Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita del Pil Usa e mondiale. A beneficiarne sarà anche l'economia italiana. Riviste al rialzo (+ 1,4 e + 2,9) le previsioni per l'Italia. Tremonti esulta
ROMA – Arriva la ripresa. Negli usa, in Europa e in tutto il mondo. Trainata dalla 'locomotiva' Usa la crescita mondiale sarà vicina, quest'anno, al 3%. Il Fondo monetario internazionale, nella bozza aggiornata dell'Outlook di primavera anticpato dall'Ansa, ha rialzato di due decimi di punto la stima della crescita globale che, nel 2002, dovrebbe attestarsi al 2,9% contro il 2,7% precedentemente anticipato.
Resta invariata al 4,1% delle stime precedenti l'attesa di aumento del Pil mondiale 2003.
E anche l'Europa e l'Italia vengono travolte dall'ondata di revisioni al rialzo delle previsioni di crescita da parte del Fondo Monetario Internazionale. A livello dei paesi della zona euro il Fmi ha ritoccato al rialzo di due decimi di punto la propria stima di progresso del Pil, dall'1,2% all'1,4%, mantenendola invariata al 2,9% per il 2003. E, a cascata, anche le attese per la performance dell'economia italiana hanno registrato un miglioramento e viaggiano ora di pari passo e con gli stessi 'numeri' di Eurolandia.
La revisione al rialzo per l'Italia è infatti pari a 0,2 punti percentuali nel 2002, con un Pil al +1,4%. Per il prossimo anno il Fmi punta su una crescita al 2,9% (dal 2,8% delle stime precedenti). Livelli che risultano tuttavia più contenuti rispetto a quelli del governo che per il 2002 si attende una crescita al 2,3% e per il 2003 al 3%. Quanto al rapporto tra deficit e Pil, le ultime stime del Fmi parlavano di un 1% nel 2002.
La valutazione del Fmi sugli gli Stati Uniti, d'altra parte, non sorprende più di tanto se si considera che molti analisti ritengono che la crescita potrebbe arrivare addirittura a superare il 4% nel primo trimestre di quest'anno e a toccare il 3% nei restanti mesi del 2002.
Oltre alla voce autorevole e ufficiale del presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, poi, anche la maggior parte di operatori ed economisti ha più volte affermato che la recessione è ormai finita e che a tirar fuori dalla crisi - la più breve mai sperimentata nella storia recente - l'economia statunitense saranno soprattutto i consumi che continueranno a trainare la ripresa per tutto il primo semestre di quest'anno.
Ma anche la spesa pubblica, aumentata in modo consistente dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre tanto da raggiungere il livello più alto degli ultimi 20 anni, consentirà di dare gas alla ripresa.
Musiche per le orecchie del ministro Tremonti che non dissimula la sua profonda soddisfazione.
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...116904,00.html




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