Umberto Bossi minaccia di querelare Mediaset e attacca lo stesso Confalonieri. Il leader del Carroccio se la prende con il programma della “Gialappa's band” in onda domenica sera. «Basta insulti», afferma in una intervista alla Padania: «Mi riferiscono che ci sono state evidenti battute razziste contro la Padania e volgari insulti contro di me». Chiederò la registrazione e toccherà ai legali fare querela a Mediaset». E aggiunge: «Mi dicono che il programma in questione sia condotto dalla Gialappas, da 3 squinternati di sinistra che imperversano nelle tv di Berlusconi». Secondo Bossi «l'informazione, ma anche lo spettacolo e le tv, sono dominate da una cupola di sinistra che promuove e sostiene solo giornalisti e artisti di sinistra: è un circolo vizioso, che in nome della democrazia va spezzato». «Fa specie che la tv sia in mano a gente del genere – continua il leader del Carroccio - questo tipo di tv inquina la tv, rovina i giovani, distorce l'opinione pubbliche, diffondo un nichilismo assoluto che contagia il pubblico più indifeso». «Ma Mediaset è presieduta da Fedele Confalonieri che lei conosce» gli fa notare l'intervistatore. «Ma se è così che anche Confalonieri vada al quel paese». «Se Mediaset permette che vadano in onda queste schifezze - aggiunge - si beccherà più querele».
Immediata la replica a Bossi da parte del trio della Gialappa's. La dichiarazione di Umberto Bossi alla Padania è «il più bel pezzo comico degli ultimi anni». Per questo, dicono, «gli offriamo un posto», perché «di autori comici bravi ne abbiamo sempre bisogno». E specificano che «una delle due battute incriminate è stata fatta durante “Le Iene Show” da Enrico Bertolino». «Oltretutto - concludono - da noi censure non ne avrà mai, a meno che tentasse di sputare ancora sulla bandiera italiana».
L'Oscar della comicità ha una nuova candidatura.




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