(Del 20/3/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 16)
VIENE RIPROPOSTO IL CONVEGNO SU DS E POTERI FORTI DOMANI ALLE 21 NELLA SALA CONFERENZE
Torna Forza Nuova: «Tutti alla Gam»
Sale la tensione, si temono nuovi scontri con i centri sociali
Stefano Saia è il segretario della sezione torinese di Forza Nuova. Gli incidenti di piazza del 21 febbraio scorso - quando il convegno su «Ds e poteri forti», che doveva tenersi nel centro congressi di un albergo fu annullato, ci furono scontri tra polizia e autonomi, incendi e devastazioni in centro - non lo hanno smosso di un millimetro: questa volta si farà alla Gam. Appuntamento domani, ore 21, nella sala conferenze della Galleria d´arte moderna, corso Galileo Ferraris 30. Ma non è una scelta infelice, la Gam? Insomma, per la polizia non sarà facile difenderla dai probabili assalti degli autonomi. Saia: «Non è un problema di cui dobbiamo preoccuparci noi. La questione è semplice: abbiamo organizzato un convegno, sul tema tutti possono esprimere le loro idee. Chi è d´accordo e chi no. Non capisco perché dovremmo rinunciare alla nostra iniziativa. La sinistra parla tanto di democrazia, fa i girotondi e tutto il resto. Perché noi dovremmo rinunciare? E´ giusto che lo Stato accetti l´azione violenta di pochi?». Dicono che è una provocazione: «Macché. Lo sarebbe, semmai, se i nostri militanti inscenassero un corteo o un comizio in luoghi pubblici, cercando lo scontro con queste frange di estremisti. I centri sociali, a noi, proprio non interessano. Non abbiamo intenzione di farci coinvolgere in un clima che appartiene solo al passato. Mai ci sogneremmo di boicottare le loro iniziative. Quanto è accaduto a febbraio è sotto gli occhi di tutti. Giudichi l´opinione pubblica se è giusto impedirci di esprimere le nostre idee con la violenza». Alla Gam bocche cucite. Solo una funzionaria, responsabile della gestione della sala conferenze, ammette che «sì, la richiesta è arrivata tempo fa, è stata esaminata e non si poteva, in base allo Statuto, dire di no. Così è stata inserita nel calendario. Non che non ci rendessimo conto della situazione, però non c´era nessuna irregolarità tale da esprimere un rifiuto». Idem la polizia. Per ragioni di ordine, se la manifestazione fosse programmata in qualsiasi punto della città, aperto al pubblico, la questura potuto pronunciarsi in merito. In questo caso no; mancano le condizioni per evitare un´altra giornata di tensione. Al convegno di Forza Nuova, organizzato dalle edizioni «Effedieffe», parteciperanno l'onorevole della Lega Nord, Mario Borghezio, i giornalisti di «Libero» Mario Bottarelli ed Enrico Heiman. Saia non usa mezzi termini: «Tra i manifestanti del 21 febbraio, c´erano anche militanti di Rifondazione, Ds, Comunisti Italiani. Li invitiamo a rinunciare ad azioni di disturbo. Forza Nuova non intende rinunciare ai suoi spazi e difende i propri diritti con tranquillità, ferma e decisa determinazione». Al centro sociale «Gabrio» di via Revello, che a febbraio era stato fra i promotori della manifestazione di protesta contro Forza Nuova («Una provocazione dei neofascisti, a Torino, città medaglia d´oro della Resistenza»), s´è tenuta l´altra sera una riunione su come reagire. Oggi si saprà qualcosa di preciso. I militanti di Askatasuna, con un documento, avevano, tra l´altro, analizzato, in un documento, come e perché erano avvenuti gli scontri: «...I centri sociali e l´antifascismo torinese non potevano accettare questa provocazione. Così siamo scesi in piazza assieme agli studenti medi e universitari, ai giovani comunisti, a varie case occupate, e a giovani antirazzisti. Le forze dell´ordine ci hanno caricato. Il corteo non si è sciolto ma era indietreggiato in piazza Statuto e Porta Susa, poi ha percorso alcune vie del centro. Le barricate con i cassonetti dovevano rallentare le cariche e impedire che i manifestanti fossero aggrediti e pestati. Ventun persone erano state denunciate dalla Digos ed un manifestante arrestato».
Massimo Numa




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