell'insegnante per una poesia
    intitolata "Madre" al bambino si insegna ad avere le
    sottoesposte emozioni filiali nel suo desiderare
    ardentemente la morte per Allah. Nella poesia un figlio dice
    addio a sua madre mentre va a cercare la morte per Allah e
    ordina a sua madre di non essere preoccupata mentre egli
    ardentemente cerca la morte.
    "Madre"
    •"Madre, la partenza è vicina, perciò prepara i sudari
    Madre, io avanzo verso la morte ... io non esiterò
    Madre, non piangere su di me, se io cado sopraffatto,
    Poichè la morte non mi fa paura e il mio destino è di morire
    come un Martire ..."
    [pag. 63]
    [La nostra lingua araba - parte II (classe 7)-§063]
    Guida dell'Insegnante
    • "3. Perchè il poeta ordina a sua madre di non piangere
    Su di lui?
    Risposta:Perchè egli desidera il suo Martirio per Allah e non ha paura della
    morte."
    [pag. 303]
    [La nostra lingua araba (classe 7)-§017]
    Questo messaggio della contentezza della madre per la morte del figlio che
    combatte Israele è stato incorporato nella coscienza palestinese. Le
    affermazioni seguenti sono due dei molti esempi di espressioni di madri
    conseguenti alla morte dei loro figli nel confronto con Israele.
    • "Io [la madre] ho chiesto: chi è colei che è morta? Lei mi ha
    detto - è tua figlia [Intisar]. Io ho detto: 'Grazie Allah, grazie Allah.'
    Noi abbiamo il diritto di liberare la nostra patria e la libereremo. E'
    un onore nostro cadere ... Intisar è caduta ed è un onore per noi e
    un onore per i nostri figli ..."
    [AP TV - 7 ottobre 1998]
    Madre di un uomo che è morto combattendo Israele:
    • "... io spero che tutti i miei figli saranno Martiri ..." [Autorità
    Palestinese TV - 9 settembre 1998]""

    Incredibile!!!!!! Vergognoso!!!! Criminale!!!!

    Shalom!

  9. #9
    Grande Capo
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    951
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Uehiii Pieffebi... mi compiaccio con te... ke cambio direzionale ! ... molli il kretinismo universale !?
    mandi fradi
    Abrezio

 

 

Discussioni Simili

  1. Sinistra dell'odio, dell'astio
    Di kamata nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-06-13, 18:51
  2. Il professor Moffa e la cappa dell'odio e dell'ignoranza
    Di Majorana nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-10-10, 19:42
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 12-08-05, 13:36
  4. Risposte: 70
    Ultimo Messaggio: 16-07-05, 14:37
  5. La Scuola dell'Odio
    Di Pieffebi nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 79
    Ultimo Messaggio: 01-11-04, 18:36

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito