Bell'articolo di Umberto Eco sulla figura di palta di Ferrara e sulla intelligenza superiore di Benigni, con amare considerazioni finali sul degrado della nostra politica.

Eco si lamenta del fatto che solo i comici denunciano lo sfascio attuale.

Mi sento però di spezzare una lancia a favore dei politici dell'opposizione: anche loro lo fanno, solo che non hanno la visibilità che hanno i comici. Con tutti i media in mano al governo, cosa potrebbero fare di più? Tant'è che non hanno altra scelta che gesta eclatanti, come uscire dal Parlamento, per comunicare alla gente che molte cosa non vanno.

<body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><center><br> <FONT face="Courier new, Arial"><FONT size=5><B>L’ECO DI SANREMO – BENIGNI TRIONFO, FERRARA TRONFIO: “NON TI DEVI MAI METTERE CONTRO CHI E’ PIU’ BRAVO DI TE…”</B></FONT><br> <br></FONT><table border=0><tbody><tr><td align=middle><img alt="" src=http://212.239.51.72/public_html/images/e/eco_fumetto_tn.jpg border=0></td></tr></tbody></table><FONT face="Courier new, Arial"><br> <br> <br></FONT></center><FONT face="Courier new, Arial"><B><I><B>Umberto</B> <B>Eco</B> per l’Espresso</I></B><br> <br> <br> Ci sono momenti in cui un paese sia in sospeso attendendo un evento che potrebbe cambiare il corso della sua storia. Immagino che così si sentissero i romani dopo l'uccisione di Cesare e prima del discorso di Antonio, o più modestamente gli italiani dopo che la radio nel 1943 aveva sobriamente annunciato che il Cavalier Benito Mussolini era stato sollevato dal suo incarico e il governo era stato assegnato al maresciallo Badoglio.<br> In base all'esperienza personale, e alle almeno due pagine complete che domenica scorsa ciascun grande quotidiano ha dedicato all'evento, così è accaduto per l'attesa apparizione di <B>Benigni</B> a <B>Sanremo</B>.<br></FONT><center><table cellspacing=5 cellpadding=5 border=0><tbody><tr><td align=middle><img alt="" src=http://212.239.51.72/public_html/images/f/ferrara_benigni_tn.gif border=0></td></tr><tr><td align=middle>(Ferrara vs Benigni)</td></tr></tbody></table></center><FONT face="Courier new, Arial"><br> <B>Ferrara</B> non è uno sciocco e se ha promesso quello che poi non ha fatto (lancio di uova ed ortaggi al &quot;comico di regime&quot; nemico del nuovo regime) doveva avere qualche piano in testa. Certo solo un indotto di comunicazioni di massa (quale <B>Ferrara</B> certo non è) o un infiltrato del partito comunista nelle file del Polo (quale <B>Ferrara</B> non può essere, visto che il partito comunista esiste ormai solo nella fervida mente del presidente del consiglio) poteva ordire una trama che, comunque fosse andata, avrebbe danneggialo il partito di governo. Per calcolare gli effetti dirompenti della faccenda, bisognava considerare che <B>Benigni</B> è un personaggio di culto internazionale. A qualcuno può non piacere, ma sta di fatto che quello che fa interessa la stampa di tutti i paesi. In effetti, una volta lanciata la minaccia, le possibilità erano tre:<br></FONT><center><table cellspacing=5 cellpadding=5 border=0><tbody><tr><td align=middle><img alt="" src=http://212.239.51.72/public_html/images/s/sanremo_20025_12_diaco_tn.jpg border=0></td></tr><tr><td align=middle>(Il lecca Elefantino pronto a fare la frittata - foto di Salvo La Fata)</td></tr></tbody></table></center><FONT face="Courier new, Arial"><br> <B>PRIMA POSSIBILITÀ</B>. <B>Benigni</B> appare a <B>Sanremo</B>, <B>Ferrara</B> e altri rappresentanti delle brigale Tebaldi interrompono il suo spettacolo e lanciano uova. Inutile dire che la stampa internazionale avrebbe gridato al nuovo fascismo (smentendo D'Alema) e alla conculcazione della libertà di espressione, Berlusconi avrebbe fatto una figura peggiore di quella che ha fatto con Schroeder, se mai fosse possibile essere trattati in modo ancora più sarcastico.<br> <br> <B>SECONDA POSSIBILITÀ</B>. <B>Benigni</B> va in scena, parla di &quot;topa&quot; ed altri ammennicoli perineali che hanno caratterizzalo questo Festival, e non parla di politica. Peggio che peggio. La stampa internazionale sarebbe insorta contro questo chiaro esempio di terrorismo psicologico, che è una forma di censura. In Italia nessuno è più libero dì esprimere le proprie opinioni perché ci sono le squadracce.<br></FONT><center><table cellspacing=5 cellpadding=5 border=0><tbody><tr><td align=middle><img alt="" src=http://212.239.51.72/public_html/images/s/sanremo_20028_benigni_baudo_tn.jpg border=0></td></tr><tr><td align=middle>(Benigni mentre cerca le uova... - foto di Salvo La Fata)</td></tr></tbody></table></center><FONT face="Courier new, Arial"><br> <B>TERZA POSSIBILITÀ</B>. <B>Benigni</B> appare, parla del bello e del cattivo tempo, e poi prega <B>Baudo</B> di non provocarlo, perché certe cose non si possono dire, non è mica più come un tempo, siamo tornati ai giorni che si ascoltava di nascosto radio Londra, per piacere non fatemi parlare che ho famiglia. eccetera. Clamorosa denuncia dell'esistenza di un regime, raccolta da tutta la stampa internazionale.<br> <br> <B>Benigni</B> è stato più saggio. Io credo abbia fatto quello che avrebbe fatto anche se non c'era la provocazione di <B>Ferrara</B>. Sapeva che non appariva come privato cittadino a una trasmissione di Biagi ma come attore a una trasmissione che coinvolge milioni di italiani, di tutte le opinioni, non ha evitato le sue polemiche consuete (ma senza cambiare troppo un copione ormai noto), ha fatto un appello all'amore, ha bloccato la platea con una recitazione dantesca (<B>Benigni</B> è un prodigioso lettore di Dante - e, come molti forse non si accorgono, è persona di raffinatissima cultura), e voglio ben vedere a questo punto chi si mette a fischiare la vergine madre figlia del tuo figlio. Il colpo dantesco (a <B>Sanremo</B>!) non se lo aspettava nessuno. Bisognava essere un genio per pensarci. Standing ovation, delirio. <B>Benigni</B> vince, come da copione. Non ti devi mai mettere contro chi è più bravo di te.<br> <br> Credo si consideri vincitore anche <B>Ferrara</B>. Se non agitavo le acque con la mia provocazione, pensa probabilmente, <B>Benigni</B> avrebbe fatto peggio. Ma cosa di peggio, visto che è bastato alludesse a conflitti di interessi e falsi in bilancio perché la platea si scompisciasse dalle risa? Quello che ha detto <B>Benigni</B> lo sanno lutti, e lo considerano (bontà loro) argomento comico (o più tragicamente, grottesco) anche se lui non ne avesse parlalo.<br></FONT><center><table cellspacing=5 cellpadding=5 border=0><tbody><tr><td align=middle><img alt="" src=http://212.239.51.72/public_html/images/s/sanremo_20028_arcuri02_tn.jpg border=0></td></tr><tr><td align=middle>(Sotto il vestito...Benigni! - foto di salvo La Fata)</td></tr></tbody></table></center><FONT face="Courier new, Arial"><br> Ma, finita la storia, rimangono alcune malinconiche riflessioni. Da un po' di tempo tutto quello che accade in Italia, e che crea subbuglio e inquietudine, è dovuto ai comici. Alle molte vignette, d'accordo, ma soprattutto agli &quot;scoop&quot; di Striscia la notizia e delle Iene. Vi ricordale il tempo in cui i mali d'Italia erano denunciali de l'&quot;Espresso&quot; (Capitale corrotta, nazione infetta), dall'opposizione, dalla magistratura? Finito.<br> Che cosa accada in Parlamento non interessa più nessuno (Berlusconi dice che non vale la pena di andarci per ripetere cose che sanno tutti), i partiti vanno a rimorchio dei girotondi, il massimo shock dell'anno non è stato dato da un politico ma da un artista (Moretti). È sano un paese dove solo i comici danno il via alle polemiche, al dibattito, senza ovviamente poter suggerire le soluzioni?<br> <br> Ma, a ripensarci bene, questo non è dovuto al fatto che i comici stanno andando al Parlamento, bensì che il governo è caduto in mano ai comici, o che molti, che in altri tempi sarebbero stati figure da avanspettacolo, sono andati al governo.<br> <br> <br> Dagospia.com 15 Marzo 2002<br></FONT></body>