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    Predefinito Ritorno di fiamma per i Black Sabbath Chitarre diaboliche degli anni Settanta

    Annunciata l'uscita di cinque album rimasterizzati della storica formazione antesignana dell'heavy metal

    Ritorno di fiamma per i Black Sabbath
    Chitarre diaboliche degli anni Settanta

    Liberazione

    Valerio Venturi

    I Black Sabbath tornano nei negozi di dischi. Non loro, fisicamente, ma alcuni album della loro epoca d'oro in versione rimasterizzata.
    Erano gli anni '70: Ozzy Osbourne, leader del combo, mangiava pipistrelli vivi ai concerti, Tony Iommy suonava la chitarra nerissima con le dita amputate, i Black Sabbath nell'insieme inventavano il doom - hard rock declinato in salsa gotica - e la gente comprava ancora i dischi.
    Poi i Black Sabbath hanno continuato a suonare ma hanno perso Ozzy Osbourne, che ha tentato una carriera solista, e hanno incontrato Dio. Non l'Altissimo uno e trino, ma Ronnie James Dio, vocalist dal nome presuntuoso che accompagnò i Sabbath senza Ozzy verso la produzione di album un po' scialbi e poco originali, metallari nel senso più ordinario del termine. Dopo Dio, ancora peggio. Quasi una apocalisse creativa. Dai '90 in su è capitato che la band inglese facesse tentativi più o meno riusciti di reunion. Ma di fatto è tutto finito.
    L'importantissimo ensemble, seminale, che ha influenzato centinaia di rockettari - dai Soundgarden ai Type'o'Negative - rimane però vivo nei supporti sonori: tra questi, alcuni ellepi fondamentali, che al di là degli epiloghi, meritano di essere scoperti e riscoperti e che sono proprio quelli di cui vogliamo parlare. Dove sta la notizia? Come detto, nel fatto che la storica band capitanata da Osbourne ha annunciato che pubblicherà versioni rimasterizzate dei cinque album tra i più fichi del vecchio catalogo. A settembre, infatti, usciranno in versione aggiornata: Vol 4 (1972), Sabbath Bloody Sabbath (1973), Sabotage (1975), Technical Ecstasy (1976) Never Say Die! (1978). Oltre ad essere in formato digipack, i dischi conterranno anche nuove note, foto, infos. Un'ottima occasione per riascoltare musica cattivella e ben fatta.
    Vediamoli in rassegna. Black Sabbath, Vol. 4 è influenzato dal rock progressivo. Si apre ad archi e piano, i fan storcono il naso ma apprezzano. Nel 1973 è il momento di Sabbath Bloody Sabbath , album caratterizzato dalla presenza di Rick Wakeman degli Yes alle tastiere. Suono classico ma anche apertura ad una sperimentazione sempre più decisa. Sabotage viene pubblicato nel 1975. Era pronto prima, ma i Sabbath si persero dietro droghe - lsd - e scaramucce. Comunque, Hole In The Sky e Symptom Of The Universe , tra le canzoni più importanti inserite nell'album, valgono da sole l'acquisto del cd, che desta qualche perplessità per la presenza di improbabili canti gregoriani.
    Technical Ecstasy , del 1976, vede l'innesto massiccio di musica d'orchestra e sintetizzatori. Disco molto ambizioso e innovativo, delude molti fedelissimi e fa scazzare tra di loro i membri della band. Non è un caso che nel 1977, al termine del tour di Technical Ecstasy, Ozzy Osbourne decide di abbandonare i suoi compagni di merende: non ama il nuovo suono della band, è strafatto e alcolizzato, gli muore il padre, forse non ama neanche più i pipistrelli crudi.
    Iommy e compagni non si danno per vinti: provano per pochi mesi con il vocalist Dave Walker (ex Fleetwood Mac e Savoy Brown), quindi recuperano Osbourne. E' il 1978: c'è il tempo di mettere su l'album Never Say Die! : suoni elettronici e sperimentali in eccesso produssero reazioni pernacchiose. Seguirono gli anni 80, con edonismo sfrenato, paninari, dark, metallozzi e timidi vagiti di proto-grunge.
    Il presente: suonano i dinosauri e si celebrano i dischi rimasterizzati dei dinosauri. Il rock è genere da repertorio ma i Black Sabbath non sono ancora entrati nei borderò dei piano bar o negli elenchi dei bar karaoke. Il Pd di Bersani cerca un senso con Vasco Rossi, Ozzy Osbourne si dice felice di celebrare quello che era: non un buffone che fa reality show squalliducci per Mtv e che tenta di piazzare la figlioccia mediocre, ma il pazzo frontman di una band di livello. Le rimasterizzazioni servono a poco. Se non altro, a riscoprire, nel caso specifico, l'idea e l'epopea di uno dei primi gruppi heavy metal della storia, che dal 1970 al 2000 ha venduto più di cento milioni di dischi. Consigliato ai nostalgici e a chi crede che i Franz Ferdinand siano geniali.

    Viva la Comune

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ritorno di fiamma per i Black Sabbath Chitarre diaboliche degli anni Settanta

    Che cosa ci dovrebbero entrare Bersani e i parassiti del PD con i BS?

 

 

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