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  1. #91
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    Predefinito

    ...fra le più belle che abbia mai sentito, per arrangiamenti, chitarre, testi, voce, dissolutezza e dissennatezza, dissolvenza e dispersione, dispari, dispari come tutto, che mai diventa pari...

    Mad Season

    Wake Up
    Lyrics by Layne Staley
    Music by Staley, McCready, Martin, Saunders


    Wake up young man, it's time to wake up
    Your love affair has got to go
    For 10 long years, for 10 long years
    The leaves to rake up
    Slow suicide's no way to go, oh
    Blue, clouded grey
    You're not a crack up
    Dizzy and weakened by the haze
    Moving onward
    So an infection not a phase
    Yeah, oh

    The cracks and lines from where you gave up
    They make an easy man to read, oh
    For all the times you let them bleed you
    For little peace from God you plead, and beg
    For little peace from God you plead
    Ahhaahh, Yeah, Ahhaahh, Yeah, Ahhaahh, Yeah

    Wake up young man, wake up, wake up
    Wake up, wake up, wake up, wake up
    Oh, yeah

    Wake up young man, it's time to wake up
    Your love affair has got to go, yeah
    For 10 long years, for 10 long years,
    The leaves to rake up
    Slow suicide's no way to go, oh
    Slow suicide's no way to go
    Wake up, wake up, wake up
    Wake up, wake up, wake up





  2. #92
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    Predefinito ...e mai mi scorderò le volute di fumo del video...

    Mad Season


    --------------------------------------------------------------------------------
    Long Gone Day
    Lyrics by Layne Staley and Mark Lanegan
    Music by Martin, McCready, Staley, Lanegan


    So much blood I'm starting to drown
    Runs from cold to colder
    Time to time the sky's come down
    To help me lose my way
    Tears and lies for answers
    You and open veins, God knows I'm gone
    Girl I just want you to
    Come on down
    Lord it's a storm and I'm heading to fall
    These sins are mine and I've done wrong, oh babe
    Come on down

    Long Gone Day
    Mmmm, who ever said
    We wash away with the rain

    See you all from time to time
    Isn't it so strange
    How far away we all are now
    Am I the only one who remembers that summer
    Oh, I remember
    Everyday each time the place was saved
    The music that we made
    The wind has carried all of that away

    Long gone day
    Mmmm, who ever said
    We wash away with the rain

    So many tears I'm starting to drown
    The rain in heaven's all come down
    Silver spoons affix the crown
    The luckless ones are broken
    Fears and lies for answers
    You and open flames
    God knows I'm gone
    And I just want you to
    Come on down, hmmm

    Lord it's a storm and I'm heading to fall
    These sins are mine and I've done wrong
    I want you to, oh, I just want you to
    Come on down

    I fear again, like then, I've lost my way
    And shout to God to bring my sunny day






    , fin troppo autunnale...

  3. #93
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    Predefinito

    "So broken", Bjork, perchè volevo sentire qualcosa di islandese adesso...


    So broken


    So broken,
    In pieces,
    My heart is so broken,
    I'm puzzling.

    Here I go
    Trying to run ahead of that,
    Heart break train,
    Thinking,
    It will never catch up with me.

    I'm so broken,
    heðan-biður-afte-care,
    So broken,
    heðan-biður-afte-care,
    Yeah, ha-ee, ha-ee, ha-mmm,
    heðan-biður,
    *gibberish*,
    Wooh-ahhh-hmm...

    I'm trying to land,
    This aeroplane of ours gracefully,
    But it seems just destined to crash,

    I'm so broken,
    heðan-biður-afte-care,
    My heart is so broken,
    heðan-biður-afte-care,
    Yeah, ha-ee, ha-ee, ha-mmm,
    *gibberish*,

    How can, how can,
    Completely with thee
    Advanished away
    At one stop at a time now baby
    I'm so broken
    heðan-liður-afte-care
    I'm-m-m-mmm...so broken
    heðan-biður-afte-care
    Yeah, ha-ee, ha-ee, ha-mmm
    *gibberish*

    I'm so...
    Completely unhealable, baby
    Ohhh!!
    Ohh-er-him
    I'm so broken
    Ahh-eða-miður-afte-care
    Yeah, ha-ee, ha-ee, ha-mmm
    En-lickel-afte-sjólvar
    En-neon-co-cole-ah-ahh
    Neo-sasar-ohh
    En-mi-sshh...

  4. #94
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    Predefinito

    ALCUNE NOTE BIOGRAFICHE SU RICHARD WAGNER GIOVANE E L’OLANDESE VOLANTE.

    Wagner nacque a Lipsia il 22 maggio 1813. La sua famiglia vantava una buona tradizione nel campo dell’insegnamento. Pur non raggiungendo mai posizioni di rilievo, molti dei suoi membri furono buoni maestri o degni funzionari governativi della Sassonia. Il padre di Richard, Karl Friedrich Wilhem aveva studiato a Lipsia nella scuola di S. Tommaso ( quella di Bach) e poi legge all’università e giovanissimo aveva iniziato una brillante carriera nell’amministrazione della città.
    Amava il teatro e la conversazione con le attrici. Sposò nel 1798 Johanna Patz, figlia di panettieri, ma pare figlia naturale del duca Karl August di Weimar e molto istruita.
    Da questo matrimonio nacquero ben 9 figli. I figli e le figlie si dedicarono per lo più al teatro come attori, cantanti o musicisti.
    L’ultimo figlio era Richard. Dopo la sconfitta di Napoleone proprio a Lipsia, nel 1814, scoppiò una violenta epidemia di tifo, che si portò via il padre.
    La madre si risposò un anno dopo un buon attore Geyer, amico di famiglia.
    Richard rimase quindi orfano , che aveva poco più di un anno.
    I suoi primi anni di vita trascorsero a fianco di tanti attori di teatro e i suoi primi interessi riguardano la letteratura e la mitologia, che poi seguirà per tutta la vita. Nel 1821 morì anche il patrigno e Richard viene affidato ad uno zio di Dresda e qui frequenta il ginnasio.
    Non era studente regolare, perché studiava ciò che voleva, ma soprattutto storia, mitologia, lingua greca e poi cominciò a scrivere versi, addirittura scrisse un poema ed una tragedia. Però il teatro continuava ad appassionare questo giovane irrequieto ed ambizioso. Rimane affascinato dal Franco Cacciatore, un’opera di Carlo Maria von Weber, considerato come il creatore del melodramma tedesco.
    Ed allora comincia a pensare alla musica, si mette a strimpellare sul piano l’Ouverture del Franco Cacciatore, che aveva la proprietà di mandare in delirio tutti i pubblici.
    Riceve qualche lezione da precettori mediocri lezione di musica e comincia a copiare molte partiture celebri per imparare a scrivere musica. Dopo il definitivo trasferimento della famiglia a Lipsia, in questa città così ricca di musica ha modo di ascoltare Beethoven e rimane affascinato dal sinfonismo del grande musicista. Si mette a studiare le partiture delle sinfonie e continua a prendere lezioni di armonia da un maestro pedante, come Muller.
    Amò le sinfonie di Beethoven, ma più tardi si entusiasmò per il Fidelio, interpretato da una famosa cantante Wilhelmine Schroder- Devrient, rimase incantato da questa cantante sì che in seguito la cercò ancora e riuscì a farla cantare nel suo Rienzi nel 1842.
    Il primo lavoro ufficiale di musica di Richard fu la trascrizione per pianoforte della nona sinfonia di Beethoven, lavoro non accettato dagli editori, ma molto lodato.
    Scrisse poi due ouvertures per orchestra in cui cerca degli effetti originali, un colpo di timpani dopo la quarta battuta, ma il pubblico all’esecuzione rimase interdetto e non lo fischiò per poco.
    Quando Richard terminò in qualche modo gli studi secondari, si iscrisse all’università di S.Tommaso di Lipsia. Si interessava dei corsi di filosofia e di estetica, ma soprattutto si dava agli aspetti più decisamente goliardici, che culminarono nelle sommosse derivate dai moti rivoluzionari parigini del 1830.
    Nell’anno successivo la famiglia ammise che Richard doveva seguire degli studi musicali veramente seri e si rivolse a Weinling cantore della chiesa di San Tommaso, un musicista di scuola Bachiana. Finalmente Richard ha un maestro molto serio, ma in questo periodo lo affascina la turbinosa vita studentesca, il bere e soprattutto il gioco. Si gioca la pensione della madre, ma vince e la fortuna lo convince di essere quasi un predestinato al successo.
    Tuttavia il fatto non piacque al suo rigido maestro, che non volle più dargli lezione, ma Richard chiese perdono, lo supplicò promettendo di non cadere più nel vizio ed il maestro lo riammise alle lezioni. Richard si impegnò molto, aveva una volontà ferrea, e presto divenne padrone del mestiere, scrivendo doppie fughe, che suscitarono l’ammirazione del maestro.
    Scrive poi musiche sotto l’influenza di Beethoven. Wagner a quel punto aveva la capacità di seguire una sua linea personale, ma rimandò il tutto; per il momento l’immagine che più lo affascinava, era ancora quella di Weber che dirigeva l’orchestra, mentre tutti gli sguardi erano fissi su di lui. Richard vuole il successo, la gloria e dei guadagni rapidi e sicuri.
    Al seguito del conte polacco Tyskiewic, esule, conosciuto a Lipsia, Richard quasi ventenne visitò Vienna.
    La città lo accolse in un frenetico ritmo di valzer ed egli rimase impressionato da questo turbine di spensieratezza. Qui conosce anche la musica italiana e francese, Rossini ad esempio. Sotto queste influenze si mette a scrivere un dramma ben deciso a musicarlo. Il dramma si intitola Le Nozze, un pasticcio, un miscuglio di Romeo e Giulietta e dei racconti di Hoffman; è comunque la prima opera di Wagner, decisamente bocciata dalla sorella Rosalie, che era un’ottima cantante.
    Finalmente di ritorno a Lipsia, giunge il momento per Richard di iniziare un nuovo lavoro regolarmente retribuito: il fratello maggiore Albert gli procura un lavoro di direttore del coro del piccolo teatro di Wurzburg in Baviera, dov’egli lavorava come regista e tenore.
    Qui Richard conosce l’opera di Meyerbeer Roberto il Diavolo e fa altre esperienze musicali molto importanti. In fondo però aveva capito, com’era limitato concepire la musica come un insieme di effettacci, mentre rimase colpito dall’astuzia di teatrante di Meyerbeer, dai suoi perfetti meccanismi scenici.
    Era il suo primo incontro col teatro del grand-opèra parigino, uno spettacolo efficientissimo e dinamico, che sapeva sfruttare elementi italiani e francesi.
    Di questo periodo è il primo incontro con la musica di Bellini: a Wurzburg fu rappresentata la Straniera. Egli rimase affascinato dalla melodia italiana.
    In questa atmosfera Wagner si mette a scrivere la sua nuova opera Le Fate, ispirata da un racconto di Carlo Gozzi “ La Donna Serpente” adattato con una grande libertà fantastica, in cui si mescola Hoffman con l’arte di Bellini e Gluck, Weber e Meyerbeer.
    Portata a termine la partitura, egli non desidera altro che l’immediata sua rappresentazione, ma essa è troppo lunga e complessa e la direzione del teatro la mette da parte, per far posto ai Capuleti e Montecchi di Bellini.
    Nella parte di Romeo cantava la famosa cantante Devrient, che Wagner ammirava, sarà stato per questo o per la dolcezza del canto, accompagnato da pochi strumenti, con la quale si presentava l’opera belliniana, che egli ne rimase incantato: qui vi era il canto allo stato più puro ed essenziale, qui vi era la melodia, che stagliava sulla scena i personaggi.
    Il risultato fu che Wagner si mise a scrivere un’altra opera, un’opera più semplice: Il Divieto di amare. L’opera venne rappresentata nel teatro di Magdeburgo il 23 Marzo del 1836.
    Distinta in pezzi chiusi e recitativi, essa contiene anche duetti con vocalizzi ed ariosi; l’influenza di Bellini è evidente, ma ci sono anche riferimenti ad Auber e a Weber, un misto insomma tra grand-opera e il teatro italiano con l’aggiunta di modi tipici dell’opera tedesca. Il giovane musicista non trovò qui ancora il suo stile personale.
    L’opera non ebbe repliche, anche per delle beghe scoppiate tra i cantanti.
    Nell’estate del 1834 Wagner, dopo un piacevolissimo viaggio nella bella località termale di Teplitz, accetta di dirigere una breve stagione estiva di opere nel teatro di Magdeburgo; qui fra l’altro dirige il don Giovanni di Mozart ed incontra la graziosa prima donna Whilelmine Planer, detta Minna.
    Donna di dubbia moralità, aveva avuto una figlia da non sposata e la faceva passare come sua sorella minore, era bella ma non una grande attrice, non poteva certo capire la grandezza di Wagner.
    Purtuttavia ella esercitò un fascino profondo sul giovane Wagner e si mise anche ad aiutarlo, visto che il giovane musicista era al verde.
    Dopo un certo periodo di convivenza i due si sposano nel novembre del 1836.
    Intanto a Magdeburgo, dopo le prime difficoltà, Wagner si rivela un abilissimo direttore di orchestra, un grande organizzatore di spettacoli; sotto le sue mani passarono le opere più famose del momento da Rossini ad Auber, da Weber a Cherubini ed infine il Fidelio di Beethoven con la cantante preferita la Scroder-Devrient.
    Finito il periodo di Magdeburgo, Wagner cerca una sistemazione prima a Lipsia, poi a Berlino e poi a Koenisberg, dove era andata a lavorare Minna, che continuava ad aiutarlo inviandogli del danaro, non tutto frutto del suo lavoro, ma derivante anche da qualche concessione a generosi amici.
    Quando Wagner lo seppe, successe un putiferio, ma poi ci fu il perdono e la riconciliazione.
    Al colmo di un periodo nerissimo per le sue finanze, Wagner a Berlino assistette a un’opera di Spontini, il Fernando Cortez. Lo spirito di quell’opera lo sorprese insolitamente. Il teatro di Spontini aveva una sacrale solennità, un suo ritmo unitario e Spontini sapeva muovere le masse corali, fare intervenire potentemente l’orchestra nei momenti salienti dell’azione, far cantare i personaggi con abbandono.
    Wagner vorrebbe sulla scorta di quest’esperienza scrivere un’altra opera, ma è pressato dai debiti e da Minna, che vorrebbe una certa stabilità finanziaria, è quindi costretto ad accettare un posto come direttore al teatro di Riga, un piccolo teatro provinciale, che certo non gli piace. In questo periodo egli diventa intrattabile, litiga con la moglie, che se ne va con un commerciante; dal 1837 al 1839 svolge un lavoro non compreso dai dirigenti del teatro, che poi alla fine fallirà.
    Le uniche consolazioni per Wagner sono il progetto di una nuova opera il Rienzi e la riconciliazione con Minna. Allora decide di partire con la moglie per Parigi, la mecca di tutti gli operisti in cerca di successo. Sta scrivendo un’opera che a suo parere avrà un gran successo, il Rienzi appunto.
    Pressato dai creditori di Magdeburgo e di Koenisberg, che gli hanno promosso una causa al tribunale di Riga, non riesce neanche ad avere il passaporto.

    Se vi è piaciuta contnuo, snnò andate a ballare il Rock'n Roll



    Catone

    Carrara 13/10/02

 

 
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