

Gesù Cristo Re d'Italia vince e impera.
Siamo cattolici, apostolici, romani, figli devoti e membri vivi dell'unica Santa Chiesa e tali intendiamo restare, con la grazia di Dio, fino alla tomba, nell'eternità della Chiesa trionfante.


Un sano 'razzismo' identitario e morfologico, che tuteli le diversità biologiche e le differenze gerarchiche spirituali volute dal Creatore, è comunque auspicabile in una sana visione cattolica tradizionale ed integrale, contro il biologismo darwinista e l'egualitarismo moderno.
Gesù Cristo Re d'Italia vince e impera.
Siamo cattolici, apostolici, romani, figli devoti e membri vivi dell'unica Santa Chiesa e tali intendiamo restare, con la grazia di Dio, fino alla tomba, nell'eternità della Chiesa trionfante.




Non so neppur io se realmente credo a quanto ho scritto. Purtroppo sto vivendo un momento di grossa confusione e di distacco dalla politica.
Ritengo sia meglio che stacchi un po' la spina. Arrivederci.iaociao:
SADNESS IS REBELLION
Non puoi dirti conservatore al di là del bene e del male.
Il cristianesimo non si è imposto solo grazie al dispiego di forze umane.
Non puoi dimenticare l'opera dei Santi, i miracoli, la Provvidenza.
ps. ho cambiato avatar. Ho scelto la statua di San Michele presso il Santuario di San Michele sul monte Gargano.
L'ho scelta perché San Michele Arcangelo è il difensore del popolo di Dio, rappresentante del Bene che trionfa sul male.
E l'ho scelta perché i longobardi del Ducato di Benevento erano molto devoti a San Michele, del cui Santuario sul Gargano, che allora era parte di quel ducato, fecero il loro sacrario nazionale. Presso tale santuario giungeva la Via Sacra Langobardorum, itinerario di imponenti pellegrinaggi che nell'alto medioevo partivano da Mont Saint Michel in Normandia per giungere nel ducato beneventano.
Maledetto è l'uomo che confida nell'uomo (Geremia 17 5)


Sto cercando solo di dire che Florian non può attribuire alla Chiesa colpe che questa non ha. Non si può dire che la Chiesa ha generato il liberalismo per il fatto che la teoria dei diritti naturali è stata elaborata da teologi cattolici.
Semmai sono stati i pensatori laici (da Grozio e Pufendorf a seguire) che hanno affermato quelle teorie, elaborate in un contesto morale e normativo che ancora si rifaceva al Diritto Naturale, in un contesto ormai secolarizzato.
E proprio qui sta la pericolosità e la falsità delle idee che intendono sottoporre il sacro alla politica. Prendiamo Hobbes. Nessuno mette in dubbio le sue buone intenzioni. Ma le sue teorie sono state un grimaldello formidabile per pensatori meno originali di lui (Locke e Rousseau) che si sono semplicemente limitati ad inserire contenuti di diverso segno politico in una struttura che era rimasta sostanzialmente uguale a quella elaborata da Hobbes.
Intorno a quei diversi contenuti si sono poi radunate energie storiche più forti (terzo stato in Francia) di quelle che in precedenza custodivano l'autorità, portando alla caduta (Francia) o alla trasformazione (Inghilterra) dei vecchi regimi.
Dinanzi a questa catastrofe vi sono stati pensatori (Burke) che hanno opposto un pensiero fecondo, timorato di Dio, che è stato raccolto da pochi, e pensatori (Hegel) che hanno continuato a ragionare in termini di supremazia dello Stato ed intorno ai quali si sono radunate ulteriori energie storiche.
Florian è un conservatore perché avverte, forse più di noi tutti, il senso della catastrofe, solo che nell'assumere il suo atteggiamento di reazione cambia spesso i punti di partenza storico-geografici.
Qui, invece, stiamo assistendo ad un mutamento delle basi morali, verso un laicismo d'ordine, che vede la religione come uno strumento per governare delle pecore in libertà. Ma questo è Napoleone, non Burke.
Maledetto è l'uomo che confida nell'uomo (Geremia 17 5)