

questa di guidazzi è un'ulteriore conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che nessuno può darci lezioni di coerenza...


Hai perfettamente ragione,ma vedrai che i "soliti noti",saliranno subito in cattedra a darcele.Vedi l'intervento di tale Nervegna postato oggi da Nuvola Rossa nell'altro thread.Come spesso avviene,l'invito alla coerenza repubblicana,arriva dai pulpiti meno attendibili ma tant'è..............
omar proietti


Invio il documento presentato dal segretario regionale Widmer Valbonesi e approvato dalla Direzione regionale del PRI in data 19 gennaio 2004.
Tale documento ha ottenuto un'ampissima maggioranza, con cinque voti contrari della minoranza interna e due astensioni.
Partito Repubblicano Italiano
Segreteria Regionale Emilia-Romagna
Forlì, 20 gennaio 2004
Giudizio positivo sulle esperienze di governo con il centro-sinistra
La Direzione Regionale del PRI dell'Emilia-Romagna riconferma la posizione scaturita dalla Convention Programmatica regionale nella quale si confermava un giudizio positivo delle esperienze di governo amministrative in atto.
In quasi tutta l'Emilia-Romagna e in Regione il PRI ha appoggiato giunte di centro-sinistra, che hanno ottenuto risultati positivi, fino ad essere una delle realtà più sviluppate d'Europa.
Questo è merito anche della partecipazione del PRI alle maggioranze, una partecipazione leale ma non subalterna: il PRI ha portato nel dibattito, in corso sulle alleanze delle varie realtà, un punto di vista che si collega da un lato alla cultura di governo dell'interesse generale e che aiuta a governare squilibri, razionalizzando risorse ed indicando priorità e dall'altro alla rivendicazione di una dignità e visibilità politica che ne riconosca il ruolo fondamentale.
Dove questo non è avvenuto, come a Cesena, i repubblicani andranno in autonomia a sostenere coerentemente i contenuti programmatici che ne sviluppano l'identità e salvaguardano continuità, qualità e modernità amministrativa.
La Direzione Regionale, ritiene antiquata e sbagliata la decisione di perseguire per fini politici la realizzazione della Regione Romagna, nel momento in cui la globalizzazione sconsiglia il localismo ai fini di uno sviluppo qualitativo delle nostre realtà produttive e di qualità della vita. Perché non riconoscere che il riequilibrio della Romagna è il frutto di un'esperienza di governo che vede protagonisti anche i repubblicani?
Fino agli anni Ottanta, occupazione, reti di servizi, infrastrutture erano tutti elementi penalizzanti la realtà romagnola: oggi non è più così. Certo, esiste un problema di messa in rete delle infrastrutture e dei servizi, di superamento di campanilismi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: perché non dire che Forlì dal 51° posto oggi è al 10°, prima in Regione, visto che la Presidenza della Provincia è di un repubblicano?
Semmai oggi abbiamo un problema opposto a quello di vent'anni fa: passare da una visione quantitativa dello sviluppo ad una visione qualitativa, sapendo che la composizione sociale si è modificata e quindi i bisogni e le risposte ai bisogni vanno studiati con i nuovi parametri di riferimento di cui sopra.
Se oggi a Forlì a Bologna, a Modena o a Ravenna c'è un'impresa ogni 8/9 abitanti, vuol dire che bisogna adeguare il sistema dei servizi e quello sociale alla nuova realtà.
Per questa e altre ragioni la direzione regionale del PRI ritiene non percorribile l'alleanza col centro-destra, pur avendo avviato un confronto imposto dalle opportunità e dal confronto che abbiamo deciso di portare avanti col partito nazionale. A tuttora, pur avendo indicato candidati ed avviato un confronto, non esiste un progetto alternativo credibile, sia perché la destra non ha classe dirigente locale in grado di supportarlo, sia perchè attraverso la sola operazione REGIONE ROMAGNA il centro-destra dimostra di non guardare all'interesse dei romagnoli o degli emiliani, ma ad una pura logica di potere politico, sperando di poter governare una parte dell'Emilia dividendola dalla Romagna.
Questo cinismo che si svolge sulla testa dell'interesse generale dei cittadini emiliano romagnoli ci costringe a ribadire una pregiudiziale a qualsiasi apertura nei confronti di questa classe dirigente di centro-destra, fino a che non toglierà dal calendario politico la Regione Romagna.
La Direzione Regionale da mandato alla segreteria regionale di approfondire assieme alle Federazioni provinciali e alle Consociazioni le peculiarità locali al fine di preservare il più possibile un quadro di alleanze omogeneo in tutta la Regione, partendo dalla necessità di ribadire il segno della continuità con le esperienze in atto e dalla definizione di un quadro di responsabilità adeguato al ruolo che il Pri esercita in tale contesto.
La Direzione Regionale prende impegno di non procedere ad alleanze che abbiano al loro interno la presenza col simbolo del MRE e sottolinea positivamente come anche la minoranza regionale interna, da una posizione favorevole alle alleanze di centro-destra, come hanno sostenuto ai congressi nazionali di Bari e Fiuggi o a livello locale a Cesenatico e a Bertinoro, oggi abbia scelto la strada dell'autonomia, riconoscendo con questo il fallimento di una strategia politica.
Se questa non sarà una posizione tattica e strumentalmente agitata dalla minoranza locale, lo valuteremo nelle iniziative che faremo nei prossimi giorni dalle celebrazioni del centenario della nascita di Ugo La Malfa, il 7/8/9 febbraio a Forlì, Ravenna e Cesena, al convegno sulla ricerca scientifica e distretti tecnologici che faremo a Forlì e proveremo a fare nell'Emilia e in altre città, e dalla raccolta di firme che faremo in tutta la Regione contro la legge di procreazione assistita varata dal governo di centro-destra.
Infine la Direzione del PRI dell'Emilia-Romagna ritiene che alle elezioni Europee il partito si debba presentare col proprio simbolo e in autonomia, come terza forza d'ispirazione laica, repubblicana e liberal-democratica, distinta da quelle socialiste o popolari.




Forza Italia strizza l’occhio al Pri
RAVENNA - Sarà la Casa delle Libertà ma non dell’Edera. E il Pri ravennate risponde picche alle “lusinghe” di Forza Italia che lo vorrebbe fra i suoi alleati.A premere i vertici regionali per avere il Partito repubblicano nella squadra del centrodestra, è il coordinatore provinciale del partito di Berlusconi, Gianguido Bazzoni (nella foto a sinistra) che ieri ha diffuso una nota. Argomento: le elezioni amministrative del 2004 e le possibili alleanze. Dopo avere auspicato quindi che il voto amministrativo avvenga in concomitanza con quello europeo del prossimo 13 giugno, Forza Italia, annuncia Bazzoni, “ha iniziato una serie di incontri a livello provinciale con tutte le forze della Casa delle Libertà: An, Udc, Lega Nord, per ottenere il massimo allargamento della coalizione”.In quest’ottica e “in considerazione del radicamento del Partito repubblican nella provincia di Ravenna”, i vertici locali azzurri hanno “ritenuto utile fare istanza alla coordinatrice regionale Isabella Bertolini, al fine di vedere coinvolto anche il Pri magari con proprie liste, a sostegno dei candidati della Cdl in alcuni Comuni ed in uno di questi con un proprio candidato sindaco, in modo da vedere finalmente unita, anche in provincia di Ravenna, tutta la Casa delle Libertà come a livello nazionale. Esprimiamo inoltre - afferma Bazzoni - apprezzamento per la decisione del Mar di voler sostenere le forze politiche, prima fra tutte quelle della Cdl che sono impegnate nella battaglia per il referendum e per l’autonomia della Romagna”.Ma quello che è un auspicio per il coordinatore azzurro, non lo è altrettanto per il Pri che si appresta a festeggiare l’anniversario della repubblica romana e il centenario della nascita di Ugo La Malfa.“Non siamo assolutamente interessati - conferma il segretario provinciale, Paolo Gambi (nella foto a destra) . Una nostra delegazione ha già incontrato l’on Bertolini e per quel che ci riguarda, confermiamo il nostro giudizio positivo sull’esperienza di governo a Ravenna e in Romagna”. L’Edera quindi resta fedele alla coalizione del centrosinistra. “Anche perchè - rincara la dose Paolo Gambi - il nostro giudizio sul governo nazionale e quindi sulla Casa delle Libertà è fortemente negativo. E la Cdl di Ravenna non manifesta la capacità di entrare nei problemi delle città, limitandosi a scimmiottare le parole d’ordine nazionali. Per di più non siamo contro la Regione Romagna e questo, di per sè, rappresenta un ostacolo serio”. Ed ancora: “Un candidato sindaco del Pri? Mi sembra una promessa a cui credere poco e visto anche il livello di rapporti nella Casa della Libertà non intendiamo fare parte della comitiva”. Il riferimento ai problemi interni alla coalizione del centrodestra, in particolare fra An e Forza Italia anche a livello locale è tutt’altro che casuale. Tanto più che dopo il caso di Lugo, una situazione analoga si sta verificando anche a Brisighella (come riportiamo in un altro servizio a pagina 16). Senza contare le divisioni interne al movimento forzista. E proprio nel merito del nodo delle candidature ieri è intervenuto anche il consigliere comunale Cesare Sama di Fira. “Credo - scrive Sama - che nell’interesse del nostro partito e per il rispetto dovuto ai nostri alleati, le trattative debbano venire condotte dai tre saggi: uno scelto dal coordinamento nazionale, uno scelto dal coordinamento regionale ed uno scelto dal coordinamento comunale interessato direttamente alle elezioni. In questo modo - è la convinzione di Sama - spero che si possa evitare di continuare a fare brutte figure e che il partito possa cominciare a ricompattarsi”.
ro. em.


Francesco Nucara il 7 e 8 febbraio a Forlì
Francesco Nucara sarà a Forlì il 7 febbraio, per presiedere la manifestazione dedicata al centenario della nascita di Ugo La Malfa. L'incontro, che si terrà presso l'Aula Magna dell'Università, inizierà alle ore 15,30. L'8 febbraio Nucara, sempre a Forlì, interverrà alle celebrazioni della Repubblica romana.