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  1. #1
    give peace a chance
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    Predefinito un piccolo tributo a lenin....

    cosa ve ne sembra di queta biografia?....
    l'ho trovata su www.tesionline.it ....
    ------------------------------------------------------------------

    Lenin (pseudonimo di Vladimir Ilic Uianov) nasce nel 1870 a Simbirsk (oggi Uianovks). Gli anni di studio e di adolescenza coincisero con uno dei periodi più travagliati della storia sociale e politica della Russia, con il governo zarista che, dopo l'uccisione dello zar Alessandro II nel 1881 da parte dei populisti, si affretta ad annullare quelle limitate riforme che erano state introdotte durante il decennio precedente.

    Studia giurisprudenza presso la facoltà di Kazan’, ma dopo poco tempo viene espulso dall’università a causa di manifestazioni studentesche; decide allora di continuare i suoi studi a San Pietroburgo, dove, nel 1883, fonda il primo nucleo operaio russo.

    Si avvicina allo studio del marxismo, e in particolare al "Capitale" di Marx, poi nel 1893 si trasferisce a Pietroburgo entrando in contatto con il movimento fondato da Plechanov, "Emancipazione nel lavoro". Movimento che confluisce nel 1898 al Congresso di Minsk, nel partito operaio socialdemocratico di Russia (POSDR). Lenin sempre sotto stretta sorveglianza politica, viene alla fine arrestato e condannato a tre anni con la deportazione in Siberia.

    E' qui che nel 1899, porta a compimento il suo primo saggio: "Lo sviluppo del capitalismo in Russia", che rappresenta l'ennesima polemica contro i populisti, iniziata nel 1894 con l'articolo " Che cosa sono "Gli amici del Popolo" e come lottano contro i socialdemocratici ". Il nocciolo della questione era che i populisti ritenevano che la Russia sarebbe passata dal feudalesimo al socialismo (senza in pratica attraversare la fase dello sviluppo capitalistico), mentre Lenin era del parere che l'agricoltura russa fosse di fatto già entrata nella fase del suo sviluppo capitalistico. Senza contare che per Lenin la Russia faceva parte dell'Europa (contrariamente a quanto pensavano altri intellettuali), ed era quindi sottilmente intrisa di capitalismo. Questo, in altri termini, significava che fosse già presente nel tessuto sociale quella classe operaia indispensabile per guidare la rivoluzione, spinta che non sarebbe mai potuta venire, a detta del teorico russo, dalla sola classe contadina, esaltata da larghe frange rivoluzionarie. Gli operai, insomma, sono per Lenin indispensabili per scatenare una reazione al capitalismo, soprattutto attraverso un lavoro effettuato da intellettuali "organici" che fossero in grado di rendere consapevole questa classe circa le sue reali condizioni di sfruttamento. E' questa, in sostanza, l'opzione rivoluzionaria che prenderà il nome di "bolscevismo". Al successivo congresso del partito socialdemocratico russo, tenutosi a Londra nel 1903, il partito si spaccò in due fazioni; quella maggioritaria (bolscevica) capeggiata da Lenin e quella minoritaria (menscevica) capeggiata da Plechanov e altri.

    Intanto, nel 1901, Lenin emigra in Svizzera, dove fonda un periodico intitolato "Iskra" ("La scintilla"): lo scopo è quello di guidare e organizzare all'estero le lotte e le agitazioni degli operai russi. Lenin intendeva creare l'organizzazione del partito con una struttura fortemente centralizzata alla quale dovevano essere ammessi solo i "rivoluzionari di professione" e non le masse popolari. La divisione interna si approfondì in occasione della rivoluzione del 1905, scoppiata a seguito alla sconfitta inflitta dai Giapponesi ai Russi. I menscevichi intendevano lasciare la guida della rivoluzione alle forze della borghesia liberale russa, mentre Lenin pur riconoscendo il carattere democratico-borghese della rivoluzione, sosteneva che essa dovesse essere capeggiata dalla classe operaia e dai contadini, giudicando che la borghesia russa, per la sua debolezza, sarebbe stata incapace di portare la rivoluzione sino all'abbattimento dello zarismo e avrebbe sempre ripiegato su un compromesso con la monarchia e con l'aristocrazia terriera.

    Dopo il fallimento della rivoluzione del 1905 (conclusasi in un bagno di sangue), le polemiche fra bolscevichi e menscevichi si inasprirono sempre di più, con questi ultimi sempre più propensi ad identificarsi ed aderire ai movimenti di "revisione" del marxismo rivoluzionario. La rottura definitiva giunge a compimento nella II Internazionale, in concomitanza con lo scoppio della prima guerra mondiale. Lenin, infatti, punta a trasformare quella che interpreta come "guerra imperialista" in una "guerra civile", vedendo in questo uno degli aspetti positivi della guerra in sè e per sè. In buona sostanza insomma, per Lenin quella poteva essere un'occasione propizia per mettere finalmente in pratica le sue idee rivoluzionarie, cercando di trasformare la guerra in rivoluzione. I moti russi del '17 possono considerarsi il successo annunciato di questa precisa prospettiva.

    Ad ogni modo, quando scoppia la Rivoluzione in Russia, nel febbraio del 1917 appunto, Lenin era ancora esule in Svizzera. Rientrato a Pietroburgo traccia il programma per l'abbattimento del governo liberal-democratico nel frattempo salito al potere e per il passaggio della rivoluzione alla sua fase socialista. Nei successivi mesi compone la famosa opera "Stato e Rivoluzione", poi guida l'insurrezione di Ottobre che si conclude con la formazione del primo governo sovietico da lui capeggiato. Gli anni successivi sono quelli della costruzione del nuovo stato comunista e dei forti contrasti con Stalin, che Lenin non può più avversare ma di cui ha già presagito la pericolosità (celebre è lo scritto "Quello Stalin è pericoloso"). Gravemente ammalato muore il 21 gennaio del 1924, all'età di 54 anni.

  2. #2
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    Carissimo Demian,
    non mi sembra che si possa parlare di un "omaggio a Lenin" con questa breve biografia - oltretutto molto incompleta. Certo, i fatti sono fatti, ed è difficile mistificare l'opera del grande compagno Lenin. Per questo che la piccola biografia può sembrare "simpatizzante". Ma racconta solo eventi, tra l'altro tralasciando le migliori analisi di Lenin sull'imperialismo (che in sostanza sono il suo contributo innovativo al marxismo).

    Quanto alla chiosa finale, non la condivido. Non è vero che la politica finale fu volta a contrastare l'ascesa di Stalin. In un cetrto momento questo è vero, ma si trattava di questioni di poco conto. Stalin era ministro di lenin e capo del partito di Lenin. Sarebbe stato più obiettiva - questa biografia - se avesse citato invece gli attacchi feroci che Lenin aveva rivolto a Trotskij e alla cricca dei menscevichi durante la Grande Guerra. Ma si sa... il coro degli imperialisti vede il nemico in chi ha costruito l'Unione Sovietica, piuttosto che nei nemici di questa.

    Comunque sono aperto ad ogni contributo su questo argomento, perché mi sembra utile alla causa del comunismo in Italia che i compagni si trovino a discutere e magari a litigare sulla nostra storia.

    Come ci ha insegnato Mao Tse-Tung, il progresso del comunismo, non può avvenire che attraverso lo scontro dialettico dei compagni tra loro, dei compagni con le masse popolari, delle masse popolari in lotta contro la dittatura della borghesia.

    Quindi, benvengano le opinioni di tutti i comunisti sull'argomento!

    Propongo anzi di lasciare questo tread come laboratorio politico di discussione sulla storia di 150 anni di comunismo nel mondo.

    A pugno chiuso!

    AI

  3. #3
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    ho riportato questo tributo in quanto mi è capitata sotto gli occhi....
    nonostante fosse poco argomentata, mi è sembrata un buona idea per tornare a parlare della sua persona....
    riguardo il rapporto con stalin, boh, non ci ho mai capito + di tanto; nei vari libri che ho letto in merito venivano riportate + versioni, anche quella dove lui considerasse stalin l'unico per portare avanti il progetto rivoluzionario, quindi mi trovi in alto mare su questo tema....

    anzi , se qualcuno di voi potesse indicarmi delle letture in materia gliene sarei grato....

  4. #4
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    Originally posted by demian
    ho riportato questo tributo in quanto mi è capitata sotto gli occhi....
    nonostante fosse poco argomentata, mi è sembrata un buona idea per tornare a parlare della sua persona....
    riguardo il rapporto con stalin, boh, non ci ho mai capito + di tanto; nei vari libri che ho letto in merito venivano riportate + versioni, anche quella dove lui considerasse stalin l'unico per portare avanti il progetto rivoluzionario, quindi mi trovi in alto mare su questo tema....

    anzi , se qualcuno di voi potesse indicarmi delle letture in materia gliene sarei grato....
    Stalin fu il più leale e devoto collaboratore di Lenin, checchè ne dicano trotzkisti e bordighisti vari. Il testamento di Lenin è la più grossa bufala del secolo, inventato dal rinnegato Kruscev.
    Infatti lenin che aveva inventato il principio del centralismo democratico mai si sarebbe sognato di scavalcare il CC del partito nell'indicare il segretario.

    saluti comunisti

 

 

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