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Lucarelli: "Non segno più?
Mi multo di 10.000 euro"
I giocatori granata in prima linea nella solidarietà
versati più di quarantamila euro dall'inizio dell'anno
di ALESSANDRO ALCIATO
TORINO - I gol, come si dice, si fanno anche con il cuore. Quello di Cristiano Lucarelli, ad esempio, attaccante del Torino a cui una rete vera in serie A manca da otto giornate. Un'astinenza insopportabile per uno come lui, abituato a segnare da una vita. Passato lo sconforto, comunque, l'attaccante ha trovato il modo di rimediare con gli interessi: "auto-infliggendosi" una multa di diecimilatrecento euro, da devolvere interamente in beneficenza all'Unicef, il programma per l'infanzia dell'Onu. "Ho scelto così, perché avendo due figli piccoli sono molto sensibile ai problemi dei bambini in genere".
La consegna dell'assegno è avvenuta oggi pomeriggio, ad Orbassano, centro di allenamento del Torino. La trasformazione da attaccante in crisi a benefattore si è materializzata così, con una stretta di mano. Ed è durata lo spazio di un secondo. Ma non è stata l'unica, visto che i responsabili piemontesi dell'Unicef, per ringraziarlo, lo hanno nominato "Goodwill Ambassador", che in italiano significa ambasciatore di buona volontà. Come è Ronaldo per l'Undp, che delle Nazioni Unite è il programma di sviluppo che combatte contro la povertà nel mondo.
Due attaccanti in crisi, due storie diverse, due finali bellissimi: "Accettare questa carica - sono state parole di Lucarelli - per me è stato un onore. Di solito non rendo pubbliche le mie donazioni, però questa volta ho voluto fare uno strappo alla regola. Spero serva da esempio". Gli oltre diecimila euro del suo versamento saranno utilizzati per un progetto nato tre mesi fa in Cambogia, per abbattere il fenomeno dello sfruttamento sessuale dei bambini.
Un gesto importante, una strada da seguire, una cosa normale per chi abita lo spogliatoio del Torino. Dall'inizio della stagione a oggi, infatti, i giocatori granata hanno devoluto in beneficenza quasi quarantamila euro. A Emergency, ai bambini del Mato Grosso, agli orfani di Sarajevo, e a tanti altri che ne avevano bisogno. Esultare, prego: di gol così belli se ne vedono pochi.
(26 marzo 2002)




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