"Niente sciopero abbiamo paura"
PREGNANA MILANESE - «Perché non abbiamo scioperato? È semplice: si sta diffondendo il terrore dei licenziamenti. Anche chi avrebbe voluto partecipare alla protesta», dice Giuseppe Castellana, operaio, «è rimasto in fabbrica. Impaurito». Tira una brutta aria alla Gefco (gruppo Psa-Peugeot) di Pregnana Milanese, una cinquantina di addetti, azienda che distribuisce i ricambi di Citroen e Peugeot. Dice con amarezza Silvana Mai, delegato Cgil, licenziata il 15 marzo (ma in febbraio era stato dato il benservito ad altri 3 iscritti alle confederazioni): «Qui stanno cercando di estirpare il sindacato. È come se in questa impresa avessero già abolito l´articolo 18».
Silvana, però, non si è persa d´animo: ha fatto causa all´azienda invocando il reintegro in base all´articolo 15 (discriminazioni) e all´articolo 18 dello Statuto del Lavoro. Mentre un altro impiegato, Valentino Romei, ha già vinto la causa ed è stato riammesso in azienda dalla magistratura del lavoro. Ma la società non ha obbedito al giudice. E i cancelli della fabbrica sono ancora chiusi per Valentino.
«Mi sento come Fantozzi», sbotta Gabriella, un´altra impiegata, «la paura di perdere il posto mi paralizza. E provo dentro di me una grande tristezza. In passato ci vivevo bene in questa fabbrica. Altro che sciopero: ora abbiamo il timore di finire nella "lista nera", di essere ammoniti, di venir mandati via». Incalza Giuseppe Castellana: «Certo, avrei potuto scioperare. Ma sarei stato l´unico. E allora che senso avrebbe avuto?».
Spiega Silvana Mai: «Alla Gefco i salari sono in media superiori a quelli di altre società del settore. In passato grazie al nostro impegno, alla disponibilità di lavorare fino a tardi, abbiamo contrattato degli aumenti.Ora vogliono licenziare i quarantenni e i cinquantenni per sostituirli con i ragazzi che costano meno. Se non ci fosse l´articolo 18 sarebbe un disastro». Conclude Gabriella: «Il sindacato è l´unica difesa che ci resta».
(g.lon.)




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