Art.18: sciopero generale unitario entro aprile
La segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil è compatta: nessun passo indietro sui licenziamenti. La Cgil, come previsto, sfilerà sabato a Roma. Mercoledì la manifestazione unitaria contro il terrorismo
- Berlusconi: riprenda il dialogo con i sindacati
- D'Amato: noi ancora seduti al tavolo del confronto
ROMA - "Le segreterie di Cgil Cisl e Uil riconferano la più netta e intransigente condanna del terrorismo e dell'uso della violenza, i quali oltre a colpire persone inermi come il prof. Marco Biagi e a gettare nel lutto la famiglia tendono come sempre ad alterare la fisiologica vicenda dei processi politici e sociali di cui vive ogni società democratica". Così inizia il documento congiunto letto da Guglielmo Epifani, numero due della Cgil, al termine della segreteria unitaria delle tre organizzazioni . Segreteria che ha deciso di confermare lo sciopero generale di otto ore contro le modifiche all'articolo 18, la decontribuzione, l'arbitrato che si terrà entro aprile (la data verrà decisa nella segreteria unitaria di mercoledì 27). Inoltre, i sindacati hanno indetto per mercoledì una mobilitazione unitaria contro il terrorismo, allargata a tutte le forze democratiche e istituzionali e all'associazionismo. Ci saranno manifestazioni in tutta Italia e una fiaccolata serale a Roma alla quale parteciperanno Cofferati, Pezzotta e Angeletti. Le tre organizzazioni sindacali saranno presenti ai funerali del professor Biagi. Infine, come previsto, la Cgil scenderà in piazza a Roma sabato 23, anche se "cambierà, come ovvio, in parte carattere: sarà una giornata per la lotta al terrorismo, per la democrazia - ha detto Cofferati dopo la segreteria - e per l'affermazione dei diritti". Quanto allo sciopero generale proclamato oggi insieme a Cisl e Uil, "fino a quando questo non sarà accompagnato da una data, vedrà il permanere in vita della decisione della Cgil di fissare lo sciopero generale il 5 aprile. Ma esistono le condizioni - ha
precisato Cofferati - di trovare un'intesa sulla data".
Insomma, l'accordo tra le organizzazioni sindacali è stato infine raggiunto. Nessuno strappo, nessuna drammatica rottura , nonostante le dichiarazioni della mattinata lasciassero presagire un confronto aspro e difficile. Questa mattina il segretario della Uil, Angeletti, entrando in segreteria aveva affermato che lo sciopero generale era stato derubricato dall'agenda. Ha poi precisato che derubricare significa semplicemente "posticiparne la data". Per il segretario della Uil, "la proclamazione dello sciopero generale era stata già fatta e verrà mantenuta fino a quando il governo manterrà inalterate le modifiche all'articolo 18 proposte e la decontribuzione contenuta nella delega previdenziale''. Per Angeletti, infatti, anche se ''ad ogni richiesta di dialogo, noi rispondiamo con il confronto, è del tutto naturale che le decisioni prese dal sindacato rimangano immutate. Se il governo dovesse avanzare nuove proposte ci saranno nuove decisioni da parte del sindacato. Noi siamo di fronte ad un ennesimo atto terroristico che, a differenza del passato, si è
inserito in una fase di conflitti sociali''.
Quanto al segretario Cisl che stamane si era mostrato scettico sulla mobilitazione ("Le manifestazioni bisogna essere molto attenti a come motivarle e a come governarle - aveva dichiarato a Radio Anch'io Pezzotta -. Ora bisogna portare in campo tutte le forze politiche: in gioco è la democrazia. Questa è la prima battaglia"), si è limitato a dire che Cgil, Cisl e Uil sull'art. 18 hanno ''confermato le posizioni precedentemente assunte''. Per quanto riguarda le iniziative contro il terrorismo che si svolgeranno mercoledì prossimo, Pezzotta ha detto che sono il frutto di una ''decisione unitaria''. La Cisl comunque lascia aperta la porta del dialogo, ma risponde picche all'invito del governo: ''Al tavolo ci arriveremo -ha detto - ma adesso non abbiamo tempo''.
(Da Il Nuovo)
Giusto non darla vinta agli assassini. La vita politica del paese deve continuare.
Saluti


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