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  1. #51
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Kremator Visualizza Messaggio
    Nel 1850 erano molto più di una dozzina.

    Se vuoi ti posto l'elenco, ce l'ho a portata di mano.

    Anche se va detto che già nel 1850 l'assetto demografico del sud era cambiato.

    Non ancora a causa dei movimenti interni ma dello sviluppo di certe regioni che cambiò il peso demografico complessivo. Infatti nel 1861 la popolazione era passata da tre milioni a quasi nove. E menomale che sotto i Borboni si faceva la fame!

    Agli inizi dell'800 erano 5milioni solo la parte continentale.


    Qui la demografia del 1832 >>>>>>>>>>>>> 5.727.141 (continente)


    Qui quella del 1955 >>>>>>>>> quasi 7milioni (continente)
    Ultima modifica di x_alfo_x; 01-09-09 alle 16:34

  2. #52
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da soldato Visualizza Messaggio
    Caro Bisentium, in linea di massima concordo perfettamente con la Tua visione nazionale. L'unico problema che, studiando la storia successiva, mi sento di rilevare è che non sempre - affatto - l'espansione romana ha corrisposto all'espansione unitiva o sintetica italiana.
    Considera l'importanza, per lo Spirito Italiano, delle Signorie Milanesi (il primo Tricolore è uno stemma della casata Milanese) o di Venezia, mentre la romanità si era ormai identificata con il Vaticano.
    Che ne pensi?
    Sono stato molto sommario e generico ma l'ho fatto per darTi l'idea.
    Verissimo.
    Dopo il 476 d.C. Roma in quanto luogo geografico, in quanto città, cessa di avere un ruolo propulsivo proprio (con la breve eccezione del periodo di Cola di Rienzo nel XIV secolo) per "passare il testimone ad altre realtà come quelle da te opportunamente richiamate.
    Roma come "Romanità", come idea e come mito, resta invece il valore unificante e propulsivo della Nazione, ma semplicemente non trova più la sua base diplomatica, militare e financo culturale nell'Urbe come luogo fisico.
    Roma-città diventa, da soggetto agente di una politica grande-italica, la meta, il terminus ad quem, l'ambito oggetto del desiderio di una politica nazionale, da quando Federico di Svevia voleva far diventare l'Urbe la capitale del Regno Italico e il centro del Sacro Romano Impero (Kantorowicz) a quando Garibaldi lancia il suo grido "Roma o Morte"fino alla breccia di Porta Pia del XX settembre 1870.
    La Toscana, in questo quadro, diviene il cuore ideologico-culturale dell'unità attraverso l'elaborazione dantesca, petrarchesca e machiavelliana e il graduale imporsi del suo volgare a lingua comune della "repubblica delle lettere".
    La mente politica e il braccio armato dell'idea romano-italica si spostano altrove: nella grande Milano Viscontea che nel 1402, alla morte del suo duca, era sul punto di unificare buona parte dell'Italia centro-settentrionale; nella Venezia dei dogi - entità schiettamente romana sin dalle origini - che combatte per espandersi nel Friuli e fino nella Puglia; nella Firenze di Lorenzo dè Medici che si fa cuore e anima della "Lega Italica" dopo la pace di Lodi (1454); nel Ducato sabaudo che con Emanuele Filiberto "testa di ferro" (metà del secolo XVI) sposta la capitale da Chambéry a Torino e adotta l'Italiano come lingua ufficiale dello Stato e organizza le milizie paesane sulla base dell'insegnamento del Machiavelli (Discorsi sull'arte della guerra). Lo stesso ducato sabaudo che nel XVII secolo vede un Carlo Emanuele I farsi paladino della rivolta antispagnola degli Italiani ed essere cantato dai poeti della penisola come restauratore delle virtù romane e guida dell'indipendenza nazionale (ricordo a tale proposito un vecchio articolo di "Politica Romana").
    E vogliamo parlare del settecento, con il nobile piemontese Galeani Napione che indica ai suoi sovrani la via dell'unità italiana e con l'istriano Gian Rinaldo Carli che scrive la "patria degli Italiani"?
    Fino al confuso e contraddittorio ma per certi versi fecondo periodo giacobino e napoleonico e al Risorgimento Nazionale, sorto dalla conflittuale ma feconda collaborazione tra la Monarchia Sabauda e i suoi seguaci e l'elemento "popolare" della sinistra mazziniano-garibaldina.

  3. #53
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Kremator Visualizza Messaggio
    Intanto ti posto un link dove si parla appunto di questo e si cita una cifra di circa 300,000 albanesi presenti al sud...giusto per dimostrare che non è una mia fantasia:

    TripAtlas.com - About Arbëreshë
    Fermo restando che non sarebbero ugualmente il 10% tieni presente che non si parla di gente di Tirana , ma comprenderebbero anche i Grecizzati che poi effettivamente emigrarono in gran numero dopo la caduta di Bisanzio.
    Il che effettivamente coincide con la doppia origine del Grikoi di molte zone.
    Più Greci che Albanesi, in ogni caso quindi.
    Infatti come puoi vedere nello stesso link da te postato:

    Between the 11th and 14th Centuries, the Arbëresh tribes moved in small groups towards the South of Greece (Thessaly, Corinth, Peloponnesus, Attica) where they founded colonies. Their military skill made them favourite mercenaries of the Serbs, Franks, Catalans, Italians and Byzantines.
    Preferisco di no.

  4. #54
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    Lightbulb Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da x_alfo_x Visualizza Messaggio
    Agli inizi dell'800 erano 5milioni solo la parte continentale.


    Qui la demografia del 1832 >>>>>>>>>>>>> 5.727.141 (continente)


    Qui quella del 1955 >>>>>>>>> quasi 7milioni (continente)
    Non "all'inizio". Nel 1832. Poi passati a circa 9 nel 1861.
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  5. #55
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    Lightbulb Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Fermo restando che non sarebbero ugualmente il 10% tieni presente che non si parla di gente di Tirana , ma comprenderebbero anche i Grecizzati che poi effettivamente emigrarono in gran numero dopo la caduta di Bisanzio.
    Il che effettivamente coincide con la doppia origine del Grikoi di molte zone.
    Più Greci che Albanesi, in ogni caso quindi.
    Infatti come puoi vedere nello stesso link da te postato:
    1) magari non erano proprio il 10% ma poco ci mancava.

    2) non cambia nulla: sempre allogeni sono.

    3) del resto le stesse comunità greche un tempo erano molto più estese di oggi.
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  6. #56
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Secondo me l'Italia è molto più variegata rispetto alle altre grandi nazioni europee quali Francia,Germania e Spagna...queste tre nazioni sono il frutto di una o due componenti etniche :

    Francia = Celti

    Germania = Celti e Germani

    Spagna = Celti e Iberi

    L'Italia invece...

    Italia = "Italici" (qualcuno in realtà ha messo in dubbio l'unità etnica , linguistica e culturale dei popoli chiamati col nome generico di Italici : Latini,Umbri,Osci ecc..) , Celti , Etruschi , Reti , Veneti , Greci , Illiri , Liguri , Sardi , Elimi , Sicani .

    p.s. grazie per l'invito nel clan dei celto-liguri :sofico:

  7. #57
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Kremator Visualizza Messaggio
    1) magari non erano proprio il 10% ma poco ci mancava.
    Se dici 300mila e dici 9 milioni, sono il 3% . Cmq ho visto l'elenco dei comuni storici arbereshe del primo sito. Dubito che all'epoca potessero raggiungere anche solo la metà di 300mila. Il sito d'altronde è celebrativo identitario, ovvio che gonfi le cifre

    2) non cambia nulla: sempre allogeni sono.
    Oddio, mica tanto. Allora anche gli Etruschi giunti nel 1° millennio ed i loro discendenti dobbiamo considerarli allogeni? Essì che gli Illiri sono un popolo Indoeuropeo a differenza degli Etruschi....


    3) del resto le stesse comunità greche un tempo erano molto più estese di oggi.
    Beh si la Magna Grecia effettivamente era un'altra cosa. Non trovo il nesso, ma pazienza.
    Preferisco di no.

  8. #58
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Bisentium Visualizza Messaggio
    Verissimo.
    Dopo il 476 d.C. Roma in quanto luogo geografico, in quanto città, cessa di avere un ruolo propulsivo proprio (con la breve eccezione del periodo di Cola di Rienzo nel XIV secolo) per "passare il testimone ad altre realtà come quelle da te opportunamente richiamate.
    Roma come "Romanità", come idea e come mito, resta invece il valore unificante e propulsivo della Nazione, ma semplicemente non trova più la sua base diplomatica, militare e financo culturale nell'Urbe come luogo fisico.
    Roma-città diventa, da soggetto agente di una politica grande-italica, la meta, il terminus ad quem, l'ambito oggetto del desiderio di una politica nazionale, da quando Federico di Svevia voleva far diventare l'Urbe la capitale del Regno Italico e il centro del Sacro Romano Impero (Kantorowicz) a quando Garibaldi lancia il suo grido "Roma o Morte"fino alla breccia di Porta Pia del XX settembre 1870.
    La Toscana, in questo quadro, diviene il cuore ideologico-culturale dell'unità attraverso l'elaborazione dantesca, petrarchesca e machiavelliana e il graduale imporsi del suo volgare a lingua comune della "repubblica delle lettere".
    La mente politica e il braccio armato dell'idea romano-italica si spostano altrove: nella grande Milano Viscontea che nel 1402, alla morte del suo duca, era sul punto di unificare buona parte dell'Italia centro-settentrionale; nella Venezia dei dogi - entità schiettamente romana sin dalle origini - che combatte per espandersi nel Friuli e fino nella Puglia; nella Firenze di Lorenzo dè Medici che si fa cuore e anima della "Lega Italica" dopo la pace di Lodi (1454); nel Ducato sabaudo che con Emanuele Filiberto "testa di ferro" (metà del secolo XVI) sposta la capitale da Chambéry a Torino e adotta l'Italiano come lingua ufficiale dello Stato e organizza le milizie paesane sulla base dell'insegnamento del Machiavelli (Discorsi sull'arte della guerra). Lo stesso ducato sabaudo che nel XVII secolo vede un Carlo Emanuele I farsi paladino della rivolta antispagnola degli Italiani ed essere cantato dai poeti della penisola come restauratore delle virtù romane e guida dell'indipendenza nazionale (ricordo a tale proposito un vecchio articolo di "Politica Romana").
    E vogliamo parlare del settecento, con il nobile piemontese Galeani Napione che indica ai suoi sovrani la via dell'unità italiana e con l'istriano Gian Rinaldo Carli che scrive la "patria degli Italiani"?
    Fino al confuso e contraddittorio ma per certi versi fecondo periodo giacobino e napoleonico e al Risorgimento Nazionale, sorto dalla conflittuale ma feconda collaborazione tra la Monarchia Sabauda e i suoi seguaci e l'elemento "popolare" della sinistra mazziniano-garibaldina.


    Complimenti sinceri per questo pezzo.
    Unico punto che forse non hai adeguatamente sottolineato: "O Roma o morte" dei garibalini è un atto patriottico religioso, o di sacralizzazione nazionale, quale sfida strategica spiritualista alla Roma terrena che è quella dominata dallo stato politico del Vaticano.
    Devota compostezza nel mio cuore quando hai parlato di Lorenzo dei Medici e della Lega Italica.

  9. #59
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Spagna = Celti e Iberi
    Solo per la Spagna dovresti aggiungere: Greci, Fenici, Romani, Mori, Arabi, Visigoti , ecc . ecc.

    E questo vale anche per le altre Nazioni ; Più la Germania (tanto metafisicizzata, ma...) , autentico puttanaio di transito per ogni buzzurro delle steppe , che per la Francia (almeno fino al 1850, poi... )


    p.s. grazie per l'invito nel clan dei celto-liguri :sofico:
    Ehi! Vedi che è una cosa seria, eh!:sofico:
    Preferisco di no.

  10. #60
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    Lightbulb Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Se dici 300mila e dici 9 milioni, sono il 3% . Cmq ho visto l'elenco dei comuni storici arbereshe del primo sito. Dubito che all'epoca potessero raggiungere anche solo la metà di 300mila. Il sito d'altronde è celebrativo identitario, ovvio che gonfi le cifre
    300000 erano alla fine della migrazione (l'ultima fu intorno al 1770, se non erro).

    A quell'epoca come detto il Regno di Napoli non superava i 3 milioni d'abitanti.

    Poi l'assetto demografico cambiò perchè nell'800 vi fu una grande crescita demografica. La riprova, fra l'altro, che sotto i Borboni tanto male non si stava.

    Oddio, mica tanto. Allora anche gli Etruschi giunti nel 1° millennio ed i loro discendenti dobbiamo considerarli allogeni? Essì che gli Illiri sono un popolo Indoeuropeo a differenza degli Etruschi....
    No, non sono allogeni. Sono romanissimi de Roma. Contento?

    Beh si la Magna Grecia effettivamente era un'altra cosa. Non trovo il nesso, ma pazienza.
    Non mi riferisco alla Magna Grecia ma alle comunità greche della Calabria e della Puglia. Un tempo molto più estese di quelle odierne che sono solo un residuo.
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

 

 
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