A nutrire qualche dubbio sulla necessità di andare con i no-global ormai sono rimasti soltanto i trozkisti all' interno della struttura di Rifondazione Comunista che comincia il suo congresso a Rimini.
La minoranza di Ferrando (13% nei congressi di sezione) è l'unica ad aver contestato, in nome peraltro della vecchia tesi del "primato del partito della classe operaia", le prove di fusione tra comunisti rifondazionisti e "movimento dei movimenti". Per tutte le altre sensibilità di Rifondazione (61%, Bertinotti praticamente già rieletto segretario), l' abbraccio con i no-global di Casarini, Caruso e Agnoletto è inevitabile.
Quanto alle alleanze con l' Ulivo per le amministrative, ormai sembrano cosa fatta. Bertinotti spiega: "C'è la possibilità di convergenze delle opposizioni contro Berlusconi".
Ma noi sappiamo che il comunismo italiano non sta tutto in Rifondazione. Per fortuna.
Saluti comunisti e nazionalitari




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