Grazie, Berlusconi
di Franco Debenedetti
LA STAMPA 20-04-2002
Grazie, presidente Berlusconi, un aiuto così prima delle prossime elezioni amministrative proprio non me lo aspettavo.
Io L'ho sempre considerata un avversario difficile, un osso duro, se mi consente l'espressione: e questo fin da prima che Lei entrasse in politica.
Per questo la sua dichiarazione contro Biagi, Santoro e Luttazzi mi ha lasciato stupefatto.
Ancor di più quando, come se non bastasse, dopo il commento del Quirinale, lei ha raddoppiato il "criminoso" con un "infame".
Che Lei abbia ottenuto di rendere meno passionale la critica di Vanni Sartori e più critica la passione di Giuliano Ferrara, passi.
Ma Lei è riuscito a spostare a favore di "quel trio" perfino quelli che, a sinistra, vogliono un'opposizione che faccia dell'obiettività e della statesmanship l'arma per batterLa alle prossime elezioni. E siccome io penso che siano tanti, la cosa mi riguarda e mi interessa.
E poi, signor Presidente, oltre che stupefatto, Lei mi ha anche un poco deluso.
Tra tutti i paesi che ci sono al mondo, tra tutti quelli che Lei - ancor più grazie a questo lunghissimo interim - ha occasione di visitare, proprio dalla Bulgaria doveva parlare contro le voci di dissenso? Seriamente: la lottizzazione non l'ha inventata Lei. Ma c'è la lottizzazione diplomatica, quella in atto dal 1975 a oggi; altra è la lottizzazione brutale attualmente in corso.
Non è questione di numeri.
Posso anche credere che, incrociando le analisi dei Dna politici con i dati dell'audience, non si troverebbero risultati molto diversi da quelli che ha fatto registrare il centrosinistra. Più in generale, è la stessa cosa che succede nell'applicazione dello spoils system: a marcare la differenza con il passato non sono i numeri, ma i tempi incalzanti e i ruvidi modi. Come se ogni avvicendamento fosse un fortino espugnato.
Giunge un momento in cui mettendo insieme la necessità di usare metodi brutali anche se controproducenti; la propensione a governare con squadre compatte, in cui l'adesione ideologica è pre-requisito alla competenza; lo scatto di insofferenza anche là dove il dominio è quasi totale, come nella televisione, l'ansia d'aumentarlo là dove non lo è ancora, come nei giornali: tutti questi elementi finiscono per rivelare un pericoloso bisogno di rassicurazione continua. Ottenendo così un risultato opposto alle intenzioni. Perché il potere può uscire perfino rafforzato dalle accuse esagerate, ma si indebolisce quando mostra la sua insicurezza.
Questo, a chi milita nel campo a Lei avverso, non può che far piacere.
Grazie, Presidente.![]()
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