Mentre la tensione sociale si avvia al suo apice (lo sciopero generale unitario),la Sinistra,politica e sindacale,pare proprio ricadere nel commettere uno "storico" errore:confondere la minoranza urlante delle piazze con la maggioranza silenziosa delle urne.
Sin dai primi anni del dopoguerra il PCI esercitò una vera e propria egemonia delle piazze,riempiendole in occasione delle fasi politiche più calde.
Fu così agli inizi del 1948:eppure,malgrado i suoi timori,Alcide De Gasperi stravinse il confronto elettorale con il Fronte Stalinista di Togliatti e Nenni.
Fu così nel corso degli anni Settanta:malgrado un imponente sforzo propagandistico ed organizzativo,alle politiche del giugno '76 non si verificò il tanto temuto "sorpasso" comunista sulla DC.
Fu così nella prima metà degli anni Ottanta quando,esaurita l'esperienza del "compromesso storico",Berlinguer spinse il Partito su una deriva massimalista,simboleggiata dal suo incatenamento al cancello d'ingresso dello stabilimento FIAT di Mirafiori.
Allora la maggioranza di governo,guidata dal leader socialista Craxi,sfidò la Sinistra sulla scala mobile;PCI e CGIL si unirono promuovendo una crociata abrogativa,ma la consultazione referendaria dell'85 vide il trionfo delle forze riformiste.
E' probabile che la opposizione conti di perpetuare i "fasti piazzaioli" dell'autunno '94,ma lo fà dimenticando due dettagli tutt'altro che secondari.
Il primo,risiede nella solidità ed ampiezza della maggioranza di governo,allora un semplice "cartello elettorale" messo su per sbarrare la strada di Palazzo Chigi al leader comunista Occhetto,oggi una alleanza politica fondata sul "cemento" di un programma di governo sottoscritto pubblicamente da tutti i dirigenti del CentroDestra al fine di modernizzare il Paese.
Il secondo,nella chiara neutralità dell'arbitro istituzionale,ovvero quella Presidenza della Repubblica che 8 anni fà tramò sin dall'inizio per rovesciare la chiara volontà degli elettori - spingendo infine Berlusconi a dimettersi con la promessa di elezioni anticipate,poi mai indette - ,mentre oggi si mostra,nell'operato di C.A.Ciampi,autenticamente ma non passivamente equidistante,secondo la felice formula per cui il Quirinale è silente ma non assente.
Lo sciopero generale unitario,che appare ogni giorno più vicino,produrrà inevitabilmente una "rottura" politica e sociale,di cui le forze promotrici (CGIL,Ulivo...) dovranno assumersi tutta la responsabilità:anche perchè,vista la solidità e l'ampiezza della maggioranza di governo,questa volta non basterà una pur robusta spallata di piazza per scompaginarla.
Cordiali saluti a tutti




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