da dagospia
GUERRA A ISRAELE… CON I CARCIOFI! VIVA IL “ROMANESCO”, AL DIAVOLO QUELLO “ALLA GIUDIA”…
Roba da non credere: il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno (Alleanza Nazionale), già noto come il signor Rauti per aver sposato una delle figlie del repubblichino Pino, ha scelto di fare la guerra a Israele... con i carciofi! E parteciperà a Cerveteri a un convegno, insieme al presidente della provincia di Roma Silvano Moffa, per difendere il carciofo romanesco dal carciofo israeliano! Ma non si chiamavano "carciofi alla giudia"? Scherzi a parte, dal punto di vista della scienza, avranno tutte le loro buone ragioni per attaccare il carciofo israeliano, ma il destino cinico e baro vuole che il convegno cada in un periodo disgraziato per lo Stato di David e l’iniziativa a favore della bontà del carciofo romanesco suoni paradossale, degna di una tragedia in due battute di Achille Campanile. Ecco l'incredibile comunicato stampa.
COMUNICATO STAMPA
Parte da Cerveteri l’evoluzione delle tecniche agronomiche
Un convegno nazionale di esperti del settore sulla coltivazione carciofo
Giovedì 18 aprile, alle ore 9.00, si terrà presso il Palazzo Ruspoli di Cerveteri un convegno nazionale sul carciofo, promosso dall’Università della Tuscia unitamente al Comune di Cerveteri, che coinvolgerà tutta l’Italia e si avvarrà di rinomati esperti del settore. Apriranno i lavori il Sindaco Guido Rossi e l’Assessore all’Agricoltura del Comune di Cerveteri, Carlo Conti. Tra le autorità presenti il Ministro alle Politiche Agricole e Forestali, on. G. Alemanno, il Presidente della Provincia di Roma, on. Silvano Moffa, il Presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio, on. A. Ricci, il Presidente dell’Arsial - Agenzia per l’Innovazione e lo Sviluppo Agricolo del Lazio, Dott. A. Urbani.
Uno degli obiettivi prioritari sarà un confronto costruttivo sui risultati relativi a nuove tecniche di micropropagazione del carciofo “romanesco”. Tra gli Enti di ricerca partecipanti il Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università degli Studi della Tuscia, le facoltà di Agraria delle Università di Bari, di Sassari, di Catania, di Pisa, di Torino, l’Enea di Roma, il CNR di Bari, l’Istituto Sperimentale di Orticoltura di Salerno, il CRAS di Oristano, la Vitroplant di Cesena, il Consorzio Interprovinciale per la Frutticoltura di Cagliari e l’Istituto Sperimentale di Patologia Vegetale di Roma.
Uno degli aspetti innovativi della ricerca sono gli ultimi studi per il conseguimento delle diverse varietà commerciali di carciofo “romanesco”, da moltiplicare via “seme”, per la coltivazione annuale e non più poliennale. Attualmente sono disponibili in commercio varietà a propagazione gamica, di origine israeliana che, tuttavia, differiscono dal “romanesco” per forma e per precocità di raccolta e non risultano corrispondere alle richieste del mercato nazionale.
Nel briefing nazionale, si discuterà anche della caratterizzazione molecolare del carciofo “romanesco”, delle specie selvatiche, dell’identificazione di marcatori molecolari, associati alla maschiosterilità, dei nuovi dati inerenti al metodo per l’ottenimento di linee aplo-diploidi nonché di una inedita tecnica di propagazione per la produzione di piantine a radice protetta esenti da parassiti, che consentono di combinare i vantaggi della micropropagazione e delle colture “fuori suolo”.
L’attività di ricerca per la costituzione di ulteriori varietà di carciofo ha avuto luogo in un progetto triennale, intrapreso nel 2001 e proseguirà fino al 2004, impegnando fattivamente tutti gli Enti di ricerca partecipanti al convegno di Cerveteri.
Gli esperti, poi, prima e dopo il summit, dal 17 al 19 aprile, visiteranno tutti i luoghi caratteristici del mondo etrusco, rurale ed enologico della splendida cittadina.
Cerveteri, lì 15 aprile 2002
D.ssa Viviana Normando
sui carciofi non commento
una prece, basta con i li scritti con l'accento, moderno sigillo feudale della burocrazia italica


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