dalla rete:
"CENTRO PER L’OSSERVAZIONE DEI PROCESSI DI
PACE
(Center for monitoring the impact of peace)
New York.
Presentazione
Tutti i commenti, i rapporti, gli studi sul problema medio – orientale
esprimono l’opinione che, in generale, l’attuale generazione è talmente
“avvelenata” da anni e decenni di guerre, atti terroristici, repressioni, da non
poter ragionevolmente ipotizzare fra le due parti in conflitto l’avvento di
relazioni, se non amichevoli, almeno basate su un minimo di reciproca
fiducia.
Soltanto le generazioni future, aggiungono i commentatori, potranno –
auspicabilmente – vivere in quei territori in normali rapporti di buon vicinato.
Questa diffusa opinione porta in primissimo piano il problema
dell’istruzione; dipende dai criteri impiegati dagli educatori nella formazione
delle prossime generazioni se la speranza di una futura pace stabile nel
settore può avere un qualche fondamento.
Ha scritto Ely Wiesel: “…se questa è la guerra dei bambini, anche la
pace non può essere che quella dei bambini. Ci sarà quando i bambini
palestinesi verranno mandati, come parte del programma scolastico, due
volte la settimana, nelle scuole israeliane a giocare con i bambini
israeliani…”
I mezzi d’informazione raccontano ed illustrano tutto sugli avvenimenti
contemporanei, le televisioni sciorinano in continuazione immagini di
repertorio di ragazzi che lanciano pietre e di carri armati che distruggono
case.
Ma un documentato servizio su ciò che viene insegnato ai bambini ed
ai ragazzi (israeliani e palestinesi) nelle rispettive scuole non è mai
comparso, che si sappia, sui media italiani.
L’Associazione Italia – Israele del Friuli, fondata ad Udine nel 1993
con l’obiettivo statutario di “migliorare e rendere sempre più amichevoli le
relazioni fra i due paesi, e promuovere congiuntamente una cultura tesa
alla affermazione e valorizzazione dei temi della pace”, ha valutato
l’importanza di rendere edotta l’opinione pubblica italiana dei problemi
dell’educazione delle giovani generazioni in Israele e nei territori
palestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
due popoli.
A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
testo.
Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
York, dove il Centro ha la sua sede.
Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
conflitti”.
Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
Palestina.
Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
attualmente in conflitto.
E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
ricorso alla violenza?
Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso un palestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
due popoli.
A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
testo.
Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
York, dove il Centro ha la sua sede.
Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
conflitti”.
Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
Palestina.
Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
attualmente in conflitto.
E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
ricorso alla violenza?
Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso un palestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
due popoli.
A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
testo.
Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
York, dove il Centro ha la sua sede.
Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
conflitti”.
Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
Palestina.
Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
attualmente in conflitto.
E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
ricorso alla violenza?
Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso unpalestinesi, come primo contributo alla costruzione di una pace futura fra i
due popoli.
A tale scopo ha deciso di favorire e diffondere, per quanto nelle sue
possibilità, la conoscenza dei due sistemi scolastici e dei relativi libri di
testo.
Funzionale a tale programma è sembrata l’iniziativa di promuovere la
traduzione e la divulgazione di tre importanti e documentati Rapporti
sull’argomento, editi recentemente negli Stati Uniti.
Il “Centro per l’osservazione dei processi di pace” (C.M.I.P.) è
un’organizzazione non-profit e non governativa, fondata nel 1998 secondo
le norme della Legge per le Associazioni non - profit dello Stato di New
York, dove il Centro ha la sua sede.
Il suo scopo è di “incoraggiare lo sviluppo e la permanenza di relazioni
di pace fra popoli e nazioni, stabilendo un clima di tolleranza e reciproco
rispetto, fondato sul rigetto della violenza come modo per risolvere i
conflitti”.
Il Centro ha pubblicato finora tre Rapporti sull’istruzione in Israele e in
Palestina.
Ogni rapporto è introdotto da una breve premessa, nella quale il
Centro illustra i propri scopi istituzionali, e svolge alcune considerazioni
sull’importanza del ruolo dell’educazione dell’infanzia e dell’adolescenza e,
in primo luogo, del contenuto dei testi scolastici, in una prospettiva di medio
periodo diretta a favorire il ristabilimento di rapporti pacifici fra Nazioni
attualmente in conflitto.
E’ possibile, si chiede il Centro, stabilire e mantenere un clima di pace
quando alle popolazioni direttamente interessate da situazioni conflittuali
viene insegnato fin dalla primissima età a guardarsi da altri popoli e nazioni,
viene presentata loro un’immagine negativa e odiosa dei loro vicini,
vengono additati come esempi eroi personificanti il culto della forza e il
ricorso alla violenza?
Questa, insiste il Centro nella presentazione dei suoi rapporti, è la
questione fondamentale; questione che viene esaminata attraverso un attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
inculcare nei loro giovani.
Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
al maggior numero di libri di testo consultati.
Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
traduzione.
Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
di testo editi dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
libri di testo.
Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
dall’Autorità.
Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri.attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
inculcare nei loro giovani.
Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
al maggior numero di libri di testo consultati.
Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
traduzione.
Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
di testo editi dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
libri di testo.
Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
dall’Autorità.
Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri.attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
inculcare nei loro giovani.
Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
al maggior numero di libri di testo consultati.
Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
traduzione.
Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
di testo editi dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
libri di testo.
Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
dall’Autorità.
Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri.attento studio, supportato da numerosissime citazioni letterali, dei testi
scolastici e dei manuali per gli insegnanti, quali indicatori reali delle
convinzioni e dei valori che le società palestinese ed israeliana intendono
inculcare nei loro giovani.
Il primo rapporto, intitolato “Arabi e Palestinesi nei testi scolastici
israeliani”, è il risultato dell’esame di oltre 360 libri di testo, usati nei corsi di
studio statali (sia laici che religiosi) e nelle scuole private (per lo più di
indirizzo ultra – ortodosso) nell’anno scolastico 1999 – 2000.
Questo rapporto è il più voluminoso (134 pagine), conseguentemente
al maggior numero di libri di testo consultati.
Nel documento 1 viene riportato il riassunto dei principali capitoli dello
studio, del quale, data la mole, non è stato possibile riportare l’intera
traduzione.
Il secondo rapporto, intitolato “I nuovi testi scolastici dell’Autorità
Palestinese per le classi prima e sesta”, è il risultato dell’esame di 14 libri
di testo editi dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato novembre 2000, riguarda i nuovi testi scolastici,
scritti dal “Centro per lo sviluppo dell’istruzione in Palestina” (finanziato da
fondi europei) , ed editi dal Ministero dell’Educazione dell’Autorità
Palestinese. Palestinese che, fin dall’epoca degli accordi di Oslo (1994) è
pienamente responsabile nello stabilire i programmi educativi e nel curare i
libri di testo.
Fino all’anno scolastico 2000 – 2001 – avverte il Rapporto - l’Autorità
palestinese usava libri di testo giordani ed egiziani, ripubblicati dall’Autorità
stessa, e quindi questi sono i primi testi scritti e pubblicati direttamente
dall’Autorità.
Il documento 2 riporta i principali brani di questo Rapporto.
Il terzo rapporto, intitolato “Autorità Palestinese – Guida per gli
insegnanti”, è il risultato dello studio di 28 Guide per gli insegnanti delle
scuole gestite dall’Autorità Palestinese.
Il rapporto, datato marzo 2000, illustra i manuali che accompagnano i
testi scolastici, con lo scopo appunto di guidare l’opera dei maestri."
continua.....




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