articoli: www.corrieredellasera.it
foto: fonti varie.
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Arafat chiede aiuto al Papa.
Il nunzio apostolico ha riferito al pontefice la situazione di Ramallah.
Il leader palestinese ha chiesto che il pontefice venisse informato sull'assedio in corso al suo quartier generale
ROMA - Un drammatico appello è stato rivolto dal leader palestinese Yasser Arafat a Giovanni Paolo II. Il Presidente Arafat, infatti, ha chiesto e ottenuto che il nunzio apostolico Pietro Sambi, accreditato sia a Gerusalemme che a Ramallah, informasse il Pontefice della grave situazione all'interno del palazzo del leader palestinese.
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Il ministro della difesa Ben Eliezer: «E' un nemico di Israele».
Yasser Arafat: «Voglio essere un martire».
Sharon: abbiamo teso la mano, abbiamo avuto terrorismo. «Una dichiarazione di guerra ai palestinesi», replica l'Anp.
GERUSALEMME - Israele ha cercato «in tutti i modi» di raggiungere un cessate il fuoco con i palestinesi, a cui «ha teso una mano di pace» e ha ricevuto in cambio «terrorismo, terrorismo terrorismo», ha rilevato il premier Ariel Sharon in una conferenza stampa. «Nessun altro Paese al mondo avrebbe potuto tollerare una tale serie di attentati» ha aggiunto ricordando i 21 morti della strage di Natanya, i quattro morti della incursione nella colonia di Elom Moreh e i due morti di Netzarim. «Yasser Arafat ha fatto di sè un nemico di Israele», ha poi dichiarato il ministro della difesa Benyamin Ben Eliezer. «Le sue responsabilità sono molto gravi», ha aggiunto.
DICHIARAZIONE DI GUERRA - Il discorso pronunciato venerdì mattina dal premier israeliani Ariel Sharon è una «evidente dichiarazione di guerra contro il popolo palestinese». È questo il commento di Nabil Abou Roudeina, consigliere del leader palestinese Yasser Arafat.
«MORIRE DA MARTIRE» - Il presidente palestinese Yasser Arafat, asseragliato nel suo quartier generale circondato dai blindati, dice di non temere l'attacco israeliano e di sperare di immolarsi nella lotta. «Voglio essere un martire, un martire, un martire», ha detto alla tv Al Jazira. «Gli israeliani vorrebbero farmi prigioniero, ma io prego Dio di essere un martire. Non sono meglio - ha detto Arafat - di ciascun bambino palestinese morto per la nostra causa, o di Abu Jihad, o di Abu Ali Mustafa», ha aggiunto ricordando due leader di al Fatah e del Fronte popolare per la liberazione della Paletsina uccisi dagli israeliani. Arafat ha riferito alla televisione che il suo ufficio è stato attaccato con carri armati, razzi e raffiche di arma automatica. Di conseguenza, ha detto ancora, molti dei suoi uomini sono feriti ma non possono ricevere assistenza medica perchè accerchiati. Arafat ha quindi fatto appello al mondo arabo e agli Stati Uniti affinchè intervengano per porre fine all'attacco contro il popolo palestinese.
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Kamikaze in un supermercato di Gerusalemme.
Disordini anche nel quartiere est, sulla spianata delle moschee.
Lo scoppio in un centro commerciale, a Kiryat Hayovel. L'attentatore era una ragazza di 16 anni. Tre morti.
GERUSALEMME - Almeno tre israeliani sono rimasti uccisi e decine di altri sono stati feriti, alcuni gravemente, da una potente esplosione che ha devastato il centro commerciale di Kiryat HaYovel, a Gerusalemme Ovest. Secondo la radio militare l'attentato è opera di un kamikaze palestinese e, stando ai primi accertamenti fatti dalla polizia israelian, la persona che si è fatta esplodere è una donna: è riuscita a penetrare in un supermercato dove ha fatto saltare il corpetto che aveva con sè. Prima di attivare l'ordigno, la donna palestinese ha intimato a due donne arabe di allontanarsi. Quindi ha cercato di entrare nel supermercato, ma è stata bloccata all'ingresso dove si è fatta esplodere. Il centro commerciale è stato sgomberato perché si teme per la presenza di altre bombe.
RIVENDICAZIONE DI AL AQSA - Un telefonata anonima ha rivendicato alla televisione degli Hezbollah libanesi l'attentato per le Brigate martiri Al Aqsa, gruppo armato vicino ad Al Fatah di Arafat.
LA SPIANATA DELLE MOSCHEE - Disordini si sono verificati anche a Gerusalemme est, nella Spianata delle Moschee. La polizia è intervenuta dopo che alcuni palestinesi avevano lanciato sassi contro fedeli ebrei radunati davanti al Muro del Pianto. Uno dei reparti di polizia ha aperto il fuoco per disperdere dimostranti islamici. Non si ha notizia di vittime in questo episodio.
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indipendèntzia








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