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    Predefinito Sacconi si scusa: è stato frainteso, il sindacato non c'entra niente coi terroristi

    Comincia la marcia indietro del governo, che prima lancia a scopi propagandistici pesanti accuse e poi scopre di averla fatta troppo grossa.

    E' amareggiato, il Sacconi, perchè prima dice che i sindacati potrebbero sapere chi sono i terroristi ma non lo dicono, e poi si lamenta che il dialogo non è sereno.

    Ora si rimangia tutto. E' stato male interpretato.

    Che governo di pagliacci.


    Martedì 26 Marzo 2002, 113

    Sacconi, Nessuna Ambiguita' Nel Sindacato

    Roma, 26 mar. - (Adnkronos) - Non c'e' nessuna ambiguita' di fondo nel sindacato, "non ho mai pensato che ci fosse. Sono amareggiato, puo' darsi che mi sia espresso male, sono stato frainteso". Cosi' il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi rivolge in sostanza le sue scuse alla Cgil per le affermazioni di ieri. "Spero -dice a margine di un convegno al Cnel- che il dialogo riprenda in tempi brevi, sono dispiaciuto che faccia fatica ad affermarsi una discussione politica serena o anche con qualche aspetto polemico".


    Questa è l'intervista in cui si è espresso male, in cui dice che non ha mai pensato che ci fossero ambiguità tra terroristi e sindacati.

    Aveva semplicemente detto che all'interno del sindacato tutti conosco chi ha ammazzzato Biagi e D'Antona ma nessuno lo dice. Ci vogliono delazioni.

    Le indagini su D'Antona non sono andate avanti "per il timore di trovare strane parentele".

    Non mi sembrano poi accuse così gravi. Non capisco proprio perchè Cofferati si sia incazzato.

    Secondo me ha ragione Berlusconi: cercava solo un pretesto per interrompere la trattativa. E Sacconi glielo ha dato.

    Ma perchè invece di concedere un'intervista non è andato a dirlo alla polizia?

    La Stampa, 25/3/2002 Sezione: interni Pag. 3)


    IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO MAURIZIO SACCONI DETTA LE CONDIZIONI AL SINDACATO PER RIAPRIRE IL CONFRONTO
    «Se la Cgil vuol trattare, denunci le aree di confine col terrorismo»
    «L´omicidio di Biagi nasce dal mondo del lavoro, loro lo conoscono bene» «Pronti al dialogo, anche con Cofferati, ma superi ambiguità e collusioni»


    ROMA LA questione preliminare è quella di sciogliere tutte le ambiguità residue sul terrorismo. La manifestazione della Cgil di sabato non mi ha tranquillizzato, perché non ho visto nessun confine a sinistra. Il sindacato di Luciano Lama sapeva alzare una diga, non mischiarsi con chi non era dalla parte dello Stato. La Cgil da che parte sta? Non servono parole per condannare il terrorismo, dai sindacati vogliamo fatti concreti». Il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, è ancora più esplicito: «Vogliamo denunce, delazioni. L´omicidio di Marco Biagi - dice - nasce nel mondo del lavoro, non è un universo così vasto quello dove bisogna cercare e i sindacati conoscono le nicchie anomale di questo sistema».


    Sottosegretario Sacconi, non le bastano le rassicurazioni di Sergio Cofferati, la condanna unanime delle migliaia di persone in piazza a Roma?

    «E´ stata la manifestazione della sinistra antagonista, di un grande popolo antagonista, minoritario, ma che ha trovato la sua bandiera. Sin qui sarebbe un problema della sinistra, di capire cioè se prevalga nella sinistra un´impostazione riformista o una antagonista e conservatrice. Ma quello che è brutto, che deve essere preoccupante per tutti, è il fatto che quella manifestazione non aveva chiaramente alcun confine a sinistra, mentre c´è il problema di isolare quella sinistra che è nella posizione di "non aderire e non sabotare", che "non sta né con le Br, né con lo Stato", un´area che ha una particolarissima contiguità con il terrorismo. La vecchia sinistra, il vecchio sindacalismo di Luciano Lama sapeva alzare dighe da quella parte, distinguersi dai radicalismi che mettono sullo stesso piano gli omicidi delle Br e le violenze dello Stato».

    Domani il governo che cosa chiederà ai sindacati?

    «Occorre una mobilitazione attiva e operosa delle parti sociali. Non mi riferisco alle fiaccolate, ma alla volontà di tenere occhi e orecchie aperte su tutte le anomalie che si riscontrano nelle nicchie di questo circuito politico e sociale che si occupa del lavoro, perché i terroristi sono tra di noi».

    Anomalie?

    «L´omicidio di Biagi nasce in questo circuito, che non è così enorme. Anche il sindacato deve tenere le orecchie aperte, assumere lo stesso atteggiamento che aveva negli anni di piombo.<b> Vogliamo denunce, delazioni. Ci sono nicchie anomale in alcune fabbriche e in alcuni uffici. Situazioni di confine, che hanno nomi e cognomi, che tutti conoscono. Vogliamo parlarne? </b>Dobbiamo rialzare la guardia contro gli estremismi che si è allentata. Di questo possiamo e dobbiamo parlare anche con la Cgil. Serve collaborazione, anche perché con le indagini siamo a zero».

    Si riferisce alle indagini sull´omicidio di D´Antona?

    «Sì proprio a quelle. Veniamo da tre anni di fallimento totale, di zero assoluto, di fughe di notizie, che hanno messo sull´avviso chi doveva essere indagato. Sono cose gravi:<b> le fughe di notizie danno la sensazione quasi di una timidezza verso certi ambienti, verso certe indagini che si dovevano fare, per il terrore di trovare strane parentele»</b>.

    Come farete domani a sedervi al tavolo con Cofferati, che continuate ad accusare di ambiguità politica?

    «Dialoghiamo con tutti, la Cgil non l´abbiamo messa in un angolo. <b>Ci sono collusioni e ambiguità, </b>ma queste possono essere superate. Lo dico con ottimismo, ma il governo non può rinunciare a porre questo problema preliminare».

    Dopodiché si arriverà comunque a discutere la riforma del mercato del lavoro...

    «Anche qui dobbiamo capirci, una volta per tutte: le riforme del mercato del lavoro sono un attacco alla democrazia? Ci impediscono di lavorare insieme nella democrazia? Cisl e Uil non usano questo linguaggio, ma la Cgil da che parte sta? Io mi auguro che lo shock dell´omicidio di Biagi ridimensioni il conflitto sull´articolo 18. Non che l´annulli, ma che lo ridimensioni rispetto a certe esasperazioni, come parlare di attacco ai diritti elementari dell´uomo, di rischi per la democrazia...».

    Concretamente, da dove ricomincerà domani il dialogo sociale?

    «Il messaggio che è circolato in questi giorni, tra il governo, la Cisl, la Uil, è quello di ripartire dal Libro Bianco di Biagi».

    Dove non c´è l´articolo 18...

    «In realtà l´articolo 18 ritorna più volte. In ogni caso ripartire dal Libro Bianco vuol dire dal complesso della riforma di cui l´articolo 18 è un elemento, anche se non il principale. Significa ripartire dal fatto che bisogna costruire un mercato del lavoro che protegge e accompagna il cittadino che cerca lavoro, dall´insieme del percorso di legislatura che disegna».

    Quindi l´articolo 18 resta sul tavolo?

    «Ma se lo immagina il governo che dopo l´attentato a Biagi toglie l´articolo 18? Non lo volevamo stralciare prima, figuriamoci adesso».

    Questa è stata la risposta di Cofferati

  2. #2
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    Predefinito

    <font size=5><b>e due. Anche Giovanardi in ginocchio da Cofferati</b></font>

    Continua la processione da Cofferati per implorarne il perdono. Ora è la volta di Giovanardi.

    Noi però attendiamo Bossi e Berlusconi con un mazzo di fiori davanti alla sede CGIL

    Martedì 26 Marzo 2002, 13:19

    <font size=5><b>Art.18: Giovanardi, Mai Messo In Dubbio Ruolo Sindacato</b></font>
    (ASCA) - Roma, 26 mar - <b>Da parte del governo, sia prima che dopo l'omicidio Biagi ''non e' mai stato messo in dubbio il ruolo del sindacato''.</b> E' quanto ha ribadito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi che parla di ''mano tesa'' da parte dell'esecutivo per riprendere il dialogo sull'articolo 18. ''La posizione dell'esecutivo - ha chiarito il ministro - e' sempre stata favorevole al dialogo con il sindacato. E' chiaro che questo presuppone il pieno riconoscimento da parte nostra del ruolo del sindacato. Possiamo avere avuto dei contrasti sul merito - ha quindi proseguito - ma il sindacato legittimamente svolge una funzione fondamentale in un Paese democratico''. ''Spero che, se ci sono stati dei malintesi, - ha concluso Giovanardi - la posizione autorevolmente ribadita dal presidente del Consiglio sia sufficiente a riaprire il dialogo''.


    Ecco uno del governo che "non ha mai messo in dubbio il ruolo del sindacato": Buttiglione dice che Cofferati ha indicato ai terroristi Biagi come obiettivo in quanto "nemico del popolo".

    Continuo a non capire perchè Cofferati faccia tanto l'incazzato.


    <font size=5><b>Alzo zero/ Buttiglione spara su Cofferati: la Cgil ha descritto Biagi come nemico del popolo</b></font>
    Affari italiani, 25 marzo 2002


    "E' stato commesso un errore di valutazione. Qualcuno del ministero dell'Interno ha sbagliato". Non sembra quindi esaurirsi la polemica che riguarda le gravi responsabilità delle istituzioni di fronte all'omicidio di Marco Biagi, l'economista e consulente del Lavoro ucciso dalle Br e senza scorta.
    E' il ministro delle Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione, a margine di un convegno organizzato dalla Cna a Bologna, a tornare sul ruolo del Viminale e di Claudio Scajola. Tuttavia ha parole durissime anche per Sergio Cofferati, l'eroe del Circo Massimo che è riuscito a portare in piazza, contro l'articolo 18, oltre due milioni di persone.
    "E' più grave questo errore o quello di chi nella Cgil ha indicato Biagi come
    un bersaglio per gli assassini qualificandolo come nemico del popolo?".
    "Ognuno ha da rimproverarsi in questa vicenda leggerezze ed omissioni. Cerchiamo - ha detto ancora Buttiglione - di comportarci da persone serie e di onorare la memoria di Biagi agendo tutti insieme con determinazione nella lotta al terrorismo".

  3. #3
    Free
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    Affari italiani, 25 marzo 2002


    E che balle nella dilettica politica ci stanno anche le offese e le sparate, Berlusconi e Bossi non avrebbero mai dovuto governare assieme se prestassero fede agli insulti che si sono scambiati qualche anno fa. Una marcia indietro da parte di tutti, quel che è detto e detto niente scuse ma ripresa di un dibattito serio sui fatti e le questioni reali, il mondo del lavoro è cambiato e devono cambiare anche le leggi che lo regolano, senza ingiustizie e senza privilegi.

  4. #4
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    Originally posted by Free
    Affari italiani, 25 marzo 2002


    E che balle nella dilettica politica ci stanno anche le offese e le sparate, Berlusconi e Bossi non avrebbero mai dovuto governare assieme se prestassero fede agli insulti che si sono scambiati qualche anno fa. Una marcia indietro da parte di tutti, quel che è detto e detto niente scuse ma ripresa di un dibattito serio sui fatti e le questioni reali, il mondo del lavoro è cambiato e devono cambiare anche le leggi che lo regolano, senza ingiustizie e senza privilegi.
    ...non quando si accusa chi si deve sedere al tavolo delle trattative di aver ucciso un uomo!!!
    ...ma voi siete abituati al Presidente Berlusconi, che in campagna elettorale a "Porta a Porta" (chi ha usato la R.A.I. in maniera diffamatoria) ha accusato l'On Cossutta di far parte di bande armate, per poi ritirare queste infamanti dichiarazioni e scusarsi in sede processuale...

    cordialmente
    haring

    p.s. se fossero state persone serie, per quello che si erano detti, Berlusconi, Fini e Bossi non avremmo mai dovuti vederli più tutti e tre insieme!!!

  5. #5
    Claude74
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    Originally posted by Free
    Affari italiani, 25 marzo 2002


    E che balle nella dilettica politica ci stanno anche le offese e le sparate, Berlusconi e Bossi non avrebbero mai dovuto governare assieme se prestassero fede agli insulti che si sono scambiati qualche anno fa. Una marcia indietro da parte di tutti, quel che è detto e detto niente scuse ma ripresa di un dibattito serio sui fatti e le questioni reali, il mondo del lavoro è cambiato e devono cambiare anche le leggi che lo regolano, senza ingiustizie e senza privilegi.
    Come niente scuse....e fin che io ti do dello scemo a te, e pazienza , noi due non contiamo un bel belino....ma se sue ministri e un sottosegretario danno del terrorista alla CGIL e pure ai manifestanti.....e no, le scuse ci vogliono, eccome!

  6. #6
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    <b>e tre. Pure il ministro Stanca in ginocchio da Cofferati</b>

    Martedì 26 Marzo 2002, 15:42


    <font size=5 color=000066><b>Terrorismo: Stanca, Anni 70 Fondamentale Contrasto Sindacato; Oggi Occorre Mobilitazione Nazionale Come Allora </b></font>

    PALERMO - 'I sindacati negli anni '70 hanno avuto un ruolo fondamentale nella lotta al terrorismo. Occorre una mobilitazione nazionale del Paese come allora'. Lo ha detto il ministro per l' innovazione e le tecnologie Stanca. Per quanto riguarda il conflitto tra la maggioranza e il sindacato sull' art. 18, Stanca ha poi rilevato che 'sul mercato del lavoro il governo deve poter sperimentare qualcosa. L'art. 18 e' diventato una specie di totem'. (ANSA).

  7. #7
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    <font size=5><b>e quattro. Berlusconi costretto a dire pubblicamente che non esistono collusioni tra i sindacati e i terroristi</b></font>

    Martedì 26 Marzo 2002, 16:25

    <font size=5><b>Berlusconi: Dichiarazioni Di Alcuni Ministri Non Fanno Testo </b></font>

    ROMA - Il dovere del Governo, ha detto Berlusconi al termine del vertice di maggioranza, e' quello di mantenere gli impegni e di realizzare le riforme che servono. Siamo pronti al confronto, ha aggiunto, ma non tutti vogliono il dialogo. L'offensiva terroristica, secondo il premier e' finalizzata a bloccare le riforme. Berlusconi ha ribadito che non c'e' alcuna collusione tra terrorismo e sindacati e che le dichiarazioni di pochi ministri non fanno testo. (ANSA).

  8. #8
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    Predefinito puliti puliti?

    Il "Libro bianco'' di Maroni riporta ai tempi di Mussolini le relazioni sindacali e il lavoro
    Abolizione del contratto nazionale, contratti individuali, licenziamenti più facili, gabbie salariali, ridimensionamento del diritto di sciopero, riduzione delle pensioni pubbliche, maggiori flessibilità in entrata, via libera ai privati nel collocamento
    Contestualmente al varo della Finanziaria 2002 di 33 mila miliardi, contenente tre leggi delega su previdenza, "mercato del lavoro'', fisco ed enti locali il governo del neoduce Berlusconi, tramite il suo ministro del Lavoro, il leghista Roberto Maroni, ha avviato il 4 ottobre scorso una serie di incontri con i sindacati confederali, la Confindustria e le altre associazioni padronali sulla (ennesima e più liberista che mai) "riforma'' del welfare e delle relazioni sindacali. Maroni, accompagnato dal ministro Marzano e dai vice-ministri Sacconi e Baldassarri ha illustrato alla trentina di rappresentanti delle suddette organizzazioni il "Libro bianco'' sul "mercato del lavoro'' e il dossier della "Commissione Brambilla'' sulla previdenza. è interessante notare che tra gli estensori di questi due documenti vi è un gruppo di economisti e giuristi che avevano collaborato, a suo tempo, con Tiziano Treu quando era ministro del Lavoro dei governi di "centro-sinistra'' sugli stessi temi, ora passati al servizio del governo di "centro-destra''.
    Appare chiaro che a conclusione di questi incontri, al termine di quello che ora viene chiamato il "dialogo sociale'' i temi trattati e nel "Libro bianco'' e nel dossier previdenza saranno recepiti nelle leggi delega sopra citate, indipendentemente dal dissenso espresso in sede sindacale e senza discussione e approvazione parlamentare. Come abbiamo già scritto nell'articolo sulla Finanziaria apparso nel numero scorso de "Il Bolscevico'', l'attacco iperliberista e fascista del governo Berlusconi alle condizioni di lavoro e di vita delle masse lavoratrici e popolari e alle libertà sindacali passa in larga parte proprio da queste leggi delega. Occorre pertanto sviluppare una campagna di denuncia propedeutica e di supporto alla mobilitazione di piazza, progressiva e generale. In particolare ci occuperemo del "Libro bianco''. Del dossier previdenza ne parleremo in un prossimo articolo.

    FOTOCOPIA DEL PIANO DELLA CONFINDUSTRIA
    Di questo "Libro bianco'' colpisce: la sua voluminosità, conta 89 pagine; la quantità dei temi trattati; la linea, gli obiettivi e le motivazioni tutte chiaramente al servizio degli interessi del grande capitale; l'arroganza tutta padronale con cui vengono perseguiti questi obiettivi; il salto di qualità iperliberista e decisionista che si intende imporre nelle relazioni sindacali. Tutte queste caratteristiche ricordano da vicino il programma reazionario e antioperaio messo a punto dalla Confindustra nell'aprile scorso a Parma al quale i ministri di Berlusconi si sono ampiamente rifatti. Questa controriforma generale sui temi del lavoro, sociali, fiscali e sindacali la cui applicazione sarà fortemente favorita dalla legge sul federalismo voluta dal governo di "centro-sinistra'' Amato, più che richiamare il liberismo di stampo thatcheriano e reaganiano ci riporta ai tempi di Mussolini.

    VIA LA CONCERTAZIONE
    Con Berlusconi salta persino il metodo della concertazione con i sindacati sulle materie del lavoro, sociali e previdenziali, sostituito dal cosiddetto "dialogo sociale''. D'ora in avanti il governo presenterà alle "parti sociali'' le sue proposte, ascolterà le loro considerazioni e, in tempi molto stretti, legifererà comunque sia, accogliendo o meno le proposte che gli sono state avanzate, anche davanti a un netto e totale dissenso di una parte o di tutti i rappresentanti sindacali. Maroni, echeggiando quanto già sostenuto dal presidente di Confindustria, D'Amato, e dallo stesso Agnelli ha detto che gli accordi si fanno con chi ci sta (vedi il caso del contratto di lavoro dei metalmeccanici). Ciò col chiaro intento di "rompere'' l'unità sindacale, coltivare il collateralismo dei sindacati più filogovernativi e filopadronali ed isolare la Cgil affinché ceda e capitoli. In pratica salta tutto il vecchio impianto delle relazioni sindacali e contrattuali fondato sulla "politica dei redditi'' e i due livelli contrattuali: quello nazionale e quello decentrato aziendale.
    La concertazione e gli accordi triangolari di stampo neocorporativo governo-Confindustria-sindacati avviati dal "patto sociale'' del 23 luglio '93 sulla "politica dei redditi'', che pure hanno favorito in modo sfacciato i profitti padronali, che pure hanno permesso all'Italia di sanare i bilanci dello Stato e di entrare nell'Euro, che pure hanno penalizzato enormente i salari operai e le tutele sindacali sono considerati un lacciuolo di cui sbarazzarsi, una "mediazione'' non più accettabile, una perdita di tempo da eliminare per portare fino in fondo le privatizzazioni e la deregolamentazione del lavoro, per ridimensionare e mettere fuori gioco il potere contrattuale e di pressione dei sindacati, Cgil anzitutto, per fare prevalere senza vincoli le ferree leggi del "mercato'' e della competitività internazionale.
    Questo nuovo metodo, di fatto, è già in azione visto che a metà novembre il governo intende terminare il giro di incontri e presentare i decreti legislativi.

    UN RADICALE SALTO INDIETRO
    La faccenda è seria, molto seria e non va affatto sottovalutata da parte dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali, di tutte le forze politiche e sociali progressiste, democratiche e antifasciste. Se questi provvedimenti gravissimi e totalmente irricevibili passassero, tutte le conquiste (o per meglio dire ciò che rimane di esse) del movimento dei lavoratori sarebbero d'un tratto azzerate facendo fare un salto indietro di parecchi decenni.
    Il primo a saltare sarebbe il contratto collettivo nazionale di lavoro, sostituito dai contratti regionali in linea col nuovo assetto federale dello Stato disegnato dalla recente legge costituzionale sottoposta a referendum, che conferisce alle regioni la facoltà di legiferare in materia di lavoro. Rompendo così a livello territoriale l'unità economica e normativa dei lavoratori di uno stesso settore di lavoro, ripristinando le vecchie e odiose "gabbie salariali'' per il Sud, facendo dilagare le flessibilità orarie. Non solo. è prevista persino l'introduzione del contratto individuale. Una cosa mostruosa! In pratica le aziende possono contrattare direttamente col lavoratore il tipo di contratto, le condizioni di lavoro e le spettanze sindacali in deroga ai contratti nazionali. Ad esempio, meno salario, rinuncia alla tredicesima, accettazione di lavoro nei giorni festivi in cambio dell'allungamento del contratto.

    LIBERTA' DI LICENZIARE
    Liberalizzazioni e flessibilità, fino alla libertà di licenziamento sono dunque i capisaldi su cui poggia il "Libro bianco''. In questo ambito Maroni ripropone per dire l'odioso contratto di lavoro a chiamata a intermittenza (job on call in inglese) bocciato mesi orsono clamorosamente nel contratto aziendale della Zanussi. In pratica i lavoratori che firmano un contratto del genere sono a disposizione 24 ore su 24 per eventuali esigenze aziendali in cambio di una piccola indennità e un minimo di lavoro garantito annualmente.
    Sulla stessa falsariga le modifiche peggiorative previste per il part-time e il contratto a termine. Il governo vuole favorire e incentivare una più ampia utilizzazione di questi istituti eliminando vincoli di natura burocratica e sindacale. E intende proporre una sorta di lavoro "superinterinale'', cioè il leasing di manodopera, con agenzie specializzate nella fornitura a carattere continuativo e a tempo indeterminato (e non a termine come nell'interinale) di parte della forza lavoro, ampiamente diffuso negli Usa e in Gran Bretagna.
    Il moltiplicarsi delle forme private dell'impiego di mano d'opera ha come conseguenza il superamento e la cancellazione del collocamento pubblico.
    Scompare gradualmente il contratto di formazione-lavoro sostituito dall'apprendistato.
    Nel libro nero di Maroni non poteva mancare un punto paradossalmente intitolato "Giustizia del lavoro'' che desse ai padroni la libertà di licenziare in contrasto con l'art.18 dello Statuto dei lavoratori sulla "giusta causa''. Di fronte a un licenziamento riconosciuto in sede legale illegittimo, in pratica si vorrebbe conferire al collegio arbitrale il potere di decidere se reintegrare il lavoratore interessato oppure optare per un risarcimento in denaro. Insomma, come primo passo si mira a rompere l'automaticità del reintegro in azienda del licenziato. Non a caso il governo ha già messo in agenda la messa in discussione e la modifica della legge 300/70 con un non ben precisato "Statuto dei lavori'' per abbattere tutele e garanzie fondamentali.

    INGABBIATO LO SCIOPERO
    Mentre sul lavoro il governo Berlusconi alleggerisce regole e vincoli, sul diritto di sciopero, in particolare per il pubblico impiego, li aumenta, li rende più pesanti per limitarne il più possibile il suo utilizzo; oltretutto nel momento stesso in cui i dipendenti pubblici sono duramente colpiti dalla legge finanziaria. Come? Introducendo il referendum consultivo obbligatorio tra i lavoratori chiamati a scioperare e sostituendo la Commissione Garanzia (per l'esercizio del diritto di sciopero) con un organismo più direttamente controllato dal governo e meno "permissivo''.
    Preoccupano e molto le (non) reazioni dei vertici sindacali. Specie quelle di Cisl e Uil, gratificati dalle attenzioni particolari dedicate loro dal governo, che non si sono peritati negli ultimi anni a firmare numerosi contratti separati di natura filopadronale e che, attraverso Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, rispettivamente segretari generali di Cisl e Uil, hanno avanzato pericolose e deleterie aperture al "Libro bianco'' di Maroni ed espresso, addirittura, degli apprezzamenti su parti di esso. Su questa base, dovrebbe essere chiarissimo almeno in casa Cgil, che non c'è nessunissimo spazio di trattativa e che la parola passa alla lotta e alla mobilitazione.
    Occorre una risposta di lotta forte e tempestiva certamente non a difesa della concertazione e della "politica dei redditi'' ma sulla base di una nuova e diversa piattaforma rivendicativa. Si moltiplicano le ragioni per indire lo sciopero generale nazionale. Che ne se ne parli anche nei congressi Cgil in corso: è un'occasione da non perdere.

  9. #9
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    ma che significa "le dichiarazioni di pochi ministri non fanno testo"??? come è possiblie che si possano ammettere tali dichiarazioni!!! il Sig. Berlusconi non ha detto che le parole infamanti dei Ministri della Repubblica Martino, Bossi e del Sottosegretario Sacconi erano farneticandi o deliranti ed inammisibili, ma dalle parole "non fanno testo" credo abbia voluto dire che sono parole senza un grande significato??? ma che dimine vuol dire!!! un Ministro parla e poi il Presidente del Consiglio dice "non lo state a sentire... le sue parle non fanno testo"... ma allora perchè questa persona continua a ricoprire il suo ruolo di Ministro???

    cordialmente
    haring

  10. #10
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    <font size=5><b>e cinque. Anche Bossi in ginocchio da Cofferati: non ha mai parlato male del sindacato</b></font>

    Martedì 26 Marzo 2002, 17:05

    <Font size=5 color=000066><b> Bossi: Nessuna Correlazione Tra Terrorismo e Sindacato; Ma Sindacato Ha Interesse Ad Abbracciare Certe Aree Estreme </b></font>

    ROMA - Mai sostenuto che ci sia correlazione tra sindacati e terrorismo. Lo ha affermato Umberto Bossi aggiungendo: '' sicuramente pero', se si creano situazioni di contrasto, di fronte a spinte esasperate si avvia la violenza e da li puo' arrivare il terrorismo. Il sindacato ha interesse ad abbracciare aree estrema da cui si possono generare questi fenomeni: E' una scelta lecita, politica''. (ANSA).


    Questo è quello che l'europirla non ha mai sostenuto:

    Bossi: "Cofferati ha visto che la sinistra era senza un'idea e una bandiera, lui è andato per le fabbriche a raccontare delle balle, come quella che licenziano i lavoratori. Questo ha portato al terrorismo. Peraltro a sinistra sono anche bravi, prima lo hanno ammazzato e poi si sono appropriato del morto".

    E' incredibile come Cofferati si sia potuto incazzare per queste banalità. Musone.

 

 
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    Di Saint-Just nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 03-04-08, 13:47
  3. .....ed ancora una volta è stato frainteso!
    Di Alex il Rosso nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
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  4. "Sul comunismo sono stato frainteso...."
    Di Guido Di Tacco nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 19-01-05, 16:46
  5. Sono Stato Frainteso
    Di anton nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 28-03-02, 18:43

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