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  1. #421
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    Predefinito Dal sito "www.repubblicanidemocratici.it"

    le Riviste democratiche le Riviste democratiche








    del 21 ottobre 2004


    L’Illusione della terza forza
    di Antonio Guariglia* e Giuseppe Ossorio**



    L’illusione della terza forza e della terza via, nell’intreccio delle loro specificità, pur nella distinzione, necessariamente finiscono con l’incontrarsi. Quell’illusione è ormai antica e si potrebbero citare nomi notissimi della cultura europea da Ropke a Croce, fino ad arrivare a Giovanni Spadolini. Sembrerebbe un paradosso o una mancanza di stile legare questi grandi nomi ad una illusione, sia pure nobile. La verità, infatti, è che quella che abbiamo chiamata illusione non è tale se con essa si vuole indicare la necessità etico-politica di trovare e perseguire una strada diversa da quella del socialismo classico (in tutte le sue sfumature) ed il liberalismo classico (in tutte le sue forme). Anzi, da questo punto di vista, non è un’illusione, è una necessità politica, tanto che, recentemente, se ne sono fatti interpreti Clinton e Blair. Essi, addirittura, vorrebbero costruire questa terza forza per garantire il controllo della cosiddetta globalizzazione che non si può semplicemente lasciar libera come pensano i veteroliberali, né incatenare come, tutto sommato, pensano molti veterosocialisti e veterodemocristiani.

    Non si mette, dunque, in discussione che rappresentanti dei vecchi partiti dell’area laica, repubblicana, liberale e socialista in primis, tutti assieme prospettano o praticano questa terza via, nel senso di delinearne i contorni e di sostanziare le idee con chiare e precise battaglie ideali o politiche.

    Ma l’illusione torna ad essere illusione o addirittura una semplice svista se, dal terreno, per così dire, politologico, si scende nella battaglia politica, per non dire della prassi elettorale.

    In poche parole, in un sistema maggioritario, e sia pure semimaggioritario come quello italiano, per giunta a turno unico, è impensabile che si possa creare una terza forza in grado di porsi fra i due schieramenti ed essere rappresentata adeguatamente in Parlamento. Si dovrebbe raggiungere qualcosa come il 10-15% per poter contare qualcosa che comunque rimarrebbe irrilevante. In ogni caso per poter contare poco. Un conto è dire: “Organizziamo all’interno di uno schieramento quei gruppi e quei partiti che s’ispirano alla terza forza”. Altro è scegliere di testimoniare da soli senza poter in alcun modo incidere nella politica quotidiana, quella che si esercita nelle Istituzioni parlamentari.

    Certo, c’è chi sa bene tutto ciò e, semplicemente, prepara un’inesistente terza forza all’unico scopo di “venderla” poi al maggior offerente o ad uno degli offerenti che si è già deciso chi sia e lo si tiene, per così dire, coperto. Anche questo è un modo di far politica, forse non dei più limpidi. Ma ciò che dev’essere chiaro è che chi aderisce a questo tipo di politica dovrebbe essere consapevole che il suo destino, che potrebbe anche essere un nobile destino, è quello di portare acqua, in questo caso, purtroppo, non si sa bene a chi o, viceversa, lo si conosce già e bene.





    Antonio Guariglia* e Giuseppe Ossorio**
    *Presidente del Consiglio comunale di Salerno
    **Consigliere regionale della Campania

























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  2. #422
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    Predefinito terza forza non è terza via

    Caro peppino

    dobbiamo commentare?

  3. #423
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 22 ottobre 2004

    Spaccatura dentro il Pri ma rispettando Guidazzi

    CESENA - Il primo round dell’intenso scontro interno al Pri di Cesena si è concluso con la vittoria del gruppo favorevole ad un abbraccio con il centrosinistra alle elezioni regionali del 2005. Nei confronti della giunta Conti e della coalizione che la sostiene non c’è però alcuna svolta. Viene riconfermata la scelta di correre in autonomia in occasione del recente voto amministrativo. Una scelta “non modificabile se non di fronte a una rottura dell’attuale maggioranza”. Si tratta comunque di un’ipotesi molto remota, almeno in questo momento.Questa posizione colloca l’Edera cesenate su due binari distinti: in autonomia e quindi all’opposizione rispetto al centrosinistra in città, insieme in Regione. A complicare il quadro c’è la scelta del Pri nazionale, che è schierato al fianco del centrodestra. La vera novità dirompente è comunque la spaccatura che si è creata nel gruppo dirigente. La linea che si è imposta, targata Lelli-Sintini, ha incassato 15 voti. Ma le tesi di Guidazzi, fautore della terza via (magari con socialisti e radicali), sono state sposate da 6 membri della direzione: Africo Morellini, Luca Ferrini, Romano Fabbri, Paolo Severi, Germano Gabanini e Gilberto Valzania. Ci sono stati poi 2 astenuti e 7 assenti. E’ la prima volta che l’ex vicesindaco, che resta un personaggio storico del Pri cesenate, mostra un aperto dissenso su una questione cruciale rispetto agli altri vertici dell’Edera. Tanto da decidere le dimissioni dal ruolo di capogruppo in Consiglio comunale.Il suo posto è stato preso da Nazario Sintini (unico altro rappresentante repubblicano in Assise), 49enne di Macerone, dipendente della Provincia e già segretario comunale del partito. Proprio il neo-capogruppo, d’accordo con Renato Lelli, getta acqua sul fuoco: “Le dimissioni di Guidazzi - dicono - sorprendono e ci amareggiano. Non c’era motivo per un simile gesto, perché in discussione non c’era il posizionamento a Cesena, che resta quello deciso prima delle amministrative. Guidazzi resta una voce fondamentale del Pri e non ci saranno rotture insanabili: è un repubblicano a tutto tondo, come ha dimostrato rinunciando al seggio parlamentare che gli era stato offerto da Roma e poi dirottato a Laura Bianconi. Siamo convinti che continuerà a fare la sua battaglia all’interno del partito”.Ma perché un’intesa già esistente in Regione e di cui si auspica la riconferma non è stata proposta a Cesena, dove l’alleanza è la stessa? “A Cesena Rifondazione si è opposta duramente alle politiche portate avanti dalla prima giunta Conti e poi è stata fatta salire inspiegabilmente a bordo. E si stanno già vedendo i primi risultati negativi: questa amministrazione odia il rapporto con i privati; quando in giunta c’erano Guidazzi e Andreucci l’atteggiamento era diverso. In Regione, invece, il ruolo del Prc è più annacquato. Inoltre, in città il Pri ha un radicamento e un peso elettorale diverso da quello regionale, dove alle ultime elezioni europee abbiamo preso appena lo 0,9%, mentre per essere eletti c’è lo sbarramento al 3%”.Allora la linea-Guidazzi è davvero sbagliata? “Se il partito scegliesse la terza via in tutta Italia, allora la strada autonomista forse sarebbe percorribile - dice Sintini - Ma in questo quadro - aggiunge Lelli - non allearsi con il centrosinistra in Regione significherebbe rimanere senza rappresentanza: non possiamo permettercelo, è bastata la nostra esclusione dal Parlamento europeo”.Intanto, continua a tenere banco il “caso Ugolini”. Torna, non torna? Se lo chiedono in molti, anche perché si fanno sempre più forti le spinte da Roma per riaccogliere il leader di Cesena cambia nella sua casa madre “naturale”. C’è poi il fresco precedente di De Carolis, ricatapultato dentro l’Edera forlivese. Ma proprio una fotocopia di questa esperienza non piacerebbe al Pri di Cesena. “E’ vero che nel caso di personaggi di prestigio l’ultima parola su un ritorno nel partito spetta a Roma - afferma Lelli - Però non lo si può calare dall’alto. Se si porrà la questione, la Consociazione cesenate vuole essere chiamata ad esprimersi preventivamente”. La richiesta è stata formalizzata nel documento approvato l’altra sera dalla Direzione.

    Gian Paolo Castagnoli

  4. #424
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    Predefinito

    Constatiamo come la federazione cesenate del Pri non scelga la via della formazione di una terza forza. La scelta degli amici di Cesena ci conforta nella nostra intuizione politica, anche alla luce dell’analisi sintetizzata nell'ultimo editoriale apparso sul nostro sito www.repubblicanidemocratici.it. In sostanza, riteniamo impossibile creare, nei rapporti di forza dati e nel sistema politico che si è concretizzato, almeno nel medio periodo, che poi è quello della politica, forze terze rispetto agli attuali schieramenti bipolari. Tale tentativo è stato tentato e bocciato dagli elettori nel 1994, quando concorsero a vararlo Segni, La Malfa, Amato e Martinazzoli. Idem nel 2001 quando ci hanno provato D'Antoni da un lato con la benedizione di Androtti,e Di Pietro. Guardando all'esperienza europea gli stessi liberaldemocratici inglesi hanno dovuto ricorrere a un patto di desistenza con i laburisti per entrare con più consistenza in Parlamento. Eppure essi partivano da una base non trascurabile e di tutto rispetto del 18-20%. E, poi, diciamocela tutta, a quale leader si affiderebbe una terza forza italiane? Per adesso non se se scorgono.
    Giuseppe Gizzi

  5. #425
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    Predefinito

    Al Segretario Nazionale del Pri
    24 0ttobre 2004

    Ancora una volta ad un documento politico della minoranza, come prima ad un articolo inviato alla Voce Repubblicana sul polo laico socialista, segue una risposta che oltre a non mostrare rispetto per le opinioni che vengono espresse dalla opposizione del PRI (non dall’opposizione al PRI) non contiene alcuna valutazione politica che ci si aspetterebbe normalmente da un Segretario di partito.
    Riscossa nel documento di Modena ha individuato un percorso, ha dato delle indicazioni per un cambiamento radicale della collocazione del PRI, ma questo al Segretario pare non interessi.
    Soffermiamoci allora anche solo alle ultime proposte fatte dalla maggioranza:
    il partito è rimasto, dopo le conclusioni del CN del 9 luglio in attesa di sviluppi dell’annunciato patto con nuovo Psi ed altri laici; il Segretario perché non si esprime su questo punto? E’ mutato l’orientamento? Sono nate difficoltà? Si sta cambiando linea?
    Non crede il Segretario che sia diritto di ogni iscritto al partito avere qualche informazione sulla condotta del PRI dopo le delibere del Consiglio Nazionale?
    Come non crede che tutti gli articoli inviati dalla minoranza di Riscossa alla Voce Repubblicana debbano essere pubblicati, cosa che non accade ora?
    A proposito poi della piccola reprimenda sulle assenze in Direzione Nazionale il Segretario se proprio vuole dare pagelle rifletta su quelle della sua maggioranza.
    Anche in Consiglio nazionale.

    cordialmente
    Sergio Savoldi
    coordinatore di
    Riscossa per l’Autonomia Repubblicana

  6. #426
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    Predefinito riceviamo da Roberta Brunazzi



    L’Associazione Res Publica organizza a Forlì un incontro di presentazione del libro di Gianni Fagnoli dal titolo
    “Regione Romagna. Aspetti culturali, politici ed economici del nuovo autonomismo”

    Alla presentazione del volume, prevista per mercoledì 3 novembre alle ore 17 nella sede della Provincia di Forlì-Cesena interverranno, in veste di relatori, anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, e il docente di storia contemporanea dell’Università di Bologna Roberto Balzani. L’incontro sarà introdotto dalla presidente di Res Publica Mariaconcetta Schitinelli, mentre le conclusioni saranno affidate al segretario regionale del P.R.I. Widmer Valbonesi.


    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/ASTRIGNEME.mid[/mid]

  7. #427
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Emilia Romagna: il documento della minoranza della Direzione regionale del Pri

    Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato il documento approvato a maggioranza dalla direzione regionale dell'Emilia Romagna; nella stessa riunione il gruppo di minoranza ha proposto un altro documento che pubblichiamo.

    "La Direzione Regionale del P.R.I. riunitasi a Forlì il 27 Ottobre 2004,

    venuta a conoscenza

    della apposizione della firma del Segretario Regionale W. Valbonesi al documento politico di appoggio alla candidatura di Vasco Errani per le prossime Elezioni Regionali,

    esprime

    viva riprovazione per un atto politico assunto in violazione delle più elementari regole della democrazia non avendo mai alcun organo statutario del P.R.I. discusso ed approvato tale impegno

    considerato

    essere ad avviso della Direzione Regionale del P.R.I. dell'Emilia Romagna ormai senza motivazioni la presenza del P.R.I. nell'attuale maggioranza di centro destra che evidenzia una contraddittoria e quindi debole azione di Governo alla quale però non si contrappone un'organica proposta politica del centro sinistra rispondente ai problemi complessi del Paese

    propone

    che, proprio per le valutazioni su esposte il P.R.I., in previsione delle prossime scadenze elettorale, si faccia promotore di un'azione politica tendente a dar vita ad una alleanza laica che riproponga i temi programmatici che sono da sempre patrimonio della nostra cultura:

    1) Una politica estera atlantica unico strumento atto a fronteggiare il dilagante terrorismo figlio dell'integralismo islamico cresciuto soprattutto a causa dell'inconsistenza e contraddittorietà di una politica Europea la cui responsabilità ricade in gran parte sulla Francia e la Germania.

    2) Una politica economica di sviluppo che sappia concretizzare iniziative in campo energetico tali da ridurre la dipendenza petrolifera.

    3) Liberalizzazione eliminando vincoli burocratici e soprattutto abrogazione di tutte le leggi sugli albi professionali.

    4) Affermazione piena di libertà di ricerca scientifica e pieno appoggio alle campagne referendarie sui diritti civili.

    5) Definizione di misure di riduzione della spesa pubblica al di sotto del 40% del PIL per liberare consistenti finanziamenti per il mezzogiorno, ricerca e sviluppo. La riduzione delle imposte è auspicabile pur nel mantenimento della giusta progressività.6) Riduzione dell'IRAP fino alla sua eliminazione per ridurre il peso che di fatto impedisce un decollo dell'industria ed un aumento dell'occupazione.

    7) Pur confermando le esigenze di riorganizzazione dello Stato e di maggior responsabilità delle autonomie locali non si ritiene possa essere accettato un federalismo bislacco quale quello proposto dal C.D. che porterà alla bancarotta o all'aumento esponenziale delle imposte locali. In questo quadro si ritiene che una seria politica autonomista debba prevedere l'abolizione delle Province e la drastica riduzione del numero dei Comuni.

    8) Constatato quindi che le attuali leggi elettorali hanno rafforzato le ali estreme dei due schieramenti si ipotizza un ritorno al proporzionale che pur modificato per ovviare al problema della stabilità (sfiducia costruttiva) possa ridare voce a quella parte dell'elettorato che sempre più si rifugia nel non voto.

    E' bene precisare inoltre che le Elezioni Regionali avranno grande valenza politica, nelle quali verrà sperimentata la G.A.D. (Grande Alleanza Democratica) che si basa essenzialmente sull'asse Prodi-Bertinotti emarginando di fatto anche quella parte liberal dei D.S. che ha tentato senza fortuna di contrastare questa egemonia (vedi il Riformista art. di De Benedetti e Salvati).

    In una tale alleanza il ruolo del P.R.I. sarebbe assolutamente marginale e tra l'altro ci confonderebbe con i Repubblicani Europei che tale scelta di campo hanno già compiuto con la conseguenza diretta di indebolire il P.R.I. e rendere ancora più difficoltosa la possibilità di modifica della linea politica scaturita dai congressi Nazionali.

    Inoltre il P.R.I. perderebbe anche la funzione di stimolo nei confronti di una sinistra che purtroppo sta seguendo una strada in contro tendenza rispetto a quella che avremmo auspicato.

    Al contrario l'alleanza laica oltre che garantire l'utilizzo del simbolo, permetterebbe al P.R.I. Emiliano Romagnolo quella libertà di azione che garantisce al P.R.I. stesso un ruolo ed una prospettiva anche elettorale che altrimenti non avrebbe.

    Mario Guidazzi
    Giovanni Ravaglia
    Africo Morellini
    Luca Ferrini

  8. #428
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    Predefinito totale, assoluta, solidarietà

    agli amici Gianni, Africo, Mario e Luca. Piuttosto che con Errani mi alleo a Rauti. E' più democratico sicuramente.

  9. #429
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    Predefinito Non con Rauti

    Gli amici firmatari del documento, dei contenuti del quale dovrà tenere debito conto Valbonesi nella fase di discussione attorno ai programmi di prossima convocazione con successiva eventuale ratifica dell'alleanza dopo una nuova discussione in direzione regionale del PRI, non credo pensino di presentarsi col centro destra.
    Sicuramente pensano di non appoggiare Errani che, anche a me, pare soprattutto un burocrate incolore tendente al grigio spento, come la sua attuale giunta.
    Valbonesi, per contro, sicuramente renderebbe più vivace la discussione qualora fosse eletto ed avesse un ruolo nella giunta futura e per ottenere questo risultato non potrà certo fare a meno del supporto di amici quali Ravaglia e Guidazzi.....
    Tex Willer

  10. #430
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    Predefinito Dal sito "www.repubblicanidemocratici.it"

    I NODI DELLA POLITICA
    Primo vertice dei segretari della Grande alleanza ma sulla lista unitaria posizioni ancora distanti
    De Mita: “Bassolino decida presto, bisogna pensare ai programmi”
    di Francesco Vastarella



    tratto da “Il Mattino” - sabato 6 novembre 2004 - pag. 27




    I segretari dei partiti del centrosinistra campani: Fausto Corace - Segretario regionale dello Sdi, Ciriaco De Mita - Segretario regionale de La Margherita, Giuseppe Ossorio - Segretario regionale dei Repubblicani, Gianfranco Nappi Segretario regionale dei Ds.



    «Se il Presidente Bassolino pensa di candidarsi è opportuno che lo dica perché bisogna discutere sul come, sulle modalità e sui programmi». Stuzzicato sulle sollecitazioni di Massimo D'Alema al governatore, anche il segretario regionale della Margherita, Ciriaco De Mita, insiste affinché Antonio Bassolino sciolga la riserva. Ma De Mita lo fa soprattutto per un obiettivo che insegue da due anni: regole dell'alleanza e riequilibrio di poteri giunta-consiglio. De Mita, parlando ieri a Villa Pignatelli per la presentazione del libro «Da un secolo all'altro», scritto con Biagio De Giovanni e Roberto Racinaro, ha fatto cenno «a un manifesto della nuova politica» che sta preparando con un gruppo di professori dell'università di Salerno.

    È un momento particolare per il centrosinistra, anche se ci sono parole rassicuranti sul vertice di ieri dei segretari campani dei partiti che fanno riferimento alla Federazione dell'Ulivo e alla lista unitaria, Ds, Margherita, Repubblicani, Sdi. In Campania la componente demitiana della Margherita non vuole la lista unitaria. Poi, ci sono i nodi della legge elettorale le e del restrizioni regionali al condono nazionale, argomento sul quale ieri, i capigruppo di maggioranza hanno rinviato le decisioni a lunedì.

    Ma torniamo alla lista unitaria. Ieri, nella sede della Margherita in via Santa Brigida a Napoli, la prima prova della Grande alleanza democratica. Intorno allo stesso tavolo Fausto Corace, segretario Sdi, De Mita, Gianfranco Nappi, segretario Ds, Giuseppe Ossorio dei Repubblicani. «Un vertice senza grandi aperture e senza grandi chiusure», dicono. Il commento ufficiale affidato invece a un comunicato: «Valutazione positiva. Definito un primo appuntamento di approfondimento sui temi istituzionali e sulla legge elettorale per il 15 novembre. Ribadito l'impegno per il varo dello Statuto».

    La proposta di un confronto «per dare un primo concreto segnale di unità» era stata avanzata da Ossorio. E Nappi ha aggiunto la richiesta di «invitare al confronto tutte le altre forze del laboratorio campano del centrosinistra». Nappi incalza: «Importante che ci sia stata la riunione, la prima del cantiere della federazione dell'Ulivo. Poi, discuteremo di come presentarci alle Regionali. Importante la presenza di Ossorio, principale rappresentante campano della cultura repubblicana e liberaldemocratica e che fin dall'inizio è stato con il centrosinistra e ha scelto di partecipare al gruppo costitutivo della Federazione».



    Fracesco Vastarella



    tratto da “Il Mattino” - sabato 6 novembre 2004 - pag. 27




    Riproduciamo il comunicato Ansa della riunione dei Segretari dei partiti del centrosinistra nella regione campania



    ANSA 144 - 5 Novembre 2004

    ZCZC0749/SXR

    YNA14432

    R POL S44 QBXO

    GAD: CAMPANIA; PRIMO INCONTRO PER COSTRUZIONE ALLEANZA



    (ANSA) - NAPOLI, 5 NOV - Primo incontro per la costruzione della Grande alleanza democratica in Campania: si sono riuniti oggi, nella sede della Margherita, i segretari delle quattro forze politiche promotrici della federazione de l'Ulivo: Fausto Corace, segretario regionale SDI, Ciriaco De Mita, presidente della Margherita, Gianfranco Nappi, segretario regionale DS e Giuseppe Ossorio dei Repubblicani.

    Si è trattato, secondo quanto si sottolinea in un comunicato diffuso alla fine del vertice, di incontro verso la costituenda Federazione de L'Ulivo. I quattro segretari esprimono una valutazione “molto positiva” sul confronto che si è realizzato. È stato definito un primo appuntamento di approfondimento di merito sui temi istituzionali e sulla legge elettorale in Campania, che si terrà lunedì 15 Novembre, con la partecipazione dei rappresentanti dei partiti e gruppi consiliari.

    Si è ribadito, inoltre, l'impegno per la più rapida approvazione del nuovo Statuto della Regione Campania. In secondo luogo, si è stabilito di lavorare ad una assemblea pubblica degli eletti, sempre sui temi istituzionali, sia in riferimento alla "grave riforma” che la maggioranza sta portando avanti in Parlamento sulla Devolution e sia in riferimento alle scelte di riforma istituzionale della Campania.

    L'assemblea rappresenterà una occasione di confronto largo e aperto alla quale saranno invitate tutte le forze del centrosinistra.

    Questo primo percorso di lavoro delle quattro forze promotrici è anche al servizio dell'unità più larga e più forte di un centrosinistra che in Campania si accinge ad affrontare la prova elettorale a partire dalla sua esperienza di governo.

    Il segretario dei Ds della Campania, Gianfranco Nappi, giudica “molto importante che si sia svolta la riunione, la prima di un percorso di lavoro che serve come punto di partenza del cantiere della federazione dell'Ulivo in Campania. Poi - ha aggiunto Nappi - discuteremo di come presentarci alle Regionali. È stata importante la presenza di Ossorio che è il principale rappresentante campano della cultura repubblicana e liberaldemocratica e che fin dall'inizio è stato col centrosinistra e ha scelto di partecipare al gruppo costitutivo della Federazione”.



    ANSA

 

 
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