Il dodici aprile il Procuratore Generale di Milano, dottor Francesco Saverio Borrelli lascerà il "servizio attivo" (e tutti sappiamo come e quanto attivo, e soprattutto in che direzioni....) nella carriera di Pubblico Accusatore. Oggi si è tenuta le cerimonia d'addio durante la quale Borrelli ha preso la parola per salutare e ringraziare tutti i suoi collaboratori, quelli che hanno lavorato con lui e/o per lui nei ben 46 anni di carriera in Magistratura del colto e battagliero Grand'Avvocato della Pubblica Accusa.
Non sappiamo ancora se continuerà a RESISTERE, RESISTERE e RESISTERE al Parlamento e alle sue Leggi anche da comune cittadino, o se farà parlare ancora di sè....in qualche modo.
Sicuramente noi non lo rimpiangeremo, non perchè non riconosciamo in lui l'indubbia intelligenza e la raffinata cultura. Non perchè dissentiamo dalla necessità di perseguire i reati, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione, chiunque li abbia commessi, anche se ricco e potente. Il dissenso con il dottor Borrelli è ben altro e investe i principi fondamentali di quelli che secondo noi sono i fondamenti dello Stato di Diritto, della democrazia liberale, che mal si combinano con il sacro furore giacobino dell'inquisitore, o con una concezione dell'indipendenza della magistratura dimentica di esser indipendente anche dalle ideologie e dai pregiudizi ideologici, compresa l'ideologia della "lotta contro il male" e "per il bene". Dimentica di essere sottoposta SOLO alla legge ma SENZ'ALTRO alla Legge.
Non possiamo dimenticare il "tintinnare delle manette" usato per fare in modo che gli "inquisiti eccellenti" si trasformassero in "infami" (sono le parole dei procuratori milanesi), ne' i morti, i suicidi, i troppi errori... sanciti da altrettante assoluzioni (che non hanno restituito alle vittime le carriere rovinate, le giornate di galera, l'angoscia....).
Non possiamo dimenticare le omissioni.....l'epurazione dei magistrati che intendevano indagare partiti politici ritenuti in qualche modo alleati....o utili alla "lotta del bene contro il male".
Non possiamo dimenticare l'avviso di garanzia del 1994 contro Berlusconi che, oggi sappiamo con certezza per la sentenza motivata della Corte di Cassazione, essere stato completamente infondato, senza il supporto del minimo indizio concreto.
Eppure quell'atto, diffuso ignobilmente per mezzo stampa....contribuì pesantemente a far cadere un governo voluto democraticamente dai cittadini, che furono scippati pertanto di un diritto democratico fondamentale!
Non possiamo dimenticare le parole del dottor Borrelli all'apertura dell'anno giudiziario milanese 2002, parole che il presidente emerito della Corte Costituzionale Caianello ha giustamente definito "al limite del fatto insurrezionale" contro le Istituzioni Rappresentative della Repubblica.
Addio dottor Borrelli, mi auguro che il suo successore sappia essere un magistrato altrettanto intelligente e colto, ma anche più indipendente: indipendente dal potere politico, senz'altro, ma anche dalle ideologie e dai pregiudizi politici, dall'idea giacobina di giustizia che dimentica che la funzione della magistratura non è quella di fare rivoluzioni, di rivoltare il paese come un calzino, di spezzare le reni a politici ritenuti senza prova corrotti, di resistere, resistere, resistere al Parlamento, ma è... semplicemente quella definita dalla Costituzione.
Cordiali saluti.




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Nobis ardua
