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  1. #621
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    Predefinito Sottoscrizioni per la Voce di Romagna


  2. #622
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    Predefinito La Voce di Romagna

    Informo tutti gli amici del forum che sul sito www.pri-ravenna.it si può leggere tutta La Voce di Romagna in formato PDF.
    E ancora le nuove vignette di Barney e altro!!!
    Nuvola Rossa che evidentemente non è d'accordo con la linea politica della Federazione di Ravenna che si presentaerà alle prossime amministrative nella coalizione di centro-sinistra, ha pubblicato nel forum solo le pagine con le sottoscrizioni per gli amici che ci hanno lasciato ...

  3. #623
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Green Hole
    ... Nuvola Rossa che evidentemente non è d'accordo con la linea politica della Federazione di Ravenna che si presenterà alle prossime amministrative nella coalizione di centro-sinistra, ha pubblicato nel forum solo le pagine con le sottoscrizioni per gli amici che ci hanno lasciato ...
    Carissimo Green Hole, prima di tutto ben tornato sul Forum anche se entri subito a gamba tesa e inizi con il “processare” le mie intenzioni che non sono assolutamente quelle da te espresse.
    Sulle alleanze locali vostre nel ravennate credo che nessuno meglio di voi possa avere elementi di valutazione per prendere decisioni ... su cui io mi guardo bene dal mettere becco perche' non conosco assolutamente nulla della vostra realta'. Personalmente, con le stesse forze politiche nella mia zona, che altrettanto bene io conosco, avrei (ed ho) notevole difficolta' a mantenere rapporti di collaborazione; visto che "si dichiarano" di sinistra ma sono forze di conservazione del potere che amministrano in modo clientelare ai limiti della mafiosita', da oltre 50 anni, e che hanno portato l'economia locale a parametri di profondo sud del mediterraneo.
    Fidandomi delle capacita' di analisi degli amici ravennati, se abitassi dalle tue parti, non avrei difficolta' alcuna a seguire la linea e le impostazioni della maggioranza del Partito romagnolo.
    Per quanto riguarda gli stralci della “Voce di Romagna” ... le due paginate di amici sottoscrittori piu' sopra riportate, non sono le uniche pagine extrapolate ... ho inserito anche una foto di gruppo degli amici ravennati ... assieme a Nucara ... attorno all'Edera Repubblicana ... vedi il link sotto ...

    http://www.politicaonline.net/forum/...93#post3457893

    ... poi ancora ho inserito uno stralcio relativo alla Societa' Conservatrice del Capanno Garibaldi ... vedi link sotto ....

    http://www.politicaonline.net/forum/...02#post3457502

    ... ed anche una immagine simpatica della “Tradizione Repubblicana” ... vedi ancora sotto ...

    http://www.politicaonline.net/forum/...39#post3457439

    Non ho inserito tutto l'inserto della “Voce di Romagna” perche', passando da Pdf a Jpg, sarebbero venute ben 16 pagine da circa 100 Kb l'una appesantendo di quasi 2 mega la paginata ... creando cosi' un notevole appesantimento del thread del Forum dove sarebbe stato allocato l'inserto ... determinando quindi l'impossibilita' di aprire questa stessa pagina da parte di utenti privi di Adsl .... ed un notevole tempo di attesa anche per quelli che l'Adsl la posseggono ...
    Comunque inserisco qua sotto il link di rimando alla “Voce di Romagna” ... in modo che chi lo desidera possa attingere ...

    http://www.pri-ravenna.it/voce/la%20...a_febbraio.pdf

    Torna a farci visita quando vuoi ... questo e' il Forum di tutti i Repubblicani ... anche di quelli che giocano ... alla Gattuso ...

    http://www.nuvolarossa.org/

  4. #624
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 21 marzo 2006

    “E’ l’ora della tolleranza”

    FORLI’ - Come vede Lauro Biondi, questa campagna elettorale? “E’ una campagna molto tiepida, in queste zone da parte del Centrosinistra, ma poco aggressiva anche da parte del Centrodestra”. E il Pri? “Apprezzo sentimentalmente - dichiara Biondi - il fatto che al Senato ci sia il simbolo dell’Edera, ma temo che anche questa volta il Pri rischi di abdicare, con questo tipo di sistema elettorale, al ruolo che il Paese gli ha consegnato nella Storia, cioè di una forza laica che si trova di fronte una classe politica poco propositiva sui grandi temi che riguardano lo sviluppo”. E sulla città che conseguenze potrebbe avere il voto delle Politiche? “Sarebbe un errore riproporre lo schema delle politiche sulla natura amministrativa, rispetto alla quale tra l’altro - sostiene Biondi - il Pri ha sempre espresso una serie di proposte capaci di rilanciare i temi dell’economia locale e lo scioglimento dei nodi per lo sviluppo”. Il Pri forlivese dove è in questo momento? “Il Pri, inutile negarlo - ammette Biondi - è diviso, ma non sulla base di una profonda divergenza di tipo strategico, se mai sulla base di dispute che sono soprattutto di tipo personale. L’edera non sembra per questo essere in grado di utilizzare al meglio le risorse di cui dispone. L’ipotesi però di avanzare commissariamenti o di condizionare qualsiasi altra forma di espressione di opinione politica è priva di qualsiasi senso e non giova certo alla salute del partito”. Cosa serve? “Serve - a parere di Biondi - ritrovare più unità, ma in questa fase anche i più temerari dovrebbero esprimere una forma di relazioni interne più tolleranti. Io penso al futuro - conclude Biondi - e non rinuncio a sognare un forte ruolo dei repubblicani nello sviluppo della politica, sia a livello locale, sia a livello nazionale”.

  5. #625
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Nucara a Forlì

    Mercoledì 22 marzo, ore 20,00, a Forlì, Francesco Nucara presenta le liste elettorali dell'Edera, presso l'Hotel della Città.

  6. #626
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 22 marzo 2006

    Brandolini e Guidazzi Correttezza nel duello

    CESENA - Duello politico in punta di fioretto davanti a un centinaio di artigiani. Protagonisti Sandro Brandolini (Ds) e Mario Guidazzi (Pri), nei panni di portabandiera dell’Unione e della Casa della Libertà. A stimolarli la Cna, desiderosa di capire i programmi dei due schieramenti che si fronteggeranno nel segreto dell’urna il 9 e il 10 aprile. Quattro i temi caldi messi sul tappeto: competitività e sviluppo, lavoro e mercato, fisco, politiche sociali e welfare.Questi gli ingredienti di un intenso confronto pre-elettorale, coordinato dal dirigente della Cna Alvaro Attiani, che si è svolto l’altra sera. Il risultato è stato ritenuto molto soddisfacente dagli organizzatori, a partire da Roberto Sanulli, e dai presenti. Brandolini e Guidazzi hanno dato vita a un dibattito che ha messo in luce divergenze su tante questioni, ma è stato sempre civile e costruttivo. Potrebbe essere una lezione preziosa anche per diversi politici nazionali, intrappolati nelle logiche della rissa e di improbabili show che non aiutano gli elettori a capire quale programma sia preferibile. Il leader dell’Edera ha puntato sulla brillantezza dell’eloquio e dei ragionamenti, che è la sua dote migliore. Il dirigente della Quercia ha invece sfoderato quella preparazione molto puntuale sui vari temi che gli riconoscono sia i suoi sostenitori sia gli avversari.Su un punto di partenza i due concordano: “Il momento è difficile ed è necessario riniziare a produrre ricchezza per rilanciare l’economia”. Ma sul come farlo le ricette sono differenti. Qualche esempio? Sulla questione energetica, Guidazzi vorrebbe affidarsi al nucleare, mentre Brandolini guarda alle fonti alternative rinnovabili. Sull’immigrazione, il primo pensa sia sufficiente qualche correttivo alla Bossi-Fini, il secondo vuole canvcellarla. Discorso analogo sul mercato del lavoro, con il diessino che contesta la legge 30 “perché la flessibilità non può tradursi in precarietà”. Guidazzi ha invece affondato sulle liberalizzazioni, criticando il modello Hera, dove “il pubblico continua ad essere contemporaneamente gestore e controllore”. Altrettanto duro Brandolini sulle strategie del governo Berlusconi in campo fiscale, in particolare contro i condoni.

    gpc

  7. #627
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 24 marzo 2006

    Comunali - I Repubblicani allo scoperto

    BERTINORO - “Loro, forse, non sono più i soliti noti. Noi siamo sempre i Repubblicani”. Con questa perentoria affermazione, e il chiaro riferimento ai Ds che hanno da poco espresso - nella persona di Nevio Zaccarelli - il loro candidato alle Comunali del 28 e 29 maggio, l’Unione comunale Pri di Bertinoro dà il via alla marcia d’avvicinamento verso l’appuntamento elettorale che dovrà determinare il sindaco del Colle.Nel documento firmato dal segretario Carlo Gatti e dai consiglieri comunali Giuseppe Ballani ed Enrico Imolesi, l’Edera annuncia “un’ampia consultazione delle categorie economiche, dei sindacati e delle diverse associazioni e assemblee aperte nelle zone più importanti del comune”. Sul piatto il Pri mette “progetti altamente innovativi per la soluzione dei problemi cronici del territorio; potenziare le infrastrutture della zona industriale creando subito il collegamento attraverso la via Emilia Bis con la E45 e la A14; per centro storico e le zone collinari proporremo la creazione di un portale per il turismo che valorizzi le aziende del centro storico”. Servizi alla persona e alla famiglia e modifiche al Piano regolatore che “diano risposte di vivibilità e di qualità della residenza” nell’agenda per il rilancio di Santa Maria Nuova. Attenzione anche a Fratta Terme che, secondo il Pri, “dovrà diventare un centro d’eccellenza del termalismo nazionale e anche un luogo d’incontro e di aggregazione giovanile”. Progetti che l’Unione comunale del partito repubblicano chiederà agli elettori di condividere. “Questa nostra lista - conclude la nota - dovrà essere guidata da cittadini che hanno esperienza amministrativa e di governo e dalle figure più prestigiose e credibili del nostro comune. Contatti e disponibilità vi sono già stati con ampi e favorevoli riscontri”.

  8. #628
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    UN'EDERA VERDE DI SPERANZA
    Appello alle amiche e agli amici repubblicani

    Sono repubblicano da sempre e da sempre impegnato nel partito e nella nostra comunità per mantenere attiva una tradizione che nasce dal Risorgimento e che si è cementata nel pensiero e nell'azione di grandi amministratori e uomini repubblicani.

    Le tradizioni vivono e si sviluppano se si riesce a proiettare nel presente e nel futuro i valori e gli ideali che ci sono stati consegnati dalle generazioni precedenti, e come dirigenti e custodi di questa dobbiamo sapere vedere oltre le nostre personali convinzioni, sapendo che ci sono tempi giusti per una dialettica politica interna e tempi in cui, essendo presente l'edera nelle competizioni elettorali, occorre una tregua e il rispetto della maggioranza che ha collocato il partito, nella contingenza, all'interno di un'alleanza politica.

    Un' alleanza che io non ho mai condiviso , come dimostrano tutti gli atti politici degli organi dirigenti ,ma che un sistema politico che penalizza i piccoli partiti obbliga a fare.

    E' chiaro che, dovendo schierarsi, il partito, per mantenere la propria rappresentanza parlamentare, è costretto ad allearsi con qualcuno , ma questo non può essere vissuto come un tradimento dei valori o delle origini, perché allora, per analogia ,coloro che non condividono la scelta di collocazione a sinistra nelle amministrazioni locali potrebbero rimarcare la collocazione innaturale rispetto alla politica nazionale e non votare .

    Con questo metodo non ci sarebbe stato consentito di fare le giunte col PCI nel 1980 o, recentemente, a Forlì rompendo una tradizione di alternativa alla sinistra ; o, per coloro che volevano l'alternativa alla sinistra, non si sarebbe dovuta consentire la svolta di centro-sinistra portata avanti da Ugo La Malfa .

    In effetti, il partito repubblicano ha sempre avuto nella sua storia divisioni e scissioni,che ufficialmente corrispondevano a divisioni politiche, ma che molte volte erano l'alibi per mantenere e difendere collocazioni personali.

    Uno può anche decidere di privilegiare la politica di schieramento e di essere fedele a quella fino a trarne le conseguenze ; quello che non può fare è utilizzare l'unità quando fa comodo a livello locale per acquisire consenso elettorale e pesare di più nelle amministrazioni, e invece essere intransigente fino al frazionismo inutile, quando si tratta di rispettare il responso democratico fissato dai congressi.

    Tra l'altro , chi si illude di poter "pesare" un disimpegno in termini politici non capisce che c'è un unico sistema col quale il PRI sarà giudicato da avversari e da alleati ,e cioè il voto, che il partito riuscirà ad ottenere per la prima volta col sistema proporzionale dopo tredici anni di rinuncia al simbolo.

    A qualcuno potrà anche sembrare inutile o non rilevante il fatto che sulle schede ci sia di nuovo l'edera. A me sembra che l'edera sia il simbolo che testimonia la nostra storia con tutti i suoi valori , ideali , sacrifici di uomini e donne che ci hanno passato il testimone perché noi continuassimo quella tradizione, non perché anteponessimo a questo i nostri convincimenti di collocazione politica che devono essere invece mantenuti e collocati nella dialettica interna.

    Allora dobbiamo sentire l'orgoglio di questo compito: non esiste un ritorno alle origini attraverso la rivendicazione di politiche di schieramento ; esiste invece una continuità nel rappresentare ai cittadini la nostra visione della società : l'Europa politica, la fedeltà ai valori occidentali, la libertà come non dominio, la difesa dello stato di diritto , il raggiungimento dei diritti e dei doveri costituzionali , la difesa dello stato laico , la ricerca , l'istruzione e l'educazione come condizioni di un progresso continuo, la laicità dello stato come garanzia della tolleranza contro i fanatismi religiosi di ogni tipo, l'innovazione tecnologica ed infrastrutturale come condizione per garantire competitività al nostro paese e assicurare lavoro alle giovani generazioni e stato sociale efficiente ai più anziani, l'indipendenza energetica contro i fondamentalismi ambientalisti per garantire al nostro paese indipendenza politica e non essere sottoposti ai ricatti dei paesi fornitori .

    Su queste cose i repubblicani, aldilà della collocazione, possono sviluppare battaglie comuni e trovare le ragioni della loro identità, ma nella contingenza devono saper mettere da parte le divisioni e trovare nell'edera e nel voto all'edera le ragioni di un sentire e di una tradizione comune .

    Lo sgarbo di non votare l'edera non è uno sgarbo al gruppo dirigente che sostiene la linea non condivisa , questo a livello locale come nazionale . E' uno sgarbo inferto alla nostra tradizione e a quella coscienza alta che un repubblicano dovrebbe sempre mantenere aldilà di se stesso e dei propri convincimenti.

    E' per questo che occorre non citare i padri nobili a proprio piacimento , soprattutto per strumentalizzarli : molti di coloro che oggi citano Ugo La Malfa , quando era in vita contrastavano la sua linea politica. Quella politica era nella sostanza un appoggio alla politica moderata del paese contro una sinistra massimalista ed internazionalmente schierata con l'URSS; e una politica che non perdeva la speranza per il futuro ,attraverso un confronto serrato, che la sinistra diventasse una sinistra riformatrice e di governo .

    Ma questo è un compito che noi possiamo continuare solo se sapremo ritrovare l'unità di intenti di fronte alle scadenze elettorali, riconoscendo il valore delle decisioni interne democraticamente assunte a tutti i livelli, e dimostreremo nei fatti che i repubblicani possono partecipare alle alleanze mantenendo,però, la loro autonomia e il loro disegno politico che è quello di dare voce ad una tradizione liberal-democratica e repubblicana nel nostro paese e in Europa, attraverso la costruzione di una terza via e terza forza diversa da quella socialista e da quella cattolica popolare.

    Per fare questo occorre non vivere le contingenze politiche come se fossero le nostre strategie, ma come passi che ci consentono di superare le difficoltà del momento e mantenere in vita il partito , cosa che tutti coloro che sono rimasti nel PRI fino ad oggi sono riusciti a garantire . Chi ha percorso strade diverse a destra come a sinistra si ritrova solo , incapace di far germogliare le idee repubblicane e sente il bisogno di ritornare alla propria casa madre . Noi potremo recuperare tutti costoro alla tradizione repubblicana e potremo essere un punto di riferimento ideale per giovani disorientati dalla crisi di ideali , solo se ritroveremo l'unità sui valori e saremo tolleranti ; se non si è disposti a dare esempi di tolleranza ,si raccoglierà solo intolleranza ed è più difficile dimostrare con l'impegno un grande cuore tollerante che col disimpegno un alibi liberatorio di intransigenza.

    Sarebbe veramente paradossale che mentre si sbriciola il bipolarismo di potere che ci ha governato per oltre dieci anni e si ritorna alle tradizioni culturali , coloro che sono stati sconfitti dalla storia , comunisti, fascisti e democristiani , si riproponessero alle nuove generazioni col volto riciclato della tradizione liberal-democratica e repubblicana, mentre coloro che ne sono gli eredi storici, invece di sentirsi orgogliosamente in campo e classe dirigente, si autodistruggessero per non avere colto la grandezza del compito loro assegnato ed essersi rassegnati ai piccoli interessi personali o di schieramento .

    Il nostro compito è la creazione di uno stato e di una società democratica e per farlo non possiamo delegare chi liberale e democratico o repubblicano non lo è mai stato, ma dobbiamo esercitarlo attraverso l'impegno e il sacrificio personale .

    Allora troveremo fino in fondo l'orgoglio di essere tutti repubblicani e avremo reso l'edera verde di speranza .

    L'edera c'è, votiamola allora, e rendiamola assieme ai nostri cuori verde di speranza .

    Widmer Valbonesi
    Segretario Regionale PRI Emilia Romagna

  9. #629
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    Predefinito tratto da Sesto Potere 28 marzo 2006

    ELEZIONI, LA MALFA (PRI) A CESENA

    (Sesto Potere) - Cesena - 27 marzo 2006 - Il PRI di Cesena ha promosso per giovedì 30 marzo alle ore 18,00 pressso la sala AMGA, in Via Spinelli, 60, un incontro tra i candidati e gli elettori alla presenza dell'On. Giorgio La Malfa, Presidente PRI e Ministro delle Politiche comunitarie, e del capolista dell'Edera al Senato prof. Mario Guidazzi.
    Per informazioni: Segreteria 0547/610956 – http://www.pricesena.com

  10. #630
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    Predefinito tratto da http://www.nuvolarossa.org/ 28 marzo 2006

    Torna il simbolo dell’Edera Fra speranza e disincanto

    FORLI’ - Ieri mattina, nella storica sede in corso Garibaldi, è stato Widmer Valbonesi, segretario della Federazione regionale del Pri, a presentare i candidati Laura Borghi e Aurelio Cicognani nella lista, con il simbolo dell’edera, al Senato in Emilia-Romagna (nella coalizione per Silvio Berlusconi). Valbonesi ha scritto a tutti gli aderenti al Pri emiliano-romagnolo una lettera-appello che è, anche, una sorta di confessione politica di non semplice interpretazione politica.In sostanza Valbonesi dice: l’alleanza con Berlusconi non mi convince, io sono a livello nazionale nella minoranza che non ha votato questa alleanza...ma voglio essere il segretario di tutti anche di quegli amici che, invece, sulle posizioni di Francesco Nucara (candidato con Forza Italia alla Camera) e di Mario Guidazzi (capolista Pri al Senato) esprimono comunque attaccamento ai valori e alle idee repubblicane. Per legittimare la scelta di votare, comunque, il simbolo dell’edera Valbonesi adotta un paragone del passato: “Se usassimo il metodo di certi amici non ci sarebbe stato consentito di fare le giunte con il Pci nel 1980 o, recentemente, rompendo una tradizione di alternativa alla sinistra, o, per coloro che volevano l’alternativa alla sinistra, non si sarebbe dovuta consentire la svolta di centro-sinistra, portata avanti da Ugo La Malfa”.A dichiarare lo scopo delle candidature di servizio Aurelio Cicognani (già assessore e consigliere comunale per oltre dieci anni) e ora imprenditore: “Mi candido per passione e non per interesse e voglio tornare a fare votare per l’Edera tutte quelle persone che si sono disperse negli altri partiti gli anni scorsi”. Laura Borghi, che fu assessore alla cultura fra il 1980 e il 1985, riprende i temi del suo impegno come difensore civico: “sono le questioni e le difficoltà concrete che interessano la gente quelle che mi hanno fatto scendere di nuovo in campo”.

 

 
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