Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
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    Predefinito parliamo un po' della Francia ?

    Il risultato francese deve preoccupare soprattutto per due ottimi motivi, che poi dovrebbero essere anche riflessioni sia per noi di Rifondazione, soprattutto per la nostra sinistra interna da un lato e per gli emendatatri dall'altro e per tutti i centrosinistri, escluso PV che evidentemente andrebbe avviato all'associazione per disabili mrntali in cui io faccio volontariato.
    La prima riflessione è che sia l'astensione che il voto a tutto ciò che poteva rappresentare nell'immaginario o nella realtà del nuovo a sinistra è stato premiato dagli elettori, le tre formazioni in gara raggiungono circa il 12%, se ad esse si aggiungono i verdi che hanno fatto una campagna elettorale quasi fossero fuori dal governo, no alla guerra, e con posizioni vicine al movimento antiglobalizzazione, la percentuale è simile a quella di Jospen, il PCF paga il fatto di non aver mai detto una cosa di sinistra, ma soprattutto fatto, la SUA PASSIVITA', Asimov, lo avvicina più ai pcdini, pensa alle sue posizioni su tutte le guerre a cui la FRancia ha attivamente partecipato, le famose 35 ore, sono state in effetti una legge di compromesso che non ha soddisfatto nessuno nè gli industriali, nè gli operai, a dimostrazione che non si può dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, se si fa una cosa di sinistra , deve essere di sinistra e basta, il fatto che durante la campagna elettorale Chirac e Jospen sembrassero la stessa persona dovrebbe far riflettere i nostri centrosinistri, questa è la seconda debacle che le teorie di dalemiana origine riescono a far fare alla sinistra, penso che a questo punto perseverare sarebbe veramente diabolico, vero PV!, unica, ma amara soddisfazione è quella che le analisi fatte dal documento di maggioranza di Rifondazione ricevono da queste elezioni una, se così si può definire, consacrazione, non una analisi su come ci si dovrà muovere in prospettiva viene annullata, ogni parola riceve una conferma, e coloro che emendando pensavano ad altro, vedi correntone ed company, che riflettano per bene, il titanic dei compromessi a tutti i costi sta dimostrando che essi fanno vincere la destra sempre ed ovunque.
    La francia è ora la dimostrazione pratica che la sinistra può vincere e gonvernare, se le è permesso dai generali, solo se dice e fa cose di sinistra, una sinistra seriamente antiglobalizzazione, contro la guerra, sarebbe sicuramente andata al ballottaggio con Chirac, i dati sono lì a dimostralo, una sinistra di compromesso muore, vedi PCF, il secolo è cambiato e con lui tutto il resto, pensare di agire ancora da sinistra come se fossimo negli anno '80 o prima è un puro suicidio, la gente, il popolo vuole posizioni chiare, vuole ana sinstra che è tale nelle parole e nei fatti, se non sei così muori.
    il 30% della classe operaia francese ha votato Le Pen!
    Questo è un dato che ci deve far riflettere, di fronte ad una sinistra che parlava come il centro, di fronte a dei comunisti che non parlavano del tutto, il tema della sicurezza, ha preso il sopravvebto sui temi della politica e che meglio di Le Pen rappresentava quel tema?
    Egli si presentato come il simbolo della sicurezza contro le paure ataviche della piccola borghesia, e l'operaio, Marx insegna, quando non segue la sinistra è un perfetto piccolo borghese, inoltre ha tuonato contro la globalizzazione ed ha promesso che i diritti degli operai non verranno mai calpestati, una destra sociale più furba di quella di Alemanno e Storace, in questo modo ha catturato i voti di una classe allo sabndo, abbandonata da un alto dal PCF, troppo preoccupato di fare governo, e di un movimento che non ha mai reggiunto le fabbriche come invece è successo in Italia, troppo elitaria è stata la politica del movimento in Francia, troppo distaccate dalla realtà sociale le sue parole d'ordine, troppo genericamente antiglobalizzazione e pèoco legate alle realtà sociali della classe, questa riflessione vale anche per i nostrani social forum, che però sono cosa completamente diverse dagli omonimi francesi, il movimento antiglobalizzazione senza l'apporto del movimento operaio non solo è senza uan gamba, ma perde completamente il suo connotato antagonistico e diventa un fattore elitario distaccato dalla realtà delle masse popolari.
    Ho cercato di fare alcune riflessioni, sono incomplete e forse influenzate dal mio stato d'animo molto incazzato, spero comunque di contribuire ad un seri dibattito.

    --------------------------------------------------------------------------------

  2. #2
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Il liberismo temperato non interessa alla maggioranza

    Il risultato francese ha sopreso tutti. In qualche modo la sua stessa imprevedibilità è in parte causa della disastrosa sconfitta della sinistra. Chiunque era convinto che al ballottaggio, come sempre, si sarebbero confrontati il candidato gollista e quello socialista. Moltissimi a sinistra hanno pensato di poter votare il loro candidato al primo turno, per poi votare Jospin al secondo. Molti astensionisti magari hanno pensato che importante era solo il voto al secondo turno. Questa idea di un risultato scontato ha indotto comportamenti che lo hanno invece stravolto. Una eccessiva frammentazione a sinistra ed un elevato astensionismo. Se esistesse la macchina del tempo e gli elettori francesi potessero salirci sopra, i risultati del primo turno si probabilmente si modificherebbero. Ma, un dato resterebbe uguale: la debolezza di Jospin, la tiepidezza dei francesi nei confronti del loro miglior governo degli ultimi tempi. In questo senso si può in ogni caso dire, che anche la Francia conferma, il fallimento europeo del centrosinistra, non tanto riferito ad una formula politica (quella francese era la gauche plurielle), quanto ad un programma politico: oggi il liberismo temperato non interessa la maggioranza dei cittadini elettori. Chi lo rappresenta, come il suo avversario, per prevalere ha bisogno di proporsi come barriera ad un grande pericolo. Questo sarà in fondo il modo in cui Chirac otterrà la maggioranza al secondo turno.

    R.

  3. #3
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    Unhappy la Francia nella tempesta

    Ci sono due dati fondamentali, a mio parere, che sottolineano come - è vero, bisogna dirlo - una ricerca da parte di una certa sinistra anche comunista di una politica moderata e per un capitalismo "ben temperato" sia fortemente perdente (lo dimostra purtroppo lo scarsissimo dato elettorale del PCF, che pure io personalmente avrei sostenuto con il voto se fossi stato in Francia a votare): quei 9 milioni e mezzo di francesi che non hanno votato e la perdita della riconoscibilità politica delle singole forze politiche, di alcune di esse.
    Si perde riconoscibilità quando si parla non il proprio linguaggio ma quello altrui e quando si sostengono guerre e conflitti di netto stampo imperialista (se mai esistono guerre non imperialiste...).
    La frammentazione della sinistra è certamente un elemento che si può criticare o meno: cinque candidati di sinistra alle presidenziali francesi non aiutano certo a proclamare il vecchio detto "l'unione fa la forza". Non è un principio demagogico, ma un atto politico che va perseguito nelle rispettive differenze di strategia e di programma, ma vanno trovati dei punti unitari per non solo battere le destre fasciste come quella del Front National di Le Pen, ma soprattutto per operare sempre meglio una vera politica di sinistra, aspirando a migliorare le condizioni di vita dei più deboli.
    Condivido quanto afferma Roderigo, un poco di meno quanto afferma falcorosso ( me lo perdonerà, ma penso sappia che la pensiamo tendenzialmente in modo diverso sulle questioni dell'unione delle forze politiche di sinistra e sulle analisi sociali nel nuovo secolo).
    Ora bisogna ripartire da una tabula rasa di tutto, riaggiornare le agende politiche, rifondare ha detto Bertinotti, ecco...rifondare anche in Francia una pratica comunista e socialista vera, capace di essere non di centrosinistra, ma marcatamente di SINISTRA.

    Un saluto comunista.

    Marco

    www.geocities.com/prcsvcentro

    www.geocities.com/rossebandiere

  4. #4
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    Predefinito

    Vorrei precisare che sia LO che LCR si sono sempre presentate sia alle presidenziali che alle politiche, il terzo esponente ha preso lo 0, tot, quindi non è caso di parlarne, la frammentazione quindi esisteva anche quando la sinistra ha stravinto, se poi i voti della LCR sono passati dal o, tot delle passate elezioni al circa 5% di queste la colpa non è certo della LCR ma di una sinistra che non aveva programma di un candidato troppo eguale, la prima pag. di Le Monde con i due semivisi e la domanda "chi è". avrebbe dovuto gia far pensare qualcuno, semmai se proprio si vuole accusare qualcuno non è certo a sinistra che va cercato ma al centro perchè Chevenet le altre volte non si era presentato ed il suo 3,7% avrebbe portato JOSPEN SOPRA lE pEN, MA IL DANNO FATTO DAI RADICALI non si limita a questa ma semmai ad aver spostatoto tutto il tema della campagna elettorale sulla sicurezza costringendo gli altri candidati a seguirli e quindi a parlare di un tema che era il caposaldo di Le Pen.
    Se la sinistra alternativa, che si è sempre presentata autonomamente a tutte le elezioni ha preso più del 10% la colpa non è sua, ma di un PCF troppo legato alla logica del pèotere e non della politica di sinistra, vedi varie guerre subite.

 

 

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