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  1. #311
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 24 settembre 2003

    Vino e cappelletti chiacchierando di politica

    RAVENNA - Maniche rimboccate e matterello impugnato, le 'azdore' di San Pietro in Vincoli sono pronte a 'tirare' la sfoglia per sfamare tutte le persone che, se il tempo sarà clemente, parteciperanno alla settantaquattresima edizione della Festa dell'uva, da oggi a lunedì. «Purtroppo l'anno scorso e quello prima — spiega Daniele Roncaglia, da venti anni al timone della manifestazione — ci si è messa di mezzo la pioggia, ma questa è una festa molto amata, che attira migliaia di persone. Speriamo che quest'anno il tempo sia dalla nostra».
    La Festa dell'Uva è organizzata dalla locale sezione del Pri, con oltre 150 iscritti una delle più numerose della provincia. La prima edizione della Festa risale al 1929. «Allora però — precisa Roncaglia — si chiamava Festa della vendemmia». Padre della manifestazione è stato Remigio Della Valle, un cittadino di San Pietro in Vincoli. Il nome Festa della vendemmia ha però avuto vita breve. Due anni dopo, nel 1931, è stato infatti sostituito da quello attuale, Festa dell'uva. L'appuntamento, comunque, è rimasto sempre lo stesso: l'ultima domenica di settembre. Cuore della festa sono la piazza ex foro boario e i giardini pubblici, con il luna park e gli stand gastronomici, che apriranno i battenti questa sera alle 19. «Nei giorni della festa — continua Daniele Roncaglia — si mobilita un vero e proprio esercito di volontari, composto da un centinaio di persone di tutte le età. Se in cucina ci sono le 'azdore', a servire in mezzo ai tavoli non è raro trovare anche ragazzini di 13-14 anni».
    Oltre alle giostre e alla buona tavola sono parecchi altri gli ingredienti della festa, a cominciare dalla musica: questa sera è prevista l'esibizione di Silvano Silvagni, domani quella di 'Luana e i Balla Balla'; venerdì tocca a Mirko Gramellini mentre sabato sarà protagonista il 'Cuore romagnolo' (tutti gli spettacoli cominciano alle 21). Gli organizzatori sono stati previdenti; se anche il cielo non volesse saperne di essere sereno, sarà comunque possibile assistere comodamente agli spettacoli, che si svolgeranno in uno stand coperto (per prenotare tavoli e sedie bisogna contattare Vittorio Casadio al 333 2623613). Domenica sarà la giornata clou. Si comincia alle 12 con il pranzo della Festa. Il pomeriggio sarà allietato dall'esibizione degli sbandieratori del Rione nero di Faenza. I più piccoli potranno assistere a uno spettacolo di burattini; gli adulti ammirare una mostra di hobbisti e collezionisti. Alle 20 ancora musica con 'La storia di Romagna'. Lunedì il divertimento prenderà 'a braccetto' temi più seri. Alle 19.30 il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, il segretario provinciale del Pri, Paolo Gambi, e quello comunale, Giancarlo Cimatti, incontreranno alle 19.30 al cinema di San Pietro in Vincoli rappresentanti dell'Associazione industriali, del mondo della cooperazione e della piccola e media impresa, per un dibattito sul piano regolatore, i trasporti, il porto, il rapporto tra università e mondo del lavoro. Mancherà il presidente nazionale del Pri, Giorgio La Malfa, «come da tre anni a questa parte — spiega Mingozzi — cioè da quando i dibattiti pubblici sono stati sostituiti da confornti su temi locali». Alle 21 'Concerto Romagna', organizzato con il patrocinio del club

    Secondo Casadei.

  2. #312
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    Predefinito

    Conclusa a S. Pietro in Vincoli la Festa dell'Uva

    Mingozzi illustra le prospettive

    Oltre 100 gli imprenditori e gli esponenti di associazioni, sindacati e istituzioni presenti nella sala del cinema Farini di San Pietro in Vincoli all'incontro promosso dal PRI che ha concluso la sei giorni della Festa dell'Uva.

    Uva, piadina , cappelletti e strozzapreti hanno "condito" gli argomenti affrontati, nel solco della più laica tradizione romagnola .Dopo i saluti del Segretario Comunale Giancarlo Cimatti, Giannantonio Mingozzi ha illustrato a tutto campo le priorità che i repubblicani si propongono di affrontare assieme alle imprese in questa seconda fase di legislatura.

    "Il nuovo piano regolatore è l'argomento trasversale che può consentire nuovi incentivi per rivitalizzare il centro storico, e nel forese continuare una fase di sviluppo che va associata alla realizzazione di nuovi servizi pubblici; nel porto gli impegni sono rivolti a completare le banchine della penisola Trattaroli, rendere produttiva l'area ex Fantuzzi, trattare fin da oggi con ENI l'utilizzo di parte dell'area dismessa dalla chimica per nuove iniziative imprenditoriali che si candidano a sostituire gli impianti in dismissione".

    Di fronte al Presidente e Direttore della Sapir, Angelini e Sciacca, e a numerosi operatori portuali (Gianfranco Magnani, Manlio Cirilli, Anna Mantice, Paolo Monduzzi) e ad esponenti della cooperazione (Presidente e Direttore di ACMAR, Suprani e Gualdi, Lorenzo Cottignoli) Mingozzi ha sottolineato come in questa fase la SAPIR debba garantire la propria maggioranza pubblica, ed ha incentivato le principali società presenti nel porto a consentire l'inserimento di nuovi operatori e di nuove imprese affrontando con meno egoismo i destini del nostro scalo. Rivolgendosi all'artigianato ed al commercio (presenti Sergio Folicaldi, Riccardo Ferrucci, Gianni Fabbri, Roberto Manzoni ed Edgardo Romini) Mingozzi ha poi invitato commercianti ed artigiani ad essere più sensibili all'offerta turistica e ricettiva, considerando Ravenna una città in piena evoluzione, ed ha ricordato gli impegni ad affrontare le problematiche edilizie nel litorale, l'insediamento degli impianti golfistici, lo stimolo a realizzare nuovi alberghi.

    Al nuovo Presidente e Vice Presidente della Camera di Commercio, Gianfranco Bessi e Natalino Gigante Mingozzi ha proposto di verificare assieme la possibilità di occupare i nuovi laureati che escono dalle facoltà ravennati, una risorsa eccezionale che ormai ha raggiunto la quota delle 4000 unità nelle cinque facoltà presenti. Infine il Vicesindaco ha concluso affermando che per i repubblicani il punto di metà mandato significa non solo esaminare lo stato dei rapporti con gli altri partiti, bensì verificare se gli impegni che ci siamo assunti all'inizio della legislatura sono mantenuti o hanno bisogno di nuovi stimoli.

    "Il PRI è interessato al consenso dei cittadini amministrati più che a discutere di responsabilità eccellenti che si reggono solo sulla condivisione dell'operato istituzionale da parte dei rappresentanti del PRI, senza il quale non saremmo coerenti con la tradizione laica e repubblicana di questa città".

    Sono poi intervenuti il Capogruppo in Provincia Mazzotti "uno dei problemi principali è la difesa del suolo" e il Consigliere Regionale Luisa Babini sulla crescita economica dell'Emilia Romagna.

    In prima fila il Sindaco Vidmer Mercatali, l'Assessore provinciale Filippucci e tutti i principali esponenti del PRI ravennate, Gambi, Laghi, Fusignani e Silvia Lameri.

    Tra gli altri presenti Segretario della UIL Francesco Proli, il Presidente dell'AGCI Roberto Minguzzi, l'Assessore di Russi Paolo Donati, Filippo Brandolini di Hera, Piero Roncuzzi per gli Istituti di Credito, Tassinari e Cimatti per il Consorzio Agrario.

    tratto dal sito dell’Edera

  3. #313
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    Predefinito

    [color=dark blue]Emilia Romagna/Luisa Babini: Necessaria una fusione dei "piccoli comuni"

    BOLOGNA - Negli anni ‘70, a seguito dell'istituzione delle Regioni, il Partito Repubblicano intraprese una dura battaglia per l'abolizione delle Province con l'intento di semplificare l'assetto istituzionale e i rapporti fra Regioni e Comuni. Sappiamo tutti come è finita.

    Oggi il quadro istituzionale si compone dunque di Comuni, Province, Comunità montane, Regione, Senato, Camera e Comunità Europea. Ognuno di questi enti ha un proprio sistema elettorale, un proprio sistema organizzativo e amministrativo, propri organi eletti, proprio personale. Inoltre non sempre sono ben delimitate le competenze e si creano conflitti fra gli enti sui ruoli assegnati.

    Forse sarebbe il caso di riprendere una antica battaglia repubblicana cercando di ridurre sensibilmente il numero dei Comuni. In Emilia-Romagna la situazione è la seguente:

    - la Regione è composta di 341 Comuni

    - 170 dei quali - quindi più del 50% - sono Comuni con meno di 5000 abitanti

    - 13 sono i Comuni con meno di 1000 abitanti

    - 3 sono i Comuni con meno di 500 abitanti di cui uno con addirittura con solamente 144 abitanti

    La gestione di unità governative così piccole significa innanzitutto dispersione di risorse in spese gestionali e burocratiche che potrebbero invece essere impiegate per migliorare la qualità dei servizi. Ognuno di questi Comuni, infatti, fa capo ad una propria struttura di governo territoriale ma la loro debolezza strutturale li porta alla costituzione di Unioni di Comuni o Associazioni di Comuni allo scopo di "unire le forze" per rispondere più incisivamente alle esigenze dei loro cittadini. La Regione Emilia-Romagna, consapevole della necessità di incentivare gestioni associate fra piccoli Comuni, prevede finanziamenti a favore delle Unioni o Associazioni di Comuni, delle Comunità montane e delle Fusioni calcolati in base al grado di armonizzazione e alla densità demografica che l'associazione di Comuni copre. Ciò al fine di sostenere forme di integrazione estese a moltissime attività di rilevante interesse pubblico locale come, ad esempio, i servizi amministrativi, di gestione del suolo, di Polizia municipale e di servizi in genere.

    "Condivido in pieno" - ha dichiarato il Consigliere Regionale PRI Babini - "lo sforzo della Regione in direzione di una maggiore razionalizzazione delle risorse e di un potenziamento della qualità dei servizi ai cittadini, dal momento che unità territoriali come i piccoli Comuni riescono con difficoltà a rispondere ad esigenze che richiedono coordinazione come quello, ad esempio, della sicurezza, dei servizi sociali, degli asili. A nome dei Repubblicani vorrei però insistere sulla necessità di una semplificazione ancora più sostanziale per risparmiare sulle spese gestionali e di governo, mi riferisco in particolare alla necessità di favorire le Fusioni dei piccoli Comuni fino ad arrivare ad ottenere delle unità comunali di almeno 5000 abitanti. In questo modo i fondi che vengono utilizzati per le spese gestionali, elettorali, per gli stipendi di Sindaci, Assessori, Dirigenti e per la gestione delle competenze di Comunità montane e Unioni di Comuni potrebbero essere convertiti in maggiori servizi ai cittadini."

    Luisa Babini

    Consigliere regionale
    Emilia Romagna del Pri
    [/color]

    tratto dal sito web:
    http://www.pri.it

  4. #314
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 4 ottobre 2003

    L'Edera insiste con le privatizzazioni

    CESENA - I repubblicani provano a prendere i Ds e la giunta di centrosinistra per il... programma. Con una mossa tattica — per evitare che si prolunghi ancora per mesi la fase di incertezza sul varo della coalizione di centrosinistra (con l'ormai il probabile ingresso di Rifondazione, a cui l'Edera risponderebbe correndo da sola alle amministrative), il Pri ha presentato le linee di programma per le elezioni del 2004: prima alla riunione di giunta di martedì scorso, poi alla città, con una conferenza tenutasi ieri, presenti il segretario di consociazione Renato Lelli e il consigliere comunale Nazario Sintini. Lelli, 47 anni, è entrato a far parte della Giunta nazionale del Pri: «Alcuni posti sono stati assegnati ad esponenti della minoranza — dice —; segno che la situazione attuale è più serena che in passato». Per scongiurare l'ingresso di Rifondazione, l'Edera ribadisce che il Conti bis dovrà proseguire nell'attuazione del programma della giunta attuale, lasciando fuori chi lo contrasta. «Abbiamo detto tutti, dai Ds alla Margherita, dai socialisti a noi, che dovrà essere una giunta di continuità — hanno messo in luce Lelli e Santini — rispetto a quella attuale; una giunta che dovrà completare i molti progetti avviati: dall'attuazione del Prg ai parcheggi, alla gestione della sosta, al nuovo Foro Annonario, alla costruzione della nuova sede del Comune nell'area dell'ex Zuccherificio, all'assegnazione di 200 ettari per le aree produttive. In più servono le infrastrutture viarie e occorre procedere nella privatizzazione di alcuni servizi pubblici, come è avvenuto per le farmacie, contro le quali Rifondazione si batté ferocemente».

  5. #315
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    Predefinito tratto dal sito web: http://www.pri.it

    Polizia amministrativa locale: la regione Emilia Romagna promuove un sistema integrato di sicurezza

    Coordinamento di tutte le forze

    BOLOGNA - Quello della sicurezza è uno dei temi più importanti e più sentiti dai cittadini i quali ci chiedono regole e risposte efficaci. La sicurezza è un fattore che incide moltissimo sulla qualità della vita dal momento che non ha solamente a che fare con tematiche concernenti l'ordine pubblico ma investe anche il campo umano e sociale.

    La percezione, infatti, di vivere in società non in grado di proteggere e difendere i cittadini dai pericoli derivanti dalla criminalità suscita un sentimento psicologico di disagio, di paura e di sfiducia che si autoalimenta e si autoaccresce quando non trova risposte efficaci da parte delle autorità competenti.

    Il Progetto di Legge "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza" che la Regione Emilia-Romagna sta discutendo intende muoversi nella direzione di interventi efficaci sul piano dell'ordine pubblico locale. La normativa in discussione ha come finalità la regolamentazione della polizia amministrativa locale e l'avvio di politiche integrate di sicurezza fra Enti Locali e Forze dell'ordine. L'obbiettivo è quello di dotare in maniera omogenea tutto il territorio regionale di servizi di polizia municipale strutturati e coordinati a scala regionale.

    La Riforma del Titolo V della Costituzione riserva allo Stato funzioni esclusive in materia di ordine pubblico, mentre alle Regioni spetta il compito di legiferare sulla polizia locale, prevedendo forme di coordinamento tra forze locali e nazionali di sicurezza pubblica.

    Muovendosi entro questo scenario, nel Progetto di Legge Regionale è assegnato un ruolo centrale ai Comuni i quali sono incentivati a costituire Corpi di polizia municipale o intercomunale competenti per tutte le funzioni di polizia locale e in grado così di garantire alti standard di servizio. Alla Regione sono invece affidate funzioni di indirizzo, di raccomandazione tecnica e di finanziamento di progetti avanzati dagli Enti Locali finalizzati a promuovere la sicurezza. La Regione destinerà anche significativi contributi per la costituzione di nuovi corpi di polizia municipale e provinciale e per la qualificazione di quelli esistenti attraverso lo sviluppo della Scuola Regionale specializzata di polizia. Attraverso questo nuovo Progetto di Legge vengono inoltre regolamentate le forme di sorveglianza e controllo svolte da nuovi soggetti come gli istituti di vigilanza privati, le associazioni di volontariato e le figure atipiche poste a sorveglianza degli esercizi aperti al pubblico come negozi o discoteche. La Regione intende a proposito legare l'attività di questi soggetti al possesso di determinati requisiti professionali fissati dalla Regione in accodo con gli enti locali ponendo così i soggetti atipici sotto il controllo dei Comuni e della polizia locale.

    Infine - ed è la novità più importante - viene promosso un "coordinamento in materia di sicurezza e polizia amministrativa" che prevede la realizzazione di sistemi informativi integrati tra polizie locali e nazionali e il potenziamento delle sale operative delle polizie municipali e la loro interconnessione con quelle nazionali.

    Questa azione di coordinamento a livello regionale e nazionale e di integrazione fra i vari Corpi di polizia è una novità importante e un passo avanti verso un maggiore controllo sul territorio e verso una maggiore riduzione dei fenomeni di illegalità. Il Progetto di Legge che la Regione Emilia Romagna sta discutendo sembra giustamente indicare che la strada da percorrere non è quella di una frammentazione del territorio in polizie regionali né quella della costituzione di nuovi corpi di polizia (come alcune forze politiche vorrebbero) ma quella della realizzazione di un efficace coordinamento fra tutte le forze dell'ordine a livello nazionale partendo proprio dalla polizia locale.

    Solo in questo modo infatti sarà possibile intervenire sulla criminalità in modo altamente incisivo ed efficace potenziando e coordinando cioè le forze di polizia esistenti anziché disperdere energie e risorse nella costituzione di ulteriori corpi di sicurezza pubblica.

    Luisa Babini

    Consigliere Regionale
    P.R.I. Emilia Romagna

  6. #316
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 25 ottobre 2003

    Repubblicani «concubini» dei Ds? E' un'espressione colorita, non un reato

    FORLI' - «Concubine politiche»: così Flavio Fava della Lista Di Pietro aveva definito in un manifesto alcuni esponenti del Pri in quanto alleati dei Democratici di sinistra nelle giunte locali. Prontamente era scattata la denuncia per diffamazione sottoscritta dal presidente provinciale Piero Gallina, dall'assessore comunale Lodovico Buffadini, dall'assessore provincialeLuigi Sansovini e dal segretario regionale Oliviero Valbonesi (difesi dall' avv. Giovanni Fontana Elliott). Ma Fava (difeso dall'avv. Francesco Roppo) se l'è cavata brillantemente con l'assoluzione perchè il fatto non sussiste».
    Non c'è diffamazione a dare delle «concubine politiche» ai repubblicani forlivese. Infatti, nella sua sentenza d'assoluzione, il giudice del Tribunale di Forlì stabilisce che il termine ha ormai perso quella caratterizzazione negativa che gli veniva dalla morale cattolica, vista la pacifica accettuazione della convivenza more uxorio. «Si tratta infatti, ormai, — si legge nella sentenza — di un'espressione colorita (al massimo, con una vena satirica) usata per alludere a concetti quali relazione, complicità, alleanza. Tale, peraltro, è riferibile anche al caso di specie, ossia il contesto politico, nel quale l'uso della parola "concubina" non si vede come possa acquistare una singolare valenza nociva e diffamatoria». E conclude che nel caso specifico: «è riferibile alle strategie politiche ed elettoralistiche tese alla formazione di coalizioni, convergenze, opportunità di consenso».

  7. #317
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    Predefinito persino la lista di pietro

    ci dà lezione in Romagna!

  8. #318
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    Predefinito Concubine o prostitute

    Però anche il Trentino Alto Adige ci può insegnare qualcosa.
    Tex Willer

  9. #319
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    Predefinito Mi piace....

    opportunità di consenso.
    Detta da un giudice e quindi un perfetto conoscitore della lingua italiana suona come una ironia maggiore della parola "concubina" che anch'io ritengo non offensiva e ascrivibile ad un mondo che oramai non c'è più.
    Io seguirei invece il giudice e cecherei di sapere come la pensa politicamente, perchè nella sua sentenza ha usato una frase politicamente non corretta.
    I direi al giudice di fare meno il politico nelle sue sentenze e all'invisibile Fava di cercare un 'altro partito come bersaglio dei suoi strali.
    Auguri comunque agli amici di Forlì.

  10. #320
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    Predefinito Re: Mi piace....

    Originally posted by pergola2000@yahoo.it
    opportunità di consenso.
    Detta da un giudice e quindi un perfetto conoscitore della lingua italiana suona come una ironia maggiore della parola "concubina" che anch'io ritengo non offensiva e ascrivibile ad un mondo che oramai non c'è più.
    Io seguirei invece il giudice e cecherei di sapere come la pensa politicamente, perchè nella sua sentenza ha usato una frase politicamente non corretta.
    I direi al giudice di fare meno il politico nelle sue sentenze e all'invisibile Fava di cercare un 'altro partito come bersaglio dei suoi strali.
    Auguri comunque agli amici di Forlì.
    .... ho notato anch'io questa "motivazione" politicamente/giuridicamente ... non corretta .... mi sembrerebbe quasi di capire che questo giudice abbia fatto notevoli studi nel campo del "diritto canonico" ...

 

 
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