

Conclusa a S. Pietro in Vincoli la Festa dell'Uva
Mingozzi illustra le prospettive
Oltre 100 gli imprenditori e gli esponenti di associazioni, sindacati e istituzioni presenti nella sala del cinema Farini di San Pietro in Vincoli all'incontro promosso dal PRI che ha concluso la sei giorni della Festa dell'Uva.
Uva, piadina , cappelletti e strozzapreti hanno "condito" gli argomenti affrontati, nel solco della più laica tradizione romagnola .Dopo i saluti del Segretario Comunale Giancarlo Cimatti, Giannantonio Mingozzi ha illustrato a tutto campo le priorità che i repubblicani si propongono di affrontare assieme alle imprese in questa seconda fase di legislatura.
"Il nuovo piano regolatore è l'argomento trasversale che può consentire nuovi incentivi per rivitalizzare il centro storico, e nel forese continuare una fase di sviluppo che va associata alla realizzazione di nuovi servizi pubblici; nel porto gli impegni sono rivolti a completare le banchine della penisola Trattaroli, rendere produttiva l'area ex Fantuzzi, trattare fin da oggi con ENI l'utilizzo di parte dell'area dismessa dalla chimica per nuove iniziative imprenditoriali che si candidano a sostituire gli impianti in dismissione".
Di fronte al Presidente e Direttore della Sapir, Angelini e Sciacca, e a numerosi operatori portuali (Gianfranco Magnani, Manlio Cirilli, Anna Mantice, Paolo Monduzzi) e ad esponenti della cooperazione (Presidente e Direttore di ACMAR, Suprani e Gualdi, Lorenzo Cottignoli) Mingozzi ha sottolineato come in questa fase la SAPIR debba garantire la propria maggioranza pubblica, ed ha incentivato le principali società presenti nel porto a consentire l'inserimento di nuovi operatori e di nuove imprese affrontando con meno egoismo i destini del nostro scalo. Rivolgendosi all'artigianato ed al commercio (presenti Sergio Folicaldi, Riccardo Ferrucci, Gianni Fabbri, Roberto Manzoni ed Edgardo Romini) Mingozzi ha poi invitato commercianti ed artigiani ad essere più sensibili all'offerta turistica e ricettiva, considerando Ravenna una città in piena evoluzione, ed ha ricordato gli impegni ad affrontare le problematiche edilizie nel litorale, l'insediamento degli impianti golfistici, lo stimolo a realizzare nuovi alberghi.
Al nuovo Presidente e Vice Presidente della Camera di Commercio, Gianfranco Bessi e Natalino Gigante Mingozzi ha proposto di verificare assieme la possibilità di occupare i nuovi laureati che escono dalle facoltà ravennati, una risorsa eccezionale che ormai ha raggiunto la quota delle 4000 unità nelle cinque facoltà presenti. Infine il Vicesindaco ha concluso affermando che per i repubblicani il punto di metà mandato significa non solo esaminare lo stato dei rapporti con gli altri partiti, bensì verificare se gli impegni che ci siamo assunti all'inizio della legislatura sono mantenuti o hanno bisogno di nuovi stimoli.
"Il PRI è interessato al consenso dei cittadini amministrati più che a discutere di responsabilità eccellenti che si reggono solo sulla condivisione dell'operato istituzionale da parte dei rappresentanti del PRI, senza il quale non saremmo coerenti con la tradizione laica e repubblicana di questa città".
Sono poi intervenuti il Capogruppo in Provincia Mazzotti "uno dei problemi principali è la difesa del suolo" e il Consigliere Regionale Luisa Babini sulla crescita economica dell'Emilia Romagna.
In prima fila il Sindaco Vidmer Mercatali, l'Assessore provinciale Filippucci e tutti i principali esponenti del PRI ravennate, Gambi, Laghi, Fusignani e Silvia Lameri.
Tra gli altri presenti Segretario della UIL Francesco Proli, il Presidente dell'AGCI Roberto Minguzzi, l'Assessore di Russi Paolo Donati, Filippo Brandolini di Hera, Piero Roncuzzi per gli Istituti di Credito, Tassinari e Cimatti per il Consorzio Agrario.
tratto dal sito dell’Edera
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[color=dark blue]Emilia Romagna/Luisa Babini: Necessaria una fusione dei "piccoli comuni"
BOLOGNA - Negli anni ‘70, a seguito dell'istituzione delle Regioni, il Partito Repubblicano intraprese una dura battaglia per l'abolizione delle Province con l'intento di semplificare l'assetto istituzionale e i rapporti fra Regioni e Comuni. Sappiamo tutti come è finita.
Oggi il quadro istituzionale si compone dunque di Comuni, Province, Comunità montane, Regione, Senato, Camera e Comunità Europea. Ognuno di questi enti ha un proprio sistema elettorale, un proprio sistema organizzativo e amministrativo, propri organi eletti, proprio personale. Inoltre non sempre sono ben delimitate le competenze e si creano conflitti fra gli enti sui ruoli assegnati.
Forse sarebbe il caso di riprendere una antica battaglia repubblicana cercando di ridurre sensibilmente il numero dei Comuni. In Emilia-Romagna la situazione è la seguente:
- la Regione è composta di 341 Comuni
- 170 dei quali - quindi più del 50% - sono Comuni con meno di 5000 abitanti
- 13 sono i Comuni con meno di 1000 abitanti
- 3 sono i Comuni con meno di 500 abitanti di cui uno con addirittura con solamente 144 abitanti
La gestione di unità governative così piccole significa innanzitutto dispersione di risorse in spese gestionali e burocratiche che potrebbero invece essere impiegate per migliorare la qualità dei servizi. Ognuno di questi Comuni, infatti, fa capo ad una propria struttura di governo territoriale ma la loro debolezza strutturale li porta alla costituzione di Unioni di Comuni o Associazioni di Comuni allo scopo di "unire le forze" per rispondere più incisivamente alle esigenze dei loro cittadini. La Regione Emilia-Romagna, consapevole della necessità di incentivare gestioni associate fra piccoli Comuni, prevede finanziamenti a favore delle Unioni o Associazioni di Comuni, delle Comunità montane e delle Fusioni calcolati in base al grado di armonizzazione e alla densità demografica che l'associazione di Comuni copre. Ciò al fine di sostenere forme di integrazione estese a moltissime attività di rilevante interesse pubblico locale come, ad esempio, i servizi amministrativi, di gestione del suolo, di Polizia municipale e di servizi in genere.
"Condivido in pieno" - ha dichiarato il Consigliere Regionale PRI Babini - "lo sforzo della Regione in direzione di una maggiore razionalizzazione delle risorse e di un potenziamento della qualità dei servizi ai cittadini, dal momento che unità territoriali come i piccoli Comuni riescono con difficoltà a rispondere ad esigenze che richiedono coordinazione come quello, ad esempio, della sicurezza, dei servizi sociali, degli asili. A nome dei Repubblicani vorrei però insistere sulla necessità di una semplificazione ancora più sostanziale per risparmiare sulle spese gestionali e di governo, mi riferisco in particolare alla necessità di favorire le Fusioni dei piccoli Comuni fino ad arrivare ad ottenere delle unità comunali di almeno 5000 abitanti. In questo modo i fondi che vengono utilizzati per le spese gestionali, elettorali, per gli stipendi di Sindaci, Assessori, Dirigenti e per la gestione delle competenze di Comunità montane e Unioni di Comuni potrebbero essere convertiti in maggiori servizi ai cittadini."
Luisa Babini
Consigliere regionale
Emilia Romagna del Pri
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tratto dal sito web:
http://www.pri.it


ci dà lezione in Romagna!


Però anche il Trentino Alto Adige ci può insegnare qualcosa.
Tex Willer


opportunità di consenso.
Detta da un giudice e quindi un perfetto conoscitore della lingua italiana suona come una ironia maggiore della parola "concubina" che anch'io ritengo non offensiva e ascrivibile ad un mondo che oramai non c'è più.
Io seguirei invece il giudice e cecherei di sapere come la pensa politicamente, perchè nella sua sentenza ha usato una frase politicamente non corretta.
I direi al giudice di fare meno il politico nelle sue sentenze e all'invisibile Fava di cercare un 'altro partito come bersaglio dei suoi strali.
Auguri comunque agli amici di Forlì.


.... ho notato anch'io questa "motivazione" politicamente/giuridicamente ... non corretta .... mi sembrerebbe quasi di capire che questo giudice abbia fatto notevoli studi nel campo del "diritto canonico" ...Originally posted by pergola2000@yahoo.it
opportunità di consenso.
Detta da un giudice e quindi un perfetto conoscitore della lingua italiana suona come una ironia maggiore della parola "concubina" che anch'io ritengo non offensiva e ascrivibile ad un mondo che oramai non c'è più.
Io seguirei invece il giudice e cecherei di sapere come la pensa politicamente, perchè nella sua sentenza ha usato una frase politicamente non corretta.
I direi al giudice di fare meno il politico nelle sue sentenze e all'invisibile Fava di cercare un 'altro partito come bersaglio dei suoi strali.
Auguri comunque agli amici di Forlì.