Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 21
  1. #1
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    169,573
     Likes dati
    12,263
     Like avuti
    15,377
    Mentioned
    588 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Il mondo ci guarda.....male!

    «In Italia non si potrà eternamente negare l’evidenza del conflitto d’interesse, imporre riforme impopolari senza un reale negoziato, sperare in un riconoscimento internazionale con ministri irresponsabili come Umberto Bossi».

    Dominique Douglas, Le Point, 28 marzo 2002

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito Il mondo ci guarderà sorridendo...

    Aspetta che ritornino al governo Mortadella e Veltroni...Vedrai il mondo che risate si farà...

  3. #3
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Sempre la solita solfa: a dare o negare la patente di credibilità sono immancabilmente gli ambienti della socialdemocrazia europea. Ma chi li ha messi in cattedra ? Vogliamo prima o poi spulciare la loro stessa credibilità ?

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    08 Mar 2002
    Località
    cagliari
    Messaggi
    2,033
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    perche' non ci provate?
    cosa avreste da "spulciare"? il conflitto di interessi? leggi su misura per imputati eccellenti? avvocati di boss mafiosi che fanno anche i viceministri? la concentrazione di potere economico, politico e mediatico in capo ad una sola persona?...ecco perche' non lo fate..non avreste argomenti...e in ogni caso dovreste rispondere prima alle domande dell'Economist, giornale liberale che sostenne BUSH (altro che questione di socialdemocrazia!) che ha posto delle domande precise cui berlusconi si e' ben guardato dal rispondere....e poi El Mundo, Financial Times, La Croix, Washington POst, Le Monde, Der Spiegel...
    Antonio

  5. #5
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by tony
    perche' non ci provate?
    cosa avreste da "spulciare"? il conflitto di interessi? leggi su misura per imputati eccellenti? avvocati di boss mafiosi che fanno anche i viceministri? la concentrazione di potere economico, politico e mediatico in capo ad una sola persona?...ecco perche' non lo fate..non avreste argomenti...e in ogni caso dovreste rispondere prima alle domande dell'Economist, giornale liberale che sostenne BUSH (altro che questione di socialdemocrazia!) che ha posto delle domande precise cui berlusconi si e' ben guardato dal rispondere....e poi El Mundo, Financial Times, La Croix, Washington POst, Le Monde, Der Spiegel...

    No...Loro i conflitti di interessi non li hanno...Hanno altri conflitti, più, come dire?, pede...stri
    Chiedetelo a Di Rupo e Michel...

  6. #6
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    169,573
     Likes dati
    12,263
     Like avuti
    15,377
    Mentioned
    588 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    Deve essere imbarazzante per il famoso letterato italiano, che siede a tavola nella bella casa francese e vorrebbe conversare solo di romanzi e di argenteria, sentirsi proporre all’improvviso citazioni di Vattimo, Tabucchi o Sanvitale. Le ha pubblicate “Le Monde”. Parlano dello stato delle cose in Italia. Inevitabile la domanda che segue: «E lei che cosa pensa?». Poiché in Francia tutti coloro che hanno un qualsiasi rapporto, anche marginale con le cose del mondo sanno che l’Italia è un caso a parte rispetto a tutto il resto dell’Europa, la vera domanda che il nostro letterato sente nelle parole dei suoi ospiti è questa: «E tu come mai non hai notato niente, non hai avuto niente da dirci o da spiegarci mentre così tante voci in Europa si interrogano sul percorso improvvisamente deviato della democrazia italiana?».
    L’imbarazzo è grande. Come fa il letterato a dire «non è vero niente» del più grande e sfacciato e sbandierato conflitto di interessi del mondo? Come fa a dire «non ho notato niente di strano», nel Paese che ha il 2,2 per cento di immigrazione, dove gli imprenditori implorano manodopera ma un partito apertamente secessionista è al governo, con tre ministri chiave (uno alla Giustizia) e pretende che una nave sgangherata che sta forse avvicinandosi alla Sicilia venga presa a cannonate in alto mare?
    Potrà cavarsela con un accenno agli eccessi e alle demagogie di alcune teste calde, nel Paese in cui quattromila (quattromila) giudici pubblicano un messaggio di allarme sui giornali e lo fanno a pagamento, sapendo che altrimenti le loro ragioni saranno lasciate cadere o messe a pag. 39, in brevi riassunti, per non irritare il governo?
    Il nostro interlocutore vorrebbe parlare di saggi e romanzi.
    Ma difficilmente potrà sfuggire alla domanda che solo in apparenza sembra specialistica e che ormai tutti, anche i passanti, si fanno in Europa: perché l’Italia non ha un ministro degli Esteri?
    È la domanda chiave. Provare a rispondere costringe a spiegare, a rivelare tutto. Non c’è un ministro degli Esteri perché quello che c’era, un uomo competente e rispettato, si ostinava a rappresentare l’Italia con decoro. Andava licenziato perché era un ingombro. Come mai? La risposta è che è non facile impedire la collaborazione internazionale fra giudici su gravi reati, come intende fare il governo di Berlusconi, sotto gli occhi di un normale ministro degli Esteri. Non è immaginabile far rientrare dall’estero capitali sospetti di tutti i tipi e di tutte le provenienze se siede alla Farnesina un ministro che ha anche competenza economica.
    Non è pensabile che chi tiene sotto stretto controllo tutte le televisioni e gran parte dell’editoria in Italia, progetti anche di intrufolarsi negli affari tedeschi per controllare punti cruciali della comunicazione mediatica di quel Paese. È naturale che il Cancelliere tedesco dica che «da un Paese amico c’è da aspettarsi un minimo di separazione fra il potere economico e la responsabilità politica».
    Ma tutto questo, come il rifiuto di sottoscrivere il mandato di cattura europeo, la decisione di impiantare una politica dell’immigrazione che offende i principi base della dignità democratica (diritti umani, diritti civili, accoglimento dei profughi che chiedono diritto d’asilo), tutto ciò non si può fare se c’è un regolare ministro degli Esteri, titolare di una propria reputazione, se quella reputazione non è in vendita.
    Dunque c’era un ministro degli Esteri. C’era e aveva intenzione di comportarsi da persona normale che vede, capisce e dice le cose che non si possono fare o accettare per salvare l’immagine italiana.
    C’era e si aspettava un sostegno dei media del suo Paese che non ha mai avuto.
    C’era e contava su segni di fermezza politica che avrebbero potuto esserci anche all’interno dello schieramento di centro-destra, ma non ci sono stati.
    C’è stato un bel silenzio, un bel vuoto. E lo hanno licenziato in modo maleducato. Hanno affermato, per esempio, che il suo era «un contratto a termine», una bugia improvvisata di cui nessuno - a parte questo giornale e una parte dell’opposizione - ha osato chiedere conto a chi la stava dicendo.
    I nostri concittadini europei (che non sono «estero» da quando esiste l’Unione e la moneta unica, e qualcuno dovrebbe avvertire di ciò i letterati irritati per «la brutta figura all’estero») hanno notato subito che, liquidato un ministro degli Esteri, non se ne è nominato un altro.
    E’ cominciata la stagione, un po’ comica e un po’ tragica, detta «dell’interim».
    Che vuol dire tre cose:
    Primo, un penoso stravolgimento della funzione degli ambasciatori e degli istituti di cultura che, d’ora in poi, saranno valutati secondo la capacità di vendere prodotti. La cosa è risibile, ma viene definita «rivoluzione copernicana» dal titolare «ad interim». E se avete qualcosa da dire contro questa deliberata negazione e umiliazione della funzione diplomatica italiana nel mondo, il presidente-ministro «ad interim» e proprietario di quasi tutti i media italiani, incarica subito il suo personale settimanale politico di dire che «si assiste ogni giorno allibiti all’esibizionismo de “l’Unita”», e che il giornale «coltiva premuroso i difetti peggiori per un pugno di copie in più, un calcolo spregiudicato e cinico che fa leva sulla disperazione narcisistica di un gruppetto di intellettuali tristi». Segno che avete toccato il punto giusto della questione.
    Secondo, i grandi eventi internazionali sono trattati come pranzi e cocktail. Il ministro «ad interim» arriva, se arriva, troppo tardi, sbadato, distratto, disinformato e si occupa esclusivamente delle quattro battute che fanno l’evento mediatico. Non un segno, neanche marginale, di una presenza, di un contributo, di un peso italiano in qualunque vicenda. Per non incorrere nel giudizio di condanna dei media che lui controlla, nessuno si sogna di dire che le apparizioni di Berlusconi per un caffè di mezzanotte, durante gli incontri degli altri ministri degli Esteri (che nel frattempo lavorano e fanno valere il peso dei rispettivi governi e Paesi e opinioni pubbliche) significano che l’Italia non c’è e non conta niente.
    Terzo, in uno dei momenti più drammatici e difficili nella storia contemporanea (fra l’11 settembre e la guerra intorno a Israele) l’Italia non ha alcuna politica estera, alcuna presenza nel mondo. Non dà alcun segnale di un proprio contributo nell’area che più di tutte ci riguarda, il Mediterraneo e il Medio Oriente.
    Non ha niente da dire, niente da fare, non un solo segno di partecipazione originale alla vita politica della comunità internazionale. Non una idea o una proposta.
    Una prova paurosa di dilettantismo e incapacità personale, professionale, politica. Assenza di dignità e vuoto di lavoro è quanto resta nel cratere di una politica estera italiana che non esiste più.
    La parte libera della nostra opinione pubblica non fingerà di non saperlo e continuerà a dirlo, non tanto per denunciarlo (la totale latitanza dell’Italia nelle questioni del mondo è ormai una notizia pubblica largamente conosciuta) quanto per negare ostinatamente al capo del governo e padrone di tutti i media il furto di libertà che sta realizzando. Lo fa attraverso il prevalente silenzio e l’interventismo mirato dei suoi dipendenti, ad ogni tentativo di rompere l’omertà.

  7. #7
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Ma che palle questo conflitto...7 anni di governo ulivista-komunista non hanno risolto ilproblema...Ma come mai?
    Eheheheh...Se non ci fosse il conflitto d'i. bisognerebbe inventarlo...

  8. #8
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    169,573
     Likes dati
    12,263
     Like avuti
    15,377
    Mentioned
    588 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    Non te lo sta dicendo la sinistra comunista; te lo sta dicendo l'intera comunità internazionale.
    Quella civile e democratica, ovviamente.

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Grosseto
    Messaggi
    2,502
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by MrBojangles
    Non te lo sta dicendo la sinistra comunista; te lo sta dicendo l'intera comunità internazionale.
    Quella civile e democratica, ovviamente.
    Questo è tutto scemo.
    In una democrazia la partecipazione alla vita politica, al di là delle oggettive capacità, deve essere garantita a tutti. Rutelli è la garanzia che l'Italia è davvero una gran bella democrazia"
    The Times

  10. #10
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by MrBojangles
    Non te lo sta dicendo la sinistra comunista; te lo sta dicendo l'intera comunità internazionale.
    Quella civile e democratica, ovviamente.
    Che guarda caso coincide sempre con la stessa parte politica, la quale tenta di avere il monopolio politico-morale di queste nozioni. Troppo comodo.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 18-02-10, 16:09
  2. un tizio vi fissa e vi guarda male. che fai?
    Di cacomassi nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 18-02-10, 02:52
  3. Il mondo ci guarda: The bloody battle of Genoa
    Di Metapapero nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-07-08, 15:38
  4. Tutto il mondo guarda a Chavez
    Di Filippo Strozzi nel forum Repubblicani
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 22-10-06, 09:59
  5. Il Mondo ci guarda (male!); e ci giudica.
    Di MrBojangles nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-03-02, 14:24

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito