Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Arbiter Elegantiarvm
    Data Registrazione
    12 Mar 2002
    Località
    Florentia
    Messaggi
    55
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Israele nn doveva nascere?

    Si fa vn gran parlare in qvesto periodo della sitvazione israelo-palestinese: eccidi da entrambe le parti, kamikaze e tanks la fanno da padroni svlle prime pagine dei giornali..ma mi è venvto vn dvbbio: molti in qvesto Forvm (mi ci metto anch'io) sostengono lo sbaglio che è stato fatto 50anni fa di creare lo Stato d'Israele defravdando i Palestinesi della loro legittima Nazione. E' logico dire che nn è possibile andarsene da casa propria per 2000anni e poi ritornare con la prepotenza di chi esige di essere ancora il proprietario..però mi domando: in che altro modo si poteva risolvere il "problema ebrei"? Qvale altra migliore solvzione si poteva escogitare per evitare gli eccidi che si trascinano ormai da decenni? Hitler voleva trasferire i givdei in Madagascar, ma anche così il problema nn si sarebbe riproposto allo stesso modo del Medio Oriente? E allora, per vna volta, invece di fare solo critiche distrvttive, datemi vna solvzione propositiva a vn problema così spinoso: cosa si doveva fare al tempo per evitare qvello che sta svccedendo oggi?
    Perchè altrimenti è facile dire "qvesto nn va, qvello ha sbagliato", se nn si trova vn'alternativa migliore e concreta da proporre! Salvti!

    Petronivs.

  2. #2
    Cattolico Resiliente
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
    Messaggi
    6,174
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Arabi ed ebrei sono entrambi semiti perciò potrebbero benissimo convivere insieme.
    L'ostacolo principale che genera tensioni deriva dalle loro rispettive religioni; il giudaismo innanzitutto, dalla cui applicazione esce un individuo che si considera razzialmente e spiritualmente superiore al resto dell'umanità.
    Non è un caso che il giudaismo predichi la non assimilazione, in pratica l'auto-ghettizzazione, perchè ciò impedisce il loro mescolamento con gli altri abitanti del pianeta, generando in tutto il resto dell'umanità diffidenza e comprensibile astio.
    Occorrerà aspettare che si compiano le profezie annuncianti la conversione di tutti gli ebrei prima della fine dei tempi, ma fino ad allora lo Stato di Israele creerà drammatici problemi a tutta l'umanità.

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    935
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vi sottopongo uno scritto di Terraciano in proposito, con spunti molto interessanti, anche se d'impostazione laicista.

    ---------------------------------------------------------------------------

    Data: giovedì 18 aprile 2002 11.20
    Oggetto: La Palestina del Terzo Millennio tra geografia sacra e geopolitica



    La Palestina del Terzo Millennio
    tra geografia sacra e geopolitica
    di Carlo Terraciano
    http://www.asslimes.com/DOCUMENTI.htm


    "Ho stretto un’Alleanza con i miei eletti, ho giurato a Davide mio servo:
    Sino all’eternità stabilirò il tuo seme, ed edificherò di generazione in
    generazione il tuo trono". Salmo LXXXVIII, 4-5

    "La nuova voce ebraica parla per bocca dei fucili. Questa è la nuova Torah
    della terra di Israele. Il mondo è stato incatenato alla follia della forza
    fisica". Judas Magnes Presidente dell’Università ebraica di Gerusalemme dal
    1926



    UN ABORTO ANNUNCIATO
    All’avvento del XXI secolo e Terzo Millennio dell’era cristiana la
    questione Palestina rimane uno dei nodi irrisolti della politica mondiale. A
    53 anni dalla proclamazione di Medinat Israel , lo Stato di Israele,
    avvenuta il 14 maggio del 1948, il conflitto divampa più sanguinoso che mai
    e si è ancora ben lontani dalla nascita di uno Stato Palestinese più volte
    annunciato. Uno stato che, comunque, si prospetta fin d’ora come una vera
    assurdità in termini geopolitici; un’entità politica ed economica
    dissezionata e già morta prima ancora di nascere, con pezzi della
    Cisgiordania (la Giudea e Samaria per gli ebrei), la striscia di Gaza (e non
    tutta), e mezza capitale a Gerusalemme, il tutto da collegarsi con strade
    attraverso Israele, che manterrebbe in ogni caso il controllo agli accessi
    con il restante mondo arabo. I geopolitici definiscono uno STATO POLIMERICO
    quello formato da parti territoriali separate e non confinanti: esempio
    tipico il Pakistan Orientale staccatosi dal nucleo principale d’occidente
    nel 1971 con il nome di Bangladesh, dopo una guerra cruenta e
    semisconosciuta in occidente, che costò milioni di vite umane e di profughi.
    Altro precedente storico emblematico fu quello della Prussia Orientale,
    staccata dal corpo territoriale della Germania per dare ai polacchi un
    corridoio con sbocco al mare, dopo la I Guerra Mondiale: e fu il casus belli
    della II° ! Nella situazione palestinese saremmo in presenza di un vero
    "aborto statuale", una creazione ufficiale che non potrebbe materialmente
    sopravvivere senza "l’aiuto" esterno. Si pensi solo al grande problema di
    questo secolo in Medio Oriente: l’acqua. E con milioni di palestinesi dei
    campi profughi da far tornare!


    LA PALESTINA NELLA GEOSTRATEGIA CONTINENTALE
    Nel passato XX secolo abbiamo avuto le due più grandi conflagrazioni
    belliche mondiali della storia terrestre, l’avvento ed il crollo di
    movimenti rivoluzionari della portata del comunismo e del fascismo, la
    perdita della centralità politica internazionale dell’Europa e la
    decolonizzazione, l’implosione ed il crollo dell’Unione Sovietica, e prima
    la fine del Giappone, l’affacciarsi della Cina e dell’India come grandi
    potenze d’Asia, per non citare che gli esempi più importanti tra mille
    guerre, nascite di nuove nazioni e disintegrarsi di altre, come la
    frantumazione balcanica recente. Ma soprattutto il secolo ventesimo dell’era
    cristiana può a ragione definirsi il "secolo americano". L’America ha
    imposto al mondo la propria egemonia e controllo, con due Guerre Mondiali,
    la seconda in particolare, e decine di interventi in ogni angolo del
    pianeta. Le navi, gli aerei, i satelliti col marchio USA dominano sui
    continenti, sugli oceani e nello spazio esterno; e la bandiera stellata è
    arrivata sulla Luna e su Marte. Ma soprattutto è la pseudo cultura americana
    ad essersi affermata ovunque, è il basic english statunitense a
    rappresentare la lingua di comunicazione planetaria, dagli aeroporti alla
    Borsa Mondiale, dai consessi internazionali a Internet. Gli Stati Uniti sono
    "i poliziotti mondiali", giudici e arbitri, che dominano governi ed
    istituzioni globali. E gli Stati Uniti sono i grandi sostenitori, gli
    sponsor dello stato di Israele dalla sua nascita, che peraltro ebbe anche la
    "benedizione" dell’URSS staliniana e dei suoi satelliti all’inizio della
    guerra fredda, quando le monarchie arabe reazionarie dipendevano ancora dai
    mandatari coloniali anglo-francesi. Le motivazioni profonde del rapporto
    organico imprescindibile tra Israele ed USA (la "Seconda Israele" per i
    fondamentalisti biblici americani) sono molteplici e qui proposte nei
    molteplici aspetti; non ultima la ovvia solidarietà e comunione d’intenti
    tra le lobbies ebraiche del Vecchio Mondo e di quello Nuovo. E’ stato più
    volte notato che quello israeliano NON è uno "stato come tutti gli altri", a
    parte ovviamente ogni pretesa degli interessati stessi di rappresentare il
    popolo di Dio, al quale lo Stesso avrebbe offerto in dono quella terra in
    particolare (facendone quindi uno STATO TEOCRATICO de facto che si avvia a
    divenirlo anche de jure). Con la famigerata "Legge del Ritorno" ogni ebreo,
    (figlio di madre ebrea) in qualsiasi parte del mondo ha per ciò stesso il
    diritto di "ritornare" (?) in Israele, anche se non ne professa la
    religione, non ne parla la lingua, non ha mai avuto rapporti col sionismo e
    gli Israeliti storici ecc… Si pensi soltanto al caso estremo dei "falshià"
    etiopi, letteralmente prelevati dalla loro terra d’origine con un ponte
    aereo. E nel mondo arabo, proprio la nascita dell’entità israeliana
    costrinse gli ebrei che avevano convissuto per secoli con gli arabi e
    mussulmani a far le valigie in tutta fretta. Mentre ai palestinesi che vi
    abitavano prima della cacciata è proprio la possibilità del ritorno che si
    nega oggi. E’ poi noto che senza la Shoah, od Olocausto che dir si voglia, i
    sionisti non avrebbero avuto la spinta determinante dell’opinione pubblica e
    dei governi, USA in testa, a fondare il loro insediamento in Palestina: "Il
    genocidio è un elemento di giustificazione ideologica per la creazione dello
    Stato di Israele" (Tom Segev, cit. da Roger Garaudy ne "I miti fondatori
    della politica israeliana"). Solo un serio confronto e dibattito tra storici
    e non l’isterica criminalizzazione del "Revisionismo" potrà portare un
    domani a qualcosa che si avvicini alla "verità storica". Ma è certo che i
    difensori aprioristici della "tesi sterminazionista" divengono per ciò
    stesso i migliori garanti ideologici del sionismo. NON si può credere nei
    "sei milioni", nelle "camere a gas" e nel "piano di sterminio" e sostenere
    contemporaneamente la causa palestinese! L’attuale tragedia della Palestina
    araba e islamica è il frutto avvelenato, diretto e conseguenziale del
    processo di Norimberga e di tutta l’annessa "mitologia", rinnovata
    quotidianamente fino all’ossessione in libri, film, conferenze e via
    elencando. Unita all’altro "mito fondatore" del Sionismo: "dare una terra
    senza popolo ad un popolo senza terra", cioè due menzogne in uno slogan, non
    essendo gli ebrei "senza terra" ma avendo anzi "tutta la Terra" a
    disposizione come cosmopoliti per vocazione (anche prima delle distruzioni
    del Tempio) e non essendo ovviamente la Palestina un deserto disabitato ma
    una fiorente terra di insediamento arabo, parte integrante dell’Umma
    Islamica.


    U.S.A. e ISRAELE: LE VERE RAGIONI GEOPOLITICHE
    La verità è che Israele rappresenta per gli Stati Uniti d’America un
    AVAMPOSTO GEOSTRATEGICO FONDAMENTALE, al centro delle masse continentali
    eurasiatiche e africane, nonché il punto centrale di controllo di
    Mediterraneo e Medio Oriente. Quinta potenza militare del mondo, unica
    potenza atomica non dichiarata, Israele è il BASTIONE DELL’IMPERIALISMO
    TALASSOCRATICO USA piantato nel baricentro della più estesa massa di terre
    emerse, l’Eurasia, e nel cuore della Nazione Araba e della Comunità
    Islamica, proprio nel punto di confluenza tra varie entità
    etno-storiche-culturali che la formano. L’alleanza fondamentale tra la
    grande potenza globale e la piccola entità sionista, cementata dalla
    comunanza etnica della parte trainante della popolazione statunitense, è
    indispensabile a entrambe. Lo è chiaramente per Israele che non
    sopravviverebbe senza i dollari e gli armamenti americani, ma anche senza la
    rete di alleanze della superpotenza mondiale, sia la NATO sia i patti
    bilaterali con i governi arabi collaborazionisti. Lo è in egual misura per
    gli USA, per i quali Israele è il pilastro fondamentale dell’ARCO DI FORZA
    con cui si congiungono le due masse continentali dell’Atlantico. La presenza
    sionista in Palestina è assolutamente indispensabile agli Stati Uniti d’
    America, cioè ai potentati economico-finanziario-militari dominanti, per
    avere il "SEA POWER" Mediterraneo, il contenimento della potenza egemone
    terrestre russa (ma anche il "ricatto" politico e finanziario sulla Germania
    riunificata, cioè sull’Europa) e contemporaneamente il controllo sul mondo
    arabo e sulle rotte petrolifere. Dal Golfo Persico partano le "rotte dell’
    energia", vitali al Giappone ad est (l’altro potenziale rivale economico) e,
    attraverso Mar Rosso e Mediterraneo, all’Europa. Il possesso di questo nodo
    gordiano strategico su base continentale assicurerà per buona parte il
    dominio globale planetario nel XXI secolo ineunte.


    MANO ALLE CARTE
    Basta guardare una carta geografica per rendersene conto. La Terra è
    formata per il 71% di acqua e per il restante di terre emerse,
    sostanzialmente suddivise tra due grandi concentrazioni principali: i tre
    continenti della geografia classica, Europa-Asia ed Africa + la propaggine
    australiana, contrapposti alle Americhe. Un vasto sistema di mari interni,
    collegati da stretti facilmente controllabili penetra profondamente all’
    interno del cosiddetto "Vecchio Mondo", consentendo una navigazione
    relativamente sicura e interscambi d’ogni tipo. Mediterraneo, Mar Rosso, Mar
    Nero sono stati la culla delle più antiche civiltà, spesso formatesi attorno
    a fiumi navigabili che rendevano ricche zone altrimenti desertiche. La
    Geopolitica per parte sua prende in considerazione Unità Geopolitiche
    Pluricontinentali intersecantesi e sovrapponentesi in alcune aree: l’Eurasia
    (cioè Europa + Russia), Mediterraneo (Europa Meridionale e Nordafrica +
    Vicino Oriente), Asia "gialla" sino-nipponica, subcontinente indiano ecc… La
    Palestina si trova dunque esattamente nel baricentro della nostra area
    geopolitica eurasiatico-mediterraneo-mediorientale! E’ il punto di
    convergenza dove si scaricano le forze contrapposte delle unità geopolitiche
    suddette. La sua posizione a cavallo tra i due mari interni
    (Mediterraneo-Mar Rosso) ad un passo dal canale di Suez e non lontana dal
    Golfo Persico, la rende inoltre strategicamente determinante per i
    collegamenti tra i due oceani Atlantico e Indiano, cioè sulla rotta dell’
    energia mondiale moderna. Già nell’antichità del resto la zona
    siro-palestinese rappresentava il terminale terrestre della "Via della
    Seta", il punto d’imbarco di sete, oro, spezie, schiavi ecc… per l’Europa.
    Non solo. La Palestina si trova anche perfettamente al centro di quell’arco
    territoriale definito dai geopolitici "Mezzaluna Fertile" o "Inner
    Crescent", cioè la striscia di terreno fertile e coltivabile dato dai
    sistemi fluviali Tigri-Eufrate, [che separa l’area desertica arabizzata dall
    ’altopiano turcofono e da quello curdo-iranico, non distante dalle
    propaggini meridionali caucasiche], Giordano e delta nilotico. E’ proprio l’
    area di sviluppo delle grandi civiltà del passato: egizia, siro-babilonese,
    ellenistica. "Civiltà Potamiche Irrigue", come appunto le definisce la
    Geografia Politica che hanno favorito produzione e scambi in prossimità di
    mari chiusi, navigabili a vista, ma anche il formarsi di concentrazioni
    statuali di tipo autocratico, prodromo dei grandi imperi della storia. L’
    importanza dell’acqua potabile in aree aride a forte concentrazione
    abitativa è proprio uno dei fattori di destabilizzazione per il presente e
    il futuro. Non a caso il piano sionista originario, la "Grande Israele",
    andava proprio dall’Eufrate al Nilo! E comprendeva comunque entrambe le
    sponde del Giordano. C’è da aggiungere che lo stato sionista che è poi nato
    si colloca nel bel mezzo dell’Umma Islamica, (la Mezzaluna è anche il
    simbolo internazionale dell’Islam), tagliandola nettamente in due con la sua
    propaggine nel deserto del Negev, fino allo sbocco a Eliat sul Mar Rosso. E
    ne occupa una delle tre città sante (Gerusalemme/Al Qods per gli islamici,
    cioè appunto "la Santa"), come diremo poi. Quindi Israele rappresenta anche
    per gli alleati americani l’anello di congiunzione tra l’Alleanza
    Occidentale, in sostanza la NATO e i governi arabi alleati nella penisola
    arabica, a cominciare dalle monarchie giordana e saudita, tanto funzionali
    alla strategia globale americana, essendo confinanti o prospicienti ai
    nemici giurati degli USA: Siria, Iraq e Iran. La politica estera israeliana
    di mezzo secolo è sempre consistita in alleanze con avversari dei suoi
    confinanti per tenerli divisi, deboli e sottomessi all’occidente; Libano,
    Giordania, Egitto via via allargandosi a cerchi concentrici in tutta l’area.
    L’attuale strettissima alleanza politico-militare con la Turchia, in
    funzione anti-araba (leggi Siria ed Iraq, ma anche contro l’Iran della
    Rivoluzione islamica komeinista) rappresenta per Tel Aviv il coronamento di
    questa strategia di annientamento graduale, ma per gli Stati Uniti la
    saldatura tra i suoi vari sistemi di alleanze, essendo infatti la Turchia
    nient’altro che lo stato più orientale (e tra i meglio armati) dell’Alleanza
    Atlantica. Con Turchia e Israele, la talassocrazia americana penetra
    stabilmente nel cuore mediterraneo dell’Eurasia, completando l’
    accerchiamento del suo retroterra logistico russo-siberiano. L’esperienza
    cecena e l’Afghanistan, con il pesante contributo saudita non sono che gli
    aspetti più eclatanti di questa strategia di penetrazione continentale, che
    cede ancora e sempre il "Mare" contrapporsi alla "Terra", nell’accezione
    schmittiana dei termini.


    GEOGRAFIA SACRA E GEOPOLITICA
    E al centro di Israele Gerusalemme, Yerushalayim, Al-Qods; tre nomi, tre
    fedi religiose principali, molte identità, ma comunque un destino possibile
    solo come città unita. E al centro di Gerusalemme la Città Vecchia e la
    Spianata delle Moschee o, secondo la terminologia giudaica il Monte del
    Tempio. E lì la roccia sacra oggi coperta dalla cupola dorata,
    impropriamente definita "moschea di Omar", che con Al-Aksa compone il sacro
    quadrilatero su cui si concentra l’interesse del mondo. Per inciso al tempo
    delle crociate è proprio da qui che i Templari assunsero quel nome poi
    celebre in tutta Europa. E’ lo spuntone di roccia che fin dalle più remote
    età del bronzo rappresentò un punto sacrale e sacrificale di riferimento:
    sacrifici anche umani, come è chiaramente evidenziato dal racconto biblico
    del "sacrificio di Isacco" al quale dio stesso offre in sostituzione un
    capro. Gerusalemme è anche la città messianica, dell’attesa di un Messia di
    redenzione che i cristiani identificarono nel rabbi ebraico crocifisso. Ma è
    anche il luogo dove Maometto viene portato nel famoso volo notturno dalla
    Mecca su Al Barak (il Lampo), il cavallo dalle bianche ali, testa umana e
    coda di pavone, per ascendere al cielo e ricevere gli insegnamenti del
    Corano. La Palestina fu colonizzata quattromila anni prima di Cristo dai
    Canaei, popolazione semitica proveniente dalla penisola arabica (terra di
    Canaan, mentre il nome Palestina deriva dai Filistei, indoeuropei
    probabilmente arrivati dalla Grecia e dall’Egeo e famosi nella Bibbia per i
    continui conflitti con gli ebrei ). La stessa Gerusalemme non fu affatto una
    città ebraica bensì fu conquistata dal re Davide ai Jebusei, circa nel mille
    a.C. Il suo nome cananeo era Ursalim, la "Città della Pace"! Mai nome è
    stato meno appropriato per una città e una terra devastate da millenni di
    guerre e invasioni d’ogni tipo. La storia stessa di Israele, per quello che
    ce ne riferisce la Bibbia, è una continua storia di massacri perpetrati a
    danno delle varie tribù cananee e dei Filistei per appropriarsi della terra,
    delle città, ridurre i popoli in schiavitù (ma spesso massacrarli fino all’
    ultimo uomo e animale) ed imporre il proprio culto su tutti. Il destino di
    Gerusalemme, voluta da Davide come capitale del suo regno, è segnato dalla
    sua stessa geografia. Le colline di Gerusalemme infatti non sono che la
    parte centrale di una catena che dal monte Carmelo a nord, passando per l’
    Ebal e il Garizim (centro sacro ai Samaritani, che danno il nome alla
    regione) arriva fino alle colline di Giudea per degradare nella valla del
    sale, verso Dimona [il centro atomico israeliano] e il deserto del Negev
    fino allo sbocco nella striscia di Eliat. Da codesta posizione di centralità
    Gerusalemme domina da una parte la depressione del Giordano che dal Lago di
    Tiberiade (Mare di Galilea!), attraverso il Mar Morto arriva allo sbocco del
    golfo di Aqaba; dall’altra tutta la costa mediterranea. Sotto l’aspetto più
    "sacrale", anche il trionfo del cristianesimo in occidente e poi dell’Islam
    in Asia e Africa e parte d’Europa, ha posto in rilevanza nel mondo il ruolo
    centrale di Gerusalemme, obiettivo mistico e strategico delle crociate,
    della riconquista islamica, dell’Impero Ottomano, del colonialismo europeo e
    infine del sionismo e della rinascita islamica. Basti pensare che nelle
    mappe approssimative del Medioevo e Rinascimento , almeno fino al XIV-XV
    secolo, Gerusalemme è rappresentata come il centro del mondo, il punto di
    confluenza dei tre continenti allora conosciuti e sommariamente divisi tra
    un’Europa e un’Africa di pari dimensioni e un’Asia grande quanto entrambe
    messe insieme. Il tutto circondato dal "grande fiume Oceano". In Dante essa
    rappresenta l’esatto opposto fisico dell’Inferno più profondo. E comunque
    per tutte le religioni monoteiste dell’area mediorientale è la
    raffigurazione stessa in terra della città ideale e spirituale, la
    Gerusalemme Celeste. Spesso contrapposta a Roma imperiale (Nuova Babilonia)
    come esempio archetipico di civiltà contrapposte. A maggior dimostrazione
    dell’intrecciarsi storico tra motivazioni ideologiche, geopolitiche e di
    "geografia sacra". Nelle profezie antiche, riprese dai moderni
    fondamentalisti giudeo-cristiani , lo scontro finale tra Bene e Male, Luce e
    tenebre avverrà "in Armagheddon", nella pianura di Meghiddo, (valle di
    Izreel) Si tratta del nord di Israele, della depressione naturale che da
    Haifa scende trasversalmente fino al Giordano. A nord c’è la Galilea e poi
    il Golan occupato nel 1967 e il Lago di Tiberiade: da cui parte l’acquedotto
    Kinneret-Negev che convoglia le acque attraverso tutto l’Israele precedente
    la conquista della Cisgiordania. fino appunto al deserto meridionale ed alla
    striscia di Gaza anch’essa occupata durante la cosiddetta Guerra dei sei
    giorni. L’occupazione della parte occidentale del regno hashemita di
    Giordania fu allora giustificato dal governo di Tel Aviv come necessità
    strategica vitale data l’esiguità del territorio israeliano ridotto ad una
    striscia tra confine giordano e mare. Ma proprio la folgorante vittoria di
    allora e la sproporzione di mezzi militari e non ha dimostrato l’
    infondatezza di tale assunto strategico. L’unica volta che lo stato ebraico
    ha rischiato il tracollo fu nel ’73, "la guerra del Kippur" e l’attacco
    venne da nord e soprattutto dall’Egitto, cioè le parti in teoria più lontane
    dal centro vitale e meno attaccabili secondo gli strateghi. L’America
    risolse le sorti del conflitto a favore di Israele con un massiccio ponte
    aereo di forniture militari, con la sostanziale immobilità di Mosca.


    QUALCHE CIFRA
    Quando si parla di Palestina bisogna sempre tener presente che l’importanza
    di questa terra e dei suoi abitanti NON è data dalle dimensioni geografiche
    o demografiche, dallo SPAZIO, bensì dalla POSIZIONE; oltrechè, come abbiamo
    detto, da una serie di riferimenti storici, culturali e cultuali non
    misurabili in metri o chilometri, come quel "bello spirito" di diplomatico
    americano che recentemente si meravigliava di tutto il trambusto per pochi
    mq. di terra della Spianata delle Moschee ("bastava dare in cambio agli
    arabi un po’ più di terra altrove!!" ed ecco risolto il problema). Lo stato
    di Israele si estende su 20325 kmq. La Cisgiordania occupata ha 5878 kmq.
    Gerusalemme compresa, Gaza solo 362 kmq con una popolazione di un milione di
    abitanti! Una delle più alte concentrazioni di popolazione mondiale. L’
    altopiano del Golan annesso unilateralmente da Israele nel 1981 è di 1150
    kmq., ma la sua importanza è soprattutto strategico militare dominando la
    pianura sottostante e quindi tutto il sud siriano, Damasco compresa. Per
    avere un’idea delle proporzioni la Toscana ha quasi 23.000 kmq di
    territorio, la Sicilia si avvicina a 26.000. Israele misura quindi meno di
    una regione media italiana! I Territori Occupati raggiungono appena i 6.000
    kmq. (l’Umbria ne fa 8456!). Su questo territorio non certo florido, almeno
    nelle condizioni in cui è stata ridotta la parte araba, e con limitato
    accesso alle fonti idriche, vivono da un milione e mezzo a due milioni di
    palestinesi contro i 4 milioni e mezzo di israeliani, cui vanno aggiunti i
    palestinesi con documento israeliano, cittadini di serie B a tutti gli
    effetti e 100.000 drusi, beduini ecc… La spartizione finora prevista
    assegnerebbe solo il 90% circa di questo territorio ai legittimi abitanti,
    in una distribuzione a pelle di leopardo che lascerebbe agli insediamenti
    israeliani (annessioni dirette a Israele a parte) non solo le posizioni
    migliori, come le alture strategiche, ma anche il controllo delle frontiere
    e quindi della linea del Giordano, unico approvvigionamento idrico per
    tutti. Ed è su questi brandelli di territorio, vere "riserve indiane" del
    XXI secolo che dovrebbe sorgere il futuro stato Palestinese! Siamo quasi
    nell’ordine di dimensioni di un qualsiasi micro-stato dell’Oceania! Ed è
    solo su questa minima parte di "terra senza popolo", come la definiva il
    sionismo, che dovrebbe far ritorno il NON-popolo di almeno 5/6 milioni di
    profughi palestinesi, eredi delle "pulizie etniche" del 1948, 1967 e ’82
    (Libano) attuate dal "popolo senza terra". Palestinesi che vivono da
    generazioni nei campi profughi, dispersi in tutto il medioriente, ma anche
    in Europa, America, ovunque nel mondo. Si pensi che rappresentano il 60%
    della popolazione dell’attuale Giordania.
    Israele si definisce da sempre l’unica vera democrazia del M.O. Una "democrazia" che però vale solo per gli ebrei, quelli israeliani e quelli che possono scegliere di diventarlo quando vogliono in base alla "legge del ritorno", rimanendo quasi sempre in
    possesso del doppio passaporto. Se si permettesse, e a ben maggior diritto,
    alle vittime arabe della Nuova Diaspora moderna di tornare alle proprie
    case, da cui furono cacciati con le guerre, il terrore, le espropriazioni, i
    palestinesi rappresenterebbero la maggioranza della popolazione e potrebbero
    democraticamente stabilire il destino della terra dei loro avi: la
    Palestina. Né vale l’obiezione per cui gli ebrei non avrebbero più patria
    ancora una volta nella storia. Sia perché sono oggi stabilmente insediati in
    quasi tutti i paesi del globo, dove godono di tutti i diritti e anzi
    rappresentano spesso le èlites economiche e mediatiche dei paesi di
    residenza. Sia perché potrebbero benissimo vivere da cittadini di uno stato
    palestinese, arabo ed islamico come fu per secoli in passato e com’è a tutt’
    oggi in tanti paesi islamici per le minoranze religiose ed etniche (si pensi
    all’Iran, alla Siria , al Libano ecc…) Del resto la grande maggioranza degli
    ebrei continua a vivere e prosperare fuori dai confini israeliani; ci sono
    quasi altrettanti ebrei nella sola New York (detta anche per questo
    Jew-York) che in tutta la Palestina sionistizzata. La verità è che per il
    mondo arabo l’occupazione sionista è stata giustamente considerata l’ultima
    invasione coloniale occidentale. Israele è l’ultima "colonia" rimasta nell’
    intero Vecchio Continente.


    LA SOLUZIONE: ANCORA E SEMPRE "GUERRA ALLA GUERRA IMPERIALISTA"
    Ed è una colonia non europea, ma americana, la punta di penetrazione dell’
    imperialismo capitalista made in USA in un’area strategica di così vitale
    importanza, come abbiamo più volte ripetuto. L’interesse americano, in
    particolare dell’amministrazione Clinton, supportata e/o ricattata dalla
    potente lobby ebraica statunitense (vedi "caso Lewinsky"), ad una rapida
    conclusione della pace imposta ad Arafat è la riprova dei reali interessi
    geostrategici di dominio degli Stati Uniti nell’area. E’ infatti evidente
    che l’egemonismo americano in questo settore planetario può essere sicuro
    soltanto con una garanzia di intoccabilità per Israele ed una sottomissione
    dei palestinesi al ruolo che è loro destinato nello stato sionista: braccia
    da lavoro schiavistico a basso prezzo e a rischio zero per il mantenimento
    dei padroni occupanti. In questa prospettiva che va ben oltre i ristretti
    confini di un piccolo stato, coloro che puntano alla "pace a tutti i costi",
    alla firma di un accordo comunque sia, sono ancora più deleteri e nemici
    della VERA PACE (che in quanto tale non può prescindere dalla giustizia), di
    quelli che almeno hanno l’onestà fanatica di dichiararsi "il vero popolo di
    dio, cui fu destinata tutta la terra tra il Giordano ed il mare" ed oltre,
    ed agiscono di conseguenza. Ma il gioco degli imperialisti è oramai così
    scoperto e il presunto "arbitro" degli accordi così apertamente schierato
    con una delle parti, che tutto il mondo, non solo arabo, ha ben compreso il
    trucco, il tranello. Dopo la Seconda Intifada, dopo che le pietre dei
    giovanissimi palestinesi hanno colpito più a fondo di tutti gli eserciti
    arabi in tutte le guerre di oltre mezzo secolo, la dirigenza palestinese e i
    governi arabi collaborazionisti devono e dovranno sempre più tenere conto
    della volontà popolare, oggi guidata dalle avanguardie islamiche
    rivoluzionarie. Del resto l’esempio di liberazione di Hezbollah libanese ha
    fatto scuola, dimostrando che Tsahal, l’esercito d’occupazione israeliano
    conosce solo il linguaggio della forza e si ritira solo di fronte ad una
    volontà più determinata della sua. Ragionando per iperboli, potremmo
    affermare che l’esistenza stessa dell’entità sionista d’occupazione in terra
    palestinese serve a smascherare il gioco dell’imperialismo
    americano-sionista nel Medio Oriente, in Eurasia, ovunque. E per inciso la
    Diaspora Palestinese ha creato, pur nella miseria e nella privazione, una
    classe dirigente giovane e determinata, colta e disperata, ma forte perché
    non ha più niente da perdere e tutto da guadagnare nella lotta di
    Liberazione, nazionale, sociale e culturale. Una miscela esplosiva che
    preoccupa, questa sì seriamente, non solo Israele e gli interessi americani
    dal Mediterraneo all’Oceano Indiano, dall’Europa all’Africa, ma anche tutti
    quei governi arabi rinnegati e collaborazionisti, i cui popoli vedono nella
    odierna lotta dei giovani palestinesi un esempio, una guida, un modello da
    seguire per liberarsi da dirigenti corrotti e venduti che hanno ridotto in
    miseria paesi altrimenti ricchissimi di risorse e materie prime. In quanto
    all’Europa, anch’essa occupata da oltre mezzo secolo dalle truppe d’
    invasione americane, è evidente quale sarebbe il proprio interesse
    geopolitico ed economico. Schierarsi senza indugio al fianco del popolo
    palestinese in lotta contro i padroni del mondo, i "Nemici dell’Uomo" per
    antonomasia, di tutti gli uomini e i popoli della Terra: il Mondialismo
    americano-sionista, di cui Eretz Israel non è che la punta affiorante di un
    icesberg di terrore e di morte.
    1° gennaio 2001 d.C.

  4. #4
    Membro 88
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Lecco
    Messaggi
    146
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Israele nn doveva nascere?

    Originally posted by Petronivs
    Si fa vn gran parlare in qvesto periodo della sitvazione israelo-palestinese: eccidi da entrambe le parti, kamikaze e tanks la fanno da padroni svlle prime pagine dei giornali..ma mi è venvto vn dvbbio: molti in qvesto Forvm (mi ci metto anch'io) sostengono lo sbaglio che è stato fatto 50anni fa di creare lo Stato d'Israele defravdando i Palestinesi della loro legittima Nazione. E' logico dire che nn è possibile andarsene da casa propria per 2000anni e poi ritornare con la prepotenza di chi esige di essere ancora il proprietario..però mi domando: in che altro modo si poteva risolvere il "problema ebrei"? Qvale altra migliore solvzione si poteva escogitare per evitare gli eccidi che si trascinano ormai da decenni? Hitler voleva trasferire i givdei in Madagascar, ma anche così il problema nn si sarebbe riproposto allo stesso modo del Medio Oriente? E allora, per vna volta, invece di fare solo critiche distrvttive, datemi vna solvzione propositiva a vn problema così spinoso: cosa si doveva fare al tempo per evitare qvello che sta svccedendo oggi?
    Perchè altrimenti è facile dire "qvesto nn va, qvello ha sbagliato", se nn si trova vn'alternativa migliore e concreta da proporre! Salvti!

    Petronivs.

    La soluzione migliore secondo me sarebbe trasferire tutti gli ebrei del mondo al Polo Nord, che fondino lì il loro stato di Israele.

  5. #5
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Né vale l’obiezione per cui gli ebrei non avrebbero più patria
    ancora una volta nella storia. Sia perché sono oggi stabilmente insediati in
    quasi tutti i paesi del globo, dove godono di tutti i diritti e anzi
    rappresentano spesso le èlites economiche e mediatiche dei paesi di
    residenza.


    E' proprio questo il punto: il paradosso di una posizione filopalestinese oltranzista (che cioè contesta l'esistenza stessa di Israele) vede di buon occhio il persistere di questa situazione. Ora, che questo provenga dagli ambienti delle varie sinistre internazionaliste è un conto, ma l'adesione un pò frettolosa ed acritica da parte del neofascismo porta a risultati paradossali ! Per affermare con estrema coerenza il principio di omogeneità etnoterritoriale a favore dei palestinesi si è disposti a rinunciarvi per se stessi e a non vedere come un problema irrisolto la presenza di comunità ebraiche in Europa. L'obiezione riportata da Terracciano vale eccome; perchè è estremamente superficiale dire che siccome sono insediati stabilmente in ogni parte del globo, allora hanno una patria, tralasciando del tutto la problematicità (indiscutibile) del rapporto degli ebrei con gli Stati ospitanti. E la continuazione smentisce l'autore stesso, che ammette che essi rappresentano le elites economiche e mediatiche , confermando con ciò il lobbismo ebraico e quindi l'assenza di lealtà nella loro condotta verso i goyim.
    E allora, pur non cadendo nella immagine propagandistica di Israele presso i liberali, come di unica democrazia del Medio Oriente, vogliamo pure trovare una ragione di esistere per Israele, e cioè quella di unico gigantesco ghetto per gli ebrei (che siano etnia o religione a questo punto non importa + molto) che non possono o non vogliono vivere mescolati con altri popoli ? I filoebraici alla gribisi etc... capovolgeranno la prospettiva e parleranno di Stato-rifugio contro la crudeltà del mondo, ma chi se ne importa ? Che alcuni lo interpretino così, ma il risultato sarà lo stesso e funzionale agli interessi europei.
    Ricordo che il fascismo ed il nazionalsocialismo mica per capriccio
    furono filo-sionisti:

    Reinhardt Heydrich, Das Schwarze Korps , 1935

    "We must separate the Jews into two categories, the Zionists and the partisans of assimilation. The Zionists profess a strictly racial concept and, through emigration to Palestine, they help to build their own Jewish State...our good wishes and our official goodwill go with them."

    E Alfred Rosenberg:

    "Zionism must be vigorously backed so that a yearly contingent of German Jews shall be transported to Palestine."

    Bulow-Schwante, al Ministro degli Interni:

    "There is no reason to impede by administrative measures the Zionist activity in Germany ; for Zionism is not in conflict with the National-Socialist program, whose object is to make the Jews leave Germany progressively."

    etc etc ...

  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    935
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Purtroppo, posta così, sarebbe ancora abbastanza semplice.
    Il fatto è che il sionismo non è un semplice nazionalismo, come probabilmente in buonafede credevano quei nazionalisti europei.
    C'è molto di più. E precisamente l'intrecciarsi dei motivi religiosi.

  7. #7
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Nel senso della natura messianica di Israele (e quindi necessariamente espansionista) o dei problemi nei rapporti con l'Islam ?

  8. #8
    dal 1° febbraio 2001 !
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Augusta Taurinorum
    Messaggi
    2,798
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Israele nn doveva nascere?

    Originally posted by CAMERATA Luca



    La soluzione migliore secondo me sarebbe trasferire tutti gli ebrei del mondo al Polo Nord, che fondino lì il loro stato di Israele.
    scherzi ?
    e poi come la mettiamo con gli esquimesi ???

    "... e ciascuno morendo scagli l'asta per l'ultima volta,
    ché degno d'onore e magnifico è per un uomo combattere
    per la sua terra e i figli e la sposa legittima
    contro i nemici "
    Tirteo


    http://www.webgif.com/flags_ani/italia.gif

  9. #9
    Cavaliere
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    5,062
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Israele nn doveva nascere?

    Originally posted by AIACE TELAMONIO


    scherzi ?
    e poi come la mettiamo con gli esquimesi ???

    Domanda interessante.
    In pratica qua si è concordi (gli appartenenti all' area) che meno ebrei ci sono in Europa e nel Mondo, meglio è.
    E tuttavia molti di voi vogliono che gli ebrei perdano il loro stato in Palestina, rendendo con ciò irrealistica ogni speranza (vostra) di porre fine all' ebraismo diasporico e mettere tutti gli ebrei da qualche parte lontano da qui.
    Ogni tanto qualcuno propone altre "sistemazioni" tipo Madagascar o Polo Nord, senza avvedersi del fatto che il problema palestinese si riproporrebbe tale e quale con gli autoctoni del territorio prescelto.
    Gira e rigira, se dipendesse da voi gli ebrei resterebbero in Europa, magari senza cittadinanza e palleggiati da un paese all' altro come in Italia gli zingari, che da-qualche-parte-bisogna-metterli-ma-non-dove-abito-io.
    Vedo che l' unico elemento unificante tra voi è la fortissima diffidenza nei riguardi degli ebrei e la voglia di averli il più lontano possibile.
    Per il resto vi contraddicete su tutto, non solo tra voi ma anche in ciascuno di voi stessi.

  10. #10
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Infatti, gribisi, nel mio intervento ho voluto mettere in luce queste contraddizioni tra antisemitismo-antisionismo rispetto ai fascismi storici, che furono filo-sionisti proprio perche' antisemiti. Da parte del neofascismo contemporaneo questo antisionismo radicale mi appare quasi come l'unica piccola possibile revanche rispetto alla guerra perduta e alla mitizzazione dell'antisemitismo. Insomma una battaglia un po' di retroguardia, a mio parere

 

 

Discussioni Simili

  1. Libia:"Si doveva fare così ,si doveva fare cosà"
    Di King Z. nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 48
    Ultimo Messaggio: 10-04-11, 16:07
  2. Sta per nascere il mio partito?
    Di Danny nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 45
    Ultimo Messaggio: 28-06-06, 17:01
  3. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 27-04-06, 23:47
  4. Sta per nascere..MetaDestra
    Di cristiano72 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 69
    Ultimo Messaggio: 16-04-06, 19:19

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito