Gli anti-diciotto/ Da Callieri a Rossi Luciani in Confindustria si ingrossa la fronda contro D'Amato
29 marzo 2002
Il 13 aprile, alle assise di Parma, il presidente di Confindustria Antonio D'Amato dovrà fare un intervento decisivo. Dovrà, da un lato sostenere il governo e la riforma dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori, ma dall'altro dovrà parare i colpi di una fronda sempre più organizzata e contraria a questa scomoda innovazione.
Sono tanti gli industriali che temono più guai che benefici dalla riforma e premono per un'apertura di D'Amato:
1) da Carlo Callieri che accusa il presidente degli imprenditori di essere "un ignorante", di aver ricevuto da Berlusconi solo promesse, di rappresentare ormai solo "un po' il Sud, parte della piccola imrpesa e la nuova leva degli imprenditori più aggressivi". Callieri, tuttavia, ha una vecchia ruggine in quanto era il candidato alla presidenza di Confindustria sostenuto da Fiat;
2) a Gilberto Benetton, membro di una famiglia da sempre vicina all'Ulivo;
3) da Innocenzo Cipolletta, che ritiene importante riflettere a 360° sull'atteggiamento da assumere nel confronto con i sindacati;
4) a Luigi Rossi Luciani (presidente degli industriali di Padova) che inizialmente era tra i sostenitori di D'Amato;
5) da Giancarlo Elia Valori (presidente degli imprenditori romani).
C'è grande attesa per il 13 aprile anche per un altro motivo: il discorso di Marco Tronchetti Provera, che finora non si è pronunciato sulla linea di D'Amato. Molto del futuro della trattativa sull'art.18 si capirà proprio dal suo intervento. Che mostrerà anche quanti sono contrari al cambiamento.
Nel frattempo, anche le altre grosse associazioni come Confcommercio, Confartigianato e Confedilizia hanno fatto sentire la propria voce di dissenso rispetto a D'Amato.
(da Affari Italiani)


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