Del caso Boffo non ha parlato oggi mons. Mons. Mariano Crociata, segretario dell'episcopato italiano, che in una lunga relazione all'assemblea dell'Azione Cattolica ha delineato la l'esigenza di un atteggiamento spirituale della Chiesa in Italia sintetizzabile nel binomio "resistenza" (ad una logica anti-evangelica e disumanizzante) e "simpatia" (ovvero una relazione che parta sempre da "un giudizio positivo", pieno di speranza verso la società).
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I credenti in Italia - ha chiesto mons. Crociata - devono "resistere" a 'tutto cio' che contraddice il Vangelo e la fede". Non devono lasciarsi "fagocitare dal mondo e dalla sua logica anti-evangelica e disumanizzante" e tuttavia non possono nemmeno cedere alla "sindrome d'assedio" di chi "vede attorno a sé nemici e minacce alla Chiesa". "Bisogna vigilare non solo sulla tentazione di ridurre la fede alla dimensione privata, ma anche su quella opposta di adagiarsi sul mantenimento di un ambiente socio-culturale con tratti religiosi e più o meno vagamente cristiani, secondo una prospettiva di religione civile", ha aggiunto. Il numero due della Cei ha ammesso con onestà che in Italia vi è "un lento declino dell'appartenenza religiosa forte alla chiesa cattolica". Tuttavia ha invitato a "superare una impostazione connotata, in senso pessimistico, dalla preoccupazione di perdere condizioni e prerogative del passato e mossa da una voglia di rivalsa e di riconquista". "Si tratta piuttosto - ha detto alla platea dell'Azione Cattolica - di sviluppare una lettura che sia ispirata e dettata da una visione credente, teologicamente illuminata".
ANSA.it - Cei: resistere ma senza sindrome d'assedio





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