«Giù le mani dallo Statuto», scandiscono in questi giorni la Cgil e la sinistra erede del Pci per contrastare la riforma dell’articolo 18 proposta dal governo Berlusconi. E i due quotidiani comunisti (l’organo di Rifondazione, Liberazione, e il Manifesto) sono giunti ad allegare la legge approvata il 20 maggio del ’70 promossa da due esponenti socialisti come Giacomo Brodoloni e Gino Giugni. Una difesa che ha omesso di ricordare che lo Statuto dei lavoratori, in Parlamento, non fu votato dal Pci, che invece si astenne. La legge, infatti, fu approvata dalla maggioranza che sosteneva il governo dell’epoca guidato dal democristiano Mariano Rumor composto da Dc, Psi, Psdi e Pri. Ministro del Lavoro dell’epoca era il democristiano Carlo Donat Cattin.




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