Effettivamente è un periodo in cui sono particolarmente teso....
Tuttavia mi dovrai rendere atto della estrema fraintendibilità di quelle espressioni, che parevano (inspiegabilmente) essere riferite ad un tuo convincimento.
Se sono stato offensivo nei confronti della tua persona e dei tuoi compagni, mi dispiace e te ne chiedo pubblicamente scusa....la vanità personale in ogni caso in queste vicende non deve entrarci minimamente....
La mia reazione era dettata dal fatto che trovo le critiche mosse all'indipendentismo socialista e libertario (in ogni sua variante e componente) legate ad un periodo storico conclusosi.
L'internazionalismo deve ragionare nell'ottica di un fronte antimperialista Internazionale, di classe, che muovendosi attraverso le dinamiche di una ricomposizione di un blocco sociale di riferimento, conduca all'incunearsi di momenti di rottura istituzionali nel cuore dell'impero occidentale.
Solo questo potrà portare ad una effettiva autodeterminazione delle collettività, delle comunità, come degli individui: il passaggio della dittatura del proletariato deve valere per ciò che era ("Stato e rivoluzione"): l'anello che congiunge il proletariato alla distruzione della forma statal-capitalistica.
Ma il quadro, il contesto dell'autodeterminazione delle collettività, delle comunità, dei popoli e degli individui è il nodo gordiano che i socialisti rivoluzionari di oggi devono affrontare per superare gli scogli delle "oggettivazioni" astratte di matrice sovietica.
Scientificamente possiamo e dobbiamo dire che l'autodeterminazione non è un principio irreale di matrice esclusivamente liberal-borghese, ma il perno su cui ruota la ricomposizione della scienza di trasformazione del reale con l'identità; identità: la grande tensione rivoluzionaria che attraversa l'essere umano in ogni luogo del pianeta.
Capire questo significa ridare vigore, nella attuale congiuntura in cui verte l'imperialismo, alla resistenza, all'internazionalismo proletario.
Marx chiedeva che la sua scienza si perpetuasse nella storia come una scienza: e una scienza cresce con l'Uomo, non si cristallizza mai in assiomi assolutistici, se è scienza davvero.
L'indipendenza della Sardinnja, è lotta di classe per la creazione di una forma di autogoverno rispondente ai bisogni di una realtà proletaria, formata da miriadi di micro-realtà collettive; è un dato reale cui si deve dare lo spazio che merita un fermento popolare basantesi sul rifiuto dell'alienazione capitalistica e coloniale.
Più semplicemente, oggi in Sardinnja, la stragrande maggioranza degli indipendentisti rifiuta non solo la colonizzazione, ma il modello socio-culturale imposto per tramite dello stato-padrone dall'imperialismo capitalistico.
E' mio convincimento che una Repubblica Popolare Sarda(Repubblica NON Stato) potrà aversi solo nel quadro di una lotta internazionalista rinnovata, politica, efficace e mai, mai basata su visioni settarie ed autoreferenziali, vagheggianti romantiche ed idilliache visioni e di paradisi bucolici e di impostazioni partitiche legate ad un secolo conclusosi.
L'indipendentismo sardo di matrice socialista e libertaria aiuta la lotta comunista al di fuori della Sardinnja, oggettivamente indebolendo le strutture portanti dello stato borghese, e altrettanto deve avere aiuto da coloro che si definiscono compagni.
Non siamo baschi, catalani, corsi o irlandesi: il tipo di indipendentismo che andiamo a tracciare è del tutto nuovo, almeno nella teoria, rispetto al passato: è lotta di classe per una società senza classi, basata sull'autogoverno delle collettività come degli individui; è un tentativo di dare coscienza sulla fattibilità di un mondo altro.
E poi, mi conosci, sai che in definitiva sono un vecchio romanticone: la Sardinnja è tutta la mia vita, la sua gente, che a volte mi piace vedere con gli occhi di uno straniero , per capirla fino in fondo, è tutto quello che mi separa dal nulla della totale alienazione...noi sardi amiamo la nostra terra non per vaghi sentimentalismi, ma perchè, oltre ad essere ciò che ci salva dall'abisso dello sfruttamento, è ciò che da sempre ci ispira una vita senza catene, senza padroni...una vita di uomini liberi, rispettati, uguali.
Ti saluto caro compagno, a pugno chiuso, con la mente perennemente rivolta verso l'inizio del viaggio.
Como et semper indipendentiza et sotzialismu pro s'irde Sardigna libera et ruja.
Frantziscu ,de su colletivu comunitarismu e indipendentzia
Ps: ti ho scritto un msg in pvt.




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