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  1. #1
    Omo de Panza
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    Predefinito I posti più belli e cosa farci - Roma

    Villa Ada

    Adagiarsi mollemente sulla flebile erbetta del pratone centrale e, cercando di evitare che ti passino le canne per sbaglio, sonnecchiare, e sentire, come fosse una cosa sola, il sole e le parole de Roma solleticarti le palpebre chiuse e le orecchie.
    Strofinare i palmi aperti sull'erba e stiracchiarsi come un gatto.
    In alternativa guardare le collinette dolci come seni non rifatti e i cavalli che vi pascolano dietro la staccionata e col ciottolato tra i piedi indugiare sul primo pensiero che non sia: mi ci farei una casa qui, pensa che bello.


    continua

  2. #2
    Omo de Panza
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    Piazza del Popolo

    Semplicemente camminare in quello spazio con l'aria di non rimpiangere per niente quando lì vi si parcheggiava con l'auto. Avvicinarsi al monumento al centro della piazza, passarella naturale insuperata per una donna che arriva in ritardo o al primo appuntamento, e assumere l'aria di chi sta aspettando qualcuno. Questo vi consentirà di ristare lì a vostro agio e di sognare che arrivi chi sognate.


    continua...

  3. #3
    hussita
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    NOOOOOOOOOOOOO
    ti prego

    povera esule


    e oggi non è proprio giornata nevischia ed io sono piuttosto giù

  4. #4
    Omo de Panza
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    Originally posted by hussita
    NOOOOOOOOOOOOO
    ti prego
    povera esule

    e oggi non è proprio giornata nevischia ed io sono piuttosto giù
    Ma come? In Belgio non è primavera come qui dove il sole brilla sui parchi cittadini, le donne sculettano nelle gonne coi pupi nel passeggino e gli uomini passeggiano per via del Corso in pausa pranzo esibendo camice sbottonate? Pensavo di si...

  5. #5
    hussita
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    tutto come sopra, tranne il tempo

  6. #6
    Omo de Panza
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    Bar della Pace

    Prendere una bella giornata, sole, uccellini che cantano, fiori che sbocciano. Evitare come la peste gli orari di pausa pranzo, nelle quali Roma diventa una mensa caciarona e vociante, un continuo rincorrersi di giacche e cravatte che addentano pizze al taglio e si gridano di inutili cose di lavoro, sorridendo vacui con il basilico tra i denti che nessuno gli dirà. Il primo pomeriggio va bene. Sedersi sui tavolini all'aperto del Bar della Pace e lì ristare, con una cosa fresca da bere. Godersi il sole che ci sarà e la vista del balconcino lussureggiante che c'è davanti e che è pieno di morbidi rampicanti, di sicuro abitato da una splendida fanciulla che vi ama e che, forse, prima o poi, s'affaccerà.

  7. #7
    hussita
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    Predefinito piazza mattei

    La piazza era il centro dell'isolato appartenente alla famiglia Mattei che aveva l'incarico di aprire e chiudere tutte le porte del Ghetto.
    Oggi grazie al FAI ( la sora Giulia-maria-mozzoni-crespi era la scema che cacció Montanelli dal corriere, ma almeno qualcosa di buono lo ha fatto) e soprattutto se siete a Roma ( grr) andate a visitare Palazzo Mattei, di solito difficilissimo da vedere.
    Ha una corte straordinaria.
    Ma, soprattutto, non perdersi assolutamente la straordinaria occasione di guardarsi l’intero quadrilatero dove si trova Palazzo Mattei, tra il misteriosissimo ghetto di Roma, la Fontana delle Tartarughe e Palazzo Caetani, meravigliosa opera dell’Ammannati.
    La piazza per me ha un non so che di Petra, un terracotta scuro che è sí il colore che si associa a Roma, ma è la gestione dello spazio ed il bronzo della fontana ( che dalle foto sembra piccola, ma provate a sbucare da una delle viuzze e vedrete) che ne amplificano le sfumature e riverberano i colori fino ad unirsi con un grigio antracite quasi bluastro
    ah!

    Notula: il ghetto fu abolito per la prima volta dalla Costituzione della Repubblica Romana, nel 1849 ( mentre nella precedente Repubblica Romana del 1798 avevano solo "buttato il cappello giallo") e definitivamente nel 1870



    La funtana de piazza Tartaruga


    Tanto tempo fa, a Roma c'era un certo Duca Mattei (i) che nun faceva antro che ggiocasse l'animaccia sua notte e ggiorno; ar punto che una notte per un 4, un 5 e un 6, perse infinenta er su' palazzo.
    Saputa 'sta cosa, er padre de la su' innammorata, je mannò a ddi' che sse fussi trova puro un'antra spósa, perchè llui nun voleva più dda' la su' fija. a uno scioperato e spiantato de quela fatta.
    Er Duca Mattei, nun vorse antro: figurateve che ppaturgne je preseno ner sentisse affibbià' dde lo spiantato! E cche tte fece? In d'una nottata, pe' ffa' vvede ar padre de la regazza, che incora era ricco abbastanza, fece frabbicà' su la piazza Tartaruga (Piazza Mattei, ove il palazzo risiede) quela bbella funtana co' le tartarughe, che l'ingresi che sse n'arintènneno, dicheno che vale tant'oro pe' quanto pesa.
    La mmatina appresso poi invitò ner su' palazzo la su' regazza e er padre de lei, e tutt' in d'un botto uprì la finestra che sta de sguincio ar palazzo e che ddà su la piazzetta, li fece affaccià' tutt'e ddua, e je disse:
    - Vardate un po' uno spiantato come che mme, ssi cche robba è stato bbôno a ffa' ttirà' su in d'una nottata?!
    Padre e ffija arimaseno de pietra pòmicia, a vvede quela magnificenzia de funtana!
    Er padre chiese scusa ar Duca Mattei, e j'aridiede pe' spósa la fija.
    Da quer giorno in poi, i' ricordanzia de quer fatto, er Duca Mattei fece ammurà' quela finestra, indove nun vorse che cce se fusse più affacciata anima viva.
    E la finestra, ammurata, incora se vede.





    (i) I Duchi ( non solo duchi , leggete sotto) Mattei sono discendenti degli antichi Papareschi di Trastevere: De Domo Paparescorum, le cui torri erano nel sec. xv in vicinanza di S. Maria in Trastevere, la quale chiesa Innocenzo IL, della fa-miglia dei Papareschi, aveva con molta magnificenza restaurato.



    Giggi Zanazzo

    --------------------------------------------------------------------------------

    con due ggg rigorosamente


    serafí " mo tte tocca"








    in realtà
    Tra le vie Caetani, dei Funari e delle Botteghe Oscure sorge la cosiddetta "isola" Mattei: un assieme di palazzi costruiti dalla nobile famiglia romana dei Mattei, un unico agglomerato dal carattere architettonico omogeneo. Al centro, la celebre piazza con la Fontana delle Tartarughe. Alla fontana, considerata tra le più belle e armoniose di Roma, si lega un episodio sicuramente leggendario anche se il protagonista è realmente esistito: uno dei tanti duchi Mattei, che abitava nel palazzo di famiglia (quello che si vede oggi dietro la fontana), era prossimo alle nozze. Ma il nobiluomo perse al gioco in una notte tutti i suoi averi e il futuro suocero, saputo il fatto, gli fece dire che il matrimonio non si sarebbe più celebrato. Il duca montò su tutte le furie e decise di dimostrare che, anche senza un soldo in tasca, era pur sempre uno dei signori più potenti di Roma, in grado di ottenere quel che voleva con la sola garanzia del nome. Fece così costruire in una sola notte, proprio davanti a casa sua, la splendida fontana e il mattino seguente invitò a palazzo la promessa sposa col padre. Scelse la finestra migliore per contemplare il capolavoro, fece affacciare gli ospiti ed esclamò: "Ecco cosa è capace di fare in poche ore uno squattrinato Mattei!". Riebbe la mano della ragazza, ma per dimenticare il tracollo e l’umiliazione subita fece murare la finestra, come ancora oggi appare. Esistono anche altre versioni sulle origini di questo gioiello del tardo Rinascimento romano: la fontana, ad esempio, sarebbe stata realizzata per il cortile di un altro palazzo nobiliare, ma il duca se la sarebbe fatta prestare. Col tempo, poi, la collocazione sulla piazza da provvisoria sarebbe divenuta definitiva. L’unica realtà certa è che la fontana è stata modellata da Giacomo della Porta nel 1581, mentre le tartarughe che le hanno dato il nome sono probabilmente del Bernini. I graziosi animaletti non hanno avuto vita facile. Sono state rubate varie volte. Il primo furto risale al 1906: furono ritrovate da uno straccivendolo. Nel 1981 una tartaruga sparì e non venne mai più rintracciata. Quelle che attualmente si vedono sono delle copie, mentre gli originali si trovano ai Musei Capitolini.

  8. #8
    Omo de Panza
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    Villa Torlonia

    Scegliere una giornata di sole, e abiti spaparanzabili sull'erba (spesso la nuda terra, profumata di foglie). Giocare quindi al giovane esploratore, disprezzare la renewed casina degli augelli, meta di vecchie parruccone in vena di "ohhhhh" di meraviglia e rossetti troppo carichi. Giracchiare tra i piccoli cucuzzoli pomicioni per disturbar le amorose coppiette, infastidire i vecchietti con ardimentose capriole giovanili davanti al circolo, guardare la casa del fu e riflettere sulla caducità delle umane gesta, quindi strabattersene e osservare rapito, disteso, il blu del cielo e degli occhi delle giovani mamme.

  9. #9
    hussita
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    giovane esploratore, disprezzare la renewed casina degli augelli,
    casina delle civette

  10. #10
    Omo de Panza
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    Fidene - Via Riparbella

    Estrema propaggine della civiltà conosciuta, la coda punzecchiata calpestata irrisa della metropoli, dove finisce tuttocittà e iniziano le pecore, un oltreverde recintato, una terra di nessuno. Una discesa i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e e, wow, uno squarcio di cielo sulle case non finite, come una serranda che si apre. Un futuro piastrellato di buone intenzioni.

 

 
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