Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 22

Discussione: I Popoli Slavi

  1. #11
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    935
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Dragonball


    Falso.Solo il 20% degli albanesi e' bianco,il resto NO,si e' mischiato coi turchi.
    Falso un paio di palle. Io ho detto che il ceppo (quello degli illiri) è indoeuropeo, visto che li si escludeva dagli Slavi portati in causa come "popoli indoeuropei". Che poi abbiano incamerato percentuali non indifferenti di sangue turco e anche negroidizzante, nessuno lo nega. Ma, ripeto, la cosa (il mescolamento) è comune anche ai popoli slavi, sebbene in misura e qualità diverse - addirittura a livello di substrati, basti pensare alle "razze amazzoniche" che costituirono uno degli strati antropologici dell'area danubiano-caucasica.
    Senza contare che nessuna etnia indoeuropea è esente da mescolamento, anzi è la diversa mistura dei mescolamenti che ne costituisce le peculiarità.

  2. #12
    Simply...cat!
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Brescia,Lombardia,Padania
    Messaggi
    17,080
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Patrizio


    Falso un paio di palle. Io ho detto che il ceppo (quello degli illiri) è indoeuropeo, visto che li si escludeva dagli Slavi portati in causa come "popoli indoeuropei". Che poi abbiano incamerato percentuali non indifferenti di sangue turco e anche negroidizzante, nessuno lo nega.
    Consentimi,ma un conto e' la Stefanenko,la Herzigova che anche se mischiate (non penso pero') sono molto caucasiche un conto e' il mix coi turchi.
    Ma, ripeto, la cosa (il mescolamento) è comune anche ai popoli slavi, sebbene in misura e qualità diverse - addirittura a livello di substrati, basti pensare alle "razze amazzoniche" che costituirono uno degli strati antropologici dell'area danubiano-caucasica.
    Senza contare che nessuna etnia indoeuropea è esente da mescolamento, anzi è la diversa mistura dei mescolamenti che ne costituisce le peculiarità.
    Gia' vero,ma allora se stiamo a vedere le origini degli indo-europei pure gli iraniani,gli irakeni e parecchi indiani dovrebbero essere di origne indo-europea.
    Pero' un conto e' un mix leggero (tipo i finnici ad esempio) un altro e' quello iraniano coi neri o con gli arabi

  3. #13
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    935
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Dragonball
    Ma allora:
    1° . bisogna mettersi d'accordo su cosa si intenda per "indoeuropei" e quale valenza si voglia dare al concetto.

    2° . che cos'è un "mix leggero"? Presuno un mescolamento in cui la percentuale (presunta) della razza (o sottogruppo razziale) allogeno è contenuta entro + o - il 10% o giù di lì. Ma sai quanto apporto di sangue basta per far cambiare una razza da così a così? Vale l'esempio della tavolozza: quando metti una tinta, se in essa vi intingi appena il pennello con un altro colore, senza nemmeno rimestare, puoi ottenere un cambiamento cromatico notevole. Questo solo a considerare i fenotipi, poi ci sono i genotipi, che non appaiono subito, e poi - a complicare enormemente le cose - ci sono tutte le caratteristiche interiori, non i meri caratteri fisici.
    Difatti, metti tra i "mix leggeri" i "finnici". Ma sai che gli scandinavi germanici hanno sempre detestato e sentito estremamente diversi i finnici?
    Questo per dire come la cosa sia complicata, e come, in realtà, si finisca per appoggiarsi a criteri culturali per giudicare i "confini" accettati.
    Nella fattispecie, non credo di andare molto lontano dalla realtà se intravedo nei tuoi tentativi e in quelli degli anti-immigrazionisti liberali, lo sforzo di difendere la civiltà odierna borghese, che per motivi vari si identifica con il ramo nordico e mediterraneo-occidentale, cui si vorrebbe assimilare anche quello slavo-nordico.
    Niente a che fare con gli "Indoeuropei" o con altri valori: semplicemente difesa del sistema liberalcapitalista americano e occidentalista. Poiché io ti potrei dire che a me non dispiace nemmeno una ventata di "barbarie" antioccidentalista, quella sì consona al vecchio spirito guerriero indoeuropeo, e che potrebbe ripristinare - scardinando l'incrostazione borghese - una civiltà di nuovo "primordiale", sana.

  4. #14
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Cmq gli albanesi 60 anni fa avevano una loro dignità. Erano divisi in clan con propri codici e leggi. Poi è arrivato il comunismo e li ha ridotti in una massa indifferenziata di straccioni sradicati.

  5. #15
    allevatore
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    campagna lombardo-veneta
    Messaggi
    4,930
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Totila
    Cmq gli albanesi 60 anni fa avevano una loro dignità. Erano divisi in clan con propri codici e leggi. Poi è arrivato il comunismo e li ha ridotti in una massa indifferenziata di straccioni sradicati.
    Beh 60 anni avevano anche la divisione SS "Skanderberg" però faceva schifo e i tedeschi l'hanno sciolta nel giro di qualche mese.

  6. #16
    Simply...cat!
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Brescia,Lombardia,Padania
    Messaggi
    17,080
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by asburgico


    Beh 60 anni avevano anche la divisione SS "Skanderberg" però faceva schifo e i tedeschi l'hanno sciolta nel giro di qualche mese.

    Non e' che magari gli albanesi si son fregati pure le divise invece di ridarle ai crucchi?

  7. #17
    Dalla parte del torto!
    Data Registrazione
    16 Mar 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    4,103
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E dimenticate la divisione SS HANDSCHAAR che tutto era meno che disprezzata dai tedeschi...
    Sinistra Nazionale!

  8. #18
    allevatore
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    campagna lombardo-veneta
    Messaggi
    4,930
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Dragonball



    Non e' che magari gli albanesi si son fregati pure le divise invece di ridarle ai crucchi?
    Ma quello è il minimo.

  9. #19
    allevatore
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    campagna lombardo-veneta
    Messaggi
    4,930
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Rodolfo
    E dimenticate la divisione SS HANDSCHAAR che tutto era meno che disprezzata dai tedeschi...
    Beh, a parte che fu l'unica unità SS ad essersi mai ammutinata (addirittura durante l'addestramento in Francia vennero uccisi numerosi addestratori tedeschi) il suo compito era essenzialmente in funzione anti-partigiana.

  10. #20
    Dalla parte del torto!
    Data Registrazione
    16 Mar 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    4,103
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Se ci accontentassimo degli schemi preconcetti condizionati dalle dicotomie assurte nel secondo dopoguerra a valore di dogma - destra/sinistra, razzismo/antirazzismo, colonialismo/terzomondismo eccetera - faticheremmo davvero non poco a darci ragione di un complesso rapporto, tra luci ed ombre, spesso contraddittorio, talvolta entusiasta e sincero, che vide protagonisti personaggi e situazioni che animarono una tempèrie per la quale, col senno di poi, è stata coniata da storici forse più interessati a fornire materiale utile alla cronaca mediorientale che al servizio della Verità, l'ingenerosa espressione di "filofascismo arabo". Indubbiamente, sia la parte fascista che quella arabo-musulmana - da considerare nella loro complessità e da non ridurre quindi a blocchi monolitici - perseguivano obiettivi di fondo differenti, ma è sulla via del loro raggiungimento che si trovarono a percorrere in compagnia alcuni tratti di strada.

    Se le delusioni generate dai diktat della Conferenza della pace di Versailles (19 gennaio-28 giugno 1919) egemonizzata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia - che per l'Italia si tradussero nello smacco della cosiddetta "vittoria mutilata" e per il mondo arabo-islamico sancirono il tradimento delle aspirazioni all'indipendenza all'insegna dell'arabismo e dell'Islàm - avevano già creato un primo terreno d'incontro tra due realtà emergenti, fino a tutti gli anni Venti la politica estera del fascismo è estremamente prudente, ma è a partire dai primi anni del decennio successivo e specialmente dopo la guerra d'Etiopia del 1935-36 (presentata ai musulmani come un riscatto dalle vessazioni perpetrate ai loro danni dal Negus) che una strategia mediterranea apertamente filo-islamica e perciò anti-francese e anti-inglese (non si dimentichi che all'epoca sia il Maghreb che il Mashreq arabi erano, secondo modalità differenti, sotto il controllo anglo-francese) viene adottata con sempre maggiore audacia: si dà un maggior impulso agli studi arabi e d'islamologia, s'intensificano le iniziative di penetrazione culturale e ideologica (la Fiera del Levante dal 1930, i Convegni a Roma degli studenti asiatici del 1933 e del 1934, le pubblicazioni bilingue italiano-arabo come Italia Musulmana, Mondo Arabo e L'Avvenire Arabo, le trasmissioni in lingua araba di Radio Bari dal 1934) e si diffondono movimenti ed organizzazioni arabe,

    " L'Avvenire arabo " giornale di propaganda fascista


    soprattutto giovanili, fra cui ricordiamo il Partito Giovane Egitto (Hizb Misr al-Fatâ) di Ahmad Husayn e le Falangi Libanesi (al-Katâ'ib al-Lubnâniyya) di Pierre Jumayyûl tra i primi, le Camicie Verdi (al-Qumsân al-Khadrâ') e Le Camicie Azzurre (al-Qumsân az-Zarqâ'), entrambe egiziane, nonché varie associazioni scoutistiche (al-Jawwâla), tra le seconde, che guardano, magari confusamente, al fascismo come modello. In altri casi, invece, il motivo ispiratore era costituito dal nazionalsocialismo: citiamo il Partito Nazionale Sociale Siriano (al-Hizb al-Qawmî as-Sûrî al-Ijtimâ'î) di Antwân Sa'âda, le Camicie di Ferro (al-Qumsân al-Hadîdiyya) a Damasco e ad Aleppo, l'irachena al-Futuwwa, la cui etica traeva origine da quella degli ordini cavallereschi del medioevo islamico. Ma è con gli ambienti delle corti delle entità statali allora indipendenti (spesso solo formalmente) e non con fazioni minoritarie ed estremiste che il fascismo, realisticamente, preferisce intessere relazioni che in special modo sul piano commerciale determinano posizioni di tutto rispetto: lo Yemen dell'imâm Yahyà è un protettorato italiano di fatto (il Trattato d'amicizia e di relazioni economiche del 1926 è rinnovato nel 1937) e buoni rapporti vengono stabiliti sia con Re Fu'âd d'Egitto che con il sovrano dell'Iraq Faysal Ibn Husayn, mentre a riprova dell'importanza degli apporti sanitario e tecnico-scientifico italiani nel mondo arabo basti rammentare la missione medica permanente presso l'imâm dello Yemen, l'Ospedale Italiano di 'Ammân, l'ambulatorio di Jedda e l'assistenza aeronautica fornita ad Ibn Sa'ûd per tutti gli anni Trenta.

    Sul finire del decennio e con la guerra poi - quando a tutte queste ottime relazioni gli Alleati impongono ricatti e pressioni - il filo-islamismo del regime mussoliniano, fin lì improntato ad una buona dose di pragmatismo, si fa, per così dire, ideologico (il fascismo come "Islàm del XX secolo" è uno degli slogans coniati in quel clima), ma è solo in sporadiche occasioni (ad esempio la fallita rivoluzione irachena di Rashîd 'Âlî Al-Gaylânî e degli ufficiali del "Quadrato d'Oro" appoggiata dall'Asse nell'aprile-maggio 1941) e comunque con scarsa convinzione, che il fascismo e alcuni settori del mondo arabo-musulmano desiderosi di liberarsi dal controllo franco-inglese riescono ad intraprendere iniziative di un certo rilievo. Tra gli interlocutori arabi di spicco che privilegiarono l'alleanza (più pragmatica che ideologica) tra il fascismo e l'Islàm - mal riponendo tra l'altro le loro speranze in un altrettanto netto rifiuto dell'entità sionista che lentamente ma inesorabilmente andava costituendosi in Palestina - ricordiamo innanzitutto il Gran muftî di Gerusalemme Hâjj Amîn al-Husaynî (1893-1974), fautore di un'impostazione arabo-islamica - e non strettamente nazionale - della lotta di liberazione del Dâr al-Islàm dalle ingerenze straniere, l'emiro druso Shakîb Arslân (1869-1946), uno dei principali esponenti della corrente riformista della salafiyya che a Ginevra dirigeva La Nation Arabe, Muhammad Iqbâl (1877-1938), il padre spirituale del Pakistan, che ebbe parole d'elogio per l'apertura nei confronti dell'Asia suggellata dal Duce con il discorso del 18 marzo 1934 sull'espansione pacifica dell'Italia in Oriente.

    Sbaglierebbe poi chi - astraendo dal contesto storico di questa vicenda - individuasse nell'antisemitismo il collante di queste pur vaghe simpatie reciproche: esso non è mai stato proprio né di arabi né di musulmani e per il fascismo, fu il tardivo, minoritario e strumentale frutto dell'alleanza politica con la Germania hitleriana, mentre è spesso taciuto l'atteggiamento ostile che già dal '36 le principali organizzazioni ebraiche dimostrarono nei confronti dell'Italia fascista ed è altresì da ricordare che le comunità ebraiche tradizionalmente residenti in Palestina convivevano pacificamente da tempo immemorabile sia con la maggioranza araba musulmana che con la minoranza araba cristiana.

    Che si trattasse di un filo-islamismo ondivago e contraddittorio lo dimostra inoltre la "politica islamica" perseguita dal fascismo in Libia, dove i nodi di quella che spesso appare una strategia volta più che altro a contrastare l'egemonia franco-inglese nel Mediterraneo e a gestire le popolazioni musulmane delle colonie (Libia, Eritrea, Dodecaneso, poi Etiopia e infine Albania) vengono al pettine. Qui l'Islàm è sì incoraggiato - fino al punto da rendere difficile la vita a chi scorse l'occasione di una nuova evangelizzazione dell'Africa del Nord - con iniziative volte al sostegno della vita religiosa locale (restauri e costruzioni di moschee e di scuole coraniche, assistenza per i pellegrini alla Mecca, apertura della Scuola Superiore di Cultura Islamica a Tripoli), ma è soprattutto uno strumento d'ordine, progressivamente costretto alla sfera privata in ottemperanza a quel "date a Cesare" che poco si adatta all'intima essenza dell'Islàm. Anche il fascismo quindi - tra i cui elementi costitutivi è da annoverarsi l'avversione a molti dei principi dell'Illuminismo e ad un certo "progressismo" - in Colonia finì per appiattirsi nella riproduzione della retorica del progresso (dello "sviluppo" diremmo oggi) allestendo la versione in camicia nera della "missione di civiltà", compreso l'imprescindibile bagaglio di "buone intenzioni" insito in ogni impresa d'oltremare. Il viaggio di Mussolini in Libia nel marzo 1937 - un "premio" per un popolo che con i contingenti di ascari aveva dato un contribuito fondamentale alla conquista dell'Impero -, culminato con la consegna al Duce della "spada dell'Islàm", aprì in realtà una nuova e più massiccia fase d'insediamento di coloni italiani sulla "Quarta sponda" ("i Ventimila" del 1938), evento che non poteva non preoccupare i fautori dell'integrità etnica e culturale della Patria araba (al-watan al-'arabî), in primis i contigui nazionalisti tunisini del Neo-Dustûr di Habîb Burghîba, saltuariamente accostatisi al fascismo.

    Un giudizio complessivo quindi, deve rilevare che l'azione filo-musulmana del fascismo (o "filo-araba", quando l'elemento "razza" cominciò a pesare di più in seguito all'avvicinamento alla Germania) si risolse soprattutto in un'attività di propaganda e di disturbo (persino l'insurrezione palestinese del 1937-39 non venne sostenuta con particolare entusiasmo) volta ad accaparrarsi la simpatia delle popolazioni musulmane del Mediterraneo, centro di gravità del "rinnovato Impero di Roma", le quali tuttavia - deluse da chi si era mangiato tutte le promesse fatte a suo tempo - scorsero in questi proclami la possibilità di riuscire a condurre a buon fine la lotta di liberazione anticoloniale, poi proseguita nel secondo dopoguerra dai campioni dei panarabismo (Jamâl 'abdel-Nâser ed i suoi epigoni), tacciati di volta in volta - non a caso - dalla propaganda dei loro avversari di "fascismo", se non addirittura additati a nuovi "Hitler".

    Ad ogni modo, leggendo i non pochi scritti editi nell'Italia tra le due guerre mondiali nel clima della ricerca di un'"intesa con l'Islàm", si può evincere quanto i toni della polemica (che è bene che ci sia, per carità) sull'odierna presenza islamica in Italia e i timori instillati da chi ha interesse ad agitare ad ogni piè sospinto lo spauracchio dell'"integralismo islamico" siano lontani dall'impostazione data all'epoca alla delicata e fondamentale questione dei rapporti tra l'Italia (e l'Europa quindi) e l'Islàm, tra l'Occidente e l'Oriente.




    Sinistra Nazionale!

 

 
Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Viva Paesi Slavi
    Di Bergdolmo nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 25-12-07, 19:47
  2. Slavi E Padani
    Di grande roberto nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 18-10-05, 22:04
  3. Solo Gli Slavi
    Di grande roberto nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 15-09-04, 20:03
  4. Putin E Slavi
    Di grande roberto nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-02-04, 00:28
  5. texani e slavi
    Di grande roberto nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 05-08-03, 00:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito