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  1. #1
    Castellano
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    Predefinito I fascisti degli anni settanta

    Io, compagno di scuola del mostro
    Quegli anni vissuti nella paura
    di MARCO LODOLI

    Per cinque anni sono stato a scuola insieme ad Angelo Izzo, al liceo classico San Leone Magno, a Roma, una scuola dei Fratelli Maristi. Dalle otto alle otto e venti si recitava il rosario, tutti i giorni. Izzo stava una classe sopra la mia e la sua sezione era un'accolita di fascisti e di pazzi spaventosi.

    Era come se, per uno scherzo assurdo, il caso avesse riunito nella stessa aula una ventina di canaglie violente e invasate.

    Erano ricchi, bellocci, si sentivano invulnerabili, afferrati da un delirio superomistico. Avevano i Rayban e i giubbotti di camoscio, le Jaguar e le Mercedes, stivaletti a punta e sorrisi beffardi. Il più feroce era Gianni Guido, un demonio con la faccia da angioletto. Ricordo che una volta vidi uno di loro spegnere una sigaretta sul braccio di un quattordicenne e ridere. Dopo sei mesi quel disgraziato si suicidò. Dissero che si era sparato nel petto con il fucile del padre e la cosa finì lì. Anni dopo Izzo confessò che l'avevano ucciso loro, gli amici del cuore. Ancora non so se sia vero, se le indagini della polizia hanno confermato quell'orrore. Per il piacere di sentirsi un maledetto, Izzo ha confessato tanti delitti che rimangono misteriosi.

    Il loro gioco preferito erano gli sfasci, così chiamavano gli stupri fatti in gruppo. Incantavano qualche ragazza ingenua, ma anche qualche pariolina, e la sfasciavano. Avevano pistole e soldi, erano sadici e strafottenti. Ogni tanto prendevano il microfono durante le messe, nello spazio aperto ai fedeli, e si lanciavano in lunghi sermoni misticheggianti. Izzo era una mezza sega, il più magrolino, il meno ricco, il più insicuro. Si diceva che fosse la mente di quella banda di criminali, l'eminenza grigia del gruppo, ma a me pareva solo un ragazzo debole e malaticcio. Girava voce che fosse impotente.

    Una volta mi beccarono in tre per viale Eritrea e mi picchiarono, perché ero comunista. Un'altra volta convocarono fuori scuola Cittadini, il più famoso picchiatore nero di Roma. Fortunatamente ero uscito un'ora prima. Cittadini morì per overdose nel cesso del bar Euclide qualche anno dopo. Quando lessi sul giornale del massacro del Circeo, non mi stupii più di tanto. Sapevo quanto quei pazzi disprezzavano le donne e i poveracci.

    Sapevo che Izzo e Guido erano capaci di tutto, avevano gli occhi senza luce di chi può uccidere una ragazza come si schiaccia una mosca. Eppure quando vidi in televisione una lunga intervista a Izzo, che condannava il suo passato mostruoso e si diceva cambiato, ho provato un sollievo. Si può sempre cambiare, ho pensato. Mi ero sbagliato.

    (4 maggio 2005)
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  2. #2
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    Non che i compagni fossero molto meglio...
    Certo leggendo queste righe non viene di sicuro nostalgia di quegli anni.

  3. #3
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    Ragazzi,vorrei che si smettesse con queste vomitevoli conclusioni.Essere Fascista significa essere come Izzo o come i delinquenti (ammesso che la storia non sia solo una ricerca di notorieta' di chi l'ha raccontata) descritti nell'articol?
    Io direi proprio di no.Io sono Fascista e me ne vanto,faccio volontariato insieme ad altri camerati,"andiamo a pulire il culo ai vecchi",come spesso mi sento dire da qualche ragazzotto che si sente spiritoso e di un altra categoria.
    Noto da un po di tempo a questa parte che sia ritornato di moda lo spiegare tutti mali dell'uomo indicando questo o quello come Fascisti.
    Se qualche criminale trucida venti persone,ci si interroga sul perche' lo abbia fatto,finche' qualche idiota non tira fuori una tesi secondo il quale quel tizio abbia delle conclamate simpatie di estrema destra,e allora il gioco e' fatto,tutto torna."Ha ucciso 20 persone?per forza,e' Fascista!".
    Spero (ma non mi illudo) che prima o poi questa mania provinciale di fare giornalismo o moralismo abbia termine.D'altronde IO non mi sono mai sognato di spiegare la ferocia di tanti e tanti assassini che avevano passati di militanza sia nella sinistra extraparlamentare che nell'istituzionalissimo PCI dicendo," E vabbe' ma e' un comunista,e' ovvio che abbia agito cosi".
    Chiudo qui il mio discorso in quanto travolto dalla nausea.

  4. #4
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    sono pienamente d'accordo con te!!!!
    nn importa d che colore siano le simpatie politiche d quel mostro...per quanto mi riguarda poteva essere anche uno dei miei amic d ag...ma per me nn cambiava niente...unMOSTRO è e un MOSTRO rimane!!!!!
    la peggior sporcizia del genere umano....e qui mi fermo,sennò potrei davvero esser pesante
    vivere ardendo e non bruciarsi mai

  5. #5
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    Questo sicuramente è vero.
    Appunto si diceva che nessuno di noi rimpiange quegli anni, dove la violenza politica era all'ordine del giorno e accettata in qualche misura da una larga fetta della popolazione (almeno di quella studentesca, operaia e movimentista, rossa o nera che fosse). Oggi invece per fortuna gli episodi sono stigmatizzati DA TUTTI, anche se per ragioni bassamente elettorali talvolta vengono minimizzati.

    P.S. Benvenuto, giovane!

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da UgoDePayens
    Questo sicuramente è vero.
    Appunto si diceva che nessuno di noi rimpiange quegli anni, dove la violenza politica era all'ordine del giorno e accettata in qualche misura da una larga fetta della popolazione (almeno di quella studentesca, operaia e movimentista, rossa o nera che fosse). Oggi invece per fortuna gli episodi sono stigmatizzati DA TUTTI, anche se per ragioni bassamente elettorali talvolta vengono minimizzati.

    P.S. Benvenuto, giovane!
    E' questo il punto,quella di Izzo non e' violenza politica,e' sete di sangue e basta,immotivata e immotivabile.
    Chi perseguiva i suoi ideali con la violenza (escludendo ovviamente lo stragismo) non puo essere paragonato a quell'animale.Di cazzotti e bastonate ne ho presi e dati ma non sopporto che chi lottava allora venga accostato a questa gente,vale lo stesso per i "nemici" di allora,non sarei d'accordo se chi mi fronteggiava dall'altra parte venisse etichettato in base a stereotipi tipo IZZO.

  7. #7
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    Questo e' per chi ancora si ostina a definire izzo "Fascista"

    Il Messaggero - Mercoledì 4 Maggio 2005

    «Angelo con le sue rivelazioni ha distrutto la vita di tanti»



    ROMA - «Prendo atto con dolore, ma senza stupore del fatto che solo oggi ci si rende conto del vero volto di Angelo Izzo. Una persona che, in questi anni, ha in modo sadico e morboso distrutto la vita di tante persone non solo con le sue mani, ma anche con le sue parole, con le sue infondate bizzarre ma suggestive rivelazioni, relativamente ai più disperati misteri d'Italia, a partire dalla strage di Piazza Fontana in poi». E’ lo sfogo di Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna, il quale ha voluto ricordare che proprio per colpa di Izzo, «dal 1986 sono imputato per concorso nell'attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980».
    «Izzo chi era? Un mistero, una domanda difficile,oltre una superficiale e banale conoscienza non ha mai avuto nulla a che fare con noi, una persona che lo Stato ha arrestato e che dei sociologi e giornalisti frettolosi si sono sbrigati a etichettare». Così Valerio Fioravanti ha descritto Angelo Izzo ieri ai microfoni di Radio Cuore Tricolore intervistato dal vicepresidente del Consiglio comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma . «Izzo è persona sufficientemente intelligente da capire che quella che a quel tempo era una accusa grave, e cioè essere fascista, poteva col tempo, se adeguatamente gestita, essere la chiave per uscire dal carcere», ha detto Fioravanti.

 

 

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