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  1. #31
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    Predefinito male fisico e metafisico

    Penso che se continuiamo per questa strada non andremo lontano. Quando dicevo che la ragione decaduta non è in grado di penetrare nel mistero della realtà e che occorre passare alla dimensione di Cristo come l'unica in cui si ottengono le risposte dicevo molto sul serio.
    Quello che scrivi nell'ultimo intervento mi convince ancora di più.
    Guarda alla Croce: sulla Croce Cristo subisce tutto il male possibile, eppure la Croce è redenzione e salvezza, Vita e Resurrezione. ma "mentre i Giudei cercano miravcoli ed i Greci vogliono la sapienza, noi predichiamo Cristo e Cristo crocisisso che per i Giudei è scandalo e per i GBreci follia.".
    Eppure, mio caro interlocutore, solo in questo scandalo ed in questa follia, problemi come quello del male nel mondo, trovano la loro risponda. Dio risponde al male del mondo assumendolo su di Se sulla Croce e trasformandolo in bene, anzi in Vittoria.
    E' la risposta a Giobbe, su cui un quasi-neo-gnostico C.G.Jung intuisce l'essenza del Cristianesimo: dare risposte esistenziali e vitali, di contro alle risposte "razionali" del mondo. Dio risponde a Giobbe non con un discorso, ma con la sua sofferenza e la sua morte paradossale. "Oggi l'Immortale muore", come dice il Grande Venerdì un inno ortodosso.

  2. #32
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    Capisco, quindi se il soggetto attivo sceglie il male e il soggetto passivo lo subisce, pur avendo scelto per conto suo il bene, è un mistero!
    Allora a che serve il libero arbitrio se quando scelgo il bene non mi cambia una virgola in determinate circostanze? Evidentemente anche questo è un mistero.

    Quando ho detto che il cristianesimo antico era una religione misterica non intendevo dire che per cavarsi da ogni impaccio logico ricorresse al "mistero risolutore".

    Dicono che Hitler avesse sterminato gli ebrei, giusto? Ma noi chi siamo per giudicare l'operato di Hitler? Forse era solo uno strumento per un determinato progetto di Dio per punire il suo popolo (come del resto già fece in passato)... un mistero appunto!

    Forse dovremmo penetrare meglio il senso (qui è il mistero) delle letteratura cristiana, ma di tutta, non solo di una parte.

    Cordialmente.
    2010:

  3. #33
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    Sempre più interessante il dibattito. mi piacerebbe che Ichthys mi aiutasse rispondendo alle domande che sopra rivolsi a Tomas, inevase e cioè :1) Il Salvatore si incarna, la Parola rivelatrice si dice in parole umane dunque come poter discernere la salvezza nell'ambiguità del nostro coinvolgimento materiale, chi garantisce una corretta interpretazione se il messaggio, pur salvifico, arriva mediato da segni ed eventi materiati e dunque da errore?
    2) E' chiaro che l'idea di salvezza è centrale nello gnosticismo ma come si attua? Con il ritorno della scintilla spirituale al Bene, al Dio immoto e mai coinvolto con la creazione=male? E se la scintilla è il Bene stesso perchè ipotizzare un ritorno di ciò che non si è mai mosso? Ma se non si è mai mosso chi è il soggetto che viene salvato nello gnosticismo?
    Inoltre credo che la "provocazione" gnostica sia di rinnovato interesse e stimolo per una rimeditazione seria da parte cristiana del male non solo morale o attivo ma altresì di quella sofferenza che al di là di ogni colpa o merito inerisce all'essere creato "sembrando" quasi identificarvisi. Ciò conduce ad un ribaltamento della relazione sofferenza/colpa : non si soffre come conseguenza del male compiuto ma si compie il male esasperati dalla sofferenza che ci schiaccia e precede. Credo che tanto la visione gnostica quanto quella di un certo cristianesimo siano unilaterali, ed erroneee - in cerca di soluzioni troppo affrettate - in quanto incapaci di una profonda riflessione sulla relazione inscindibile tra creazione ed incarnazione, creazione e redenzione, abban-dono e dono in Cristo. Suggerirei le riflessioni al limite di ortodossia ed "eresia" di un Hans Jonas, di una Simone Weil ed oggi di un Pareyson. Anche Silvano dovrebbe troverle di qualche interesse non esplicitando in fondo che le conseguenze della riflessione di un Dostoevskji sulla sofferenza inutile e sull'onnipotente "impotenza" di Dio

  4. #34
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    Predefinito impotenza di Dio

    Certo, l'ipotenza di Dio è un mistero. Ma - come ho già avuto occasione di dire - è un mistero d'amore. E' il "ritirarsi" kenotico di Dio per far posto alla libertà dell'uomo.
    Non si deve confondere in "misterico" con "l'esoterico": il mistero del Dio di gesù Cristo è comprensibile agli umili, ai piccoli, ai poveri. E' il mistero dell'amore che tutto dona, è il mistero della Croce.
    Vi siete mai chiesti perchè gli gnostici costruiscono mitologie complicatissime - talora contorte - con i vari livelli di decadenza .... mentre nulla di tutto ciò nella Rivelazione Cristiana che è semplice, lineare, cristallina. Il vamgelo può essere compreso da un bambino, san paolo da un adolescente.
    ;a soprattutto il cristianesimo è esperienza dell'incontro. Quabdo son divenuto ortodosso ho compreso come anche i riti della tradizione ortodossa apparentemente "complicati e suntuosi" sono in realtà lineari e rispondono alla logica di una imcomparabile semplicità.
    Rivelano infatti, sotto l'ombra dei simboli che li velano come i "kalimmata" velano i santi Doni", il Dio d'Amore rivelato in Cristo crocifisso e risorto.ò

  5. #35
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    Originally posted by nadda
    Sempre più interessante il dibattito. mi piacerebbe che Ichthys mi aiutasse rispondendo alle domande che sopra rivolsi a Tomas, inevase e cioè :1) Il Salvatore si incarna, la Parola rivelatrice si dice in parole umane dunque come poter discernere la salvezza nell'ambiguità del nostro coinvolgimento materiale, chi garantisce una corretta interpretazione se il messaggio, pur salvifico, arriva mediato da segni ed eventi materiati e dunque da errore?
    2) E' chiaro che l'idea di salvezza è centrale nello gnosticismo ma come si attua? Con il ritorno della scintilla spirituale al Bene, al Dio immoto e mai coinvolto con la creazione=male? E se la scintilla è il Bene stesso perchè ipotizzare un ritorno di ciò che non si è mai mosso? Ma se non si è mai mosso chi è il soggetto che viene salvato nello gnosticismo?
    Posso rispondere tranquillamente io, caro Nadda... Ti chiedo scusa, ma il tuo precedente post mi era sfuggito...

    1) La corretta esegesi della Parola rivelatrice scaturisce dalla consapevolezza che la materia è male. Se non si parte da questa acquisizione di prioritaria importanza, allora si cade nell'errore di interpretare in chiave semplicistica e mistificante le Sacre Scritture, e proprio questo obnubila e confonde l'uomo, inducendolo a porre sullo stesso piano l'essenza del Messaggio e le alterazioni che esso subisce venendo a contatto con il mondo terreno... Viceversa, e appunto per tale motivo, lo gnostico è correttamente dedito a un'interpretazione esoterica dei testi... Si presuppone, dunque, una forma di conoscenza interiore, poiché la lettera va considerata in chiave ermetica...

    2) La scintilla che è nell'uomo, pur essendo della medesima sostanza del pleroma (e in questo il nostro pensiero è affine alla dottrina della "non dualità", echeggiata dai Vedanta...), non ne è consapevole in quanto racchiusa nella "prigione-materia"... In parole povere, è come se, da una boccetta d'inchiostro, ne togliessimo una goccia, mettendola in un altro contenitore sigillato... Pur rimanendo la sua composizione chimica eguale a quella del liquido che si trova nel recipiente di provenienza, la parte e il tutto saranno comunque separate l'una dall'altro... La salvezza sta, dunque, nell'acquisizione della coscienza di ciò e nel successivo ricongiungimento...

    Saluti.

  6. #36
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    Predefinito

    Così scrive Tomas:
    ed io mi permetto di intercalare le sue parole:

    Posso rispondere tranquillamente io, caro Nadda... Ti chiedo scusa, ma il tuo precedente post mi era sfuggito...

    1) La corretta esegesi della Parola rivelatrice scaturisce dalla consapevolezza che la materia è male.

    1 - A -Ecco la grande differenza tra gnosticismo e cristianesimo: la materia non è male ma è parte della Creazione "molto buona" uscita dalle mani di Dio.

    Se non si parte da questa acquisizione di prioritaria importanza, allora si cade nell'errore di interpretare in chiave semplicistica e mistificante le Sacre Scritture,

    B - Occorre vedere chi è che interpreta in chiave obnubilante le Sacre Scritture. L'esegesi Patristica è di grande profondità ed insieme di una grande semplicità (senza essere affatto "semplicistica") a differenza dell'esegesi gnostica che è contorta e confusa per ricondurre alle dottrine basilare della gnosi (più volte sottolineate) le Scritture che partono da tutt'altri presupposti di base.

    e proprio questo obnubila e confonde l'uomo, inducendolo a porre sullo stesso piano l'essenza del Messaggio e le alterazioni che esso subisce venendo a contatto con il mondo terreno...

    Il messaggio di Dio è stato portato agli uomini per mezzo dei Santi profeti nell'antico Patto e nel Nuovo dal suo stesso Figlio Incarnato. Quindi il Messaggio è integro. Quello che non lo è - frequentemente - è la lettura umana del messaggio. Ad esempio l'uomo egoista e peccatore lo leggerà in modo da trovarvi un appoggio alla sua suberbia. Esattamente come hanno fatto i sistemi gnostici.

    Viceversa, e appunto per tale motivo, lo gnostico è correttamente dedito a un'interpretazione esoterica dei testi... Si presuppone, dunque, una forma di conoscenza interiore, poiché la lettera va considerata in chiave ermetica...

    Che bello!!! Un messaggio che ha bisogno di essere interpretatpo in chiave esoterica... Così Dio si diverte a parlare con gli indovinelli. Via, facciamola finita! E' vero che la Scrittura ha livelli di diversa profondità di interpretazione, ed i Padri lo sanno bene, ma la cosiddetta interpretazione esoterica può esser solo o un malsano divertimento di menti malate, o l'arroganza di Satana che vuole ingannare l'uomo. Senza volere il nostro Tomas ci dice perchè è necessario che Dio abbia stabilito nella Chiesa il Ministero dei Padri teofori come servizio teso ad impedire lo stravolgimento del Messaggio. Poi che chi si sente colpito dica: " questa è la grande Chiesa che forte della maggioranza colpisce i poveri eletti gnostici... è totale sciocchezza. Spesso i Padri teofori sono stati in minoranza (pemsiamo a sant'Atanasio o a san Massimo il Confessore... e perseguitati, oppure i Padri antiiconoclasti... eppure hanno conservato la Scrittura nel loro senso autentico.


    2) La scintilla che è nell'uomo, pur essendo della medesima sostanza del pleroma (e in questo il nostro pensiero è affine alla dottrina della "non dualità", echeggiata dai Vedanta...),

    2 A -perfettamente daccordo che la dottrina gnostioca è affine al Vedanta. Lo dico dal mio primo intervemdo: è un Monismo di fondo simile a quello orfico, Indiano,neoplatonico... ma che c'entra con Cristo?

    non ne è consapevole in quanto racchiusa nella "prigione-materia"... In parole povere, è come se, da una boccetta d'inchiostro, ne togliessimo una goccia, mettendola in un altro contenitore sigillato... Pur rimanendo la sua composizione chimica eguale a quella del liquido che si trova nel recipiente di provenienza, la parte e il tutto saranno comunque separate l'una dall'altro... La salvezza sta, dunque, nell'acquisizione della coscienza di ciò e nel successivo ricongiungimento...

    2 B - Coscienza che solo gli eletti come il nostro Tomas riescono ad acquisire, mentre noi, poveri stupidi, siamo destinati a rimanere uomini ilici!
    Sempre meglio entrare nel Regno in compagnia di pubblicani e prostitute, che eserne cacciati fuori in compagnia dei superbi e tronfi gnostici, ingannati come Lucifero, dal voler essere superiori.

  7. #37
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    Originally posted by silvano
    Ecco la grande differenza tra gnosticismo e cristianesimo: la materia non è male ma è parte della Creazione "molto buona" uscita dalle mani di Dio.
    Risponde lo stesso Evangelo:
    "non amate il mondo nè le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui. Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo" (I Gio. 2, 15-16).

    Ora parlo io:
    ancora con questa storia che mira dolosamente a dividere cristianesimo e gnosticismo? Lo gnosticismo È cristianesimo, la gnosi invece è un concetto più ampio e vago che ed è riferito ad altre religioni: la gnosi giudaica, quella massonica, etc.
    E che dire del cattolicesimo o dell'ortodossia? Siete o non siete voi gli adoratori di immagini? Che ha a che fare col cristianesimo adorare un pezzo di legno dipinto che chiamate "icona"? Lo so, lo so cosa direst, che la venerazione non è rivolta al legno dipinto, ma tende attraverso di essi al modello rappresentato, che vive in una realtà diversa da quella umana, la realtà di Dio.
    Bella spiegazione, vero?... Ora trovami i fondamenti evangelici di questa trovata!

    Occorre vedere chi è che interpreta in chiave obnubilante le Sacre Scritture. L'esegesi Patristica è di grande profondità ed insieme di una grande semplicità (senza essere affatto "semplicistica") a differenza dell'esegesi gnostica che è contorta e confusa per ricondurre alle dottrine basilare della gnosi (più volte sottolineate) le Scritture che partono da tutt'altri presupposti di base.
    E così l'esegesi gnostica sarebbe contorta. E il concetto del libero arbitrio catto-ortodosso come lo chiami? Un dio onnipotente che misteriosamente diventa impotente, magari è così potente che riesce a resistere alla tenzazione di intervenire con onnipotenza nei mali del mondo risultando strategicamente e misteriosamente impotente... Ti sembra lineare questa teoria? È cervellotica e incasinata invece... invece l'impostazione gnostica sui mali del mondo è linerare.

    Il messaggio di Dio è stato portato agli uomini per mezzo dei Santi profeti nell'antico Patto e nel Nuovo dal suo stesso Figlio Incarnato. Quindi il Messaggio è integro. Quello che non lo è - frequentemente - è la lettura umana del messaggio. Ad esempio l'uomo egoista e peccatore lo leggerà in modo da trovarvi un appoggio alla sua suberbia. Esattamente come hanno fatto i sistemi gnostici.
    Ovvio che il messaggio è integro, peccato che le gerachie ecclesiastiche di oriente e occidente lo abbiano smembrato... infatti non si è dichiarato che tutte le scritture non canoniche sono eterodosse, ma che sono troppo difficili per le masse di fedeli... e quindi vanno messi da parte! E chi siamo noi per dire che questa o quella scrittura non va divulgata? Chi è che smembra il Messaggio?

    Che bello!!! Un messaggio che ha bisogno di essere interpretatpo in chiave esoterica... Così Dio si diverte a parlare con gli indovinelli. Via, facciamola finita! E' vero che la Scrittura ha livelli di diversa profondità di interpretazione, ed i Padri lo sanno bene, ma la cosiddetta interpretazione esoterica può esser solo o un malsano divertimento di menti malate, o l'arroganza di Satana che vuole ingannare l'uomo...
    E mente il mio Dio si diverte a parlare per indovinelli il tuo si diverte a distribuire malattie e sventure ad una parte degli uomini e fama e ricchezza ad un altra e vi mette in bocca la comoda scusa del "mistero"!

    Il Salvatore una volta disse: “Colui che scopre l’interpretazione di queste parole non gusterà la morte” (Vangelo di Tomaso, loghion n° 1).

    2 A -perfettamente daccordo che la dottrina gnostioca è affine al Vedanta. Lo dico dal mio primo intervemdo: è un Monismo di fondo simile a quello orfico, Indiano,neoplatonico... ma che c'entra con Cristo?
    Il cristianesimo delle origini ha molte più somiglianze con certe dottrine indiane che con la sballata teologia giudaica.
    In realtà, questa sensazione di somiglianza ha una sua radice storica reale, nel senso che la religione cristiana dei primi secoli ha indubbiamente subito, soprattutto - ma non solo - per il tramite del manicheismo, una contaminazione più o meno profonda da parte delle correnti di pensiero, che si muovevano all'interno del buddismo occidentale, che in quel periodo storico era diffuso tra la Persia orientale, l'attuale Afghanistan e l'India occidentale.
    Tali correnti di pensiero facevano capo soprattutto alle opere del filosofo ed apologeta Asvaghosa.
    Il contatto culturale tra il cristianesimo primitivo e le religioni dell'India Occidentale, in particolare, ci è testimoniato da alcune opere gnostiche o manichee del II°-IV° secolo d. C., quali, ad esempio, gli Atti di Tomaso, che parlano esplicitamente di un viaggio dell'Apostolo, uno dei personaggi più importanti nella letteratura del cristianesimo gnostico a cui è attribuito addirittura un vangelo, proprio in quelle zone dell'India Occidentale dove le dottrine buddiste di Asvaghosa trovavano maggiore seguito.
    L'analisi degli Atti di Tomaso, in particolare, ci rivela anche alcune delle forme in cui tale contaminazione è avvenuta. Tomaso, infatti, negli Atti assume un atteggiamento nei confronti della sessualità, del problema della castità e più in generale dei piaceri della vita, che ricalca fedelmente la via che il Budda di Asvaghosa indicava come necessaria per giungere alla perfetta Illuminazione.
    Negli Atti di Tomaso si arriva persino a descrivere in maniera estremamente plastica, in un clima pungente carico di mistero e di una vis poetica tutta orientale, una scena in cui Tomaso, provocato dagli sguardi estremamente sensuali ed affascinanti di una danzatrice, è riuscito a resistere con decisione e forza sovrumane al fuoco della passione e a distogliere il suo sguardo dalla figura della ragazza.

    Coscienza che solo gli eletti come il nostro Tomas riescono ad acquisire, mentre noi, poveri stupidi, siamo destinati a rimanere uomini ilici!
    Sempre meglio entrare nel Regno in compagnia di pubblicani e prostitute, che eserne cacciati fuori in compagnia dei superbi e tronfi gnostici, ingannati come Lucifero, dal voler essere superiori.
    Noi abbiamo scelto la via più rapida e stretta, voi quella più larga e lenta... sono convinto che andreste con le prostitute... sono un dono di Dio, anzi, di "dio"... no?
    Comunque secondo lo gnosticismo voi non sareste ilici, ma spirituali; gli ilici sono i pagani, noi gli pneumatici.
    Noi conviviamo con cattolici ed ortodossi e non facciamo proselitismo perché la presa di coscienza deve essere spontanea, quindi non siamo nè contro di voi nè contro i cattolici nè lo potremmo essere per timore di favorire l'avanzare della demoniaca e demirugica religione islamica; quindi calmati, nessuno vuole convertirti attraverso un computer.
    2010:

  8. #38
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    Cari amici non facciamo scadere nella volgarità e nell'opposizione sterile un dibattito che prometteva bene grazie a voi tutti ed alla vostra ottima preparazione. Il contrasto è invece fecondo e rivelativo. Lo gnosticismo manifesta una lacerante e dolorosa, insonnne interrogazione non solo sul male moralmente connotabile come colpa ma sulla sofferenza onnipervadente anche e soprattutto le creature inconsapevoli, la sofferenza "inutile" per coloro che, privi di ragione, non potranno mai "darsi ragione" appunto, venire in chiaro di una spiegazione, di un perchè del loro soffrire. In tal senso anche la "spiegazione" gnostica fallisce perchè pur evidenziando bene il problema e tentandone una risposta, tale risposta resterà appannaggio dello gnostico e della sua ragione illuminata e non del sofferente, ad es. dell'idiota, del bambino morto, dell'animale colpito che mai potranno beneficiarne non avendo ragione. Inoltre mi pare contradditorio affermare che la corretta interpretazione della rivelazione procede dalla prioritaria acquisizione della malvgità intrinseca della materia in quanto da dove viene questa acquisizione allo gnostico? Da testi e/o insegnamnti mediati da parole e segni materiati e dunque irrimediabilmente compromessi nella mescolanza con il male. A meno che non vi sia già a priori la pura consapevolezza - negata da Tomas mi pare - ma in tal caso la necessità della rivelazione apparirebbe inutile. Anche la spiegazione della scintilla imprigionata nella materia mi pare debole in quanto la scintilla è della stessa sostanza dell'Uno, è l'Uno indiviso ed indivisibile e tutto intero in ciascuna sua "parte" e non ha necessità di prendere consapevolezza in un processo temporale perchè nell' Uno consapevolezza ed essere coincidono. Se la materia avesse la potenza di limitare l'Uno o l'Uno dovesse prendere coscienza attraverso l'attrito con la materia (e dunque l'Essere di prendere consapevolezza attraverso il non essere) allora sì che la teoria gnostica rivelerebbe tutta la sua debolezza ed un impianto fantasioso e mitologico ben più assurdo di ogni religione exoterica. Un caro saluto.

  9. #39
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    Beh, dando sprezzantemente del "tronfio", "luciferino", ecc. all'interlocutore mi sembra che sia proprio lei a peccare alquanto di superbia, caro Padre Silvano...

    Comunque, oltre che sottoscrivere le prezione puntualizzazioni di Ichthys, è mio desiderio chiarire altri due aspetti di notevole importanza...

    a) Lei si chiede cosa c'entri con il Cristianesimo la cultura orientale (che, invece, per evidenti ragioni storiche e geografiche, ha molti punti di contatto con la dottrina cristiana delle origini, cioè anteriore alle sue manipolazioni e alterazioni dettate da motivi politici di bassa lega...), io mi invece mi chiedo cosa c'entri con il Cristianesimo il tirannico e sanguinario demiurgo del Vecchio Testamento, nel cui calco ci si ostina a mortificare, comprimere e svilire la pietas del Messia, alla ricerca di un'improbabile continuità riconducibile, semmai, a mera esigenza di raccordo storico...

    b) In noi, comunque, c'è davvero orgoglio... Ma questo orgoglio non scaturisce da ridicolo autocompiacimento per la nostra condizione di corpi di carne e sangue, ma dall'acquisita consapevolezza della scintilla divina, della parte di Dio, che è in noi e che trascina la nostra anima verso l'alto, strappandola alla densa e malvagia materia... Non sosteniamo, infatti, che gli uomini diventino dei, ma che in loro vi è parte di Dio, e da qui scaturisce la nostra sana fierezza, contrapposta all'orientamento giudaico-modernista, volto a considerare l'essere umano come
    semplice giocattolo in balia di una divinità capricciosa e, quando fa comodo, "misteriosa", triste burattino capace solo di mangiare, bere, morire e dissolversi in polvere...

    Saluti.

  10. #40
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    Predefinito Ancora....

    Le spressioni che ho usato, a mio avviso, rispecchiano la verità. Non sempre è amore il compiacimento tollerante. Di fronte ai mercanti del tempio il nostro Salvatore non ha esitato ad usare la frusta.
    E più che l'amico gnostico mi risponde e più che mi convinco della suberbia di quella posizione: loro che sono "quelli che hanno preso coscienza della scintilla divina" noi quelli che ancora - poveri fessi! - stiamo dietro alle manipolazioni di bassa lega che la Chiesa avrebbe fatto delle scritture! L'unico Vangelo "gnostico" che sia realmente antico è quello detto "di Tommaso" che rispecchia una redazione molto antica, quella del "loghia kai pattenta tou Kyriou", senza trama narrativa. E quel testo è leggibile in chiave perfettamente ortodossa, tanto è vero che esistono oggi illustri studiosi che non lo classificano più tra i cosiddetti "Vangeli gnostici", i quali sonoi invece tutti molto tardivi e risentono - loro - di una manipolazione mitologica alla luce, appunto, delle dottrine di fondo della gnosi, estranee al Nuovo, come all'antico testamento.
    Sono perfettamente a conoscenmza della origine storica della dottrina del "seme divino sepolto nell'involucro": è una dottrina probabilmente appartenente a quella cultura indo-europeta da cui derivano, per opposte discese storico-geografiiche sia i popoli dell'india che scrissero i Veda e poi le Upanishad, sia quei Greci che scrissero i frammenti Orfici e che influenzarono, tramite gli orfici, appunto il pensiero filosofico Greco.
    E' chiaro che, come diceva san Giustino Filosofo e (san)Clemente Alessandrino la dottrina dei Logoi spermatikoi spiega la presenza di verità anche tra i pagani e - probabilmente - la "scintilla nell'involucro" è una permanemza alterata della dotrtrina biblica dell'immagine.
    Vorrei invitare l'amico Tomas a leggere il mio libro "Attualità del Simbolo"- FrancoAngeli editore, Milano - ove, sulla traccia del Credo Niceno-Costantinopolitano e con una impostazione patristica (e senza rifuggire ove occorresse il confronto col pensiero gnostico) ho tentato di tracciare i lineamenti fondamentali della fede cristiana dei padri nostri.
    NOn ho nessuna intenzione di far propaganda al mio libro ma mi accorgo che molti di quelli che scivono, non conoscono bene il cristianesimo dei Padri e così penso che quel servizio che è stato il mio libro potrebbe rivelarsi loro utile.

 

 
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