Macché intromissione!Originally posted by bom-bim-bom
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Macché intromissione!Originally posted by bom-bim-bom
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ehmm
c'era un soldato ligure, che faceva parte della XIII legione transapdana, tutta formata da celti e liguri arruolati all'occasione della guerra contro le isole britaniche da giulio cesare e che, in seguito alla vittoria, ma molti anni dopo e dopo parecchie battaglie riuscì come i suoi commilitoni, ad ottnere il rispetto dei diritti civili, che hai tempi della conquista romana non venivano riconosciuti dai prepotenti romani ai galli.
Costui è riuscito a tramandare con il suo nome per secoli la certezza della sua discendenza e tutti quelli che portano questo cognome hanno la certezza di discendere da lui.
si chiamava martlet
ma non è il solo caso:
direi che uno dei cognomi più diffusi in lombardia sia proprio galli,
un altro è sestagalli, poi c'è Lai ( sarebbero i laevi),
nonosctante ciò che si dice, in lombardia i romani non si trasferirono con i coloni, pretendevano i tributi dalle città conquistate ma si guardavano bene dal mischiarsi ai conquistati.
a parte che negli ultimi 50 anni la lombardia ha constantemente mantenuto la peculiarità della sua cultura, e non riesco a capire per quale motivo debba essere negata una cosa così logica.
sarebbe come dire che non esistono i siciliani perchè sono spagnoli...mi sembra porpio una cosa strana,
a proposito paladino.
Va che Mantua non era etrusca... anche virgilio, nel suo racconto sulla nascita della città la indica come una strega celta che aveva sposato un etrusco e che morto il marito scappò dalla città etrusca insieme al figlio perchè i parenti del marito la volevano far risposare con chi dicevano loro per non perdere l'eredità.
allora lei dsi rifugiò nella palude e con il suo mantello si rese invisiblile, poi scampato il pericolo stese il mantello e fece nascere Mantova.
e se lo dice virgilio è credibile no?


Ciao a tutti, dovete assolutamente leggere:
"Noi, Celti e Longobardi"
di Gualtiero Ciola
Edizioni Helvetia.
Solo in parte vero. Direi che per completezza bisogna dire che dipende anche dal tipo di emigrazione: se si trtta di un afflusso baso e continuo i nuovi arrivati perdono i loro usi e costumi a favore di quelli del posto, se si trtta di un evento traumatico abbiamo una fusione dele diverse culture o peggio la distruzione della vecchia cultura e la sua sostituzione con quella dei nuovi arrivati.Originally posted by bom-bim-bom
Visto che il thread l'ha incominciato un sardo, un sardo vi spiega alcune cose.
Forse in un ottica terza ai galli entra in testa.
Quando si dice che dopo i celti ci sono state 230 invasioni, il dominio latino con colonizzazioni varie, i domini vari spagnoli, austriaci etc. vuol dire, come ogni mente minimamente raziocinante capirebbe, che tutta questa gente copulava senza troppi riguardi alla non mescolanza razziale e culturale, che del resto migliaia di anni appiattiscono inevitabilmente.
Sperare di poter dire che si discende direttamente dai celti è una idiozia.
Questo è un discorso che vale perfino per una isola (isolata) come è la Sardegna, immaginiamoci per una terra come la Lombardia.
A determinare quindi le attuali tradizioni lombarde sono quanto più, quanto meno tutti gli apporti culturali che si sono sovrapposti e mixati nel tempo.
Ovvio quindi che si trovano riscontri di ogni apporto "alieno" poi inglobato.
Intanto i dialetti lombardi hanno come substrato prevalente il latino.
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saluti padani
sbagliato: le lingue locali lombarde,NON hanno come substrato il latino, un esempio per tutte la costruzione lombarda della negazione non è latina...
alcune parole delle lingue locali furono prese da un tardo latino,


sottoscrivoOriginally posted by paladino
No, il gallo s riferiva al fatto che nel forum padania se tu sposti ti cancellano: questa si che e' democrazia e apertura mentale.
Il riferimento era al sottoscritto.