Associazione ITALIA-IRAQ
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SIONISMO = RAZZISMO
Scrive l'ebreo Israel Shahak, presidente della Lega israeliana dei diritti dell'uomo: "Ero presente, un sabato (Shabbat), quando un ebreo ortodosso si rifiutò di mettere a disposizione il suo telefono per chiamare un'ambulanza che portasse all'ospedale un non ebreo che aveva avuto un collasso. Invece di limitarmi a pubblicare l'episodio sulla stampa, chiesi che il tribunale rabbinico di Gerusalemme si riunisse e considerasse il caso. Com'è noto, il tribunale è composto da rabbini nominati dallo Stato d'Israele.
"Allora, chiesi se un tale comportamento fosse legittimo alla luce della loro interpretazione della religione ebraica, e i rabbini risposero che l'ebreo in questione si era comportato con coerenza, o meglio secondo i dettami della fede, e citarono a sostegno un passo dell'autorevole Compendio delle leggi talmudiche, scritto in questo secolo. [sottolineatura nostra]"
Nel Talmud, codificazione rabbinica della Legge vincolante per gli ebrei, si possono leggere affermazioni di questo tenore:
"Il giudeo che uccide un cristiano offre a Dio un sacrificio accetto" (V. Sepher Or Israel 177b - Ialkut Simoni 245 c.n. 772 - Bamidbar rabba 229 c.).
"A chi uccide i cristiani è riserbato il più alto luogo in paradiso" (V. Zohar 1,38b - e 39).
"Dopo la ruina del tempio non avvi altro sacrificio che l'esterminio dei cristiani" (Zoohar II, 43° -Id. III 227b - Mkdasch Melech ad Zohar fol.62).
"Niuna solennità deve impedire al giudeo di scannare un cristiano" (Pesachim 49b).
"Se il giudeo ha il dovere di danneggiare il cristiano nella roba e nella persona, a più ragione avrà quello di non aiutarlo ne' suoi bisogni" (Iore dea 158, 1).
Potremmo continuare a lungo con le citazioni dal Talmud. Quello che ci interessa, però, sottolineare è che il sionismo affonda le sue radici nella dottrina talmudica. Alla luce di quanto riportato sopra, quindi, non potrà apparire infondata l'equiparazione dell'ideologia sionista al razzismo. E si comprenderà anche l'origine delle indicibili sofferenze subite dall'eroico Popolo palestinese dal secondo dopoguerra a oggi. Si capirà, inoltre, perché, secondo quanto riportava il Manifesto del 13 marzo u.s., "quasi la metà (46%) dei cittadini ebrei di Israele è a favore di una nuova deportazione dei palestinesi, come già avvenne nel 1948 e nel 1967, dai territori occupati che così, secondo i piani di Sharon (e in parte di Peres), potranno essere annessi ad Israele. Ma nel sondaggio di opinione del "Centro Jaffa di studi strategici" c'è un altro dato ancora, se possibile, più inquietante: il 38% dei cittadini israeliani ebrei è d'accordo con la deportazione anche dei loro concittadini arabi di Israele. Il 60% vede comunque con favore una politica che incoraggi gli arabi israeliani a lasciare il paese dal momento che questi costituirebbero una minaccia per la sicurezza dello stato. L'atteggiamento razzista di una buona metà della popolazione ebraica di Israele è confermato anche da quell'80% favorevole a far si che gli arabi israeliani non prendano parte al processo decisionale e da quel 72% per il quale i partiti arabi non dovrebbero mai far parte di una coalizione governativa."
L'ASSOCIAZIONE ITALIA-IRAQ si oppone all'ideologia razzista sionista e sostiene la lotta di liberazione dell'eroico Popolo palestinese dall'oppressione e dallo sfruttamento della piovra razzista sionista.
ONORE ALLA RESISTENZA PALESTINESE!
FUORI I SIONISTI DALLE TERRE ARABE!
TUTTA LA PALESTINA AI PALESTINESI!




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). L'antisionismo non può esimersi dallo sciogliere questo problema, almeno quello radicale che sogna la cancellazione di Israele. Finché non lo fa i movimenti europei non dovrebbero sposare un filoarabismo aprioristico.