I Reali che subirono la passione
San Nicola II, ultimo zar di tutte le Russie incoronato da Dio
Santa zarina Alessandra
Santo zarevic Alessio
Sante Vergini le Granduchesse Olga, Tatiana, Maria ed Anastasia e quanti con loro



La famiglia Imperiale

Tra i santi contemporanei un posto particolare occupano i membri della famiglia
Romanov, ultimi sovrani di Russia, trucidati barbaramente dai bolsceviki ad
Ecaterinburg il 17 Luglio 1918.

La particolarità consiste anzitutto nel fatto che la storiografia occidentale, inquinata
fino in fondo da una visione laicista, modernista e borghese-capitalista della società ci
ha tracciato di San Nicola II un ritratto completamente (e volutamente) distorto. Il
Santo Imperatore viene tuttora descritto nei manuali si storia come un inetto
sanguinario, affamatore del popolo, artefice di stragi e vittima dell'impostore Rasputin.

Correggere questo quadro non sarà semplice ma la doppia canonizzazione di Nicola e
della sua famiglia prima da parte della Chiesa Russa all'estero, poi – dopo lunghe
peripezie dovute ai compromessi col potere in cui ancora si trova – da parte del
Patriarcato di Mosca, contribuirà a correggerlo.

Quando la Russia divenne cristiana, dopo il Battesimo del Granduca di Kiev
l'Isapostolo Vladimiro, i primi due cristiani che imporporarono col loro sangue la terra
neocristiana furono proprio i suoi figli Boris e Gleb. Subito venerati come santi dal
popolo questi due principi non potevano dirsi propriamente Martiri. Non erano, infatti,
morti per la fede, ma la loro morte era strettamente correlata alla loro fede cristiana ed
all'amore che n'è il distintivo. Furono, infatti, trucidati dal fratello rimasto pagano per il
trono, e da lui non vollero difendersi accettando la morte fratricida piuttosto che darla.
Nacque così una categoria di santi tutta russa quelli-che-hanno-sofferto-la passione
(staropeckij). A questa categoria appartengono anche i sovrani Romanov. Essi, infatti,
sono stati uccisi poiché rappresentanti di un ordine basato sul timor di Dio e sui valori
Cristiani. Nicola non fu ucciso solo come zar ma come zar ortodosso, e da Cristiano
ortodosso accettò in pieno la volontà di Dio su di lui.

E morì da zar. Infatti la sua "abdicazione" era moralmente e giuridicamente del tutto
nulla: fu solo l'ultima conseguenza di tutta una serie ininterrotta di indiscipline,di
tradimenti anche da parte di Ufficiali dello Stato Maggiore tra cui lo stesso Granduca
Nicolas Nicolaievitch ed altri congiunti consanguinei del Sovrano che tradirono il loro
giuramento di fedeltà al Sovrano ed alla Russia per mettersi al servizio di quelli
interessi stranieri legati ad una visione del mondo basata sul denaro e sul profitto
personale che ripugna ad ogni morale che voglia essere autenticamente cristiana.
D'altra parte proprio quegli interessi miravano alla disgregazione dell'Impero Russo,
come d'ogni altra realtà che rappresentava quei valori che per la prima volta la
Rivoluzione Francese aveva sacrificato in nome dell'impostura della
"libertà–uguaglianza-fraternità" che era, in realtà e fuori della retorica, solo il patto che
legava gli interessi della classe sociale vincente: la borghesia capitalista. Erano quegli
stessi interessi moralmente meschini, atei ed immorali, che avevano portato
all'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando a Seraievo, causa scatenante di una
guerra dalla quale quei centri economico-finanziari più o meno occulti, attendevano
che le sopravvivenze dell'antico ordine, ossia i grandi Imperi, si distruggessero a
vicenda.

La distruzione dei quattro grandi Imperi Eurasiatici avrebbe consentito l'espansione
senza freni del nuovo ordine del profitto in quelle regioni in cui ancora antichi valori la
frenavano.

Fu l'estrema malizia di Satana contro l'ingenuità dei credenti, fu la morale dei mercanti
e dei banchieri di Londra contro la fede ancora limpida dei contadini e delle masse
popolari e di tutti gli uomini onesti che, ora come ai tempi della Bastiglia, furono
cinicamente strumentalizzati contro il loro volere ed il loro stesso interesse.

Era il trionfo degli istinti sporchi e criminali dell'alta borghesia laica, eretica
(protestante e romano-cattolica),ed ebraica,dell'Europa occidentale contro la fede pura
ed ortodossa della nostra Santa Chiesa.

Fu questa, in realtà, la guerra dei senza-Dio imposta ad un popolo privo degli
strumenti critici che avrebbero consentito il discernimento,il cui frutto fu il sangue dei
milioni di uomini assassinati dalle orde bolsceviche in quella che si era trasformata in
una vera e propria guerra civile e fratricida. Fu la guerra contro tutta la gente onesta
dell'Europa contraria a questa morale eretica, laica e criminale , priva di ogni fede nel
Messia Signore e priva di ogni amore del prossimo, che mirava a schiavizzare a
Mammona tutta l'Europa dagli Urali a Gibilterra.

La rivoluzione Russa fu una rivoluzione imposta al popolo dall'esterno. Fu una
rivoluzione atea tramata, da tempo, da forze oscure e sinistre presenti anche tra gli
stessi alleati della Russia.

Fu una rivoluzione criminale e sordida cui le potenze occidentali, nascostamente o
palesemente, hanno contribuito, partendo da una massiccia opera di propaganda
preparata in Europa occidentale (specie Parigi e la Svizzera), attraverso la costruzione
di menzogne tendenti a discreditare la Monarchia di fronte al popolo ed all'esercito,
fomentando l'indisciplina e promettendo ciò che si sapeva che non si sarebbe potuto
mantenere.

Agenti francesi, infatti, si erano dati da fare in ogni modo a congetturar calunnie
contro le istituzioni monarchiche russe, contro la Religione Ortodossa, contro il Clero,
contro i più stretti collaboratori del Sovrano, armando tristi figuri, alcuni dei quali
reperiti nella stessa famiglia dello zar con lo scopo di favorire quegli interessi
economici che sono la vera causa di tutto quello che è accaduto. Lo scopo era quello di
sopprimere la Monarchia Ortodossa sostituendola con una Monarchia
Costituzional-borghese di stampo anglosassone o con una Repubblica laica che
fossero serve fedeli del nuovo Dio Denaro. A questo era asservito anche Kerensky
posto al potere per le pressioni delle diplomazie francesi ed inglesi, ed alla propaganda
istaurata grazie all'appoggio ed alla propaganda finanziata col loro denaro.

Concretamente il Santo Sovrano Nicola II, volendo far marcia indietro rispetto al
programma forzato di occidentalizzazione iniziato sotto l'impero di Pietro il Grande, e
con l'intenzione di ripristinare uno stato di benessere sociale diffuso e basato sul
legame ai sani principi tradizionali aveva incaricato un grande statista, di effettuare
una massiccia riforma agraria che ridesse alla vocazione agricola della Russia il ruolo
centrale creando una vasta classe di contadini proprietari che avrebbero potuto
investire le eccedenze nell'industria senza bisogno dell'asservimento ai grandi capitali
stranieri che portavano con se valori anticristiani. Stolypin fu assassinato a Kiev nel
1911 ed i libri occidentali si sforzano in ogni modo di mettere in luce i limiti della sua
riforma senza minimamente accennare al fatto che il suo assassinio fu in effetti il
frutto di una congiura che voleva appunto impedire che quella riforma venisse portata
a termine e funzionasse, eliminando così le cause di malcontento tanto favorevoli ad
ogni rivoluzione.

Nicola fu sempre consapevole, anche se spesso impotente, di tutto questo. Circondato
da nemici anche tra quelli del suo stesso sangue, si adoperò per risparmiare dolori (il
gesto dell'abdicazione fantoccio, a questo mirava), assumendo su di sé il dolore della
sua Patria che non volle abbandonare insieme alla sua famiglia.

Egli avrebbe potuto più volte fuggire ma non lo fece, perché, fedele al giuramento della
sua Incoronazione e forte dell'Unzione che aveva ricevuto da Dio, divenne la Vittima
simbolica di tutto un popolo che si avviava a sofferenze indicibili che nessuno più può
negare se solo si guardi alle condizioni disumane in cui il regime comunista ha lasciato
la terra e la gente russa.

Nicola II e la sua famiglia compirono fino in fondo il progetto di Dio che è progetto di
Croce e di Martirio in vista della Resurrezione e della Gloria; uccisi barbaramente dai
senza-Dio ottennero corone ben più eccelse di quelle del regno terreno.

Tropario dei reali martiri Primo tono
Più nobile e sublimi è stata la vostra vita e la vostra morte, o sovrani;* saggio
Nicola ed umile Alessandra, vi lodiamo,* acclamando la vostra pietà mite, la
fede, e l'umiltà,* da cui voi avete raggiunto le corone della gloria in Cristo
nostro Dio,* con il vostri cinque figli devoti di eterna memoria. * Martiri adorni
della porpora, intercedete per noi!

Kontakion dei reali martirii. Secondo tono
La regalità ed il martirio erano congiunti insieme, o voi umili * nella vostra
morte per la retta egiusta fede, o saggi sovrani, * Nicolas e Alessandra, * con i
vostricinque figli. *Da adesso, Cristo il nostro Dio vi ha ritenutomeritevoli dei
troni in cielo; * e con duplici corone della gloria, * voi regnate per sempre, *
adornati con la grazia divino.

Tropario delle martiri Elizabetta e Barbara. tono primo plagale
Emulando l'autoumiliazione del Signore sulla terra, * abbandonano le magioni
reali per servire i poveri, * inondandolicon lacompassione per la sofferenza. * E
prendendo la croce di martire, * nell'immagine interiore eperfetta del mite
salvatore, * E perciò, con Barbara, imploralo perché tutti ci salvi, O saggia
Elizabetta.

Kontakion delle martiri Elizabetta e Barbara. Terzo tono
Nel mezzo delle tribolazioni del mondo, *il cuore tuo affranto indugiava in cielo;
* sentendosi straniero senza Dio, *la tua anima coraggiosa non era agitata; *
attendendo lungamente per incontrare il tuo sposo * come un confessore, * e lui
ti trovò meritevole della fine del tuo martirio. O Elizabetta, con Barbara,
*prega il tuo compagno e sposo, per tutti noi!

I santi martiri reali di Russia, Czar Nicholas II, l'imperatrice Alessandra, ed i loro
figli, Alexis, Olga, Tatiana, Maria e Anastasia, sono commemorati il luglio 4/17. Il
giorno di festa per la reale martire, la granduchessa imperiale Elizabetta e la
neo-martire Barbara è il luglio 5/18.