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  1. #221
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 15 novembre 2002

    Politica Sarà Bagnacavallo
    a ospitare il congresso del Pri

    RAVENNA - Alla presenza del consigliere regionale Luisa Babini, si è riunita la Direzione della consociazione del comprensorio del Pri lughese. È stato deciso di organizzare il congresso a Bagnacacallo nella prima settimana del febbraio 2003. In quell'occasione saranno rinnovate le cariche della Consociazione e si disucterà anche delle elezioni amministrative previste per il 2004 nei Comuni del comprensorio, dove attualmente il Pri è in maggioranza a Bagnacavallo e Fusignano.

  2. #222
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 15 novembre 2002

    FI, An e Pri: 'Ora occorre
    un nuovo collegio arbitrale'

    RAVENNA «Stupisce lo stupore del Comune sulle vicende dell'Ente Palio», affermano Forza Italia, An e Pri lughesi che aggiungono: «È noto infatti che il Collegio arbitrale non ha funzionato come dovuto. Ora si deve compiere ogni sforzo per evitare che possa saltare l'edizione 2003 della Contesa Estense o che si svolga senza la partecipazione di tutti e quattro i rioni. Occorre coinvolgere le forze politiche di opposizione per creare un confronto costruttivo. Azzeriamo allora la situazione attuale, ripartendo da un nuovo collegio arbitrale in condizioni di svolgere compiutamente il proprio mandato».

  3. #223
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 19 novembre 2002

    Ora rischia pure la città

    RAVENNA -
    «La sistemazione di Foce Bevano è essenziale per la difesa dei territori abitati e produttivi».
    Ne è convinto Mauro Mazzotti, consigliere provinciale del Partito Repubblicano Italiano
    , che in un'interpellanza urgente osserva che le ultime mareggiate hanno fatto crollare per circa 2 metri il fronte della duna ricostruita a Foce Bevano e che «solo un'esile cresta di poche decine di centimetri di sabbia divide le acque alte dal territorio». Cosa accadrebbe in caso di rottura dell'ultimo residuo di duna? «L'erosione che si manifesta alla foce — osserva Mazzotti — crea rischi di ingressione marina su un territorio di novemila ettari che va dai Fiumi Uniti al Savio». Il rischio, già verificatosi, è che l'ondata di piena aggiri l'impianto idrovoro che scola quel bacino idraulico, «con riflesso sugli abitati di Fosso Ghiaia, Lido di Dante, Classe e Ponte Nuovo».
    L'esponente repubblicano osserva che il territorio è per gran parte a un livello anche di due metri al di sotto del livello delle alte maree. «Si può difendere con intelligenza il territorio e l'ambiente, difendendo anche unitamente le opere della nostra gente».

  4. #224
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 23 novembre 2002

    Contributi a fondo perduto del Comune
    per aprire attività a S.Alberto e Roncalceci

    Il Comune ha costituito un fondo finanziario di 103mila euro per favorire l'insediamento di nuove attività industriali commerciali e artigianali nelle aree Pip di Sant'Alberto e di Roncalceci: il bando pubblico per accedere ai finanziamenti verrà pubblicato a metà dicembre.
    Il provvedimento, presentato dall'assessore Roberto Gualandi, è stato approvato in consiglio comunale con il voto contrario di tre consiglieri di Forza Italia (Lonzi, Sama e Fronzoni) e l'astensione dei Verdi. Il bando prevede di concedere contributi a fondo perduto alle imprese che acquistino lotti di terreno con una superficie minima di 1500 metri quadrati appunto nelle aree artigianali di Sant'Alberto e Roncalceci. Con questi incentivi, ha spiegato l'assessore, il Comune rende più vantaggiosa la realizzazione di nuove attività nelle due frazioni rispetto alle aree più appetibile come le Bassette dove però i terreni liberi sono ormai in via di esaurimento. Nel dibattito sono intervenuti Fronzoni (Forza Italia), Tancini (Forza Italia), Petrosino (Ds), Lameri e Alberani del Partito Repubblicano Italiano.
    Fronzoni ha posto alcune domande all'assessore, ricevendo risposte parziali ed ha quindi annunciato voto contrario al bando.

  5. #225
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    Predefinito IL RESTO DEL CARLINO 24 novembre 2002

    L'attuale vicesindaco dell'Edera nacque
    due giorni dopo la morte del padre, di cui
    porta lo stesso nome: «La mia famiglia sfollò a
    Longiano ma i repubblichini vennero a cercarci
    anche lì. Fummo salvati dai soldati tedeschi»

    CESENA - Tra le lapidi sui muri di Cesena, a rammentare case natali, eventi ma anche delitti, c'è, all'altezza del numero civico 157 di Corso Cavour, una epigrafe di marmo che ricorda la brutale uccisione di Mario Guidazzi, freddato, sul marciapiede del corso, per non aver fatto il saluto fascista, come intimatogli da alcuni militi della Repubblica Sociale Italiana, il 22 gennaio1944: un feroce omicidio, la cui memoria ci riporta alla Cesena dei giorni insanguinati della Repubblica di Salò.
    Cesena, inverno 1943
    «E' già stata proclamata la nuova Repubblica Sociale... Il Duce è di nuovo alla ribalta ma nessuno o pochi ci credono... — annota nel suo diario, 'Gli anni difficili del passaggio del fronte a Cesena', al giorno 1 novembre 1943, don Leo Bagnoli — In città, calma. Burbanzosi ragazzi militi neo-repubblichini, con mitra, che passeggiano a braccetto coi tedeschi... S'odono fragori di bombardamenti dalle parti di Rimini». Cesena sopravvive come può, patisce fame e guerra, lutti e timori di bombardamenti. I fascisti cercano di riorganizzarsi, tra l'assenza di qualsiasi sostegno morale da parte della popolazione. Ma anche la resistenza si sta riorganizzando, in montagna. E in dicembre entrano in azione, in città, i Gap, piccoli nuclei di partigiani armati e determinati.
    La vigilia di Natale, alle 19.30, Giacomo Rolandi, fascista, viene ucciso mentre è al banco del Bar Centrale, in piazza Duomo. Poco dopo, in via Pescheria, viene colpito a morte un giovane ufficiale repubblichino. Rastrellamenti, arresti e voglia di vendetta da parte dei fascisti. Il coprifuoco è inasprito, ma la notte le vie restano illuminate e vengono spente solo in caso di allarme aereo. Il 17 gennaio 1944 una bomba esplode, senza fare vittime, nei locali della Casa del Fascio, un repubblichino è ferito gravemente in Corso Cavour. Il Fascio offre la taglia di 100mila lire (un litro di latte, in quei giorni, costa 3,80 lire) a chi fornirà notizie utili. Più di due persone non possono né girare né sostare insieme in luoghi pubblici.
    E' il 22 gennaio 1944: Mario Guidazzi, 47 anni, repubblicano, cognato di Cino Macrelli, rientra in treno da Tresigallo, nel ferrarese, ove dirige un'azienda. All'inizio di Corso Cavour si imbatte in un corteo di fascisti, che gli intimano di togliersi il cappello davanti al gagliardetto. Guidazzi rifiuta. E' trucidato. «L'impressione in città è vivissima», annota dolorosamente, nel suo diario, don Bagnoli.
    Una famiglia perseguitata
    «Mia mamma mi mise al mondo due giorni dopo l'uccisione del babbo, in anticipo sul tempo del parto — racconta Mario Guidazzi, attuale vicesindaco repubblicano, che porta lo stesso nome del padre — In famiglia mi hanno sempre raccontato che in quel corteo di fascisti, in via Cavour, c'erano repubblichini venuti da fuori, istriani, ma anche squadristi cesenati che, inferociti, tornavano da un funerale di un loro compare, dall'ospedale che allora era situato vicino alla stazione ferroviaria. Nei mesi seguenti la vendetta dei fascisti continuò a colpire alla cieca. La mia famiglia andò sfollata a Longiano. I fascisti vennero a cercarci anche lì, durante l'estate del 1944. Volevano impiccare tutti i miei familiari. Ci salvarono alcuni ufficiali tedeschi, della Wehrmacht, acquartierati nei pressi, che ordinarono agli squadristi di andarsene. Mia mamma ha sempre avuto il rimpianto di non aver più rivisto e ringraziato quei soldati (pur avendoli cercati, una volta finita la guerra) che ci salvarono la vita».
    Sembra la trama di un film, ma è invece una delle storie, terribili e vere, che accaddero a Cesena negli anni dolorosi del passaggio del fronte. Alla memoria di Mario Guidazzi la città intitolò la piazzetta di fronte al Teatro Bonci.

    di Gabriele Papi

  6. #226
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    Predefinito GAZZETTA DI MODENA 26 novembre 2002

    Il sindaco di Concordia e l'assessore provinciale - Per avere il catasto nella Bassa spedizione a Roma da La Malfa


    MIRANDOLA (Modena) - Una delegazione di Amministratori è stata ricevuta a Roma dalla Commissione Finanze della Camera. Sul tappeto i problemi legati al decentramento del catasto. Della delegazione facevano parte anche l'assessore provinciale Maurizio Maletti e il sindaco di Concordia Mantovani che ha sottolineato come" nella Bassa gli enti locali siano pronti da più di un anno ad avviare la gestione catastale con l'associazione Area Nord, anche attraverso l'attivazione dei front-office nei Comuni, non appena l'Agenzia del territorio avrà risolto alcuni problemi organizzativi legati al personale".
    Il presidente della Commissione, Giorgio La Malfa, ha preso atto delle dichiarazioni degli amministratori, e ha affermato che ne discuterà con la Commissione Finanze.
    Il trasferimento del catasto ai Comuni porterà notevoli vantaggi: una riduzione dei tempi di attesa e lo snellimento delle procedure con la possibilità di effettuare le visure e gli aggiornamenti catastali direttamente negli uffici del proprio Comune. La materia è regolata da un protocollo d'intesa, uno dei primissimi in Italia, siglato nei mesi scorsi da Associazione dei Comuni Area Nord, Agenzia del territorio e Provincia. Il passaggio del catasto ai Comuni è inoltre il primo passo per arrivare ad un unico Ufficio Entrate per tutti i 9 Comuni.

  7. #227
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    Predefinito

    Sabato 30 novembre h. 9.30
    Sala del Consiglio Comunale di
    Spilamberto (MO)

    Convegno degli amministratori repubblicani dell'Emilia Romagna sulla Finanziaria 2003

  8. #228
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    Predefinito IL RESTO DEL CARLINO 29 novembre 2002

    Pomposa «Asfalto da sistemare, subito i lavori»

    POMPOSA - CODIGORO - «La mia preoccupazione è che il protarsi del ritardo negli interventi non farà che peggiorare ulteriormente una situazione evidenziata anche dall'ufficio tecnico comunale». E' un grido d'allarme quello che lancia il consigliere repubblicano, Luciano Agnelli, che siede sui banchi dell'opposizione a Codigoro, dopo la risposta alla sua interpellanza sulla condizione del manto stradale nei pressi del sottopasso Nord lungo la statle Romea, a poche centinaia di metri da Pomposa. «Basta leggere la risposta per capire che sicuramente ci sono dei problemi, io non sono un esperto, ma ritengo, anche perché suggerito dagli stessi tecnici, che sia importante intervenire - prosegue - nella stagione invernale, quando minore è il traffico veicolare pesante, proveniente dalla Romea e diretto verso gli stabiliment di lavorazione dei prodotti agricoli. La situazione è sotto gli occhi di tutti e siamo a Pomposa, dove passano migliaia di turisti. Ecco perché ritengo che un intervento fatto nella primavera potrebbe anche penalizzare gli operatori della zona». Nella risposta formulata al consigliere dell'"Edera", il sindaco precisa che si sono verificati due distinti tipi di cedimento del piano carrabile. Fra questi fenomeni lo sgrottamento in corrispondenza del tombinamento del condotto Lovara, causato dalla formazione di fessure, nei giunti, attraverso le quali l'acqua del canale provoca un'asportazione di sabbia e sabbiella. «Preoccupante - si legge sempre nella replica del primo cittadino - è la formazione di cavernamenti che provocano la repentina comparsa di buche insidiose per il traffico veicolare, sulle quali sono stati effettuati degli interventi di ripristino con l'apporto di materiale di pezzatura grossolana e parziale sigillatura dei giunti dilatati». Ci sono anche fenomeni di avvallamento che interessano un tratto di strada di 350 metri quadri, dovuti ad un cedimento della fondazione del corpo stradale. «I problemi c'erano - conclude il repubblicano Agnelli - e noto, positivamente, che il Comune se ne sta facendo carico sperando li risolva nel minor tempo possibile».

    cla. cast.

  9. #229
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    Predefinito IL RESTO DEL CARLINO 30 novembre 2002

    P.R.I.: 'Centrosinistra sì, Rifondazione no'

    Mentre la componente minoritaria del Correntone dei Ds cesenati, in primis il senatore Massimo Bonavita, il coordinatore del circolo Aprile e membro della segreteria Ds Otello Brighi e l'assessore alla cultura Daniele Gualdi, sta intensificando il dilago con Rifondazione Comunista e Verdi, il Pri cesenate mostra segnali di insofferenza e ricorda agli alleati Ds la clausola prioritaria del patto amministrativo. «Noi rifiutiamo in tutti i modi — dice il segretario di consociazione Renato Lelli (foto), in una nota congiunta con il segretario forlivese Luigi Sansavini — un allargamento automatico delle maggioranze a Rifondazione e Verdi. L'attuale quadro politico va mantenuto inalterato in quanto la continuità dell'azione amministrativa può trovare ostacoli insuperabili nel caso in cui Rifondazione e Verdi fossero chiamati a condividere il governo della città. Attenzione al tentativo che avanza in maniera strisciante, fortemente voluto dalla parte minoritaria dei Ds, di allargarsi a sinistra: il rischio è che aumenti la confusione tra le forze delle alleanze di centrosinistra. Rifondazione e Verdi hanno sempre detto di non condividere molte scelte della giunta, quindi non possono governare con noi».
    «Già si sono aperti i giochi per le elezioni amministrative del 2004 — chiude il segretario Lelli — : avvieremo il confronto con i Ds nei prossimi giorni partendo da questo presupposto irrinunciabile».

  10. #230
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 1 dicembre 2002

    'Il dopo Mercatali si decide insieme'

    ravenna - Nè a destra, nè a sinistra. Meglio sulla terza via. Romagnoli nello spirito e nella cultura, ma allo stesso tempo diffidenti all'idea della Regione Romagna. A Roma alleati di Berlusconi e a Ravenna, invece, 'compagni' degli ulivisti.

    Gianfranco Cimatti, da segretario comunale dei repubblicani, qual è lo stato dell'arte nell Edera dopo il congresso nazionale?

    «Adesso remiamo tutti dalla stessa parte: vogliamo diventare il partito della terza via laica e liberale nella quale si riconoscano tutti i cittadini contrari al bipolarismo
    . E soprattutto un partito autonomo nelle sua politica».

    Questa voglia di autonomia non finirà per minare la giunta Mercatali?

    «Assolutamente no. Siamo alleati leali di Mercatali, non sudditi però. E' il confronto politico, anche aspro, tra i partiti di una maggioranza, a risolvere nel migliore dei modi i problemi della città».

    Ma vi sentite più di destra o di sinistra?

    «I repubblicani non sono assimilabili a nessuna destra e a nessuna sinistra».

    Cosa significa essere repubblicani italiani?

    «Significa rispettare e accettare le leggi che i cittadini hanno voluto».

    Ed essere repubblicani romagnoli?

    «In Italia esiste un Pri. In Romagna una lista civica repubblicana. In Romagna essere repubblicani significa fare parte del partito del riscattto dei meno abbienti. Un partito che storicamente ha lottato a fianco delle categorie, dagli operai ai contadini, per difendere i loro diritti. Un partito popolare quindi».

    E perchè non ascoltate il grido dei romagnoli che vogliono una Regione autonoma distinta dall'Emilia?

    «Non è vero che ci opponiamo alla regione Romagna. Ma prima di combattere e lottare per un referendum per l'autonomia, è importante ragionare su questa proposta, senza lasciarsi prendere dall'onda dell'entusiasmo e dai campanilismi. E poi bisogna capire, dal punto di vista economico, quanto costerebbe al bilancio pubblico la nuova regione e soprattutto se c'è un gruppo politico romagnolo in grado di guidarla con successo»

    Ma non crede che da soli i romagnoli si 'sentirebbero' più romagnoli. E soprattutto più ricchi?

    «L'identità romagnola non si fa con i confini stampati su una carta geografica, ma coltivando le proprie tradizioni, la cultura e le idee. E non credo che da soli saremmo più ricchi: già adesso la nostra economia viaggia più veloce di quella emiliana»

    Anche dopo lo 'spezzatino' della chimica?

    «Lo spezzatino mi preoccupa molto. Ma in tutta la vicenda dell'ex Anic, sono rimasto deluso soprattutto dal comportamento di Vittorio Mincato, l'amministratore delegato dell'Eni. Credevo fosse amico di Giangrandi e Mercatali e invece si è presentato a Ravenna solo dopo aver già deciso il futuro della nostra chimica»

    E' contento dell'operazione Hera?

    «Sarà il tempo a dirlo. Noi per ora vigiliamo su come si evolveranno la qualità e i costi dei servizi. E soprattutto sul modo in cui la nuova holding si confronterà con le piccole aziende».

    Come giudica il lavoro di Mercatali?

    «Mercatali è il miglior sindaco che Ravenna possa avere. Ha saputo essere l'espressione di un blocco sociale ampio, eterogeneo».

    Chi sarà il suo successore?

    «Ci vorrebbe un uomo con le stesse caratteristiche».

    Sarà un Ds?

    «Perchè deve essere per forza un Ds? Il nuovo sindaco potrebbe essere anche l'espressione di più partiti».

    E chi saranno i nuovi presidenti di Camera di commercio, Autorità portuale e Associazione industriali?

    «Non mi interessano i problemi degli industriali. Alla Camera di commercio ci vuole invece un personaggio che sia in grado di dialogare con tutte le categorie, di cogliere le esigenze reali della città. Un po' come Remo Di Carlo, che da presidente dell'Autorità portuale è riuscito a far sì che il porto entrasse a far parte della vita dei ravennati. All'Autorità portuale faranno fatica a sostituirlo degnamente».

    Quali sono i temi politici più scottanti?

    «Il bilancio preventivo 2003. Anche la nostra città subisce di riflesso la non favorevole congiuntura economica italiana. Per questo motivo pretendiamo più rigore nelle spese generali della pubblica amministrazione ».

    Ma come si può tenere la qualità di un servizio pubblico se non ci sono soldi?

    «Privatizzandolo. La gestione di molti servizi per l'infanzia, ad esempio, potrebbero essere affidati a cooperative o a enti religiosi. Il Comune ne garantirebbe la qualità e si sgraverebbe delle spese per personale e strutture»

    Manifesterebbe in piazza contro la guerra?

    «Sono contrario alle fiaccolate e alle marce per la pace».

    Come sta il Pri ravennate?

    «I repubblicani sono un partito vivo. Ultimamente abbiamo avuto molto richieste di adesioni. Significa che la gente ci considera in grado di dare risposte concrete»

    m.n.

 

 
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