Del 20/4/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 16)
L´ALTRO CALCIO A POCHI CHILOMETRI DALLE SOCIETA´ MILIONARIE
Nizza, quelli che non vincono mai
L´anno orribile del club torinese: «Ma non ci arrendiamo»
I PROTAGONISTI DI UNA STAGIONE FATTA SOLO DI OMBRE LA nobiltà nella sconfitta. Oppure, gli eroi della vittoria che non arriva mai. Scegliete voi quale definizione preferite dei giocatori del Nizza Millefonti. Non hanno vinto. Mai. Da settembre, quando s´è iniziato il campionato, girone Eccellenza, ventisei partite, zero successi, quattro pareggi. Poi, sempre e solo domeniche senza gioia.
Eppure, «batosta-continua» non ha seminato la depressione nel Nizza Millefonti, vai al loro quartiere generale di strada Castello di Mirafiori 230 e trovi venti ragazzi che s´allenano nel buio che cala. Con passione, entusiasmo, vigore: quasi dovessero inseguire il traguardo della promozione, di un posto nell´alta classifica. Sono retrocessi da mesi, da mesi non hanno la soddisfazione di abbracciarsi per festeggiare un gol, eppure eccoli tutti qui, a correre, tirare, provare schemi. Non uno che si sia arreso, che a forza di attendere la Vittoria abbia detto: «Stop, chi me lo fa fare?». Di dedicare, dopo una giornata spesa sul lavoro o nello studio (molti sono universitari), tre ore al pallone sacrificando fidanzate, cene, amici senza avere in cambio la soddisfazione di vincere almeno qualche volta, o una sola volta. Cinque campi, spogliatoi, bar, segreteria: il quartier generale della squadra che non vince mai è attrezzato, sulla soglia una telecamera manovrata da una troupe giapponese. «Viene da Tokyo, affascinata dalla nostra marcia al contrario» ride Beppe Bivona, 35enne presidente del Nizza. Lo è dal maggio dell´anno scorso: probabilmente, è l´unico presidente calcistico d´Italia che non ha mai assaporato il miele della vittoria. Ovviamente, parlando dei giapponesi, Bivona, che di professione fa il promotore finanziario, scherza, la troupe «filma alcuni ragazzi della Juve che hanno appena finito l´allenamento. Quanto a noi, avevamo preventivato una stagione difficile, ma che fosse così, mai l´avremmo immaginato. La squadra è giovanissima, i veterani si sono fatti male, aggiungiamoci la sfortuna più nera ed eccoci qui, ad aprile, ancora senza un successo che è uno». Bivona presenta l´allenatore, Enrico Mosca. Alto, calvo, un passato da professionista in C2, gestore del pub «La crota» di Chieri, scherza: «Avete fatto bene a venire adesso, domenica non rappresenteremo più un´eccezione, si vince». Cotanto ottimismo è alimentato dal nome e dell´avversario. «Quel Cumiana - ricorda il dirigente Daniele Meli - che all´andata ci batté 2-1 in extremis è reduce da sei sconfitte di fila». Con notevole ironia l´allenatore Mosca precisa: «Noi becchiamo solo da cinque domeniche consecutive, quindi...». Mosca è anche giocatore, attaccante: «Però, sarebbe meglio sorvolare, dato che di gol ne faccio pochi». Al riguardo, per la verità, non è che i compagni largheggino, il Nizza ha segnato solo dieci volte, l´ultima risale proprio al match contro il Cumiana, mesi fa. Per farla breve, Mosca e truppa, da quel giorno, hanno giocato oltre venti ore senza mandare un pallone nella porta altrui. Roba da scoraggiare chiunque. Non i ragazzi in maglia rossoverde, il capitano Alessandro Catallo, impiegato, dice: «A forza di insistere, prima o poi la palla in rete la spediremo. Mancano quattro partite alla fine del campionato, una dobbiamo vincerla assolutamente. La vinceremo». Insistiamo: dove la trovate tanta costanza? La risposta dei «nizzardi millefontini» dimostra che sul serio c´è una nobiltà nella sconfitta: «Ci impegniamo perché bisogna rispettare il campionato, sarebbe disonesto mollare: e nei confronti di noi stessi e degli avversari». Già, gli avversari? Chissà come vi irridono. «No, quello no». E i tifosi? «Beh, qualche battuta pepata - ammette il capitano - dal pubblico "nemico" arriva». E dai vostri sostenitori? Mediamente, secondo il presidente, nei match casalinghi sono 100-150, «qualche fedelissimo ci segue in trasferta. Nessuna contestazione, ci mancherebbe, qua si gioca per passione, mica per soldi, anche i tifosi attendono la prima vittoria». La quale porrà fine a tanti rientri a casa, la domenica sera, con genitori, fratelli, mogli, fidanzate che manco più hanno il dubbio su come è andata e subito sospirano: «Vi hanno battuto ancora». Il lunedì mattina, invece, da amici e colleghi di lavoro i «nizzardi» si sentono dire: «Ho visto su "La Stampa" che avete di nuovo perso. Quando, almeno, farete un gol?». Lo rivela Manuele Pischiutta, il portiere. Il portiere più sforacchiato d´Italia, 57 gol gli hanno fatto. «E altrettanti ne ha salvati» lo elogiano compagni e dirigenti. Felice per il 25 appena preso a un esame a Giurisprudenza, il numero 1 non è per nulla abbacchiato: «Lo spirito è lo stesso di settembre quando sognavamo di toglierci qualche soddisfazione. La soddisfazione maggiore, a ogni modo, resta questa: dare sempre il massimo. Il fatto che si perda spesso per 1-0 dimostra che non siamo allo sbando, tranne due batoste per 6-0 e 5-0 abbiamo fatto penare tutti. Certo che avere solo 4 punti... l´altro giorno ne parlavo con mio padre, chissà se davvero siamo gli unici in Italia?». Beppe Bivona mostra lo striscione «Scuola calcio Omar Sivori», spiega: «Abbiamo intitolato la nostra scuola al grande Sivori che due volte l´anno viene a trovarci. Il Nizza ha 13 squadre giovanili, vanno a gonfie vele, nei rispettivi campionati sono o in testa, seconde o terze. Solo la prima è incappata, per tante ragioni, in una stagione super-disgraziata. Non vorrei che ciò annullasse il tanto di buono che il vivaio sta facendo». Tranquillo, presidente, dove li si trovano tanti eroi della perseveranza, come al bastonato Nizza Millefonti che qualche campionato fa sfiorò la promozione tra i professionisti e diede al Torino il giocatore più valido, Sesia?




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