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Discussione: I Romanov

  1. #81
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    Predefinito Re: I Romanov

    Citazione Originariamente Scritto da PhyroSphera Visualizza Messaggio
    Le storie russe in Italia ed Occidente raramente sono ben raccontate, anche da parte di organi di informazioni statali o di Stato. Per esempio le perizie ufficiali russe sui resti dei corpi attribuìti da taluni a l'ultimo zar Nicola II ed i suoi stretti familiari si sono conclusi col risultato che sarebbe davvero possibile che i resti siano i loro, niente altro che questa ipotesi non confermabile ulteriormente da altri ed ulteriori studi. Purtroppo negli ambienti della scienza e della tecnica circolano interpreti fasulli ed illazioni tenacissime sulle validità ed i limiti di tecniche e scienze e si è diffusa intorno a questa perizia voce sbagliata con molte false notizie successive, quindi molti pensano a una certezza che assolutamente non v'è. Lo Stato Russo diede commiato per morte forse avvenuta già e senza fornire nessuna altra specificazione di ulteriori certezze, niente altro di ufficiale fu aggiunto tra le dichiarazioni di tal Stato stesso.
    Scritto: 'si sono conclusi', che sta per: si sono concluse (le perizie).

  2. #82
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    Predefinito Re: I Romanov

    Citazione Originariamente Scritto da PhyroSphera Visualizza Messaggio
    Nella ultima foto del link seguente Nicola II lo Zar ovvero il Cesare, secondo un gesto tradizionale che trovai ancora noto a Roma pochi anni fa, spiega a chi di dovere cosa significhi che lo zar ed un variego in persona e nella stessa persona dello Zar dia disposizioni imperiali intorno alla autocrazia, ovvero la politica del potere di ciascun singolo secondo i poteri degli stessi singoli:

    ????????: ???????? ??????? / ???????????.Ru

    Ricordo od informo che nei fatti in Russia non v'era monarchia degli zar anche se v'erano zar monarchi, vi fu una transizione alla monarchia durante una breve fase controrivoluzionaria condotta dal fratello di Nicola II cioè da Michele II, istituìto re e monarca in effetto ma non zar effettivamente, ai tempi della rivoluzione comunista e re per molti russi e senza istituzione ma con regno di e per molti russi prima che i bolscevichi assumessero guida stabile del governo russo.
    Era anche Nicola II autocrate lui stesso.

  3. #83
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    Predefinito Re: I Romanov

    il sito web del Monastero di Sretenskij ci offre un'altra interessante galleria fotografica, questa volta dedicata ad Olga la figlia primogenita di Nicola II .

    Principessa Olga Nicolaievna Romanov :

    Grand Princess Olga Nicholaevna Romanova / ??????????? ????? ???????????.Ru

  4. #84
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    Predefinito Re: I Romanov

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    Mi pare che il precettore inglese abbia negato nelle sue memorie che subirono violenze fisiche ma molestie più psicologiche che altro, da alcuni ( non tutti) dei bolscevichi di guardia
    Non risulta proprio che di guardia c'erano bolscevichi.

  5. #85
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    Predefinito Re: I Romanov

    Denuncia interessante a questo link:

    https://forum.termometropolitico.it/...l#post16002869

  6. #86
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    Predefinito Re: I Romanov

    Premesso che io sono per un'alleanza tra Chiesa Cattolica e monarchia e non per altro

    Processione per l'ultimo zar, nostalgia di un futuro diverso

    Processione per l'ultimo zar, nostalgia di un futuro diverso
    di Marco Respinti


    Nella notte fra il 16 e il 17 luglio, più di 60mila russi hanno marciato per una quindicina di chilometri dietro alla croce, dalla casa di Nikolaj Ipat’ev, un mercante di Ekaterinburg, nella regione degli Urali, dove la famiglia imperiale russa era stata sterminata senza pietà dai bolscevichi 99 anni prima, fino a Ganina Jama, una miniera dismessa nei pressi del villaggio di Koptjaki dove i resti dei Romanov furono gettati di nascosto in un pozzo.

    Fu Jakov M. Sverdlov (1885-1919) il capo bolscevico che capitanò la fazione di chi volle la morte dello zar Nicola II, della zarina Alessandra Fëdorovna, dello zarevi? Alessio e delle principesse imperiali Olga, Maria, Tatiana e Anastasia. In suo onore, nel 1924 la città di Ekaterinburg fu rinominata (e fino al 1991) Sverdlovsk. Il soviet di Ekaterinburg reclamava i prigionieri e Mosca non riuscì a impedirlo. Casa Ipat’ev fu requisita e i Romanov internati il 30 aprile 1918, per 78 giorni. Poi la condanna a morte, la cui esecuzione fu affidata il 17 luglio al funzionario della polizia politica locale Jakov M. Jurovskij (1878-1938), costretto a reclutare ex prigionieri di guerra austroungarici fattisi comunisti per sostituire i bolscevichi russi che si rifiutarono di sparare. Lo zar cadde per primo, seguito dalla zarina. I loro figli vennero fucilati nella mattanza che seguì per ben 20 minuti; furono ammazzati con i membri del seguito, il medico personale di famiglia, il cuoco, la dama di compagnia dell’imperatrice. Tre delle quattro figlie non morirono subito; vennero sventrate dalle baionette in un angolo della stanza. I comunisti ammazzarono anche i due cani di Tatiana e Anastasia.

    Poi la deportazione dei cadaveri. A metà strada Alessio e Maria vennero bruciati; gli altri, spogliati e fatti a pezzi, furono gettati nel pozzo dei Ganina Jama, poi cosparsi di acido solforico e infine dati alle fiamme. I primi ritrovamenti, accertati con l’analisi del DNA mitocondriale, sono del 1990, pietosamente sepolti nella cattedrale di San Pietroburgo il 16 luglio 1998 con funerale di Stato (presieduto dal primo presidente della Russia post-sovietica, Boris N. Eltsin). Dopo altri ritrovamenti, il 30 aprile 2008 il governo russo ha comunicato che tutta la famiglia imperiale è stata identificata. Il corteo ha voluto ricordare quei tragici eventi nella preghiera.

    Come ogni anno, la cerimonia è iniziata la notte del 16 luglio con una celebrazione eucaristica concelebrata da metropoliti e vescovi in quella che ufficialmente si chiama Chiesa sul sangue in onore di tutti i santi risplendenti nella terra russa (il sangue è quello versato dai Romanov), che, costruita tra il 2000 e il 2003, sorge al posto della Casa Ipat’ev (distrutta nel 1977 dall’allora responsabile locale del Partito comunista sovietico, Eltsin). Quindi, alle 3, il corteo sì è incammino per l’ex miniera, fermandosi, attorno alle 7 al pozzo della vergogna al suono delle campane. Lì dal 2001 sorge il monastero dei Santi portatori imperiali della Passione. Al centro c’è il khatolikon, ovvero l’edificio ecclesiastico principale dove si adora l’icona della Madonna Derzhavnaya (sovrana), particolarmente legata alla mistica monarchica russa. Attorno vi sono sette cappelle, ognuna dedicata a uno dei membri trucidati della famiglia imperiale. I Romanov, infatti, sono stati dichiarati martiri e santi dalla Chiesa ortodossa russa nel 2000 (onorati dal calendario liturgico appunto il 17 luglio) in ragione del comportamento cristiano esemplare mostrato durante la deportazione e la prigionia, ma soprattutto, come testimoniano diari e lettere ritrovati dopo la morte, per avere concesso il perdono a carcerieri e carnefici. Lo zar chiese persino di non essere vendicato e rifiutò la via della fuga che, segretamente, gli era stata proposta: temeva che sarebbe costata troppo sangue. Nel monastero (incendiato il 14 settembre 2010) alle 9 è stata celebrata una seconda Messa.

    Quando nel 2003 si svolse la prima marcia di preghiera per la famiglia imperiale i partecipanti furono non più di 3mila; oggi, nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre ? e dell’apparizione della Madonna a Fatima che mise in guardia dal comunismo, invitando a consacrare la Russia al proprio Cuore Immacolato ? sono stati 20 volte tanti. Ovvio, il mondo “illuminato” guarda con alterigia: masse fanatizzate in fuga nostalgica dal presente mesto che vengono soggiogate dal clero bigotto. Ma la supponenza e il dileggio non sono mai riuscite, né in Russia né altrove, a spiegare quell’intreccio di sacro e terreno (non profano), di fede profonda e reverenza per l’autorità, di amore (anche estetico) per l’ordine e credo carnale (nel senso dell’Incarnazione) che regge il mistero sublime dei re terreni, figura del Re celeste dei Re. Dal primo regno cristiano della storia, l’Armenia nel 301, a Costantino, da Teodosio al Sacro Romano Impero, da Giustiniano alla Vienna imperiale fino a Mosca “terza Roma”, con tutti i loro grandi, enormi difetti, i re, le regine e i loro principi sono stati per popoli interi un modo, fragile come tutte le cose umane ma sincero come tutte le cose belle, d’intersecare la terra con il cielo in un segno di croce che fugasse ogni tentazione intimista e riduzionista di null’altro che la fede.

    Per questo mistero migliaia e miglia di cristiani hanno dato la vita: non per il re e la sua famiglia, ma per ciò che il libro dei Proverbi (8, 15) sunteggia in modo mirabile: «Per mezzo mio regnano i re e i magistrati emettono giusti decreti». Dare la vita per Cristo Re ha questo significato, e nessun altro.

    I 60mila di Ekaterinburg sono un popolo intero che, fuori tempo e fuori luogo rispetto a ciò che pensa e vuole il mondo di oggi che non sa e non vuole credere più in nulla, testimonia una diversità che fa tremare i polsi. Perché riempie di speranza: non tanto di un revival monarchico, ma della nostalgia di un futuro diverso da come i nemici del Re hanno già programmato debba essere.


    altro link sulla stessa notizia

    RUSSIA Celebrato il martirio dello zar Nicola II. La Russia in cerca di un?anima

  7. #87
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    Predefinito Re: I Romanov

    Citazione Originariamente Scritto da galvrian Visualizza Messaggio
    Premesso che io sono per un'alleanza tra Chiesa Cattolica e monarchia e non per altro

    Processione per l'ultimo zar, nostalgia di un futuro diverso

    Processione per l'ultimo zar, nostalgia di un futuro diverso
    di Marco Respinti


    Nella notte fra il 16 e il 17 luglio, più di 60mila russi hanno marciato per una quindicina di chilometri dietro alla croce, dalla casa di Nikolaj Ipat’ev, un mercante di Ekaterinburg, nella regione degli Urali, dove la famiglia imperiale russa era stata sterminata senza pietà dai bolscevichi 99 anni prima, fino a Ganina Jama, una miniera dismessa nei pressi del villaggio di Koptjaki dove i resti dei Romanov furono gettati di nascosto in un pozzo.

    Fu Jakov M. Sverdlov (1885-1919) il capo bolscevico che capitanò la fazione di chi volle la morte dello zar Nicola II, della zarina Alessandra Fëdorovna, dello zarevi? Alessio e delle principesse imperiali Olga, Maria, Tatiana e Anastasia. In suo onore, nel 1924 la città di Ekaterinburg fu rinominata (e fino al 1991) Sverdlovsk. Il soviet di Ekaterinburg reclamava i prigionieri e Mosca non riuscì a impedirlo. Casa Ipat’ev fu requisita e i Romanov internati il 30 aprile 1918, per 78 giorni. Poi la condanna a morte, la cui esecuzione fu affidata il 17 luglio al funzionario della polizia politica locale Jakov M. Jurovskij (1878-1938), costretto a reclutare ex prigionieri di guerra austroungarici fattisi comunisti per sostituire i bolscevichi russi che si rifiutarono di sparare. Lo zar cadde per primo, seguito dalla zarina. I loro figli vennero fucilati nella mattanza che seguì per ben 20 minuti; furono ammazzati con i membri del seguito, il medico personale di famiglia, il cuoco, la dama di compagnia dell’imperatrice. Tre delle quattro figlie non morirono subito; vennero sventrate dalle baionette in un angolo della stanza. I comunisti ammazzarono anche i due cani di Tatiana e Anastasia.

    Poi la deportazione dei cadaveri. A metà strada Alessio e Maria vennero bruciati; gli altri, spogliati e fatti a pezzi, furono gettati nel pozzo dei Ganina Jama, poi cosparsi di acido solforico e infine dati alle fiamme. I primi ritrovamenti, accertati con l’analisi del DNA mitocondriale, sono del 1990, pietosamente sepolti nella cattedrale di San Pietroburgo il 16 luglio 1998 con funerale di Stato (presieduto dal primo presidente della Russia post-sovietica, Boris N. Eltsin). Dopo altri ritrovamenti, il 30 aprile 2008 il governo russo ha comunicato che tutta la famiglia imperiale è stata identificata. Il corteo ha voluto ricordare quei tragici eventi nella preghiera.

    Come ogni anno, la cerimonia è iniziata la notte del 16 luglio con una celebrazione eucaristica concelebrata da metropoliti e vescovi in quella che ufficialmente si chiama Chiesa sul sangue in onore di tutti i santi risplendenti nella terra russa (il sangue è quello versato dai Romanov), che, costruita tra il 2000 e il 2003, sorge al posto della Casa Ipat’ev (distrutta nel 1977 dall’allora responsabile locale del Partito comunista sovietico, Eltsin). Quindi, alle 3, il corteo sì è incammino per l’ex miniera, fermandosi, attorno alle 7 al pozzo della vergogna al suono delle campane. Lì dal 2001 sorge il monastero dei Santi portatori imperiali della Passione. Al centro c’è il khatolikon, ovvero l’edificio ecclesiastico principale dove si adora l’icona della Madonna Derzhavnaya (sovrana), particolarmente legata alla mistica monarchica russa. Attorno vi sono sette cappelle, ognuna dedicata a uno dei membri trucidati della famiglia imperiale. I Romanov, infatti, sono stati dichiarati martiri e santi dalla Chiesa ortodossa russa nel 2000 (onorati dal calendario liturgico appunto il 17 luglio) in ragione del comportamento cristiano esemplare mostrato durante la deportazione e la prigionia, ma soprattutto, come testimoniano diari e lettere ritrovati dopo la morte, per avere concesso il perdono a carcerieri e carnefici. Lo zar chiese persino di non essere vendicato e rifiutò la via della fuga che, segretamente, gli era stata proposta: temeva che sarebbe costata troppo sangue. Nel monastero (incendiato il 14 settembre 2010) alle 9 è stata celebrata una seconda Messa.

    Quando nel 2003 si svolse la prima marcia di preghiera per la famiglia imperiale i partecipanti furono non più di 3mila; oggi, nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre ? e dell’apparizione della Madonna a Fatima che mise in guardia dal comunismo, invitando a consacrare la Russia al proprio Cuore Immacolato ? sono stati 20 volte tanti. Ovvio, il mondo “illuminato” guarda con alterigia: masse fanatizzate in fuga nostalgica dal presente mesto che vengono soggiogate dal clero bigotto. Ma la supponenza e il dileggio non sono mai riuscite, né in Russia né altrove, a spiegare quell’intreccio di sacro e terreno (non profano), di fede profonda e reverenza per l’autorità, di amore (anche estetico) per l’ordine e credo carnale (nel senso dell’Incarnazione) che regge il mistero sublime dei re terreni, figura del Re celeste dei Re. Dal primo regno cristiano della storia, l’Armenia nel 301, a Costantino, da Teodosio al Sacro Romano Impero, da Giustiniano alla Vienna imperiale fino a Mosca “terza Roma”, con tutti i loro grandi, enormi difetti, i re, le regine e i loro principi sono stati per popoli interi un modo, fragile come tutte le cose umane ma sincero come tutte le cose belle, d’intersecare la terra con il cielo in un segno di croce che fugasse ogni tentazione intimista e riduzionista di null’altro che la fede.

    Per questo mistero migliaia e miglia di cristiani hanno dato la vita: non per il re e la sua famiglia, ma per ciò che il libro dei Proverbi (8, 15) sunteggia in modo mirabile: «Per mezzo mio regnano i re e i magistrati emettono giusti decreti». Dare la vita per Cristo Re ha questo significato, e nessun altro.

    I 60mila di Ekaterinburg sono un popolo intero che, fuori tempo e fuori luogo rispetto a ciò che pensa e vuole il mondo di oggi che non sa e non vuole credere più in nulla, testimonia una diversità che fa tremare i polsi. Perché riempie di speranza: non tanto di un revival monarchico, ma della nostalgia di un futuro diverso da come i nemici del Re hanno già programmato debba essere.


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    RUSSIA Celebrato il martirio dello zar Nicola II. La Russia in cerca di un?anima
    Un altra caricatura umana fuori dal tempo.
    Ma comprarsi un calendario del XXI secolo?
    Questo è un altro che se vede la foto della regina si bagna in mezzo alle gambe, pur ben sapendo che se anche dovesse comparire davanti alla regina questa lo guarderà schifata perchè non è nobile e ricco.
    Fatti una vita, meriti un avvenire migliore
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  8. #88
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    Predefinito Re: I Romanov

    Penso che Nicola fosse un brav'uomo, come Luigi XVI, ma inadatto al governo e retrogrado.

    Come persona era certamente una brava persona, che perdono' anche i suoi futuri assassini, ma non basta per governare bene

  9. #89
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    Predefinito Re: I Romanov

    Hanno fatto male ad uccidere i Romanov, come hanno fatto male ad uccidere Luigi XVI e Maria Antonietta, anche se in quei tempi rappresentavano tutto l'opposto agli ideali che si stavano imponendo e se fossero rimasti in vita si sarebbero vendicati o avrebbero influenzato moltissimo i loro alleati.

  10. #90
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    Predefinito Re: I Romanov

    Leggendo alcuni dati appare chiaro che Nicola II era un uomo buono (o almeno così emerge), ma anche incapace di governare e chiaramente con una certa propensione al'autoritarismo (cosa sopravvissuta fino ai giorni nostri).
    Come dice Rot anche riguardo ai Re Francesi non credo che l'obiettivo era ucciderli fin dall'inizio ma era chiaro che rappresentavano un ostacolo o comunque un pericolo per le rispettive rivoluzioni e in un momento di pericolo o crisi (ma anche di accertato tradimento come per i regnanti francesi), si è preferito eliminarli.
    In modo crudo e brutale, ingiusto forse, ma comunque giustificabile dai grandi eventi storici di quel periodo.

 

 
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