Il paragone, o accostamento è insultante per chi sostiene la legalizzazione dell'eutanasia....inoltre non si è contro la vita, ma semplicemnte ci si chiede se, una certa vita, qualora venga rifiutata per certi motivi e non per altri,alla luce della considerazione di una certa situazione oggettiva (la malattia grave, dolorosa, inguaribile e mortifera), possa avere un termine autoindotto....non mi pare la stessa cosa di fare una strage. Ci sono o no certi scopi, per perseguire i quali, si può mettere in secondo piano il rispetto della vita? Pe es. la vita stessa. Se uno sta per spararti, e io, per salvarti, gli sparo, io non verrò punito. E l'aggressore può morire, ed io non verrò punito. Anche se in questo caso io, difendo, con la tua vita, più il tuo diritto a vivere, che la tua vita in sè e per sè.Originally posted by Lepanto
A volte mi domando se avete letto la dichiarazione il Card. Arinze.
Il Prelato non ha paragonato l'eutanasia all'11 settembre, ma ha invece criticato la "cultura della morte", cioè quella cultura che tiene in pochissimo conto il valore di una vita umana.
Il caso delle gemelle siamesi. Se si lasciano le cose così come stanno, entrambe muoiono, se se n salva una, l'altra morirà. In modo tale che, agendo per salvarne una si indurrà la morte dell'altra. La si causerà. In questo caso come si rispetta il valore della vita? Se si salverà una, si causerà indebitamente, (poichè non si proteggerà nessuno dalla violazione di un suo diritto da parte di un altro) la morte dell'altra, e, se si lascierà tutto come sta, si avrà come risultato la morte d'entrambe. Ma ha senso un "rispetto della vita", la cui applicazione in un certo caso specifico, porti alla perdita di due vite anzichè di una? E i medici sanno che l'inazione comporterà una doppia morte, mentre l'azione ne comporterebbe una sola, ma causandola. Si può, in nome della vita, violare il diritto alla vita?
Forse uno degli aerei dell'11 sett. è stato abbattuto. Non si sa bene. Sarebbe stato legittimo da parte delle autorità USA farlo? Per risparmiare altre vittime innocenti (quelle a terra) se ne possono uccidere altre, altrettanto innocenti? E' una questione solo di quantità di vite perse, o perdibili?
Negli USA, se non erro, una donna può uccidere chi la aggredisca per violentarla. Qui ciò che si difende, a prezzo della vita altrui, non è nemmeno il diritto alla vita, ma il diritto all'integrità fisica. In questo caso il diritto all'integrità psicofisica è preordinato a quello del rispetto della vita.
Tutto questo per dire come i concetti di valore della vita, di rispetto della vita, di rispetto del diritto alla vita siano complessi, e per niente chiaramente descrivibili. Può una perdita gigantesca di integrità fisica e psichica giustificare la possibilità di un'autorinuncia al diritto alla vita, come nel caso dell'eutanasia? Può una totale incapacità della fruizione del diritto alla vita, ovvero una totale incapacità di trarre qualsivoglia giovamento dall'averlo (un'impossibilità per cause naturali, non umane), ed anzi, può il fatto che l'avere la vita comporti una serie di sofferenze indicibili, giustificare una rinuncia allo stesso ed alla vita, da parte, ovviamente, di chi li possiede entrambi?
Io non voglio convincerti di alcunchè. Tu rimarrai delle tue opinioni, ed io delle mie. Però vorrei che tu, come il cardinale, come il papa ecc., ne aveste rispetto , pur non condividendole. Perchè sentire certi paragoni, fa male, offende.....ci si sente insultati, nelle proprie ragioni, nei propri sentimenti, nei propri valori. E vorrei tanto che rispondeste con degli argomenti tali che non abbiano come condizione per la loro validità, il fatto di credere nel Dio della vostra religione.....difendete pure l'illegalità dell'eutanasia, ma, per una volta, fatelo laicamente!
Saluti


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